Cambridge Day Bari, oltre 500 docenti per discutere il futuro della scuola


Venerdì 23 ottobre all’Hotel Nicolaus un appuntamento dedicato all’intelligenza artificiale, alla didattica centrata sulla persona e al contrasto alle disuguaglianze educative. Protagoniste le scuole di Puglia e Basilicata.

BARI – Oltre 500 docenti e rappresentanti delle istituzioni scolastiche di Puglia e Basilicata si riuniranno venerdì 23 ottobre all’Hotel Nicolaus di Bari per il Cambridge Day, appuntamento dedicato all’insegnamento della lingua inglese e alle nuove sfide dell’educazione.

L’iniziativa sarà un’occasione di aggiornamento professionale e confronto sul futuro della scuola nell’era dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alla centralità della persona, alla libertà educativa e alla necessità di garantire pari opportunità formative a tutti gli studenti.

Il Mezzogiorno si propone così come protagonista di una riflessione che intreccia innovazione didattica, competenze linguistiche e responsabilità sociale, con l’obiettivo di individuare strumenti utili a preparare le nuove generazioni a un mondo sempre più tecnologico e interconnesso.

Intelligenza artificiale e centralità della persona

L’intelligenza artificiale è già in grado di tradurre testi, correggere elaborati, generare contenuti e simulare conversazioni. Queste possibilità aprono nuove prospettive per l’apprendimento, ma pongono anche una domanda fondamentale: quale valore conserva lo studio di una lingua straniera quando la tecnologia può facilitare la comunicazione?

La risposta, al centro del dibattito proposto dal Cambridge Day, riguarda la dimensione umana del linguaggio. Comunicare significa anche ascoltare, interpretare le emozioni, comprendere intenzioni, esprimere idee e costruire relazioni di fiducia. Competenze che assumono un ruolo importante nei percorsi scolastici, nella vita professionale e nei rapporti tra persone di culture diverse.

In questo contesto si inserisce la didattica Human Based, che attribuisce un ruolo centrale alla relazione tra insegnante e studente. Il docente non si limita a trasmettere conoscenze, ma accompagna i ragazzi nella crescita, incoraggia la partecipazione, sostiene chi incontra difficoltà e contribuisce a sviluppare autonomia, pensiero critico, empatia e capacità di collaborazione.

Anche le certificazioni Cambridge English valorizzano l’interazione comunicativa. Nell’esame B2 First, per esempio, i candidati devono confrontarsi, esprimere opinioni, ascoltare gli interlocutori e collaborare per raggiungere decisioni condivise.

L’intelligenza artificiale può offrire strumenti aggiuntivi per esercitarsi e personalizzare l’apprendimento, ma il suo utilizzo, secondo la visione proposta dall’iniziativa, deve affiancare e non sostituire la relazione educativa.

Libertà educativa e nuove responsabilità per la scuola

Un altro tema riguarda l’autonomia delle istituzioni scolastiche nell’adozione delle tecnologie digitali. La diffusione delle piattaforme di apprendimento e degli strumenti di intelligenza artificiale rende centrali questioni come la trasparenza, la protezione dei dati personali e il mantenimento del giudizio professionale degli insegnanti.

La sfida consiste nell’integrare l’innovazione senza rinunciare alla libertà d’insegnamento, al pluralismo e alla capacità della scuola di formare cittadini consapevoli. Non basta, quindi, imparare a utilizzare le nuove tecnologie: occorre anche sviluppare gli strumenti critici per comprenderne opportunità, limiti e conseguenze.

Contrastare le disuguaglianze educative

Il Cambridge Day intende richiamare l’attenzione anche sulle differenze che ancora caratterizzano l’accesso alle opportunità formative. In alcuni territori, soprattutto nelle aree economicamente e socialmente più fragili, le scuole possono incontrare maggiori difficoltà nell’accedere alla formazione professionale, alle reti internazionali e alle risorse tecnologiche.

La collaborazione tra istituti, la condivisione delle esperienze e la costruzione di reti educative possono contribuire a ridurre queste distanze. L’obiettivo è fare in modo che le opportunità di innovazione non dipendano dal luogo in cui uno studente nasce o dalle risorse disponibili nella sua scuola.

In questa prospettiva, la conoscenza dell’inglese rappresenta uno strumento di inclusione e mobilità sociale. Le competenze linguistiche possono facilitare l’accesso all’università internazionale, alla ricerca scientifica, alle esperienze formative all’estero e a nuove opportunità professionali.

Promuovere un insegnamento coinvolgente e accessibile significa quindi contribuire anche al contrasto della povertà educativa e della dispersione scolastica.

Lord Byron College, una storia iniziata nel 1973

Tra le realtà che promuovono questa visione figura il Lord Byron College di Bari, attivo nella formazione linguistica dal 1973 e centro autorizzato Cambridge English dal 1985.

La Fondazione Lord Byron College ETS porta avanti la propria attività attraverso un gruppo di circa 60 docenti e una consolidata collaborazione con le scuole statali, con attenzione alla crescita personale degli studenti e all’accessibilità della formazione.

La prospettiva illustrata dall’istituzione non si limita al conseguimento di certificazioni internazionali, ma punta allo sviluppo di competenze comunicative e personali utili nei percorsi accademici, professionali e sociali. La qualità dell’educazione viene così collegata non soltanto ai risultati scolastici, ma anche alla capacità di trasformare l’apprendimento in opportunità di vita.

“Find Your Voice”, dare voce alle nuove generazioni

Il messaggio Find Your Voice, “Trova la tua voce”, riassume il significato dell’iniziativa: aiutare ogni giovane a esprimere le proprie idee, confrontarsi con gli altri, difendere le proprie convinzioni e partecipare consapevolmente alla società.

Il Cambridge Day di Bari si propone quindi come un momento di confronto sul rapporto tra innovazione tecnologica, formazione linguistica e inclusione. Al centro, l’idea che il futuro della scuola non dipenda soltanto dalla quantità di tecnologia introdotta nelle aule, ma anche dalla capacità di formare persone autonome, competenti e consapevoli.

L’appuntamento del 23 ottobre riunirà docenti e rappresentanti delle istituzioni scolastiche di Puglia e Basilicata per discutere come coniugare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale con il valore della relazione educativa e il diritto di ogni studente a costruire il proprio futuro.