Visualizzazione post con etichetta Salute e benessere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salute e benessere. Mostra tutti i post

Scoperta (forse) l’origine degli incubi notturni


ROMA - A chi non è mai capitato di fare brutti sogni? Da sempre si è cercato di scoprire quale sia l’origine degli incubi che rovinano i nostri riposi e che molte volte ci costringono a svegliarci di soprassalto. Una ricerca ha tentato di fornire una spiegazione ai meccanismi del nel nostro cervello quando facciamo un incubo. Lo studio, condotto da numerosi esperti e pubblicata sulla rivista Journal of Neuroscience, è riuscito ad individuare la firma neurale dei nostri incubi. Fino ad oggi, infatti, gli scienziati non erano in grado di comprendere quali emozioni fossero sottese alla sperimentazione del nostro sonno o di un nostro incubo. 

La ricerca in questione ha previsto l’utilizzo di un elettroencefalogramma per analizzare il cervello dei volontari durante le due notti di sperimentazione previste dalla ricerca. Dopo 5 minuti di fase Rem del sonno, ovvero la fase di sonno legata all’azione di sognare, i volontari sono stati svegliati per raccontare le emozioni vissute durante il sonno. Da qui i ricercatori hanno stabilito un particolare collegamento tra il sentimento di rabbia vissuto all’interno del sogno (incubo) e l’attività cerebrale registrata dall’elettroencefalogramma. In particolare, quando i partecipanti registravano una maggiore attività cerebrale di onde alfa nell’area destra del cervello, sperimentavano, allo stesso tempo, una maggior sensazione di rabbia e quindi di fastidio. E' questa stessa sensazione di rabbia che genera, poi, la manifestazione di un sonno non tranquillo e quindi anche di un incubo. 

La firma neurale che predice questo comportamento è chiamata asimmetria alfa frontale (Faa) e dimostra, quindi, che l’attività cerebrale può rappresentare un indicatore della regolazione delle nostre emozioni. In poche parole, se le onde alfa che si attivano negli istanti precedenti al nostro addormentamento risultano maggiori nell’area destra del nostro cervello, esiste una buona probabilità che ci toccherà fare i conti con un incubo notturno. Nulla ci dice, però, la ricerca, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, se sarà possibile eliminare definitivamente la possibilità di fare incubi, per poter vivere meglio il nostro riposo nella società dello stress.

Diabete Apgd: Puglia come al livello altre Regioni

di REDAZIONE - Dopo quasi un anno e mezzo di lavori sul tavolo tecnico regionale sul diabete, finalmente alcuni dispositivi che ancora oggi erano a carico dei pazienti, verranno dispensati dalle Asl.

Un lavoro lungo, che ha visto il rappresentante delle associazioni pediatriche, Gianluca Venneri, e quello delle associazioni degli adulti, Bepi Traversa, uniti e concordi con i medici, convergere sugli obiettivi, trovando il giusto compromesso tra problematiche economiche regionali, corretto uso degli strumenti e aspettative dei pazienti.

Il lavoro svolto ci permette di dire che, non solo siamo finalmente al pari di altre Regioni per quanto concerne la distribuzione di sensori per la misurazione della glicemia, ma con il tavolo tecnico si è andati ben oltre, regolamentando tutti i dispositivi in uso ai pazienti, al fine di evitare ogni problematica anche futura.

Colpo di frusta e lesioni: stop definitivo alle assicurazioni dalla Cassazione


di REDAZIONE - Stop definitivo della Cassazione alle assicurazioni. Un durissimo colpo giunge in data odierna dalla Suprema Corte con due decisioni già massimate, la sentenza 10816/19 e l’ordinanza 10189/19, depositate proprio oggi. Ne dà notizia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che ritiene utile rilanciare questi due provvedimenti che hanno chiarito, si spera definitivamente checchè ne vogliano le compagnie assicuratrici, che i danni biologici conseguenti a sinistri stradali, come il più classico dei “colpi di frusta”, possono essere accertati anche senza il ricorso a strumenti come radiografie, tac o risonanze magnetiche, nonostante la stretta introdotta nel 2012 dal decreto Cresci Italia. Tale deduzione deriva dal fatto che la professione medica può essere vincolata, in quanto la visita e l’esperienza del sanitario sono insostituibili e un vincolo probatorio all’accertamento strumentale sarebbe a rischio incostituzionalità poichè il diritto alla salute è tutelato dalla Carta fondamentale. E l’orientamento già avviato da alcuni precedenti, stavolta può dirsi ufficiale e senza alcuna ombra di dubbio, nel momento in cui sono stati rigettati sul punto ed in entrambe le controversie approdate innanzi alla Suprema Corte, i ricorsi delle società assicurative: nel primo caso era stata contestata la lesione al rachide cervicale «per la mancanza di un accertamento clinico strumentale obiettivo». Per la Cassazione, però, la modifica degli articoli 138 e 139 del codice assicurazioni private introdotta dal decreto legge 1/2012 costituisce un giro di vite sulle micropermanenti, vale a dire le lesioni con esiti fino al 9 per cento ed è un invito ad una rigorosa verifica da parte di tutti gli addetti ai lavori, dunque magistrati, avvocati e consulenti tecnici. Ciò per favorire la concorrenza e combattere le frodi alle assicurazioni. Ma la legge non va interpretata nel senso che la prova della lesione debba essere fornita soltanto con l’accertamento clinico strumentale. I criteri scientifici per accertare il danno biologico sono quelli tipici della medicina legale: accertamento visivo, clinico e strumentale, senza vincoli gerarchici e da utilizzare secondo le leggi della professione medica. Ci sono casi nei quali la natura della malattia e la modestia della lesione impongono l’accertamento strumentale perché è l’unico in grado di fornire la prova rigorosa richiesta dalla normativa. Ma ce ne sono altri in cui la diagnostica per immagini non risulta necessaria a una diagnosi attendibile: l’importante resta consegnare ai giudici conclusioni «scientificamente documentate e giuridicamente ineccepibili».

Salute: sostanze cancerogene nei preservativi di alcuni marchi


di REDAZIONE - In realtà, dovrebbero proteggere! A seconda della produzione, tuttavia, i contraccettivi portano con sé i loro pericoli: le cosiddette nitrosamine, che possono causare il cancro. Ci sono anche proteine ​​di lattice che causano reazioni allergiche in individui particolarmente sensibili. Un test della rivista dei consumatori "Gesundheitstipp" ha rivelato che soprattutto i preservativi dei marchi M-Budget, Ok. e Lelo contengono grandi quantità di nitrosammine. Nei preservativi Ok., è stata rilevata anche molta proteina di lattice. Questo marchio ha ricevuto il punteggio "Insufficiente". La società Valora, dunque, ha deciso di togliere i preservativi dall'assortimento della maggior parte delle loro edicole e chioschi K Kiosk. Ma questo non ha nulla a che vedere con il test: la domanda è troppo bassa. La società è attualmente in procinto di vendere le scorte rimanenti. I preservativi M-budget, che contengono circa lo stesso numero di nitrosamine di quelli del marchio Valora, hanno prestazioni migliori a causa della mancanza di proteine ​​del lattice. Ecco perché a questi contraccettivi è stato attribuito il punteggio "sufficiente". Migros sostiene che la protezione contro le malattie è superiore al rischio per la salute derivante dalla proporzione di nitrosamine. Inoltre, una connessione diretta tra l'uso del preservativo e lo sviluppo del cancro non è stata dimostrata, ha dichiarato alla stampa il portavoce Patrick Stöpper. È importante, tuttavia, esporre il corpo a queste sostanze il meno possibile. I migliori risultati nei test lo hanno ottenuto marchi noti come Durex, Ceylor e Celeste. I preservativi Coop del marchio Prix Garantie ricevono il voto "buono" (quasi nessuna nitrosammina) ma è stata rilevata una quantità leggermente superiore di proteine ​​del lattice. Le nitrosammine, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, possono essere assorbite attraverso la pelle. Lo studio di queste sostanze è molto importante in ambito tossicologico, essendo molte N-nitrosammine cancerogene. Questi composti provocano mutazione genetica tramite alchilazione del DNA, come ampiamente dimostrato negli animali da laboratorio e la loro assunzione alimentare è associata col tumore dello stomaco e col cancro esofageo.

"Frammenti di vetro nei vasetti", Carrefour richiama insalata per riso


ROMA - Carrefour ha diffuso sul proprio sito internet il richiamo di un lotto di insalata per riso in olio Grangusto a marchio Manzoni. Nella nota riportata sull’avviso del 03/04/2019, anche se pubblicato solo oggi, si legge che il ritiro si è reso necessario per la possibile presenza di frammenti di vetro. Il prodotto interessato è venduto in vasetti di vetro da 550 grammi con il numero di lotto L0614P146 e il termine minimo di conservazione 15/06/2020. 

L’insalata per riso richiamata è stata prodotta da Linea Azzurra Srl nello stabilimento di via Piave 85, a Verderio, in provincia di Lecco. A scopo precauzionale e al fine di garantire la sicurezza dei consumatori, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda ai consumatori che hanno comprato il prodotto con il numero di lotto segnalato di non consumarlo e restituirlo al punto vendita d’acquisto, dove sarà rimborsato. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’azienda all’indirizzo e-mail qualita@gruppo-manzoni.it.

Tumore al seno: a Bari incontri aperti il 18 aprile all'Ospedale Santa Maria

BARI - Una giornata di incontri interattivi con le donne per diffondere l’informazione e i servizi per la prevenzione e la cura del tumore al seno. Ospedale Santa Maria aderisce alla iniziativa Open Week, promossa da Onda, osservatorio nazionale per la donna, che dall’ 11 al 18 aprile, in occasione della 4a Giornata nazionale della salute della donna (22 aprile), ha organizzato nelle strutture del network Bollini Rosa una settimana di incontri e progetti dedicati alle donne con l’obiettivo di promuovere la prevenzione delle principali patologie femminili.

Il 18 aprile dalle 10 alle 13 i medici  di Ospedale Santa Maria – tra cui senologo, chirurgo, psicologo e oncologo - forniranno alle donne interessate un servizio di informazione su diversi aspetti che riguardano la patologia mammaria, presentando l’attività dell’ospedale in questo particolare ambito, rispondendo direttamente ad eventuali dubbi o domande e distribuendo materiale informativo.

I temi dell’incontro riguardano in particolare: la prevenzione, il rischio genetico, le terapie mediche e chirurgiche, il follow – up e il sostegno psicologico, ossia le diverse tappe del percorso diagnostico terapeutico che la donna colpita da tumore mammario segue all’interno della struttura GVM, e della assistenza di cui può beneficiare, nonché i progetti di “umanizzazione delle cure”, dedicati alla donna.

Il centro senologico di Ospedale santa Maria – diretto dal dottor Stefano Rinaldi e dalla dottoressa Antonietta Ancona – è una delle Breast Unit GVM, ossia una unità operativa multidisciplinare e multiprofessionale che prevede la presenza di più figure mediche per la prevenzione e nell’assistenza alla donna colpita dal tumore: oncologo, senologo, chirurgo senologico, chirurgo plastico, radioterapista, anatomo patologo, medico nucleare, nutrizionista, fisioterapista, psiconcologo, oltre a  volontari dedicati.

Ospedale Santa Maria ha a disposizione tecnologie diagnostiche avanzate come i mammografi 3D, impiegati anche con il mezzo di contrasto, con un’alta definizione delle immagini e in grado di evidenziare lesioni di pochi millimetri, studiando la mammella strato per strato. Le pazienti possono avvalersi di procedure chirurgiche innovative che seguono le linee guida nazionali ed internazionali con tecniche sempre meno invasive e più conservative, così da rispettare sempre di più anche i tratti armonici della figura femminile, ma soprattutto perché il seno è un organo importante sia per la maternità che per la integrità fisica della donna.

In caso di pazienti ad “alto rischio” per tumori eredo-familiari - che richiedono una gestione assistenziale diversificata rispetto a quella dei tumori sporadici - è assicurato un counseling genetico, atto a verificare la presenza in alcune famiglie di una predisposizione ereditaria al cancro, che spesso non vengono prese in carico con adeguati piani di sorveglianza.

Con il follow up le donne vengono seguite tramite visite di controllo e consulti periodici per monitorare gli esiti dell’operazione e attivare la prevenzione. Alle donne operate di tumore alla mammella è riservato anche un servizio di Nutrizione per il miglioramento dello stile alimentare e di vita, in quanto è stato dimostrato da numerosi studi che una dieta ricca di grassi, zuccheri e alcool e ad una ridotta attività fisica, si associa a un rischio aumentato di neoplasia mammaria e di recidiva.

Il percorso è completato infine dalla presenza di psiconcologi  e volontarie dedicate. Senza dimenticare il Progetto La Forza e il Sorriso, un laboratorio di bellezza e cura della propria immagine che si svolge due volte al mese all’interno di Ospedale Santa Maria a favore di donne in trattamento oncologico.

Per maggiori informazioni contatta lo 080 5040986

Vene varicose: ne soffre il 40% delle italiane

ROMA – Fastidioso inestetismo ma anche “spia” che può nascondere problemi di salute seri. Sono le vene varicose, una patologia che interessa oltre il 40% delle donne italiane, in particolare dopo i 50 anni. Ma non è solo un problema femminile, in Italia ne soffre anche un uomo su quattro. E in estate il problema si aggrava: gonfiori e arrossamenti - oltre al senso di pesantezza dovuto al caldo – fanno aumentare in questo periodo dell’anno le richieste di interventi di scleroterapia, per migliorare non solo la salute ma anche l’aspetto delle gambe, più esposte in estate.

“Si stima che in tutto il mondo in una sola giornata oltre 9 milioni di persone si sottopongano a questo trattamento - afferma il Dott. Paolo Casoni, Vice Presidente dell’Associazione Flebologica Italiana (AFI) e direttore del Dipartimento del Centro Ippocrate - Vein Clinic di Parma -. Solo nel mio centro specializzato ne eseguiamo oltre 6.000 ogni anno. L’inizio della bella stagione è uno dei periodi migliori, in cui si concentrano le maggiori richieste e proprio in queste settimane stiamo assistendo a un aumento di pazienti”.

“L’intervento - continua Casoni - consiste nell’ iniezione di farmaci che determinano una lesione dell’endotelio, le ‘piastrelle’ che rivestono le pareti della vena. Questo causa l’ostruzione dei capillari e la loro rimozione. Un piccolo intervento ben tollerato ma che può presentare alcune controindicazioni. Il passaggio del farmaco può determinare infatti infiammazioni, dolore, piccoli trombi o noduli visibili sulla pelle, che beneficiano dell’applicazione di pomate a base di sostanze naturali come escina, meliloto, centella asiatica e soprattutto eparina. Oltre alle pomate, oggi è disponibile il primo patch, frutto della ricerca italiana, da applicare sulla pelle, farlo aderire per circa 10 ore e permettere una più rapida guarigione”. “Una tecnologia di rilascio innovativa sperimentata in uno studio condotto nel nostro centro di Parma - spiega ancora il dr. Casoni –. I ricercatori, infatti, hanno evidenziato la superiorità dell’azione del prodotto rilasciato attraverso il cerotto rispetto a quella ottenuta con la sola pomata. Le persone sottoposte a scleroterapia sono state trattate con lo speciale cerotto a base di prodotti naturali: escina, meliloto e centella asiatica con Glycacid Eco. 

L’innovativo prodotto biotecnologico di origine vegetale ad azione eparino-simile, può contribuire a ridurre la formazione di ematomi dovuti a traumi, interventi estetici o a disordini circolatori venosi. Grazie a questa tecnica di somministrazione le sostanze riescono più efficacemente a superare la barriera cutanea e la loro azione risulta quindi di maggiore impatto”. Lo dimostra lo studio prossimo alla pubblicazione su Veins, la rivista dell’associazione Flebologica Italiana. “La ricerca ha evidenziato chiaramente come Venoplant Patch sia in grado di far riassorbire tutti i piccoli trombi che si possono manifestare dopo la scleroterapia - conclude il dott. Casoni, coordinatore dello studio -. In particolare, il nostro obiettivo era valutare la riduzione dello stato infiammatorio e l’aumento della permeabilità del tessuto connettivo. Entrambi i risultati sono stati raggiunti. In particolare il formato cerotto adesivo è risultato più comodo rispetto allo stesso prodotto in crema gel. E’ infatti sufficiente tenerlo applicato nella zona interessata per 10 ore, ad esempio durante la notte. Si tratta quindi di una nuova opportunità per tutti i pazienti che nel giro di 10 giorni possono risolvere le problematiche di infiammazione, edema e inestetismi causati dall’intervento”.

Lo studio: salumi e hamburger causano più morti del fumo


ROMA - Le persone che non mangiano sano hanno più probabilità di morire prematuramente dei fumatori. Una nuova ricerca pubblicata nella rivista scientifica The Lancet, chiarisce che il cosiddetto cibo spazzatura è responsabile ogni anno di 11 milioni di morti al mondo, rispetto agli 8 milioni causati dal fumo. Gli scienziati dell’Institute of Health Metrics and Evaluation (IHME) di Seattle, a Washington, hanno affermato: «Questo studio conferma ciò che pensiamo da tanti anni, i cibi malsani mietono più vittime di altri fattori di rischio globali». 

Il ricercatore Christopher Murray della University of Washington ha aggiunto: «Sale, zuccheri e grassi sono stati al centro del nostro interesse nel corso degli ultimi due decenni, ma le nostre ricerche suggeriscono che i fattori di rischio maggiori sono l’apporto di sodio e il basso apporto di cibi salutari, come i cereali integrali, la frutta, i semi, la frutta secca e le verdure».

Il team, evidenzia Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” , ha analizzato i dati relativi a 195 paesi tra il 1980 e il 2016, identificando 15 alimenti tra positivi e negativi, incluse le verdure, il latte, le fibre, gli acidi grassi Omega-3, le carni trattate e le bevande zuccherate. Sorprendentemente gli scienziati non hanno trovato una sola regione del mondo in cui la popolazione consumasse una dieta bilanciata, anche se in alcuni casi, come in Asia, vi era una predominanza di verdure e ortaggi. Ancora, Israele è il Paese con la più bassa percentuale di morti causate da una dieta malsana. 

Le principali malattie mortali legate alle cattive abitudini a tavola sono il diabete e le malattie cardiovascolari: circa 10 milioni di morti possono essere attribuite a problemi di cuore. Per ridurre queste scioccanti cifre gli esperti consigliano di cambiare immediatamente le loro diete, ridurre a zero i cibi del fast food, le carni rosse e gli affettati, le salsicce, i würstel e gli hamburger, ma anche tutti i cibi preconfezionati e tanti alimenti composti surgelati, ricchissimi di zuccheri e conservanti. Le milioni di morti causate dalle malattie legate all’alimentazione sono del tutto prevenibili.

La rete oncologica pugliese è realtà

BARI - La Rete Oncologica Pugliese (ROP) sta per compiere un anno di vita. Nonostante la sua giovane età questa rete è riuscita, grazie allo sforzo congiunto tra istituzioni e gli esponenti del sistema sanitario, a raggiungere i primi obbiettivi che erano stati prefissati e gettato delle solide basi per il futuro. La ROP però deve prepararsi anche ad una nuova sfida: quella di mettersi in comunicazione con le altre reti oncologiche. Per tirare le somme sul primo anno di vita della ROP e per creare un primo dialogo che potrebbe spingere alla creazione di una rete nazionale si è svolto l'11 aprile a Bari il convegno “Oncorete Sharing and Innovation System”. 

L'evento organizzato da Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Bristol-Myers Squibb e con il patrocinio di Istituto Tumori Bari, AreSS Puglia, Rete Oncologica Pugliese, APEO, F.A.V.O. è la terza tappa, prima nel meridione, del progetto nazionale Oncorete che vuole creare un duplice ponte di dialogo, il primo tra le singole reti oncologiche regionali per creare una rete nazionale ed un secondo tra le reti oncologiche e la cittadinanza per una corretta informazione sulle opportunità cliniche dei pazienti oncologici. 

“Il processo di implementazione e messa a regime della giovanissima rete oncologica pugliese – afferma Giovanni Gorgoni, Direttore Generale AReSS Puglia - prosegue e passa sempre di più dagli interventi di architettura generale a quelli di radicamento territoriale e di articolazione per specifica patologia. Lo sforzo rimane tra i più complessi e non è un caso se anche nella recente review di AIOM in Senato che ha certificato quella pugliese come una delle sette reti regionali attive e l’unica al Sud”.

Durante l'evento sono state anche presentare le linee progettuali di popolamento della Rete con le sottoreti di patologia dei primi cinque più diffusi tumori, gli imminenti PDTA per questi tumori e si è fatto il punto della situazione sulla vera chiave di volta organizzativa dell’intera rete, ossia i Centi di Orientamento Oncologico. “I COrO (Centri di Orientamento Oncologico) dell'Area Salento sono 5 – spiega Gaetano Di Rienzo, Coordinatore Operativo DIOnc Salentino - dislocati negli Ospedali di Lecce, Tricase, Scorrano, Casarano e Gallipoli. Nella prima fase di organizzazione si è provveduto a identificare uno specialista Oncologo responsabile di ogni COrO e ad assegnare il personale amministrativo che lavora in stretto contatto con lo specialista oncologo e che risponde alle telefonate dell'utenza. Contestualmente si è provveduto a determinare gli slot diagnostici necessari per il soddisfacimento in tempi rapidi delle richieste e all'attivazione dei GIP (Gruppi Interdisciplinari di Patologia)”. 

Della funzione dei CorO ne ha parlato anche Salvatore Pisconti, Coordinatore Operativo DIOnc Jonico-Adriatico: “Dal 14 Gennaio 2019 i COrO hanno iniziato ad orientare e supportare il “nuovo” paziente oncologico o sospetto oncologico e assicurarne l’avvio della presa in carico. Fungono, pertanto, da elemento cardine per la gestione della continuità assistenziale della persona ammalata attraverso molte funzioni che vanno dalla prima visita oncologica all'attivazione dello psico-oncologo e dell'assistente sociale, oltre che gestire la documentazione cartacea e informatica e fungere da collegamento con il Registro Tumori”. 

La strada che al momento sta percorrendo la ROP è “tecnica”, ma che in breve offre benefici rapidi e reali ai malati oncologici pugliesi, come sottolineato da Giammarco Surico, Coordinatore Regionale Rete Oncologica Regione Puglia: “La rete oncologica pugliese è ormai una realtà, garantendo omogeneamente l’offerta sanitaria oncologica, con l'obbiettivo di qualificarla ottimizzando risorse ed eccellenze da sempre presenti sul territorio”. 

Dello stesso parere Vito Antonio Delvino, Direttore Generale IRCCS Giovanni Paolo II Bari e Presidente UCOR Rete Oncologica Pugliese: “Ogni rete rappresenta un esempio di grande efficienza perché ottiene il massimo risultato compatibile con il minimo dei materiali impiegati. In tale ottica saranno le reti in genere a garantire la compatibilità economica del nostro sistema sanitario. Ma la ROP – conclude il direttore - ha anche l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza in tutta la regione mediante la condivisione dei PDTA e la libera circolazione delle competenze e delle informazioni”. 

La ROP ha anche già istituito le prime reti specialistiche, come quella di anatomia patologica. “Il ruolo della rete di Anatomia Patologica – spiega Alfredo Zito, Direttore UOC Anatomia Patologica IRCCS Giovanni Paolo II Bari - è quello di consentire a tutta la popolazione pugliese l’accesso alle indagini istopatologiche e molecolari più complesse, condividendo le tecnologie e mettendo a disposizione l’expertise di ciascun patologo. Le nuove terapie oncologiche (terapie a bersaglio molecolare, immunoterapia etc.) se da un lato si stanno rivelando efficaci, d’altro canto hanno costi estremamente alti. Investire nella rete di Anatomia Patologica significa migliorare la qualità delle prestazioni sia per evitare ai pazienti terapie inutili se non addirittura controproducenti, sia per i risparmi importanti per l’interno sistema sanitario nazionale”. Se molti passi sono stati già compiuti molti altri ne verranno fatti in futuro. 

“Grazie al lavoro multidisciplinare di qualificati specialisti pugliesi – racconta Leonardo Vincenti, Direttore UOC Chirurgia Generale Ospedaliera AOU Policlinico Bari siamo finalmente in grado di garantire ai nostri concittadini il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale “IDEALE” per la cura delle neoplasie colorettali. Aspettiamo adesso che le Istituzioni intervengano con decisione ed entusiasmo al fine di garantire la fase attuativa sul campo del PDTA stesso”. La cura del paziente oncologico è un percorso così complesso sia fisicamente che psicologicamente da non poter trascurare nessun aspetto, nemmeno quello estetico. 

“L'attività svolta allo Spazio Benessere IEO – afferma Carolina Ambra Redaelli, Presidente APEO - riguarda principalmente: suggerimenti di dermocosmesi preventiva quotidiana; gestione estetica della pelle e delle unghie di mani e piedi per posticipare il più possibile la tossicità da terapia oncologica; trattamenti estetici del viso per idratare e nutrire la pelle; massaggi rilassanti e drenanti specificamente studiati da personale medico. In una società dove la vita si è allungata, si muore meno e si cura di più, diventa importante garantire alle persone in terapia una migliore qualità di vita e quindi affiancare all'attività del medico nuove professioni qualificate e certificate – conclude Redaelli - in registri internazionali CEPAS, che ne supportino, avvalorino, migliorino il lavoro e quindi la vita delle persone in terapia”. 

Il congegno si è chiuso con un tavolo di discussione tra pazienti oncologici, rappresentati da Francesco Diomede, Vice presidente FAVO e gli esponenti della ROP. “La Rete Oncologica Pugliese, come tutte le “Reti” - racconta Diomede - ha una storia lunga e irta di ostacoli che ha visto la Favo, la Direzione dell’Istituto Tumori di Bari e l’AReSS Puglia tra i protagonisti. Grazie a questi sforzi oggi i pugliesi possono contare su una presa in carico del paziente oncologico e sul mantenimento di tale presa in carico, per tutto l’iter di cura, nonché su un approccio multidisciplinare della patologia. Circostanze di vitale importanza per i Cittadini colpiti e per le loro famiglie”.

Salute della donna: il 18 aprile incontri su prevenzione e cura del tumore al seno

BARI - Una giornata di incontri interattivi con le donne per diffondere l’informazione e i servizi per la prevenzione e la cura del tumore al seno. Ospedale Santa Maria aderisce alla iniziativa Open Week, promossa da Onda, osservatorio nazionale per la donna, che dall’ 11 al 18 aprile, in occasione della 4a Giornata nazionale della salute della donna (22 aprile), ha organizzato nelle strutture del network Bollini Rosa una settimana di incontri e progetti dedicati alle donne con l’obiettivo di promuovere la prevenzione delle principali patologie femminili.

Il 18 aprile dalle 10 alle 13 i medici  di Ospedale Santa Maria – tra cui senologo, chirurgo, psicologo e oncologo - forniranno alle donne interessate un servizio di informazione su diversi aspetti che riguardano la patologia mammaria, presentando l’attività dell’ospedale in questo particolare ambito, rispondendo direttamente ad eventuali dubbi o domande e distribuendo materiale informativo. 

I temi dell’incontro riguardano in particolare: la prevenzione, il rischio genetico, le terapie mediche e chirurgiche, il follow – up e il sostegno psicologico, ossia le diverse tappe del percorso diagnostico terapeutico che la donna colpita da tumore mammario segue all’interno della struttura GVM, e della assistenza di cui può beneficiare, nonché i progetti di “umanizzazione delle cure”, dedicati alla donna.

Il centro senologico di Ospedale santa Maria – diretto dal dottor Stefano Rinaldi e dalla dottoressa Antonietta Ancona – è una delle Breast Unit GVM, ossia una unità operativa multidisciplinare e multiprofessionale che prevede la presenza di più figure mediche per la prevenzione e nell’assistenza alla donna colpita dal tumore: oncologo, senologo, chirurgo senologico, chirurgo plastico, radioterapista, anatomo patologo, medico nucleare, nutrizionista, fisioterapista, psiconcologo, oltre a  volontari dedicati. 

Ospedale Santa Maria ha a disposizione tecnologie diagnostiche avanzate come i mammografi 3D, impiegati anche con il mezzo di contrasto, con un’alta definizione delle immagini e in grado di evidenziare lesioni di pochi millimetri, studiando la mammella strato per strato. Le pazienti possono avvalersi di procedure chirurgiche innovative che seguono le linee guida nazionali ed internazionali con tecniche sempre meno invasive e più conservative, così da rispettare sempre di più anche i tratti armonici della figura femminile, ma soprattutto perché il seno è un organo importante sia per la maternità che per la integrità fisica della donna. 

In caso di pazienti ad “alto rischio” per tumori eredo-familiari - che richiedono una gestione assistenziale diversificata rispetto a quella dei tumori sporadici - è assicurato un counseling genetico, atto a verificare la presenza in alcune famiglie di una predisposizione ereditaria al cancro, che spesso non vengono prese in carico con adeguati piani di sorveglianza.

Con il follow up le donne vengono seguite tramite visite di controllo e consulti periodici per monitorare gli esiti dell’operazione e attivare la prevenzione. Alle donne operate di tumore alla mammella è riservato anche un servizio di Nutrizione per il miglioramento dello stile alimentare e di vita, in quanto è stato dimostrato da numerosi studi che una dieta ricca di grassi, zuccheri e alcool e ad una ridotta attività fisica, si associa a un rischio aumentato di neoplasia mammaria e di recidiva. 

Il percorso è completato infine dalla presenza di psiconcologi  e volontarie dedicate. Senza dimenticare il Progetto La Forza e il Sorriso, un laboratorio di bellezza e cura della propria immagine che si svolge due volte al mese all’interno di Ospedale Santa Maria a favore di donne in trattamento oncologico.

Per maggiori informazioni contatta lo 080 5040986

Tumori: a Bari 'Oncorete Sharing and Innovation System'

BARI - Il progetto nazionale “Oncorete Sharing and Innovation System” prosegue nei suoi lavori con la terza tappa. Dopo il successo di Firenze e Genova è il momento di Bari, prima ma non ultima tappa meridionale, di questa serie di convegni che mirano a mettere in comunicazione le singole Reti Oncologiche Regionali per cercare di formare una rete oncologica nazionale. L'evento si svolgerà l'11 aprile presso l'Istituto Tumori IRCCS Giovanni Paolo II di Bari ed è organizzato da Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Bristol-Myers Squibb e con il patrocinio di Istituto Tumori Bari, AreSS, Rete Oncologica Pugliese, APEO, F.A.V.O.

Per questa edizione di Oncorete è stata designata come destinazione Bari per poter mettere a fuoco la Rete Oncologica Pugliese (ROP), una delle più recenti dello Stivale essendo nata nel 2018, cercando di discutere sui punti di forza che potrebbero essere d'ispirazione per altre reti regionali e per i punti deboli, che potrebbero invece essere rafforzati grazie a soluzioni già applicate in altre Regioni. Per poter raggiungere questi obiettivi nel corso dell'evento si discuterà a 360° sugli obiettivi raggiunti e da raggiungere dalla Rete pugliese. Si parlerà di governance, di proposte di ricerca traslazionale e della possibile istituzione di una guida regionale per queste ricerche. Tutto questo senza dimenticare il paziente, si discuterà infatti anche di come la ROP può migliorare la qualità della vita dei malati oncologici, verrà dato anche spazio ad un tavolo di discussione tra pazienti, rappresentati dall'associazione F.A.V.O., ed esponenti della ROP per discutere insieme i passi da seguire per una fattiva collaborazione tra pazienti ed istituzioni sanitarie.

Quali sono gli obiettivi di Oncorete?

Le reti oncologiche regionali rappresentano il modello organizzativo ottimale per implementare, razionalizzare, innovare e completare la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione fisica e psicologica dei pazienti colpiti da tumore. Progressivamente le reti regionali stanno riorganizzandosi verso un modello Hub&Spoke al fine di concentrare le patologie dove lo skill numerico rappresenta un miglioramento della qualità e dell’efficacia del servizio offerto, nonché per ottimizzare l’introduzione dell’innovazione e della sperimentazione di base, traslazionale e clinica. Tale riorganizzazione assicurerà la sostenibilità del sistema, la capillarità e allo stesso tempo la concentrazione dell’offerta, la connessione con la componente socio assistenziale e con la medicina generale, cardini importanti per assicurare la presa in carico globale del paziente. Per raggiungere tali obiettivi è necessario aumentare il livello di comunicazione tra operatori, pazienti ed istituzioni all’interno della rete utilizzando la continua evoluzione della tecnologia nel rispetto delle norme sulla privacy. Nello stesso tempo risulta importante comunicare ai cittadini i risultati raggiunti dalle reti oncologiche al fine di aggiornarli sui progressi medici e sociali raggiunti, nonché per rafforzare la loro fiducia nei confronti della Sanità regionale sia per contrastare atteggiamenti antiscientifici sia per eliminare o ridurre la mobilità passiva. Inoltre mettere a fattore comune le best practices terapeutico/assistenziali non è solo importante all’interno della rete regionale di appartenenza, ma risulta altresì rilevante a livello nazionale nell’ambito di coordinamenti tra reti oncologiche e centri oncologici che progressivamente si stanno formando. Per tale motivo nasce Oncorete, come rete nazionale delle reti oncologiche regionali al fine di implementare una coalizione contro il cancro e favorire il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra.

L’evento è organizzato da Motore Sanità.

Il 'vaccino' anti tumore ha guarito tre pazienti

di PIERO CHIMENTI - Da New York arriva una nuova speranza per la lotta al tumore. Si tratterebbe di una specie di vaccino, che crea un'immunizzazione per combattere la malattia, sperimentata dai ricercatori del Mount Sinai Hospital. 

Secondo i dati forniti dalla rivista Natural Medicine, il trattamento sarebbe stato sperimentato su 11 pazienti, su cui i risultati sono stati molto confortanti, tanto da estendere la sperimentazione anche su altri pazienti di un altro ospedale, affetti tra gli altri di tumore alla gola e al seno. Nel corso del periodo di osservazione, è stato riscontrato che tre pazienti sono stati guariti totalmente dalla malattia.

Tumori: l'IRCCS Saverio de Bellis di Castellana riceve ok AIFA per studi clinici Fase 1

BARI - L’IRCCS Saverio de Bellis di Castellana Grotte sarà la prima struttura in Puglia a poter condurre studi clinici di fase 1 avendo completato in questi giorni il percorso di accreditamento all’AIFA. L’accreditamento diventerà operativo entro il mese di luglio, quando si potrà compiere la prima sperimentazione farmacologica su un paziente.

La ricerca clinica rappresenta il futuro della medicina moderna, garantendo al paziente le migliori terapie ed al sistema sanitario nazionale un notevole risparmio economico. Le sperimentazioni cliniche prevedono quattro fasi, al termine di ciascuna, se i risultati sono positivi al punto da soddisfare gli obiettivi per i quali la sperimentazione è stata avviata, il farmaco passa a quella successiva. 

Sino a ieri, in Puglia, era possibile condurre sperimentazioni cliniche soltanto di fase 2, 3 e 4. La sperimentazione clinica di fase 1 a differenza dalle altre, è molto complessa ed è direttamente regolamentata da AIFA secondo normativa 809 del 2015, normativa che impone criteri estremamente rigorosi su tutti i momenti che coinvolgono il paziente.

Le sperimentazioni di fase 1 rappresentano la prima evidenza clinica di studi condotti su esseri umani e, pertanto, la potenziale tossicità correlata, necessita di elevati standard qualitativi che coinvolgono la specifica formazione di personale medico, infermieristico e di laboratorio. La fase 1 necessita anche dell’acquisizione di strumentazione e/o dispositivi dedicati e della verifica che tutte le procedure sperimentali avvengano secondo criteri di qualità definiti e recepiti mediante l’ausilio di  procedure operative standard (SOP). 

Nel pieno rispetto della vocazione di un Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico, e cioè garantire l’eccellenza delle cure mediche a vantaggio del cittadino attraverso l’attività di ricerca traslazionale, l’IRCCS “Saverio de Bellis” ha investito notevoli risorse umane e finanziarie per attivare l’Unità di Ricerca Clinica di Fase 1 (URCF1) promossa e coordinata dalla Direzione Scientifica e deliberata dalla Direzione Generale con DDG n. 391 del 29/05/2018. 

Il Presidente della Regione Puglia ha voluto esprimere personalmente alla direzione dell’IRCCS, in particolare al direttore scientifico il prof. Gianluigi Giannelli, la sua gioia e il suo orgoglio per avere in Puglia una struttura come il de Bellis che, con un’ampia e autorevole autocertificazione, ha potuto richiedere ad AIFA l’autorizzazione a condurre studi clinici di fase 1. In Puglia sarà l’unica struttura a poterlo fare. Un bel risultato se si pensa che da Roma in giù sono soltanto sette le struttura a compiere ricerca di fase 1. Questo rappresenta un altro tangibile risultato dell’impegno della Regione Puglia per assicurare ai suoi cittadini sempre migliori prestazioni mediche riducendo il “gap” assistenziale nord-sud e con esso la problematica legata ai “viaggi della speranza”.

Estate 2019: ecco i consigli di Arianna Musarò per la prova-costume

di FRANCESCO GRECO - ANDRANO (LE). Le diete sono come la formazione dell’Italia: ognuno ha la sua. A punti, a colori, vegetariana, macrobiotica, vegana: ce ne sono un’infinità. Incluse quelle “fai da te”, cioè senza l’aiuto di una persona che studia e conosce a fondo la materia e con le quali si corre il rischio di fare danni, a volte irreparabili.

Ma qual è quella che fa per noi?

Alla vigilia dell’estate 2019 (che si annuncia abbastanza calda), quando in spiaggia occorrerà presentarsi in maniera decente, mentre incombe la prova-costume (per alcuni già nelle vacanze di Pasqua, Ponte del 25 aprile e Primo Maggio), ne parliamo con la biologa-nutrizionista Arianna Musarò, autrice del bellissimo libro “Ricette celestiali” (2018), mentre è appena uscito “Anna la bassettosa” (e l’educazione alimentare), autoedizione, pp. 24, euro 17, belle illustrazioni di Virgilio Matteo Giunca.

Riceve in due studi: Andrano e Lecce (info: 380-5291921).

DOMANDA: Le diete fai da te sono pericolose?

RISPOSTA: "Si, sono molto pericolose e sono prive di un fondamento scientifico. Sul lato fisiologico portano spesso a carenze vitaminiche e di sali minerali, squilibri nutrizionali. Possono sviluppare patologie come ad esempio disturbi a carico di ossa, reni e cuore. Ci sono numerosi studi scientifici che segnalano la possibilità, in seguito alla diete squilibrate, di modificare profondamente il metabolismo energetico.  E di conseguenza si riprendono tutti i chili persi. Per non parlare dei disturbi psico-comportamentali: i due casi più estremi sono la bulimia e l’anoressia. E quindi perché seguirle? Secondo me, molto spesso, le diete squilibrate celano un animo sofferente che materializza il dolore o l’insoddisfazione con la ricerca di una perfezione esteriore, che però conduce ad un ulteriore danno fisico, non solo morale".

D.  Come si fa a sapere qual è la dieta giusta?

R. "La dieta giusta è quella equilibrata, sana, con prodotti semplici e salutari. E’ la dieta che fa star bene a 360° sia all’esterno del corpo portando al raggiungimento del peso forma, ma anche all’interno dell’organismo, perché lo nutre con sostanze genuine e salvifiche. Ma la dieta giusta è quella che parte da un animo in cerca di serenità e lo continua a nutrire dopo avere raggiunto un proprio equilibrio. La frase “fai pace con te stessa e dimagrirai per sempre” esprime appieno il concetto totalitario di dieta giusta".

D. C’è anche chi teorizza il digiuno…

R. "Il digiuno viene ancora praticato da alcune religioni e, in passato, anche dai cristiani. Le popolazioni più longeve sono quelle che mangiano poco e praticano il digiuno per lunghi periodi. Quindi non serve solo per mantenersi in forma, ma apporta benefici a livello cellulare e per molte malattie. Ed è anche la chiave di volta per la longevità. ma il digiuno non deve essere una moda. E deve essere fatto con consapevolezza e con l’aiuto di esperti per evitare effetti nocivi".

D. Ma quali sono i fattori da tener presenti quando si decide di seguire una dieta specifica?

R. "Io parto sempre dal fattore cuore. Da quanto ci amiamo e quanto vogliamo raggiungere quell’equilibrio e quella serenità ambita da tutti e alla portata di tutti. Il primo fattore è, secondo me, amarsi. Se si parte da questo punto di inizio, allora si sceglie la dieta giusta. Quella che rispetta il proprio corpo. Quella che introduce le giuste porzioni di carboidrati complessi, proteine e grassi per far funzionare correttamente l’organismo. Quella che ci spinge a scegliere i prodotti della nostra terra: genuini, semplici, coltivati con amore, di stagione, ricchi di tutte le sostanze che la terra ci dona per affrontare ogni stagione. Il fattore giusto siamo noi stessi. Amarsi significa ascoltarsi . E ascoltare l’animo permette di prendersi cura del corpo".

D. Cos’è la fame nervosa?

R. "Ci colleghiamo alla domanda di prima. E’ la fame di un animo in cerca della propria strada o semplicemente di libertà. Uno spirito insoddisfatto oggigiorno trova conforto nel cibo che contiene le sostanze psicoattive in grado di aumentare gli ormoni del buonumore e far raggiungere una serenità momentanea. E’ inutile far finta che il corpo e lo spirito possano essere divisi, o credere di essere solo l’uno o soltanto l ‘altra. Siamo fatti di corpo e di spirito. E l’alimentazione racchiude la nostra totalità. Durante gli attacchi di fame emotiva ricerchiamo il cibo che riesce a soddisfare  il nostro stato d’animo. Esempio:  i carboidrati aumentano il triptofano che è il precursore dell’ormone del buonumore, la serotonina, e perciò ci rilassiamo. I grassi vanno a colmare i vuoti e molto spesso sono vuoti emotivi e non di fame. E anche la consistenza dell’alimento indica il nostro stato d’animo come quella croccante serve per sfogare la rabbia, la consistenza cremosa ci dà conforto e cosi via…".

D. Cosa le chiedono e che tipo di dieta consiglia alle donne che vengono nel suo studio?

R. "Le donne che vengono nel mio studio chiedono spesso diete veloci, perché non sempre educate ad un corretto stile di vita. Propongo la dieta mediterranea rispettando  le condizioni fisiologiche di ciascuna. La dieta mediterranea è convivialità, rispetto delle tradizioni e attività fisica. E includo sempre una buona dose di amor proprio (ride)".

D. Si avvicina l’estate, incombe la prova-costume: cosa consiglia?

R. "Eliminare dolci, farine bianche, zucchero, prodotti industriali. Aumentare o introdurre le porzioni di frutta e verdura. Introdurre le giuste porzioni di carboidrati complessi e proteine. Bere tanta acqua e anche un bicchiere di vino non fa male alla salute. eliminare le bibite dolci. Ridurre i condimenti. Praticare sport o semplicemente almeno mezz’ora di camminata al giorno o per almeno 4 volte a settimana. Respirare aria nuova  nello spirito e poi nel corpo…".

Salume coppa di testa contaminato: ministero Salute segnala rischio

ROMA - Rischio microbiologico. Questo il motivo che ha spinto il Ministero della salute a diffondere un avviso di richiamo di un lotto di Coppa di testa a marchio Bartoloni Carni di Bartoloni Elisabetta & C. Come si legge nel comunicato pubblicato sul sito del dicastero, il prodotto in questione è il lotto del 27-3-2019 venduto in tranci sottovuoto di peso tra 3 kg e 6 kg con scadenza 26-07-2019. 

Il salume proviene dallo stabilimento dell’azienda Bartoloni Carni di Bartoloni Elisabetta & C, con sede dello stabilimento in provincia di Perugia nella Fraz. di Fogliano al n 105 di Spoleto. Motivo del richiamo: "Presenza di Listeria monocytogenes a seguito di analisi in autocontrollo". A scopo precauzionale e al fine di garantire la sicurezza dei consumatori, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda a coloro che hanno acquistato il prodotto del medesimo lotto di appartenenza, di non consumarlo!

Italia: malato di SLA da 12 giorni in sciopero della fame per accedere alla sperimentazione di Brainstom

ROMA - Dodici giorni di sciopero della fame e ancora lo chef sardo Paolo Palumbo, malato di SLA, non riceve una risposta da Governo e dal Presidente della Repubblica. La sua richiesta: avere accesso ad una nuova cura per riaccendere la speranza di riprendersi la piena esistenza. “Garantiteci l’accesso come in America o Israele alla sperimentazione di Brainstorm”, ha postato questa frase su Facebook Palumbo. Questa nuova terapia si basa sull’utilizzo di cellule staminali mesenchimali che agiscono sul sistema nervoso centrale e che è ormai alla fase 3 della sperimentazione negli Stati Uniti e in Israele. 

“Sono in riserva come un’automobile – ha incalzato sui social il giovane chef oristanese – ma la voglia di guarire e il vostro affetto sono la mia benzina. State tranquilli: quando sento il fisico allo stremo integro con vitamine e sali minerali. Il senso di fame è offuscato dalla rabbia e dalla speranza in Brainstorm. Sostenetemi oggi più che mai”. 

Alla luce di questa richiesta di sostegno che condividiamo in toto, anche lo “Sportello dei Diritti”, nella persona del suo presidente Giovanni D'Agata, esprime la più ampia solidarietà per la scelta di questo gesto estremo e rilancia l’appello di Palumbo a Governo e Presidente della Repubblica, perché lo Stato deve garantire la più ampia possibilità di accedere a terapie sperimentali in tutti quei casi in cui la scienza medica non è giunta a soluzioni certe e definitive per la cura di patologie degenerative e letali.

Aglio orsino contaminato, possibili rischi per la salute

ROMA - Il grossista Aligro, catena di Cash and Carry svizzera basata sulla qualità dei prodotti e del servizio (prevalentemente a ristoratori e negozianti), ha riscontrato che l'aglio orsino, utilizzato in cucina come verdura aromatica, in vendita presso i suoi negozi è contaminato da parti dalla pianta Arum maculatum (gigaro scuro). 

Non possono essere esclusi rischi per la salute, indica l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav) in un comunicato odierno. Aligro ha immediatamente ritirato il prodotto dalla vendita e ha avviato un'azione di richiamo. 

Nel dettaglio si tratta dell'articolo denominato Aglio orsino (Bärlauch), classe 500 g, di origine austriaca e raffigurante il codice EAN: 7610794244400. Il suo fornitore è l'azienda Fruchtexpress Grabher GmbH & CoKG di Frastanz. Il consumo del prodotto può causare un avvelenamento. In tal caso Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda di contattare telefonando subito al più vicino Centro Antiveleni e spiegare esattamente che tipo di sostanza è stato ingerita.

A Pasqua in Puglia la campagna 'Cerco un uovo amico' contro il Neuroblastoma

BARI - Non un semplice uovo di cioccolato, ma il sostegno a un sogno: regalare un futuro a tutti i bambini malati. Il sogno è quello dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma O.N.L.U.S.; di tanti ricercatori italiani che si impegnano quotidianamente per trovare la cura di questo tumore; di tante famiglie che non vogliono rassegnarsi alla malattia dei propri figli. Il Neuroblastoma colpisce ogni anno circa 150 bambini in età prescolare ed è talmente subdolo e aggressivo che quando si giunge alla diagnosi spesso è in fase già avanzata con metastasi allo scheletro e al midollo.

Per saperne di più, oggi 6 aprile, oltre 250 volontari scenderanno in 80 piazze in tutta Italia per far conoscere l’Associazione da vicino, sensibilizzare sull’importanza della ricerca per dare una speranza di vita ai bambini malati e promuovere la campagna “Cerco un uovo amico”, fondamentale per dire tutti insieme #stopneuroblastoma. Chi è in Puglia può incontrarli oggi 6 aprile a Foggia presso La Prima in via Zara 87, a Bari in via Argiro e a San Donato di Lecce in piazza San Vito.

“Cerco un Uovo Amico!” è il nome della campagna solidale dell’associazione del “Bambino con l’imbuto”, presieduta da Sara Costa che, dal 1993 a oggi, ha donato oltre 21 milioni di euro alla ricerca scientifica, permettendo di salvare tanti bambini grazie a progetti all’avanguardia.

Ma per garantire continuità ai risultati ottenuti, per sostenere i ricercatori impegnati nei principali centri di ricerca d’eccellenza italiani, in rete con colleghi europei e internazionali; per tendere ad una medicina sempre più personalizzata e a misura di bambino; per aumentare le percentuali di sopravvivenza dei casi più gravi, purtroppo i più frequenti e con meno speranze, (solo 1 bambino su 4 guarisce) occorre unire le forze.

Scegliere le uova del “Bambino con l’imbuto”, significa sostenere la ricerca di valore e significa anche sostenere progetti innovativi, come l’immunoterapia genetica, una tecnica innovativa che, nel 2018, ha avuto un importantissimo riconoscimento con l’attribuzione del Premio Nobel della Medicina ai suoi due padri fondatori. Tale tecnica, che è già in fase sperimentale anche sul Neuroblastoma, sfrutta il sistema immunitario affinché i linfociti diventino essi stessi “farmaci” contro il tumore. Oggi, inoltre, è già realtà la “medicina personalizzata”, ovvero la possibilità di modificare in itinere i protocolli di cura per ogni piccolo paziente. Tutto questo grazie ad una rete di centri di cura di eccellenza, quali l’Istituto G. Gaslini di Genova, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, l’Istituto Tumori di Genova e l’Istituto Tumori di Milano e centri di Ricerca e Università, quali il CEINGE di Napoli, il CIBIO di Trento, l’Università di Chieti e il Laboratorio della Fondazione Neuroblastoma a Padova, sostenuti anche grazie alle uova del “Bambino con l’imbuto”.

Le uova sono prodotte in ottimo cioccolato Barry Callebaut, al latte o fondente, di qualità superiore alla media; senza grassi vegetali diversi dal burro di cacao, senza OGM e senza glutine, adatte anche ai celiaci.

Aderendo alla Campagna solidale Cerco un Uovo Amico! tutti possono sostenere l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma e dare ai piccoli pazienti una speranza in più di vita.

Info: numero verde 800910056, pasqua@neuroblastoma.org www.neuroblastoma.org.

Allergene non dichiarato, Ministero segnala richiamo polpette di pesce e seppia

ROMA - La tutela del consumatore e la sua salute, prima di tutto. Cresce l’attenzione per la sicurezza alimentare ancora di più se ha a che fare con le allergie. Per questo il Ministero della salute in data odierna ha diffuso il richiamo di quattro lotti di polpette di pesce e seppia, a marchio Yu chi ball per la presenza di allergeni non segnalati in etichetta. Il prodotto interessato è venduto in confezioni da 360 grammi con i numeri di lotto 27052019 e il termine minimo di conservazione 27/05/2019, lotto 12072019 con scadenza 12/07/2019, lotto 02042020 con scadenza 02/04/2020 e lotto 13032020 con scadenza 13/03/2020. 

Le polpette Yuchi richiamate sono state prodotte ME FU SHL S.L., che ha sede a Madrid c/o Carlos Jmenez Diaz n 14 Alcala De Hernares. Si raccomanda ai soggetti allergici alla soia e uova di non consumare il prodotto con il numero di lotti segnalati e di restituirli al punto vendita d’acquisto. Per i consumatori che non sono affetti da allergie alla soia e uova il prodotto è considerato sicuro. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda ai consumatori “ALLERGICI ALLA SOIA E ALLE UOVA” di non consumare il prodotto con il numero di lotti segnalati e di restituirlo al punto vendita d’acquisto. La segnalazione è stata pubblicata sul nuovo portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute. L’avviso è stato diffuso anche attraverso il Rasff.

Asl Bari e Policlinico: a breve assunti 300 infermieri

BARI - Complessivamente saranno 300 le assunzioni di infermieri precari da destinare alla Asl Bari e al Policlinico. 100 unità saranno assunte subito e poi, con l’approvazione del piano di fabbisogno, saranno assunte altre 200 unità.

Già con delibera del 2 Aprile 2019 infatti, la ASL BA ha disposto il conferimento di 45 incarichi di Infermiere per la necessità di sopperire alle urgentissime ed inderogabili esigenze assistenziali dovute anche all’assenza di personale assente a vario titolo.

Il conferimento degli incarichi è stato fatto in applicazione delle direttive regionali le quali dispongono che, nelle more della revisione e dell’approvazione del Piano del Fabbisogno di personale, si deve continuare a fare riferimento alle vigenti dotazioni organiche.

La graduatoria, allo stato, a seguito di apposita richiesta, sarà utilizzata anche per soddisfare le carenze del Policlinico di Bari con l’assunzione di altre 55 unità. Pertanto i candidati interessati, in sede di convocazione, avranno la possibilità optare per l’assegnazione ad una delle due Aziende.

Con l’approvazione del Piano del Fabbisogno si procederà, nell’immediato, all’assunzione a tempo determinato di ulteriori 200 unità necessarie per l’attivazione dei servizi previsti dal Piano di Riordino delle Rete ospedaliera e dei nuovi modelli organizzativi territoriali, con la conseguente attivazione delle procedure selettive a carattere regionale previste per legge per l’assunzione a tempo indeterminato. Ne dà notizia il Dipartimento Politiche per la Salute della Regione Puglia.

Gdp Tv

150° Unità d'Italia AGRICOLTURA AGROALIMENTARE AMBIENTE Animali Annunci Approfondimento Arredamento Arte Attualità Auto e motori Avviso Pubblico Aziende Bari Bari 2014 Bari 2019 Bat Bifest 2011 Bifest 2014 Bifest 2015 Bifest 2016 Bifest 2017 Bifest 2018 Bifest 2019 Brasile2014 Bricolage Brindisi Calcio Casinò Chiesa cinema Columbus Day COMMENTO Comunicati Stampa Concerti Concorsi Corsi CROCIERE CRONACA CRONACA LOCALE CULTURA DOVE SEI? Cultura e Spettacoli Design Diari da Kinshasa Dimmi come scrivi Discoteche Donna del Giorno Economia Elezioni 2011 Enogastronomia Esoterismo Estate Esteri Eventi Expo 2015 F1 Festival del cinema di Roma 2010 Festival del cinema di Roma 2011 Festival del cinema di Roma 2012 Festival del cinema di Roma 2013 Festival del cinema di Roma 2014 Festival del cinema di Roma 2015 Festival del cinema di Roma 2016 Festival di Venezia '13 Festival di Venezia '14 Festival di Venezia '15 Festival di Venezia '16 Fiera del Levante Filastrocca film Flash Foggia Food Experience Foto Frodi Fumetti Gallery Gastronomia Gdp Junior Ghost Hunters Puglia Giochi Giubileo Gossip Grafico Hot IL MIO AVVOCATO Il Principe Azzurro Inchiesta Intervista Intrattenimento Islam isola dei famosi 5 L'Angolo della Poesia LA CURIOSITA' LA RECENSIONE Latitudeslife LAVORO Lecce Lettera al direttore Libri Link LIVE Lotterie Matera METEO milano Miss Italia MODA Mostre Motociclismo musica Necrologi NOTIZIE DAL MONDO novità musicali Oroscopo Paranormale Perle di storia pugliese photogallery PLAY: MUSICAEDINTORNI Politica Politica locale Potenza PRIMO PIANO Protezione civile Psicologia Pubblica Amministrazione Puglia Punto e a Capo Regionali 2015 Reportage ricerca Ricette Rio 2016 Roma Russia 2018 Salute e benessere Sanità Sanremo 2015 Sanremo 2016 Sanremo 2017 Sanremo 2018 Sanremo 2019 Scheda Scienza e tecnologie Scuola Sentenze europee Sessualità Silent Key Spazio Spazio Emergenti Speciale Speciale 21 dicembre Speciale amministrative 2012 Speciale Amministrative 2014 Speciale Euro 2012 Speciale Fiera Speciale Politiche '13 Spetteguless Sport Storia Taranto Tennis Territorio TICKER Top Tra scienza e fede Trasporti Turismo Tv UE Università e formazione Us version Vacanze Viabilità Viaggi Video Videogiochi Vignetta Vino diVino Voli Web Zootecnia