Conte incontra Di Maio, "Si a nostro programma o meglio votare"

(credits: Quirinale.it)
ROMA - "Se entreranno i nostri punti nel programma di governo si potrà partire altrimenti meglio il voto". A dichiararlo il capo politico del M5s al termine del colloquio con il Presidente incaricato. "O siamo d'accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti. Non guardiamo a un governo solo per vivacchiare, consideriamo alcuni dei punti del documento imprescindibili". 

Da parte del M5S c'è una "netta contrarietà alla patrimoniale. Il carico fiscale è anche disordinato a causa della burocrazia, e questo dovrà essere un governo pro-imprese. L'aumento dell'Iva va bloccato"." Riteniamo che non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza. Vanno tenute in considerazioni le osservazioni del capo dello Stato ma senza modificare la ratio di quei provvedimenti. Ho detto che non rinneghiamo questi 14 mesi di governo".

Al termine dell'incontro Di Maio ha consegnato a Conte un documento con 20 punti programmatici. Non tarda la risposta dei Dem. 'Di Maio incomprensibilòe, dica se ha cambiato idea' dice Andrea Orlando.

BERLUSCONI: MEGLIO RIDARE PAROLA A ITALIANI - "Sarebbe stato assolutamente meglio ridare la parola agli italiani" ha detto Silvio Berlusconi al termine della consultazione. "Il fatto che la Lega abbia proposto di risuscitare l'esperienza gialloverde rappresenta per noi un problema politico molto serio, su cui tutti gli elettori di centrodestra devono riflettere seriamente perchè così si è consegnato il Paese alla sinistra". "Faremo una opposizione ferma, coerente, senza sconti ma composta. La condurremo innanzitutto in Parlamento ma saremo pronti a mobilitarci se aumenteranno l'oppressione giudiziaria o la pressione fiscale mettendo le mani nelle tasche degli italiani". Lo dice Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni del premier Conte a Montecitorio. "A Conte abbiamo sottoposto le nostre priorità programmatiche a partire dall'emergenza terremoto. il ritardo accumulato non è da Paesi civili. Il futuro governo, se nascerà, ha il dovere morale di dare risposte concrete alle popolazioni colpite".
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