ASL Bari, al via la formazione per assistere le vittime di violenza di genere


Due giornate formative il 14 ottobre e il 19 novembre per uniformare le procedure negli ospedali: dal triage alla dimissione, con il coinvolgimento di specialisti, servizi sociali e Centri antiviolenza. Previsto il codice arancione con presa in carico entro 15 minuti.

BARI – Rafforzare la capacità di riconoscere tempestivamente i segni della violenza di genere e garantire un’assistenza uniforme in tutti gli ospedali aziendali, dal Pronto soccorso alla dimissione o al ricovero. È questo l’obiettivo del percorso formativo avviato dalla ASL Bari sulla procedura aziendale per l’assistenza alle vittime di violenza e maltrattamento di genere, approvata con deliberazione del direttore generale n. 2316 del 17 novembre 2025.

La formazione si svolgerà in due edizioni, il 14 ottobre e il 19 novembre 2026, nella Sala Arcobaleno dell’ex CTO di Bari. L’iniziativa è organizzata dalla UOC Medicina Forense, Gestione Rischio Clinico, Sistema Qualità e Formazione. Responsabile scientifica è la dottoressa Crescenza Abbinante, affiancata da un gruppo di professioniste ed esperte.

La procedura punta a costruire un percorso multidisciplinare e standardizzato per il riconoscimento precoce della violenza nelle sue diverse forme, fisica, psicologica e sessuale, assicurando una presa in carico tempestiva, una corretta gestione clinica e la raccolta e conservazione dei reperti biologici. Centrale anche il collegamento con la rete territoriale antiviolenza, nel rispetto della dignità, della riservatezza e dell’autodeterminazione delle persone.

A rafforzare l’informazione sarà anche la cartellonistica dedicata al 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking, gratuito e attivo 24 ore su 24, che sarà esposta all’ingresso di tutti i Pronto soccorso della ASL Bari.

La dimensione del fenomeno emerge anche dai dati regionali: nel 2024 i 30 Centri antiviolenza operativi in Puglia hanno registrato 2.737 nuovi accessi. Il 63,4% dei casi è arrivato attraverso invii da parte di altri servizi della rete locale.

Formazione per medici, infermieri e operatori sanitari

Il programma, che proseguirà anche nel 2027, coinvolgerà medici, infermieri e tutti i professionisti sanitari impegnati nel percorso assistenziale. Gli incontri approfondiranno il ruolo del Pronto soccorso nell’individuazione precoce della violenza, gli aspetti clinici, ginecologici, infettivologici e medico-legali, le modalità di raccolta dei reperti e il raccordo con il Servizio sociale ospedaliero e con la rete territoriale.

Saranno affrontate anche la gestione delle dimissioni e il follow-up, con una discussione multidisciplinare conclusiva basata su un caso clinico.

Codice arancione e presa in carico entro 15 minuti

La procedura, elaborata da un gruppo di lavoro multidisciplinare della ASL Bari e condivisa con i Dipartimenti aziendali, definisce un modello organizzativo comune per tutti i presidi ospedalieri.

Tra i punti principali figura l’attribuzione del codice arancione, con presa in carico entro 15 minuti, per favorire il riconoscimento tempestivo della violenza. Il percorso stabilisce inoltre le attività da svolgere dal triage fino alla dimissione o al ricovero, prevedendo il coinvolgimento dei Centri antiviolenza e, nei casi di reato procedibile d’ufficio, delle Forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria.

L’obiettivo è assicurare continuità assistenziale, appropriatezza clinica e comportamenti uniformi, fornendo al personale anche indicazioni sugli adempimenti previsti dalla normativa.

Ambienti protetti, kit dedicati e valutazione del rischio

Gli operatori potranno utilizzare ambienti protetti, supporto linguistico per le vittime straniere e kit specifici per gli accertamenti in Pronto soccorso e in ambito ginecologico-urologico. Sono previsti anche strumenti per documentare le lesioni, approfondimenti specialistici ed esami di laboratorio e tossicologici, tra cui la ricerca del DNA, di alcol e sostanze psicotrope e lo screening per le infezioni sessualmente trasmissibili.

La procedura disciplina inoltre la gestione e la custodia dei reperti, dagli indumenti ai materiali biologici e alla documentazione raccolta. Per valutare il rischio di una nuova vittimizzazione è previsto l’impiego del questionario DA-5 (Brief Risk Assessment for the Emergency Department).

Nei casi che lo richiedano, il percorso contempla anche misure di protezione e messa in sicurezza, compresa la permanenza in Osservazione breve intensiva.

Con l’avvio della formazione, la ASL Bari punta a consolidare un sistema di assistenza basato sulla collaborazione tra professionisti e servizi, affinché ogni vittima di violenza possa trovare in tutti i presidi ospedalieri aziendali un percorso di cura qualificato, coordinato e rispettoso dei propri diritti.