Melendugno, gambizzato figlio di rapitore di studentessa grossetina

di Daniele Martini
Ancora un evento di cronaca nel Leccese. Questa volta è avvenuto a Melendugno. Due uomini, a bordo di una Panda di colore nero, uno dei quali, si sarebbe saputo dopo, con accento napoletano, hanno fatto fuoco in direzione di Daniele Balloi, 26 anni, figlio di Antonio Balloi, il pastore sardo coinvolto nel rapimento di Esteranne Ricca, la studentessa di Grosseto rapita nel 1987 mentre andava a scuola. Il povero ragazzo è stato gambizzato intorno alle 17:30 di giovedì 20 gennaio nei pressi della masseria del Capitano, sulla strada per Martano. Proprio a Surbo, nella masseria La Grande, c'era una delle prigioni della ragazza.
Il giovane, nel tardo pomeriggio di ieri, è stato raggiunto dai proiettili al basso ventre e ad una coscia. Dopo il ferimento, è stato trasportato presso il Vito Fazzi di Lecce, ma per i medici che gli hanno prestato le prime cure non sarebbe in pericolo di vita. Dopo avere raggiunto la masseria, due uomini avrebbero chiesto del 26enne, ma quando quest’ultimo è uscito, lo hanno sparato. Sul luogo i carabinieri della compagnia di Lecce hanno trovato due bossoli di proiettile.

LE INDAGINI - Dalle prime indiscrezioni, gli investigatori, che sarebbero comunque sulle tracce dei sicari, escluderebbero la matrice malavitosa, indirizzandosi più su questioni personali.
Nella masseria Il Capitano di Melendugno, in affitto alla famiglia di pastori sardi, fu trovata anche l’Alfa 164 e la Saab che vennero utilizzate per la strage della Grottella a Copertino il 6 dicembre del 1999. Il padre del gambizzato fu ascoltato nel processo agli autori dell'assalto al portavalori della Velialpol che costò la vita a tre guardie giurate dell'istituto di vigilanza.

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