Parco di Rauccio: Perrone, ci hanno lasciati soli
LECCE. L’incendio divampato sabato al Parco naturale di Rauccio diventa l’occasione per ripercorrere alcuni significativi passaggi burocratici. Il Parco venne istituito nel lontano 2002. Ebbene da quell’anno ad oggi il Comune di Lecce ha potuto contare solo su 34.903 euro, somma concessagli dalla Provincia di Lecce per effettuare il servizio antincendio. Con le risorse a nostra diposizione riusciamo solo a promuovere a malapena la campagna di sensibilizzazione denominata Amico Fuoco, dal 15 luglio al 15 agosto di ogni anno.
Le criticità non finiscono qui. Appena due associazioni (Ala Azzurra e Sea Guardians) sono state selezionate dalla Regione Puglia per effettuare il servizio antincendio ma sono costrette a vigilare l’intera fascia costiera leccese. Sarebbe auspicabile, a tal fine, lasciare nelle mani del settore della Protezione Civile del Comune di Lecce il coordinamento di tutte le operazioni da svolgersi di concerto con la sala operativa della Protezione Civile della Regione e con la Prefettura di Lecce.
Insomma, la verità è che nella gestione dei Parchi siamo stati lasciati soli. La Regione Puglia dopo aver istituito 15 parchi regionali, tra cui quello di Rauccio, si è praticamente defilata, lasciando al Comune di Lecce l’onere di coordinare e finanziare qualsiasi tipo di attività, salvo somme irrisorie utili solo per piccole manutenzioni. Nonostante questa situazione Palazzo Carafa cerca di sopperire con le sue forze stanziando piccole somme ed evitando di istituire un Ente Parco a parte che comporterebbe alti costi di gestione degli uffici.
L’attuale Autorità di gestione del parco è infatti incardinata nel CDR XX (Centri di responsabilità Ambiente) e il direttore del Parco è lo stesso dirigente del settore - l’architetto Fernando Bonocuore - che, insieme ai componenti dell’Ufficio non percepisce alcun emolumento aggiuntivo per adempiere a tale funzione.
E’ evidente, dunque, che tutto ciò non basta. Serve uno sforzo maggiore sul piano economico da parte delle altre Istituzioni, Regione Puglia in primis, altrimenti si rischia di non riuscire più a garantire la sicurezza al Parco naturale regionale di Rauccio e agli stessi cittadini.
Le criticità non finiscono qui. Appena due associazioni (Ala Azzurra e Sea Guardians) sono state selezionate dalla Regione Puglia per effettuare il servizio antincendio ma sono costrette a vigilare l’intera fascia costiera leccese. Sarebbe auspicabile, a tal fine, lasciare nelle mani del settore della Protezione Civile del Comune di Lecce il coordinamento di tutte le operazioni da svolgersi di concerto con la sala operativa della Protezione Civile della Regione e con la Prefettura di Lecce.
Insomma, la verità è che nella gestione dei Parchi siamo stati lasciati soli. La Regione Puglia dopo aver istituito 15 parchi regionali, tra cui quello di Rauccio, si è praticamente defilata, lasciando al Comune di Lecce l’onere di coordinare e finanziare qualsiasi tipo di attività, salvo somme irrisorie utili solo per piccole manutenzioni. Nonostante questa situazione Palazzo Carafa cerca di sopperire con le sue forze stanziando piccole somme ed evitando di istituire un Ente Parco a parte che comporterebbe alti costi di gestione degli uffici.
L’attuale Autorità di gestione del parco è infatti incardinata nel CDR XX (Centri di responsabilità Ambiente) e il direttore del Parco è lo stesso dirigente del settore - l’architetto Fernando Bonocuore - che, insieme ai componenti dell’Ufficio non percepisce alcun emolumento aggiuntivo per adempiere a tale funzione.
E’ evidente, dunque, che tutto ciò non basta. Serve uno sforzo maggiore sul piano economico da parte delle altre Istituzioni, Regione Puglia in primis, altrimenti si rischia di non riuscire più a garantire la sicurezza al Parco naturale regionale di Rauccio e agli stessi cittadini.