Lecce, documenti falsi per ottenere posti al pronto soccorso: 3 indagati

LECCE. Tre leccesi sono indagati a piede libero poiche', allo scopo di ottenere l'assegnazione di una postazione estiva di pronto soccorso, hanno presentato delle certificazioni falsificate che attestavano il possesso dei titoli richiesti da parte degli associati. L'accusa e' di falsita' ideologica commessa da privato in atto pubblico.
Tutto e' partito dalla denuncia presentata alla Questura da parte del presidente e vice presidente di una associazione di Volontariato contro N.V., ritenenuto responsabile di aver falsificato e presentato all'Asl gli attestati di abilitazione al supporto di base delle funzioni vitali e defribillazione precoce in eta' pediatrica. La Asl di Lecce ha congelato il rimborso spese per la gestione della postazione di pronto soccorso estivo in favore dell'Associazione di volontariato.
Nonostante la remissione della querela, agenti della Questura, dopo che si e' accertato che si trattava di reati procedibili d'ufficio e, che la situazione costituiva pericolo di danni alla salute degli utenti in eta' pediatrica, hanno svolto ulteriori accertamenti, ad esempio sono state ascoltate le tre persone ma anche funzionari del 118. E' emerso che gli indagati erano perfettamente consapevoli del loro deficit di formazione.
Le informazioni rese dai funzionari del 118, hanno permesso di evidenziare come vi fosse anche un altro caso in cui la medesima certificazione era sospetta di falsità, ovvero quella appartenente a C.A, di anni 58, appartenente ad un'altra associazione. Anche tale sospetto di falsità ha trovato riscontro negli accertamenti effettuati. Si è chiesto, perciò, al Consiglio Direttivo dell’I.R.C. di Bologna, apposita documentazione relativa alle attestazioni oggetto di accertamento.
In sostanza, gli atti d’indagine hanno evidenziato come al momento dell’assegnazione delle postazioni di pronto soccorso estive, ve ne siano alcune particolarmente ambite dalle associazioni di volontariato, le quali, ovviamente devono essere in possesso di precisi requisiti richiesti dalla Asl, la quale, successivamente, opera delle verifiche sul possesso dei requisiti, evidenziando come la totalità delle associazioni in questione sino ad oggi non ha mai dato adito a rilievi di sorta. Solo nell’ultimo anno, si è evidenziato come un'associazione, pur di ottenere l’assegnazione della postazione dalla stessa ritenuta più ambita, ha prodotto certificazioni contraffatte che le hanno consentito, al momento dell’assegnazione di ottenere una priorità rispetto ad altre associazioni concorrenti.