Visualizzazione post con etichetta Salute e benessere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salute e benessere. Mostra tutti i post

Covid Puglia: +584 casi e nessun decesso. Tasso al 9,8%


BARI - Nelle ultime 24 ore in Puglia non si registrano decessi a causa del Covid.

Dai 5.972 test eseguiti nelle ultime 24 ore sono stati individuati 584 nuovi casi (incidenza del 9,8%) così distribuiti: 203 in provincia di Bari, 44 nella provincia Bat, 62 in quella di Brindisi, 77 nel Foggiano, 125 nel Leccese e 69 in provincia di Taranto.

Sono residenti fuori regione altre 2 persone risultate positive mentre non si conosce la provincia di appartenenza di altri due casi. Delle 43.122 persone attualmente positive 363 sono ricoverate in area non critica (ieri 358) e 20 in terapia intensiva (stabile rispetto a ieri).

Ospedale di Putignano, intervento in emergenza in Chirurgia: salvata la vita di una 40enne traumatizzata


BARI - Esperienza, tecniche e pochissimo tempo a disposizione: la vita di un paziente traumatizzato passa da una decisione rapida. E dalle mani dei chirurghi che quella decisione sono chiamati a prendere rapidamente, in base al proprio bagaglio professionale. E’ questo il caso verificatosi nei giorni scorsi nell'Ospedale “Santa Maria degli Angeli” di Putignano, nella cui sala operatoria è stato eseguito con successo un complicato intervento salvavita in emergenza di Chirurgia Torace-Addominale. All’opera l’équipe del dott. Giovanni Festa, direttore della Chirurgia Generale e Centro di Riferimento per la Chirurgia MICI della ASL Bari.

La paziente, una donna 40enne arrivata in Pronto Soccorso, presentava una rottura diaframmatica con traslocazione quasi completa di colon e piccolo intestino nell'emitorace di sinistra, con collasso completo del polmone e, soprattutto, spostamento del cuore a destra, per compressione. A complicare il quadro già grave, l’imminente pericolo di vita per arresto cardiaco.

Una situazione delicatissima che, dopo i primi accertamenti, è stata rapidamente affrontata e gestita in sala operatoria. Il dott. Festa e la sua équipe, formata dal dott. Umberto Cocozza e dal dott. Stefano Matarrese, coadiuvati in sala operatoria dagli anestesisti dott. Lippolis e dott. Navazio, hanno dapprima cercato per via addominale di ridurre il contenuto traslocato poi, verificata le problematicità a carico di numerosi organi interni, hanno eseguito una toracotomia sinistra.

«L'approccio toracico – spiega il dott. Festa - ha permesso di sbrigliare il colon necrotico dal polmone, mantenendo l’integrità della pleura parietale, drenare l’emotorace, riposizionare in addome l’intestino ed eseguire una ricostruzione diaframmatica trans toracica. L'intervento si è completato con la resezione di una parte del colon necrotico e la ricostruzione immediata dell'intestino».

Un risultato raggiunto grazie all'esperienza maturata dal dott. Festa, durante l’incarico presso la Chirurgia Toraco-Addominale dell'Ospedale “G. Bosco” Emergenza Nord di Torino. Da allora, ha eseguito in carriera numerosi interventi di Toracotomia per esofagectomia totale, con triplice approccio, cervicale, toracico ed addominale, per patologie neoplastiche o traumatiche dell'esofago, nonché Toracotomie per gravi traumi toracici (anche con approccio mininvasivo toracoscopico) ed infine resezioni di polmone con tecnica “en bloc”.

Una lunga esperienza che ha permesso di salvare la vita alla paziente che, dopo un’ottima gestione nella Rianimazione diretta dalla dott.ssa Caterina Diele, è stata trasferita, ormai fuori pericolo, presso il reparto di Chirurgia e dimessa quest'oggi.

Covid Puglia: +1.184 casi e zero decessi, il 9,7% dei test

BARI - Nelle ultime 24 ore soono 1.184 i nuovi positivi al Covid-19 registrati nelle ultime ore in Puglia a fronte di 12.209 tamponi eseguiti, con un indice di positività del 9,7% rispetto al 12,4% di ieri.

Non si registrano decessi.

43.198 le persone attualmente positive, 358 quelle ricoverate in area non critica, 20 sono in terapia (ieri 21). Questa la suddivisione dei nuovi casi per provincia: Bari 402, Bat 73, Brindisi 126, Foggia 151, Lecce 256, Taranto 164, residenti fuori regione 8, in provincia in via di definizione 4.

Vaiolo delle scimmie, casi in aumento in Europa

(euronews) Anche in Italia l'infezione ha fatto registrare altri due casi, che si aggiungono al primo confermato in settimana.

Covid Puglia: +1.632 casi e 3 decessi. Incidenza al 12,4%

BARI - Nelle ultime 24 ore sono 1.632 i nuovi casi di Covid-19 rilevati in Puglia su 13.121 test giornalieri registrati (con una incidenza del 12,4%). I decessi sono 3 mentre delle 43.853 (ieri erano 44.868) persone attualmente positive, 359 (ieri 381) sono ricoverate in area non critica e 21 in terapia intensiva, una in più di ieri.

Questa la distribuzione dei nuovi casi per provincia: Bari: 604; Bat: 114; Brindisi: 132; Foggia: 196; Lecce: 328; Taranto: 229.

I residenti fuori regione sono 19 e quelli di provincia in definizione 10.

Vaiolo delle scimmie arrivato in Italia: "Si trasmette con i rapporti sessuali"


ROMA - Il primo caso italiano è emerso ieri, ma allo Spallanzani di Roma i casi presi in carico sono ora tre. I casi sospetti sono sotto osservazione da parte degli stessi medici e "potrebbero essere confermati nelle prossime ore", ha dichiarato il direttore generale della prevenzione Gianni Rezza. In Spagna si conterebbero altri 23 casi sospetti della malattia. 

Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie, ai casi spagnoli e italiani vanno aggiunti i 5 già confermati in Portogallo e i 9 del Regno Unito. Anche la Svezia ne ha identificato uno. Al di là dell’oceano, il Canada ha individuato già 17 sospetti contagi, più un altro rilevato al ritorno negli Usa. Nessuno sarebbe in condizioni preoccupanti. Ma tutte le agenzie sanitarie internazionali, Oms in testa, stringono le maglie del monitoraggio.

I casi umani di vaiolo delle scimmie non sono un’assoluta novità. Un esperto ha spiegato modalità di contagio, rischi e caratteristiche di questo tipo di vaiolo: due le novità rispetto a quello umano, dichiarato ormai eradicato. Il virus, geneticamente vicino a quello del vaiolo umano, è diffuso tra i primati e i roditori delle foreste dell’Africa equatoriale e occasionalmente un animale può infettare una persona. 

Il contagio da persona a persona è ritenuto meno probabile. Dal primo caso registrato nel 1970 a oggi, i contagi hanno riguardato undici stati dell’Africa centrale o persone che vi avevano viaggiato. Lo stato con più casi è la Nigeria. Nel paese africano negli ultimi 5 anni si sono censiti 558 casi con 8 vittime.

Covid Puglia: +1761 casi e 6 decessi, il 12,6% dei test

BARI - Nelle ultime 24 ore in Puglia si registrano 1.761 nuovi casi di contagio da Covid su 14.009 test (incidenza del 12,6%) e sei decessi.

I nuovi casi sono stati individuati in provincia di Bari (618), nella provincia Barletta-Andria-Trani (127), e in quelle di Brindisi (142), Foggia (224), Lecce (365) e Taranto (258).

Sono residenti fuori regione altre 15 persone risultate positive in Puglia, mentre per altri 12 casi non si conosce ancora la provincia di appartenenza. Sono attualmente positive 44.868 persone di cui 381 sono ricoverate in area non critica (ieri 395) e 20 in terapia intensiva (ieri 22).

Riparte l’attività delle Terme di Castelnuovo della Daunia con un riconoscimento al prof. Nicola Simonetti

FOGGIA - “Integrazione Pubblico-Privato in ambito riabilitativo” è il tema della Giornata di presentazione per l’apertura delle Terme di Castelnuovo della Daunia, in programma sabato 21 maggio, a partire dalle ore 9.30, presso la Sala dei Congressi dello stabilimento termale.

L’iniziativa è destinata a Medici Chirurghi di area interdisciplinare, fisioterapisti, infermieri, tecnici della prevenzione, logopedisti, con l’attribuzione di 6 crediti formativi ECM.

Il congresso si aprirà con i saluti ed il benvenuto ai partecipanti da parte dell’Amministratore Delegato delle Terme di Castelnuovo della Daunia, Nicola Caccavelli, il quale illustrerà gli ambiziosi progetti delle Terme della provincia di Foggia non solo in ambito termale, ma anche attraverso una simbiosi culturale tra Terme e Territorio; del Prof. Andrea Santamato, Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa presso l’Università di Foggia e Direttore di Medicina Fisica e Riabilitativa presso il Policlinico Riuniti e del Direttore Sanitario delle Terme, Dott. Mauro Galantino, che modereranno i lavori.

Prevista anche la partecipazione dei vertici della Asl Fg. e del Vice Presidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese. Tra gli invitati, anche l’Assessore Regionale alla Sanità, Rocco Palese.

Seguiranno gli interventi del sindaco di Castelnuovo, Guerino De Luca, di Adriano Bono e Rocco Bleve, rispettivamente presidente e direttore sanitario delle Terme di Santa Cesarea (LE), di Nicola Cristiano, direttore del Distretto Sanitario Asl Lucera- San Severo, del Dott. Pierluigi De Paolis, Presidente dell’Ordine di Medici di Foggia e di Francesco Angelo Mezzadri, direttore sanitario del Policlinico “Riuniti” di Foggia.


Il programma proseguirà con le relazioni del Dott. Galantino, del Dott. Leonardo Trivisano, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione della Asl FG, della Dott.ssa Stefania Spina, specialista in Fisiatria, di Giovanni Barrassi, Responsabile del Progetto CIT (Cure integrate termali), di Angela Bruna Maffione, Presidente Corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università di Foggia, di Umberto Vincenzi, già Direttore del Dipartimento di Malattie dell’apparto respiratorio dell’ospedale “D’Avanzo”e del Responsabile della “Unit Brest” del Policlinico “Riuniti” di Foggia, Marcello Di Millo.

Seguirà uno spazio dedicato ad una prestigiosa figura, Nicola Simonetti, medico e giornalista, che porterà la sua testimonianza, avendo dedicato, con passione ed autorevolezza, per oltre 50 anni, la sua attività professionale alla divulgazione scientifica ed a cui andrà un riconoscimento alla carriera. Nello stesso alveo, a seguire, il Dott. Fabrizio Scoccia, giornalista medico e presidente dell’Associazione “Terme delle Marche”, porrà l’accento su quello che si può definire il modello marchigiano di integrazione tra termalismo, salute e territorio.

Infine, ma non per ultimo, spazio al mondo del volontariato, con l’intervento di Gabriele Lupini, generale medico ed Ispettore Nazionale del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.

*In alto Nicola Simonetti con Albert Sabin, il medico statunitense di origine russa che scoprì il vaccino antipoliomielitico orale negli anni ’50. Lo scienziato, rifiutandosi di brevettare la scoperta, ne favorì la diffusione su larga scala contribuendo a debellare la paralisi infantile. Sotto Simonetti in compagnia dell’attuale Priore padre Giovanni Distante. Da sempre il professore è legato da rapporti di fede ed amicizia con la Comunità dei PP. Domenicani che opera nella Basilica Pontificia di San Nicola.

Giornata Mondiale delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: il Palazzo della Regione Puglia si illumina di viola

BARI - Questa sera il palazzo della Presidenza della Regione Puglia sul lungomare di Bari si è illuminato di viola per la Giornata Mondiale delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI).

Vaiolo scimmie, Bassetti: "contagio difficile e bassa mortalità, ma esiste rischio epidemico"


(Agenzia DIRE) Roma - È stato appena isolato anche in Italia, presso l'Istituto Spallanzani di Roma, il primo caso a livello nazionale del cosiddetto 'monkey pox', cioè il vaiolo delle scimmie, già in precedenza segnalato in Spagna, Portogallo e Inghilterra. Chiamata appunto 'vaiolo delle scimmie', perché scoperta per la prima volta nel 1958 in alcune scimmie da laboratorio, questa rara patologia ciclicamente presente in numerose zone dell'Africa occidentale e centrale può però colpire anche altri animali, come roditori, topi, scoiattoli e conigli. Il contagio dall'animale all'uomo è piuttosto raro, causato principalmente da contatto con fluidi corporei o croste di esemplari infetti. La trasmissione della malattia negli uomini, anch'essa piuttosto rara ma non impossibile, è invece causata non solo dal contatto con fluidi corporei del soggetto malato, ma anche dalla condivisione di biancheria e contatto 'faccia a faccia' prolungato. Per saperne di più la Dire ha intervistato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

- Bassetti, dopo il Covid arriva un'altra infezione, che mai si era vista prima?
"Faccio una premessa doverosa: sembra che I problemi infettivi stiano venendo fuori solo adesso, mentre sono sempre esistiti. Oggi è solo diversa l'attenzione mediatica, rispetto a quello che avveniva nell'epoca pre-Covid, e qualunque problema, anche piccolo, viene ingigantito dai media. È come se di colpo si fosse scoperto che ci sono i tumori o le malattie cardiovascolari. Fino a due anni fa il mondo pensava che il libro delle malattie infettive fosse chiuso e questo è stato un grave errore".

- Che cos'è il vaiolo delle scimmie?
"È un virus normalmente descritto in Africa molto simile a quello del vaiolo umano, che grazie alla vaccinazione sappiamo ormai essere debellato nel mondo, ma che in qualche modo ha continuato a riprodursi e a contagiare le scimmie, degli esseri viventi molto simili all'uomo anche per quanto riguarda l'evoluzione delle malattie infettive. Si tratta di un virus piuttosto aggressivo e difficile da gestire nelle scimmie, che porta in molti casi alla morte degli animali, così come accade nel vaiolo dell'uomo, cioè fino a un terzo o addirittura la metà dei casi muoiono".

- Come si trasmette?
"In Africa ci sono stati casi di trasmissione da scimmia all'uomo, laddove c'è stato un contatto ravvicinato, soprattutto tra chi vive nelle tribù. Il problema è che questo virus, tipicamente trasmesso dalla scimmia all'uomo o tra scimmia e scimmia, pare essere adesso trasmesso dall'uomo all'uomo per contatto diretto delle lesioni oppure attraverso le goccioline del respiro che noi eliminiamo. Attraverso un contatto molto ravvicinato, insomma, può esserci un contagio interumano. È importante sottolineare che la maggioranza dei casi ad oggi riportati sono avvenuti all'interno di comunità chiuse, di cluster, fatte soprattutto da omosessuali che hanno avuto rapporti con altri uomini. È allora probabile che il contagio sia avvenuto durante o in prossimità di rapporti intimi sessuali. Siamo allora di fronte a un virus che adesso ha una trasmissione interumana in Europa, quindi non è più un problema del continente africano, che certamente ci deve interessare, ma è un problema a noi molto vicino. E non escluderei che, a brevissimo, si verificassero dei casi in altri Paesi europei compresa l'Italia".

- Quanti casi sono stati finora segnalati in Europa?
"All'incirca una trentina: parliamo di 14 casi in Spagna, 9 in Inghilterra e 7 in Portogallo. Ma bisogna fare attenzione, perché io credo che potrebbero essercene anche molti di più".

- Quali sono i sintomi e come vengono diagnosticati?
"Non è una malattia semplice da diagnosticare perché simula molto altre forme di esantemi, può assomigliare alla varicella, alla sifilide o a molte altre malattie infettive. Quello che noi oggi come comunità scientifica dobbiamo fare è dire alle persone di non allarmarsi, perché è un'infezione che decorre in maniera blanda e non porta né alla morte come il vaiolo, né alla morte come il vaiolo delle scimmie, quello trasmesso dalla scimmia all'uomo, che aveva una mortalità del 10%. In questo caso è probabile che la percentuale sia abbondantemente al di sotto. È una malattia che si autolimita, cioè fa il suo corso naturale senza bisogno di assumere un farmaco, anche perché nei confronti del virus del vaiolo delle scimmie non esiste nessun farmaco specifico".

- Quanto è importante tracciare i casi?
"Molto, bisogna cercare di enucleare il fenomeno, di tracciare i casi appunto, e capire come queste persone si siano contagiate. Bisogna evitare, insomma, che questo virus diventi epidemico e cioè che abbia una diffusione su tante persone contemporaneamente. Dobbiamo fare quello che non abbiamo fatto con il Covid, perché all'inizio si è taciuto sull'argomento, quindi informare la popolazione, i medici e chi opera nelle strutture sanitarie sul fatto che il problema esiste, che devono saper riconoscere il virus e, qualora si presentasse un caso in pronto soccorso o nello studio medico, è necessario andare a fare delle indagini specifiche, segnalandole alle autorità competenti. È molto importante fare squadra e mettere in comunione le conoscenze, come già abbiamo fatto nel caso per esempio delle epatiti nei bambini".

- "Non possiamo permetterci una nuova epidemia", lei ha detto. Ma esiste davvero questo rischio?
"Le malattie infettive contagiose, come evidentemente il virus del vaiolo delle scimmie, hanno la capacità di diventare molto diffusive. C'è però da dire una cosa: il vantaggio grande di questo virus, a differenza del Covid, è che non si trasmette molto facilmente a livello di 'respiro'. Qui parliamo di contagi che avvengono quando c'è un contatto molto stretto, ravvicinato e continuativo, per cui è più difficile che si possa assistere ad una epidemia. Allo stesso tempo bisogna stare anche molto attenti, perché questi virus, che hanno vissuto tanto tempo negli animali e poi sono arrivati all'uomo, non sappiamo quale comportamento potrebbero avere e quale potrebbe essere la loro capacità di mutare e di diventare magari più contagiosi, oppure di assumere caratteristiche diverse. Quando un nuovo virus proveniente dal regno animale arriva negli uomini bisogna evitare che si verifichino molti casi, perché questo potrebbe voler dire, ovviamente, che esiste un rischio epidemico".

Covid Puglia: +1.868 casi e 13 decessi, quasi il 12% dei test

BARI - Nelle ultime 24 ore in Puglia sono 1.868 i nuovi casi di Covid rilevati, l'11,9 dei 15.638 test giornalieri registrati.

I decessi sono 13, mentre delle 45.581 persone attualmente positive, 395 sono ricoverate in area non critica (ieri erano 421) e 22 in terapia intensiva (ieri 27).

Questi i nuovi casi per provincia: Bari: 650; Bat: 127; Brindisi: 146; Foggia: 243; Lecce: 394; Taranto: 293; i residenti fuori regione sono 11, di provincia in definizione: 4.

Miulli: eseguito il primo trapianto di cornea artificiale in Italia in struttura Ssn


ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA) - Il paziente era già stato sottoposto in passato a cheratoplastica perforante, apposizione di membrana amniotica ed endocheratoplastica, procedure che hanno avuto come esito uno scompenso del lembo trapiantato. L'intervento, che rappresenta un traguardo storico, è stato portato a termine senza complicanze in meno di un'ora e permetterà al paziente di constatare un immediato e significativo miglioramento visivo.

«Si tratta del raggiungimento di un obiettivo di particolare importanza», afferma il Dott. Micelli Ferrari, «perché dimostra con ancor maggior vigore come le tecniche innovative siano determinanti nella cura delle malattie oculari e di come ci si stia positivamente muovendo verso la retina artificiale e l’occhio bionico. Si tratta dunque di un primo concreto passo verso la possibilità di un completo recupero delle funzioni visive, ottenuto grazie all’appoggio della Direzione dell’Ospedale Miulli al fine di garantire un’assistenza sanitaria sempre più adeguata».

La cornea artificiale conta 7 millimetri di diametro complessivo, con una zona ottica di 4 millimetri, ed è progettata per creare una finestra chiara in una cornea naturale opacizzata. Il dispositivo è composto da un polimero pieghevole biocompatibile contenente un inibitore UV. Il margine esterno presenta 12 fori per permettere la fissazione con sutura sulla cornea del beneficiario e fissazione su tessuto corneale a lungo termine.

Questa procedura pionieristica è stata realizzata grazie al supporto di aziende specializzate nella ricerca e sviluppo di nuovi materiali e garantisce finalmente una prospettiva ai pazienti affetti da cecità corneale che non possono sottoporsi al trapianto tradizionale. testimonia ancora una volta l'elevata qualità dell'assistenza offerta dalla U.O.C. di Oftalmologia dell'Ente Ecclesiastico "Ospedale Generale Regionale F. Miulli".

Covid Puglia: +1.888 casi e 9 decessi


BARI - Nelle ultime 24 ore in Puglia si registrano 1.888 nuovi casi di contagio da Covid-19 su 15.818 test (incidenza del 12%) e nove decessi.

I nuovi casi sono stati individuati in provincia di Bari (665), nella provincia Bat (130), in quella di Brindisi (174), in provincia di Foggia (259), in provincia di Lecce (400), nella provincia di Taranto (244).

Sono residenti fuori regione altre 10 persone positive, mentre non si conosce la provincia di appartenenza di altri sei casi.

Delle 86.616 persone attualmente positive in Puglia 421 sono ricoverate in area non critica (ieri 433) e 27 in terapia intensiva (ieri 28).

Irccs 'De Bellis': ricerca, nuove speranze per tumore maligno via biliari


CASTELLANA GROTTE (BA) - Un significativo passo avanti nella comprensione e nella cura del colangiocarcinoma intraepatico (ICCA) è stato compiuto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Gastroenterologia “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte. Il CCA intraepatico è un tumore raro e altamente maligno, a prognosi sfavorevole, orfano di una terapia medica efficace. L’unica possibilità terapeutica è rappresentata dalla chirurgia limitata alla precocità della diagnosi, ma con una efficacia tuttora insoddisfacente per le possibili recidive. Nuove speranze derivano dall’approccio basato sulla Medicina di Precisione che ha proposto l’impiego di nuovi farmaci biologici diretti contro specifici bersagli (mutazione dei geni IDH1 e FGFR2) utilizzabili nei pazienti con appropriate caratteristiche molecolari. Tale scenario si arricchisce oggi con lo studio portato avanti dai ricercatori del “de Bellis”, recentemente divulgato dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale “Journal Experimental Clinical Cancer Research”.

“La nostra ricerca, spiega il direttore scientifico dell’Irccs pugliese prof. Gianluigi Giannelli, contribuisce a far luce sulla identificazione dei pazienti che potrebbero avvantaggiarsi di specifiche terapie in base alle caratteristiche molecolari. Il nostro studio dimostra che la via del segnale NOTCH stimola le cellule del CCA ad esprimere sulla loro superficie il recettore CD90. Inoltre, i pazienti con CCA intraepatico che esprime CD90 hanno una prognosi peggiore. Tuttavia, proprio questi sono i tumori che maggiormente traggono beneficio da una terapia con “Crenigacestat”, un farmaco che blocca la via del segnale NOTCH. Si tratta – prosegue il prof. Giannelli – di un eccellente risultato, se si pensa che la ricerca è stata finanziata da un progetto dell’AIRC iniziato soltanto un anno fa e supporterà questa attività per altri quattro anni, premiando l’incessante lavoro di un team di giovani ricercatori del nostro Istituto in sinergia con altri gruppi internazionali”.

Il farmaco, fin qui utilizzato in modelli preclinici, è attualmente in fase di sperimentazione clinica in diverse neoplasie solide e liquide, e questa ricerca contribuisce a rafforzare il razionale scientifico per avviare gli studi clinici in questo ambito. “Il nostro Istituto, in linea con l’orientamento della letteratura internazionale, si pone l’obiettivo di studiare strategie innovative per la personalizzazione della terapia nel campo delle malattie gastroenterologiche incluse quelle tumorali - sottolinea ancora il direttore scientifico del “de Bellis” - e aver individuato che un gruppo di pazienti, con una particolare caratteristica molecolare, la presenza del CD90, ha un andamento clinico diverso, rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso già avviato di decodificare i tumori passo dopo passo. Questa tipologia di ricerca tra l’altro si inserisce in un più ampio scenario che vede il nostro Istituto come unica sede in Puglia dove poter eseguire sperimentazioni cliniche di fase 1”.

Per il direttore generale Tommaso Stallone si tratta di “un altro risultato che consolida il “de Bellis” come punto di riferimento per le patologie gastroenterologiche non soltanto in Puglia. Il coinvolgimento massiccio di giovani ricercatori è una priorità del nostro Istituto che, conclude Stallone, si pone anche l’obiettivo di poter offrire una possibilità di carriera scientifica in linea con le migliori realtà internazionali, alle giovani leve contribuendo così a tamponare l’emorragia di cervelli, una realtà che svilisce e mortifica la nostra regione”.

Covid Puglia: +3.355 casi e 14 decessi


BARI - Nelle ultime 24 ore in Puglia si registrano 3.355 nuovi casi di contagio da Covid-19 su 21.229 test (incidenza del 15,8%) e 14 decessi.

I nuovi casi sono stati riscontrati nelle province di Bari (1.176), Bat (205), Brindisi (304), Foggia (438), Lecce (685), Taranto (501).

Sono residenti fuori regione altre 30 persone positive mentre per altri 16 casi la provincia di appartenenza è in definizione. Ad oggi in Puglia sono positive 87.807 persone di cui 433 sono ricoverate in area (ieri 451) non critica e 28 in terapia intensiva (ieri 25).

Tornano a Bari le 'Giornate pugliesi di Oncologia muscolo-scheletrica'


BARI - Si terranno a Bari il 20 ed il 21 maggio nel centro congressi Nicolaus le 'Giornate pugliesi di Oncologia muscolo-scheletrica - Le metastasi ossee: update e prospettive future'. Presidente onorario dell'evento il Prof.Biagio Moretti, Presidente il Dott.Umberto Orsini.

RAZIONALE - Il miglioramento dell’efficacia dei trattamenti delle patologie oncologiche primitive ha portato ad un aumento della sopravvivenza dei pazienti e ad un conseguente incremento nell’osservazione delle lesioni metastatiche.

La patologia metastatica è caratterizzata da un elevato impatto sociale e gli elementi che entrano in gioco, per un corretto approccio terapeutico alle lesioni ossee secondarie, sono numerosi e di non facile valutazione.

Per tali motivi è necessario un approccio multidisciplinare alla patologia con il coinvolgimento di alti profili professionali. Il percorso diagnostico terapeutico vede al centro il paziente, attorno al quale devono muoversi, in modo integrato, diverse competenze specialistiche.

Siamo convinti che sia indispensabile fare chiarezza su un argomento spesso sottovalutato perché ritenuto, erroneamente, il preludio di una sconfitta. Oggi ci troviamo, invece, davanti ad uno scenario totalmente diverso che permette al paziente “metastatico” di vivere molto più a lungo del passato, al quale abbiamo il dovere di garantire una qualità di vita quanto più possibile buona. Un refresh sulle linee guida, sulle basi di diagnosi e di trattamento (farmacologico, fisico, chirurgico), attraverso il confronto con Relatori qualificati che presenteranno i nuovi e più aggiornati trend in materia, riteniamo possa essere indispensabile per creare una conoscenza ed una consapevolezza della patologia che permetterà agli operatori di acquisire riferimenti basilari per instaurare percorsi diagnostico terapeutici adeguati ed ai pazienti di ricevere il trattamento più corretto e, in linea con il nuovo concetto di “medicina di precisione”, sempre più costruito su misura. 

ECM - L’evento n. 348734 è stato inserito nel Piano Formativo Annuale 2021 per l’Educazione Continua in Medicina (ECM) del Provider Communication Laboratory s.r.l. n. 1127.

Il Congresso ha ottenuto n. 9 crediti formativi ed è stato accreditato per Medici Specialisti in Ortopedia e Traumatologia, Anatomia Patologica, Anestesia e Rianimazione, Chirurgia Generale, Ematologia, Farmacologia e Tossicologia Clinica, Medicina dello Sport, Medicina Fisica e Riabilitazione, Medicina Interna, Medicina Nucleare, Oncologia, Radiodiagnostica e Radioterapia, Reumatologia, Medici di Medicina Generale; Infermieri; Psicologi; Fisioterapisti; Tecnici Sanitari di Radiologia Medica; Tecnici Ortopedici.

PROGRAMMA LAVORI

20 MAGGIO 2022

14.00 Registrazione partecipanti 14.15 Introduzione Biagio Moretti 14.30 Saluto Autorità Giovanni Migliore Direttore Generale Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Bari

I SESSIONE

Moderatori: Mauro Cives, Vito Racanelli 14.45-15.00 La rete oncologica pugliese (ROP) Giammarco Surico 

15.00-15.30 LECTIO MAGISTRALIS Osteoncologia: evoluzione e rivoluzione in oncologia Toni Ibrahim
15.30-15.45 Il trattamento oncologico delle metastasi ossee: linee guida e nuovi farmaci Marco Tucci 15.45-16.00 Discussione 16.00-16.20 Coffee break

II SESSIONE

Moderatori: Pasquale Pignataro - Giandomenico Stellacci 

16.20-16.35 Lo scheletro nella malattia metastatica Eugenio Maiorano 
16.35-16.50 Inquadramento diagnostico radiologico delle metastasi ossee Vincenzo Anelli
16.50-17.05 La scintigrafia e la PET: il ruolo diagnostico della medicina nucleare Alessandra Di Palo - Corinna Altini 
17.05-17.20 Il ruolo della biopsia nell’approccio alle metastasi scheletriche Umberto Orsini 
17.20-18.00 Discussione

21 MAGGIO 2022

I SESSIONE

Moderatori: Francesco Macina - Michele Guida

08.30-08.45 Linee guida per il trattamento delle metastasi ossee Silvia Spinelli

TAVOLA ROTONDA

I trattamenti locali non chirurgici 

08.45-08.55 Radioterapia Santa Bambace 
08.55-09.05 Tecniche endovascolari Cristian Dell’Atti 
09.05-09.15 Elettrochemioterapia Laura Campanacci 
09.15-09.25 Criot./rf/mwa/hifus/cemento Peter Azriel Davidolits 
09.25-09.40 Discussione

II SESSIONE

Moderatori Roberto Biagini - Vito Pesce

09.40-09.55 Impending fracture da metastasi: indicazioni e mezzi di sintesi Carmine Zoccali
09.55-10.10 Il trattamento chirurgico delle metastasi degli arti con megaprotesi Umberto Orsini
10.10-10.25 Linee guida e scores decisionali nelle metastasi vertebrali: indicazioni al trattamento Andrea Piazzolla
10.25-10.40 L’evoluzione nell’approccio chirurgico alle metastasi e le nuove prospettive Pietro Ruggieri - Elisa Pala - Maria Chiara Cerchiaro
10.40-11.00 Discussione

III SESSIONE

Moderatori: Giuseppa Lagioia - Mariateresa Andriola 

11.00-11.15 Terapia ospedaliera del dolore acuto e post operatorio nel paziente metastatico Giacoma Fanelli 
11.15-11.30 Gestione domiciliare del dolore acuto e cronico nel paziente metastatico Luigi Santoiemma 11.30-11.45 Riabilitazione post chirurgica nei pazienti metastatici Claudia Pati
11.45-12.00 Le ortesi nei pazienti oncologici Daniele Vergati
12.00-12.15 L’analisi del movimento nella tecnica ortopedica oncologica Giuseppe Tombolini
12.15-12.45 Discussione
12.45 Chiusura lavori e consegna questionario ECM

Al Policlinico di Bari la nuova ‘machine perfusion’, tiene in vita gli organi prima del trapianto


BARI - Migliorare la qualità degli organi prima del trapianto, tenendoli in attività attraverso la perfusione dinamica ossigenata, superando così i limiti della conservazione in ghiaccio per permettere di aumentare gli organi idonei e contribuire a ridurre le liste d’attesa. È il nuovo approccio trapiantologico del Centro Regionale Trapianti possibile grazie a tre nuovi dispositivi di cui si è dotato il Policlinico di Bari per la perfusione dinamica. Sono stati utilizzati per la prima volta in Puglia il 3 maggio per perfondere due reni di un donatore di 69 anni, deceduto per cause cerebrovascolari a Brindisi. La ricevente, una donna di 56 anni in emodialisi dal 2021, è stata sottoposta al ‘trapianto doppio’ nel blocco operatorio di Asclepios, ed è in buone condizioni di salute. A eseguire il trapianto sono stati i chirurghi dell’unità operativa di urologia Michele Tedeschi, Carlos Miacola, Marco Spilotros, Matteo Matera e Gaetano Palella, Prof. Giuseppe Lucarelli e il Prof. Michele Battaglia. La tecnologia sta entrando nella routine dei donatori marginali del centro trapianti di Bari. Infatti, nelle ultime 48 ore sono stati perfusi altri 4 reni provenienti da due donatori rispettivamente di 81 e 71 anni.

“Grazie a questa nuova apparecchiatura, il centro trapianti di Bari potrà sfruttare un’avanzata tecnologia per il miglioramento della qualità degli organi prima del trapianto, riducendo così i tempi di ischemia e di attesa ed offrendo una risposta concreta a questa rilevante emergenza per la sanità pubblica”, spiega il prof. Loreto Gesualdo, coordinatore del Centro regione trapianti.


In Italia, infatti, nonostante i recenti progressi nelle tecniche chirurgiche e terapie immunosoppressive, solo un terzo dei pazienti in lista d’attesa ha accesso ogni anno al trapianto.

L’approccio multidisciplinare caratterizza l’uso di questa nuova apparecchiatura che ha impegnato equipe di chirurghi, perfusionisti, nefrologi, urologi, ricercatori del Policlinico di Bari ed ingegneri biomedici del team Aferetica.

“L’effetto benefico della perfusione meccanica – aggiunge il prof. Gesualdo – è la diminuzione del cosiddetto danno da ischemia-riperfusione. Rispetto alla classica conservazione in ghiaccio, la perfusione dinamica consente la valutazione dell’idoneità funzionale dei reni al trapianto grazie alla misurazione di parametri come le resistenze, il flusso e la pressione. Inoltre, il coinvolgimento di ricercatori e biologi ha permesso di effettuare, sul liquido di perfusione, analisi seriate per determinare le concentrazioni di citochine infiammatorie e markers del danno renale prima dell’impianto. La perfusione riduce significativamente il rischio del rigetto e della ritardata ripresa funzionale degli organi”.

L’utilizzo del sistema di perfusione d’organi ‘PerLife’ ha visto il coinvolgimento delle unità di Urologia (diretta dal Prof. Pasquale Ditonno), l’unità del Centro Trapianti di Fegato con il chirurgo dott.ssa Irene Scalera (diretta dal Prof. Giovanni Luigi Lupo), l’unità di nefrologia, dialisi e trapianto diretta dal prof. Gesualdo con la collaborazione della dott.ssa Simona Simone e delle ricercatrici in nefrologia Rossana Franzin e Alessandra Stasi nonché Enzo Gesualdo, Sergio Bruno ed Enrico Squiccimaro rispettivamente tecnico di dialisi, infermiere e Perfusionista. La macchina organizzativa messa in moto dalla segnalazione dei potenziali donatori, ed attivatosi dal prelievo, fino al trasporto e trapianto degli organi a Bari è stata sapientemente coordinata dal Centro Regionale Trapianti (CRT Puglia) con il supporto della dott.ssa Chiara Musajo Somma, e Raffaella Guido, Virginia Pronzo, Adriano Montinaro e Fausta Piancone.

Diritto all’oblio oncologico: presentata una mozione, primo firmatario l’ex assessore alla sanità

BARI - Promuovere in ogni sede opportuna il dibattito pubblico utile a stimolare l’azione politica sul diritto del cittadino all’oblio oncologico e intraprendere ogni azione possibile presso le opportune sedi istituzionali, in particolare in sede di Conferenza Stato-Regione, per rendere celere e finalizzare l’iter normativo avviato sul tema.

Sono questi gli obiettivi della mozione presentata questa mattina in Consiglio regionale con primo firmatario l'ex Assessore alla Sanità e attuale Presidente del Gruppo Misto.

“Con questa nostra richiesta – spiega l'ex Assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco – vogliamo sostenere le tante persone che, pur avendo combattuto contro una malattia difficile come il cancro e averlo sconfitto, si vedono quotidianamente discriminate nell’accesso a un mutuo, a un prestito o a un’assicurazione così come a un posto di lavoro o alle procedure per l’adozione di un figlio. Eppure basterebbe che l’Italia, sulla scia di quanto già intrapreso da altri paesi europei, si dotasse di una legge nazionale sul diritto all’oblio oncologico per garantire a quasi un milione di persone che sono guarite da un tumore di riprendere la propria vita e non dover affrontare un’altra battaglia per vedere garantiti i propri diritti civili, sociali e culturali”.

“Ringrazio l’Istituto Luca Coscioni, da tempo in prima fila in questa che è una battaglia di civiltà. Una battaglia che deve essere anche la nostra. Siamo convinti che il presidente della Regione e l’Assessore alla Salute, non resteranno indifferenti a questa nostra precisa e sacrosanta richiesta” conclude l'ex Assessore alla Sanità.

Sportelli CUP, verso la riapertura nell’Asl Taranto

T
ARANTO - Si svolgerà oggi, presso la Direzione Generale della ASL di Taranto, l’atteso incontro coi sindacati sul riordino dei servizi di prenotazione di visite specialistiche e di esami diagnostici strumentali. Si viaggia verso la riapertura dei CUP. Così Mino Borraccino, consigliere del presidente la Regione Puglia per l’attuazione del Piano Taranto.

Una notizia buona per tutti - prosegue - che saluto con soddisfazione poiché, insieme a Massimo Serio, fummo i primi a voler affrontare con spirito collaborativo. Ricordo infatti che già il 30 Novembre scorso ci fu apposito incontro alla direzione ASL TA, per discutere della riorganizzazione dei call-center e la riapertura degli sportelli CUP. Erano presenti con me, a quella riunione che avevamo precedentemente richiesta appunto insieme a Massimo Serio, il DG Rossi, il DA Chiari e l’AU di Sanitaservice Santoro. Accogliamo oggi quindi con soddisfazione le novità che a breve riguarderanno la riorganizzazione dei call center: in primis il loro potenziamento che li renderà attivi 12 ore al giorno con la possibilità di pagare il ticket nelle comuni ricevitorie. Ricordo che quasi 6 mesi fa, in quella riunione, rappresentai la ferma contrarietà alla paventata chiusura definitiva degli sportelli Cup per le prenotazioni e per l’anagrafe: servizi chiusi temporaneamente nel 2020 in tutta la Puglia, per l’emergenza Covid-19. ️Pertanto, nella riunione del 30 Novembre di cui c’è traccia nei comunicati stampa, concordammo, a tutela dei cittadini, di ripristinare i servizi per consentire il confronto con l’operatore fisico, affinchè l’utente potesse essere aiutato ed indirizzato per prestazioni importanti che riguardano la salute. L’incontro, che duró quasi un’ora, fu proficuo, poichè fu deciso che i Cup territoriali sarebbero stati riaperti nei mesi a seguire, che non tutti gli operatori Cup sarebbero stati spostati in via Ancona a Taranto, che a breve sarebbe stato potenziato il numero unico per le prenotazioni, centralizzato, che sarebbe stato fruibile per 12 ore al giorno, con due turni per 6 giorni lavorativi, dando così massima copertura per l’utenza e infine che agli oltre 90 dipendenti Cup, da poco internalizzati, sarebbe stata presto data la possibilità di passare al contratto full- time. Tutte decisioni che la nuova direzione strategica dell’Asl ionica (Colacicco, Santoro, Minerba) sta mettendo in campo e alla quale va il plauso personale. Lo sportello CUP non è per il cittadino solo punto di prenotazione o di pagamento ma è il front office di un servizio assistenziale sanitario da continuare a preservare, vista anche la grande competenza e professionalità acquisita dalla totalità degli operatori.

Diritto all’oblio oncologico: presentata una mozione in Consiglio regionale a firma Lopalco, Tutolo e Parchitelli


BARI - Promuovere in ogni sede opportuna il dibattito pubblico utile a stimolare l’azione politica sul diritto del cittadino all’oblio oncologico e intraprendere ogni azione possibile presso le opportune sedi istituzionali, in particolare in sede di Conferenza Stato-Regione, per rendere celere e finalizzare l’iter normativo avviato sul tema.

Sono questi gli obiettivi della mozione presentata questa mattina in Consiglio regionale e sottoscritta dai Consiglieri regionali Pier Luigi Lopalco (Gruppo Misto), Antonio Tutolo (Gruppo Misto) e Lucia Parchitelli (Pd).

“Con questa nostra richiesta – spiega Pier Luigi Lopalco – vogliamo sostenere le tante persone che, pur avendo combattuto contro una malattia difficile come il cancro e averlo sconfitto, si vedono quotidianamente discriminate nell’accesso a un mutuo, a un prestito o a un’assicurazione così come a un posto di lavoro o alle procedure per l’adozione di un figlio. Eppure basterebbe che l’Italia, sulla scia di quanto già intrapreso da altri paesi europei, si dotasse di una legge nazionale sul diritto all’oblio oncologico per garantire a quasi un milione di persone che sono guarite da un tumore di riprendere la propria vita e non dover affrontare un’altra battaglia per vedere garantiti i propri diritti civili, sociali e culturali”.

“Ringrazio l’Istituto Luca Coscioni, da tempo in prima fila in questa che è una battaglia di civiltà. Una battaglia che deve essere anche la nostra. Siamo convinti che il Presidente Emiliano e l’Assessore alla Salute, Rocco Palese, non resteranno indifferenti a questa nostra precisa e sacrosanta richiesta” conclude Lopalco.
© tutti i diritti sono riservati
made with by templateszoo