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Al San Paolo di Bari nasce 'Il Favoloso Mondo', centro sperimentale per la prima infanzia e la genitorialità


BARI - Si chiama il “Il Favoloso Mondo”, è un Centro sperimentale per la prima infanzia e la genitorialità, ha approccio montessoriano e punta a rispondere in modo personalizzato sia ai bisogni dei bambini sia a quelli delle famiglie, in termini di supporto educativo e conciliazione dei tempi famiglia-lavoro.

Nasce al quartiere San Paolo di Bari, con sede nella Fondazione Giovanni Paolo II onlus, capofila di progetto, e sarà illustrato alla stampa venerdì 21 settembre, alle ore 10.30, nella sede del Centro Multimediale Karol della stessa Fondazione, in via Marche 1.

Dei suoi contenuti, improntati al binomio comunità educante e periferie, e dei suoi servizi innovativi - tutti gratuiti - parleranno il presidente della Fondazione Puglia Paolo Spinelli e per la Fondazione Giovanni Paolo II il presidente Don Nicola Bonerba e la coordinatrice di progetto Stefania Monopoli. Interverranno il Garante dei minori della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, e gli assessori al Welfare, alla Cultura e alle Politiche educative giovanili del Comune di Bari, rispettivamente Francesca Bottalico, Silvio Maselli e Paola Romano.

Il progetto, patrocinato dagli assessorati al Welfare e alla Cultura del Comune di Bari e dal Garante dei diritti del Minore Regione Puglia, ha come partner l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro - Dipartimento di Scienze Politiche; le associazioni Un clown per amico e Idee Felicità Contagiosa; le cooperativa sociali I Bambini di Truffaut e Marcovaldo; il Centro di servizio al volontariato San Nicola.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini (conibambini.org), organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.

BA29 per l'inserimento lavorativo di giovani disoccupati: 435 ragazzi ammessi, al via i colloqui con le aziende

BARI - Il 14 settembre scorso, allo scadere della prima finestra temporale per la presentazione delle domande di partecipazione al bando BA29, finalizzato all’inserimento lavorativo di giovani disoccupati o inoccupati attraverso l’attivazione di tirocini semestrali retribuiti presso aziende e organizzazioni dell’area metropolitana di Bari, sono 435 le istanze ammesse su un totale di 457 pervenute.

Ad ogni ragazzo o ragazza selezionati sarà riconosciuto un rimborso di 450 euro al mese per 6 mesi, a fronte di 25 ore di impegno settimanali, mentre al soggetto ospitante spetterà un contributo di 300 euro una tantum a rimborso di alcune delle spese sostenute per la realizzazione del tirocinio, quali l’assicurazione o gli strumenti di lavoro impiegati.

Parallelamente sono salite a 283 le aziende che hanno aderito alla misura, segnalando i percorsi formativi disponibili e i profili richiesti*, per un totale di 700 tirocini attivabili.

Domani saranno pubblicati gli elenchi nominativi degli under 29 ammessi, mentre i colloqui dei ragazzi e delle ragazze con le aziende inizieranno lunedì 24 settembre. Saranno infatti le realtà ospitanti a scegliere i candidati da avviare al tirocinio.

La misura ha durata biennale, il che significa che dopo questa prima fase, sono previste altre aperture del bando attraverso apposito avviso - dal 1 novembre al 31 dicembre 2018 e ancora dal 1 maggio al 30 giugno 2019 - e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

“La prossima  settimana inizieranno i colloqui tra aziende e ragazzi - commenta l’assessora alle Politiche educative e giovanili e del lavoro Paola Romano - e  anche se sappiamo bene che il tirocinio non equivale a un contratto di lavoro, si tratta però di un’opportunità concreta per centinaia di ragazze e ragazzi che vogliano misurarsi con il mondo del lavoro facendo un’esperienza formativa di 6 mesi, come pure per le aziende che potranno formare questi ragazzi e, al termine del tirocinio, scegliere di trasformare il rapporto in un contratto di lavoro anche avvalendosi degli incentivi previsti per nuove assunzioni giovanili. I profili richiesti sono assolutamente diversificati e ci restituiscono la fotografia di un tessuto economico e produttivo variegato che ben potrà incrociare diverse professionalità e percorsi formativi. Parliamo di un investimento economico importante, poco meno di due milioni di euro, così come importante sarà il tempo messo a disposizione dai ragazzi e dalle imprese. Per questo sarà nostra cura verificare che il progetto formativo concordato si sviluppi in modo coerente, affinché possa rappresentare un’esperienza da mettere a frutto per il futuro della nostra comunità.

BA29 rientra in una strategia più ampia che dal 2015 il Comune di Bari sta portando avanti sulle politiche del lavoro e sul contrasto alla disoccupazione. La nostra città non si è sottratta alla principale sfida politica del nostro tempo, che è rappresentata dai temi del lavoro, dell’autonomia e dei diritti sociali delle persone”.

BA29 è una misura di empowerment e inserimento lavorativo rivolta a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 16 e i 29 anni, finanziata dal Comune di Bari con 1milione 900mila euro del PON METRO 2014/20 (ASSE 3 “Servizi per l’inclusione sociale” Azione 3.3.1 Sostegno all’attivazione di nuovi servizi in aree degradate).

* Estremamente ampio il ventaglio dei profili richiesti, che si seguito si elencano:

operaio addetto ai servizi di igiene e pulizia; addetto ai servizi qualificati nella ristorazione e settore turistico/alberghiero; addetto ai servizi non qualificati nella ristorazione e settore turistico/alberghiero; addetto ai servizi generali di segreteria; impiegato amministrativo; addetto vendite - hostess di cassa - addetto al front office; addetti alla logistica; magazziniere; archivista; educatore professionale; addetto al servizio di sorveglianza; assistente familiare; ingegnere gestionale; ingegnere meccanico; ingegnere idraulico; ingegnere ambientale; laureato scienze della formazione/umanistica; operatore addetto al data entry; addetto ai servizi informatici e piattaforme web; addetto ai servizi di comunicazione, organizzazione e gestione eventi; addetto al marketing; receptionist; estetista; tecnico di cantiere; serramentista; operaio generico (verniciatore/montaggio e smontaggio mobili); elettricista; operatore del legno; fisioterapista; biotecnologo; sarta; assistente alla poltrona; meccatronico; addetto manutenzione del verde; parrucchiere; aiuto tipografo, stampatore e allestitore; preparatore e confezionatore pasti da asporto; addetto pulizie centro cottura; addetto al controllo di movimentazione, stoccaggio e lavorazioni di magazzino; tecnico del’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive, assistente all’infanzia, agronomo; architetto; geometra, ingegnere edile; designer; animatore; idraulico; manutentore caldaie a gas metano; manutentore condizionatori d’aria;  impiegato d’ufficio gare d’appalto; gastronomo; serramentista; montatore meccanico/installatore infissi; impiegato addetto alle visite immobiliari; addetto alla cura dei social; docente di scuola dell’infanzia; operatore laboratori ludico-creativi; operatore socio-sanitario; operatore e-commerce web marketing; operatore alla lavanderia; addetto alla stiratura e piegatura; infermiere professionale; aiuto produzione panetteria; banconiere di rosticceria; addetto all’accoglienza, farmacista/studente discipline farmaceutiche; social media manager; addetto alla vendita di prodotti caseari; ausiliario scolastico; segretaria addetta front-service, vendita e promozione dei prodotti assicurativi; addetto alla preparazione, cottura e vendita cibi in fast food; addetto alle piattaforme online per accoglienza turistica; addetto centro stampa-fotografia; collaboratore organizzazione eventi formativi; junior account con mansioni i marketing e sviluppo portfolio clienti; conducente camper/furgone; addetto alla vigilanza non armata; addetto alla comunicazione e alle relazioni con il pubblico per il placement; addetto alla comunicazione e alle relazioni con il pubblico per l’ufficio relazioni internazionali; tecnico per la gestione del database per il placement; personale addetto a compiti di controllo, verifica e professioni assimilate; addetta all’accoglienza e all’informazione nelle imprese e negli enti pubblici; addetto ad archivi e schedari, anche informatizzati.

Bari, "A Japigia Arena Giardino in stato di abbandono"

BARI - Il senso civico per le nuove generazioni è qualcosa che durante l'ora di diritto, di filosofia, di educazione civica, si studia a scuola... e basta. Ma evitando la questione sulla scuola da riformare di cui, da parte di molti, c'è malcontento e necessità per un servizio pubblico ridotto all'osso, Sos Città con il progetto IntervistiAMO Bari, tra i cittadini, nei quartieri della città, ha conosciuto chi il senso civico l'ha imparato con l'esperienza, dando così speranza a chi nel presente n'è sprovvisto, ma può migliorare recependo i giusti esempi: i nostri modelli sono Gli Intramontabili.

A Japigia nell'Arena Giardino di via Caldarola di fronte al Mercato Coperto, da un ventennio, è nata l'Associazione Pensionati di Japigia, formata da un centinaio di uomini e donne che hanno saputo continuare la loro vita, aldilà dei compiti e degli impegni lavorativi, volontariamente, civilmente.

Il presidente dei pensionati ha raccontato come il gruppo di residenti abbia da subito collaborato con la Municipalità per mantenere decorose le condizioni dello spazio pubblico che, soprattutto d'estate, diventa una seconda casa, dove stare all'aria aperta, in compagnia, a chiacchierare o a giocare a carte.

Però non sono tutte rose e fiori. Per mantenere l'ordine nel giardino, negli ultimi tempi, i pensionati si sono armati oltre che di scope e palette, anche di pazienza. "La Multiservizi è inadempiente, la Polizia Locale è assente, alcuni nuovi visitatori sono maleducati. Il giardino ha per ordinanza un orario di apertura e chiusura che non viene rispettato lasciando l'area alla mercé di chi di notte approfitta per delinquere. I cespugli non vengono potati regolarmente, così da formare una giungla di piante e insetti fastidiosi per il quieto vivere dei bambini che frequentano le giostrine, ingestibile è la situazione dei rifiuti abbandonati come numerose bottiglie di vetro sepolte nel terreno, cartacce, plastica, lattine sotto le panchine, pietre, cocci e vetri nell'area giochi" dichiarano i residenti. Solo i bagni pubblici si sono salvati dai continui atti vandalici, perché i pensionati hanno ottenuto la possibilità di pagare privatamente il servizio di pulizia. Invece uno dei servizi persi è stata la presenza di distributori delle bevande, distrutti troppe volte, quindi rimossi.

Ma Gli Intramontabili non si scoraggiano mai, d'altronde con una fascia d'età che va dai '70 ai '90 anni, ne hanno vissute tante e sanno come trarre il lato positivo dalle cose. Così durante la visita al giardino, in particolare, due signori ci hanno raccontato come è nato il mito de Gli Intramontabili. Intramontabili nell'immaginario collettivo sono coloro che decidono di non perdere smalto e restare attivi, così i pensionati con autoironia si sono autonominati tali e hanno formato la compagnia de Gli Intramontabili con cui nei decenni hanno organizzato feste e gite in tutta la provincia, hanno messo in scena spettacoli teatrali sulla base della comicità di Totò e Peppino, hanno fatto solidarietà e beneficenza e oggi si divertono ancora a ricordare le loro mille e una attività.

Però "da un paio d'anni nel nostro giardino non si organizzano più manifestazioni con il sostegno delle istituzioni che aiutavano i cittadini a fondersi e a socializzare e che sarebbero utili soprattutto per il recente complesso di case popolari. Ai perché dei cittadini, dal Municipio 1, giunge solo la risposta della mancanza di fondi sufficienti", continua l'associazione Pensionati di Japigia.

"Eccoci alla solita storia: a Bari si investono soldi per costruire cose nuove e si abbandonano cose già presenti per la mancanza di fondi, soprattutto se si tratta delle periferie. Eppure dal passato ci sarebbe tanto da valorizzare, soprattutto quando è così positivo e intramontabile. E addirittura come modello del disinteresse di un passato fecondo, in un locale dell'Arena Giardino, c'è una biblioteca, una sala lettura, un'area studio che è possibile ammirare solo dalla vetrata sbarrata. Così sorge spontanea la domanda: l'amministrazione cosa sta facendo per le periferie se molti servizi pubblici il cittadino deve andarseli a cercare altrove? Che messaggio si vuole mandare ai più piccoli se quella che potrebbe essere una biblioteca di quartiere è chiusa da anni? Inoltre, perchè far sopravvivere l'Arena Giardino quando potrebbe brillare? All'interno di questo parco urge un intervento di disinfestazione contro le zanzare, un intervento serio di potatura degli alberi, riqualificazione degli arredi, ma soprattutto, quello che serve davvero è la voglia di fare tutto ciò”, conclude in una nota Sos Città.

Bari, oggi la scopertura della targa del murale di Gargasole

BARI - Questo pomeriggio, alle ore 16.30, l’assessora Carla Tedesco, insieme al Dott. Roma per il Rotary club di Bari Castello, scoprirà la targa di riconoscimento apposta sul  muro ubicato all’incrocio tra corso Benedetto Croce e via Gargasole dove è stato realizzato il  progetto “Garga”, il laboratorio di arte urbana curato dall’associazione culturale Pigment Workroom e sostenuto proprio dal Rotary.

Sul muro è stato infatti realizzato un murales dai ragazzi del quartiere Carrassi-San Pasquale sotto la guida dei tutor dell’associazione barese Pigment Workroom.

Il tema conduttore è stato quello della natura, con l’idea di riprodurre sui muri gli alberi piantati dai cittadini all’interno del parco e poi chiedere a tutti i giovani writers di adottare l’opera finale e prendersene cura affinché il muro non sia più oggetto di atti vandalici.

Attraverso la creazione del murales si darà maggiore visibilità alla presenza del parco nella zona, oltre che rendere alcuni ragazzi del quartiere protagonisti di un intervento artistico e di rigenerazione urbana.

Bari, pronto il bando 'Urbis': fino a 40mila euro a fondo perduto per attivare imprese sociali nelle aree fragili

BARI - Sarà pubblicato domani, sul sito istituzionale del Comune di Bari, il bando “URBIS”, una misura del PON Città Metropolitane 2014/20 che promuove e sostiene, attraverso l’erogazione di incentivi a fondo perduto compresi tra 15.000 e 40.000 €, a fronte di un cofinanziamento del 15%, la creazione di nuove imprese sociali di prossimità nelle aree più fragili della città sotto il profilo socio-economico ed urbanistico.

L’economia sociale oggi vale circa il 5% del Pil in Italia, occupa un milione di persone ed è il contesto nel quale spesso fioriscono esperimenti di innovazione sociale e cooperazione alla scala urbana, che rappresentano validi anticorpi contro la disoccupazione giovanile e l’esclusione dei contesti periferici. Un’economia plurale che può riversare sulle città, e in particolare sui quartieri più fragili, modelli imprenditoriali che coniughino lavoro, reddito e solidarietà, garantendo nuovi servizi di prossimità a scala territoriale, in risposta ai bisogni mutevoli e flessibili dei residenti.

Urbis rappresenta lo strumento di valorizzazione di queste esperienze promosse dal terzo settore e una valida opportunità per gruppi informali di giovani e meno giovani che intendano costituirsi in forma cooperativa per realizzare un progetto di impresa. Le proposte progettuali da candidare al bando dovranno ispirarsi ai seguenti quattro temi: città, comunità, creatività e prossimità. A titolo esemplificativo, saranno ammessi i progetti di impresa sociale che operino nel campo dell’inclusione sociale attiva, dell’educazione e dell’istruzione, della tutela e promozione del territorio, della radiodiffusione e dell’editoria, della riqualificazione e riuso di beni inutilizzati a fini sociali.

Grazie al sostegno di Urbis si potranno creare palestre popolari, ciclofficine, portierati di quartiere, centri ludici, cinema di quartiere e tutti quei servizi che incrementino la qualità di vita delle comunità presso le aree bersaglio.

Tutte le attività dovranno essere non profit e potranno partecipare all’avviso i soggetti del terzo settore (organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni, enti morali ed ecclesiastici, associazioni) o gruppi informali che vogliano costituirsi e attivare una nuova iniziativa sui quartieri bersaglio.

“URBIS è la chiusura del cerchio che rappresenta la nostra idea di sviluppo di una comunità, che nella nostra visione di città si compone di riqualificazione degli spazi, creazione di reti che animano e si prendono cura di quegli spazi e promozione di attività, anche imprenditoriali, che mettano a valore il mondo della cooperazione e della solidarietà che è un grosso sostegno per chi rischia di restare indietro - ha dichiarato il sindaco Antonio Decaro -. Il nostro obiettivo è creare una comunità unita, che cresce insieme, e Urbis è uno strumento che vuole alimentare e sostenere i presidi sociali sparsi nei quartieri, una parte importante in questo processo.

Questa misura è la riposta dell’Amministrazione al mondo della cooperazione che in questi anni ha saputo esprimere un significativo fermento e che ha oggi la possibilità di trasformare la propria idea in un progetto di impresa. Crediamo che l’impresa sociale abbia la giusta flessibilità e sensibilità per farlo. Gli incentivi tra i 15mila e i 40mila euro consentiranno di operare investimenti adeguati in termini di allestimento di spazi, acquisto di attrezzature e risorse umane per avviare una vera e propria start-up di quartiere, fornendo gli strumenti iniziali per una futura auto-sostenibilità e, soprattutto, per creare in città una trama di hub sociali che possano essere punto di riferimento per la comunità. Una comunità in movimento, la nostra, che il 22 settembre si ritroverà unita nel parco di largo 2 Giugno durante l’evento Bari per Bari, un’occasione per stare insieme e conoscere i cambiamenti in atto e le progettualità attive su tutti i Municipi grazie al protagonismo dei cittadini”.

“Urbis nasce dalla progettazione condivisa con il partenariato economico-sociale e parte dall’osservazione di ciò che accade nei quartieri della nostra città - ha commentato l’assessora Paola Romano -. A Bari in questi anni si è registrato un grande fermento nel mondo dell’associazionismo e del terzo settore, con la nascita di realtà sociali innovative quali palestre popolari, cinema di quartiere, spazi di co-working, empori sociali. Realtà che rispondono ai nuovi e vecchi bisogni dei cittadini in modo sostenibile e inclusivo spesso coinvolgendo i destinatari delle misure nei percorsi di progettazione. Dinamiche analoghe a quanto accade in altre città d’Italia e d’Europa dove l’economia sociale rappresenta una voce in costante crescita del Pil.

Vogliamo sostenere queste esperienze innovative perché le istituzioni da sole non possono esprimere la propria efficacia sul territorio senza l’aiuto sussidiario che queste realtà garantiscono nei nostri quartieri e nelle diverse comunità. La città è più forte se alimenta la coesione sociale sostenendo il protagonismo dal basso dei cittadini. Urbis ci consentirà di sostenere circa 40 nuove iniziative d’impresa sociale che rappresenteranno 40 nuove luci sulla città”.

La misura è coerente con un programma di governo che sin dal principio ha investito molto sul tema della prossimità, attraverso gli interventi fisici a scala di quartiere (patto con i municipi, piano periferie), l’infrastrutturazione scolastica ed educativa (interventi di messa in sicurezza delle scuole, nuovi centri ludici, asili, biblioteche di quartiere), il riuso dei beni pubblici (patti di collaborazione), l’animazione culturale (reti civiche urbane), il rilancio del commercio (MAP, D_Bari).

La scadenza delle domande è fissata al giorno 10 dicembre per favorire la massima partecipazione: la valutazione delle proposte progettuali sarà effettuata da una commissione che privilegerà le proposte maggiormente sostenibili e in grado di esprimere un radicamento territoriale, nonché rispondere maggiormente ai bisogni dei cittadini.

Umanizzazione delle cure e attenzione al paziente: la Santa Maria premiata come struttura più virtuosa di Puglia

BARI - Ospedale Santa Maria è stato premiato come struttura più virtuosa  fra gli ospedali pugliesi per l’umanizzazione delle cure, un processo in cui è il paziente è al centro di un percorso assistenziale orientato al rispetto della sua integrità morale, psicologica e sociale. E’ quanto emerso dalla valutazione partecipata dell’umanizzazione negli ospedali, progetto promosso a livello nazionale dall’Agenas, elaborata da AReSS Puglia (Agenzia Regionale Strategica per la Salute ed il Sociale) e presentata oggi nel corso del Forum Mediterraneo in Sanità, presso la Fiera del Levante di Bari.  All’Ospedale Santa Maria è stato assegnato il punteggio di 8.7, a fronte di quello medio regionale (6.9).

Il report - condotto in collaborazione con le associazioni di volontariato del territorio e gli operatori socio sanitari - ha coinvolto ospedali pubblici e privati accreditati SSN e ha tenuto conto di quattro macro criteri: Processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona; Accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura; Cura della relazione con il paziente e con il cittadino; Accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza.  I giudizi sono stati elaborati sulla base di numerosi parametri che hanno composto la checklist per la valutazione partecipata ed è stata utilizzata, come metro di valutazione, una scala di punteggi da 0 a 10.

Nel dettaglio Ospedale Santa Maria ha conquistato la prima posizione della graduatoria regionale per Accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura con il punteggio di 9.1 rispetto ad una media regionale di 7.4. Tra i vari aspetti presi in considerazione, sono stati valutati come molto positivi i reparti di degenza, tutti “a misura di paziente", l’ accessibilità fisica, la logistica e la segnaletica, la presenza di percorsi riservati ai disabili e ancora la presenza nell’atrio di pannelli informativi che indicano l’ubicazione dei diversi reparti. Ottimo anche il risultato raggiunto a seguito della verifica sui Processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona, ambito nel quale Ospedale Santa Maria ha ottenuto ugualmente il punteggio di 8.8 a fronte della media regionale di 6.6. L’analisi ha riguardato parametri quali, “Ospedale senza dolore", continuità delle cure, possibilità per le partorienti di avere una persona scelta dalla paziente in sala parto, informazione ai pazienti sulla gestione del dolore post-operatorio, presenza di una o più procedure operative attraverso le quali al momento delle dimissioni è garantita la continuità delle cure con passaggio ad altro setting assistenziale (Assistenza Domiciliare Integrata, Residenze Sanitarie Assistenziali, ecc.).

Anche nella Cura della relazione con il paziente e con il cittadino la struttura di GVM ha ottenuto un ottimo posizionamento nella classifica generale, con il punteggio di 8.8. E’ stata premiata ad esempio per la presenza di un "Punto informazioni" nell'atrio dell'ingresso principale, per l’assunzione di impegni nei confronti del cittadino e per la formazione e il supporto al personale per la cura della relazione con il paziente. Altrettanto positiva la valutazione su accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza settore in cui Ospedale Santa Maria si è distinto per la semplificazione delle modalità di prenotazione e di accesso alle prestazioni, Accesso alle informazioni e contenuti e accessibilità del sito web.

A completare l’analisi condotta da AReSS i dati relativi al Modulo sicurezza: all’ospedale GVM è stato assegnato il punteggio massimo di 10. Nella sicurezza rientrano ad esempio la presenza di una funzione aziendale dedicata alla gestione del rischio clinico, i documenti sulla prevenzione delle infezioni correlate alle pratiche assistenziali, uno o più documenti sulle attività di sorveglianza.

“In qualità di vicepresidente di GVM Care & Research, Gruppo sanitario italiano di cui Ospedale Santa Maria di Bari fa parte da oltre due anni – ha dichiarato il dottor Giuseppe Speziale - sono molto orgoglioso del premio ricevuto quest’oggi. Il principio ispiratore di tutte le attività del Gruppo che rappresento è infatti la centralità della persona, che si traduce in una modalità di approccio attenta all’umanizzazione delle cure e alla valorizzazione di ogni individuo. Abbiamo intrapreso - proprio partendo dall’Ospedale Santa Maria - un ampio percorso assistenziale e organizzativo finalizzato non solo a  porre il paziente al centro delle cure, ma come persona da rispettare e trattare nella sua interezza fisica, psicologica e sociale. Ci impegniamo quotidianamente in questa direzione  che si evidenzia, ad esempio, nell’attenzione alla gestione del dolore, alla accessibilità fisica dei pazienti, al follow -up e alla vivibilità e comfort dei luoghi di cura. Da sempre crediamo nella tecnologia medica d’avanguardia, ma in particolare  alla formazione continua dei medici e del personale di supporto,  senza dimenticare il comfort del paziente, così che si possa dare ad ognuno un’assistenza personalizzata in base alle singole necessità.

“L’ospedalizzazione spesso costituisce un trauma per il malato che è isolato dal suo nucleo familiare – conclude Speziale – per questo è importante che la sua degenza sia la più la più efficace e la più breve possibile, compatibilmente con lo stato clinico. Il risultato ottenuto da Ospedale Santa Maria è una conferma della qualità del lavoro svolto finora e si aggiunge ad un altro importante riconoscimento, il Bollino rosa conferito dalla Associazione Onda, per essere un ospedale a misura di Donna”.

Ospedale Santa Maria è una struttura accredita con il Servizio Sanitario Nazionale, fa parte di GVM Care & Research, gruppo fondato e presieduto da Ettore Sansavini, opera nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e delle cure termali, con obiettivi di assistenza specialistica, prevenzione medica e promozione del benessere e della qualità della vita. Cuore di GVM Care & Research è la rete integrata di 23 Ospedali, molti dei quali di Alta Specialità, e 6 Poliambulatori, presenti in 9 regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Campania e Sicilia. La sede di GVM Care & Research è a Lugo (Ravenna).

L’esperienza e le competenze sviluppate negli anni hanno posizionato GVM Care & Research come polo d’eccellenza nel panorama sanitario italiano soprattutto per Cardiologia, Cardiochirurgia, Elettrofisiologia, Ortopedia, Neurochirurgia, Aritmologia e trattamento del Piede Diabetico. www.gvmnet.it

Testimoni di Geova, 'dedicata' la Sala di Alessano


di FRANCESCO GRECO - ALESSANO (LE) - Dei Testimoni di Geova colpisce il sorriso: aperto, cordiale, solare. Di chi ha trovato una sua serenità nella dimensione spirituale dell'esistenza. Sorride l'uomo che ti guida al parcheggio, il ragazzo sul portone, la signora che ti porge il programma. E tutti ti stringono la mano. Un ragazzo ci fa da guida nel farci conoscere la nuovissima "Sala del Regno" adagiata fra gli ulivi della campagna del Salento (via Gonfalone, zona "Matine"): un auditorium con 150 posti a sedere, impianto audio-video, un ambiente dove si traduce in inglese, una biblioteca, il parcheggio, nella hall le pubblicazioni ("Torre di guardia" e "Svegliatevi!"). In tutto 5mila metri quadrati.

L'evento della "dedicazione" ha richiamato ad Alessano "fratelli", "pionieri", "proclamatori", intere famiglie con i bambini da tutta Italia, e ovviamente dai centri del Capo di Leuca (Alliste, Melissano, Taurisano, Montesano, Castrignano, Presicce, Taviano, Casarano, Gagliano, ecc.) dove il radicamento iniziò negli anni Settanta del secolo scorso. Non senza ostacoli: gli anziani "testimoni" Vincenzo D'Amico e Michele Zocco hanno raccontato episodi densi di pregiudizio quando cominciarono il lavoro di proselitismo casa per casa: in particolare a Salve e a Tricase (ci fu anche un processo). I Testimoni di Geova in tutto il mondo sono 8 milioni, le "Sale" 60mila. Quella di Alessano è stata realizzata con l'opera dei volontari (in tutto 200, della zona e da fuori). I lavori del "progetto teocratico" iniziarono nell'ottobre del 2015, durarono otto mesi, a maggio finirono.

L'1 settembre 2016 era pronto. Un ringraziamento particolare dei "Testimoni" è andato agli amministratori comunali dell'epoca, presenti all'evento: il sindaco Osvaldo Stendardo, il dirigente dell'Utc (Ufficio tecnico comunale) Nunzio D'Ambrosio, il direttore dei lavori ing. Pantaleo Antonio Manco. Tutto fu reso veloce e ottimizzato grazie al gran lavoro "diplomatico" di Luca Melcarne. Dal consiglio comunale di Alessano il progetto edilizio fu approvato all'unanimità. Franco Corsano (che ha condotto la preghiera conclusiva, Salmo 127) segue i lavori delle "Sale" (a Taviano da due anni ce n'è un'altra uguale). "Siamo anche impegnati in un lavoro di assistenza spirituale ai migranti", e infatti ce ne sono molti, anche di colore, in sala.

La "dedicazione" è stata condotta da Fausto Peluso, Paolo Scolozzi ("Siamo una famiglia, ci vogliamo tutti bene") ha fatto una breve storia dei luoghi di culto, dall'Arca al Tempio di Salomone. Antonio Florio ha illustrato i vari passaggi del progetto di costruzione della "Sala", cui faranno riferimento Alessano, Montesardo, Gagliano, San Dana, Arigliano, Castrignano, Salignano, Leuca, Patù, Salve, Morciano, Presicce, Acquarica, Tricase, Tiggiano, Corsano, Depressa, Diso, Andrano. Il discorso della "dedicazione" è stato condotto da Stefano Cultrera (rappresentante della filiale dei Testimoni di Geova in Italia): "Complimenti per lo sforzo che avete profuso... Ci aspettano tempi migliori". Fra slide, salmi e canti che i "fratelli" leggevano sui tablet come ormai si fa al tempo 2.0, la "dedicazione" si è conclusa. Finale con ricco buffet preparato dalle ragazze. Tutto in un clima sereno di dialogo e confronto.

Bari, al via gli interventi di manutenzione nelle aree ex Arca Puglia di viale Japigia


BARI - Questa mattina gli assessori ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso, e allo Sviluppo economico, Carla Palone, accompagnati dal presidente di Amiu Puglia Sabino Persichella e dalla presidente del Municipio I Micaela Paparella, si sono recati in una delle aree del gruppo 1 di viale Japigia, un tempo di Arca Puglia e acquisite all’inizio di quest’anno al patrimonio comunale, dove sono cominciate le operazioni di sfalcio e pulizia complessiva dei giardini. A partire da oggi, infatti, attraverso l’impiego delle squadre di Bari Multiservizi, saranno realizzati interventi di diserbamento, sfalcio delle erbe infestanti nelle aree verdi e sui marciapiedi e di risagomatura delle siepi. Le operazioni, che interesseranno i gruppi 1, 3, 5 e 7 di viale Japigia su uno spazio esteso oltre 2 ettari, dureranno due settimane.

“Come annunciato nel momento in cui il Comune di Bari ha acquisito queste aree - ha commentato Giuseppe Galasso - abbiamo inserito nella programmazione periodica di manutenzione delle aree verdi anche questi spazi. Si tratta del terzo dei quattro interventi calendarizzati e da portare a termine nel corso dell’anno. Avevamo preso diversi impegni con i residenti, quello relativo alla pulizia e alla manutenzione periodica è solo uno di questi. Dopo l’acquisizione delle aree attesa da oltre 60 anni, infatti, abbiamo asfaltato e sistemato l’area di parcheggio accanto al mercato giornaliero e, soprattutto, abbiamo completato, mandato in gara e aggiudicato il progetto relativo alla costruzione del nuovo mercato coperto di Japigia. Pertanto, se non ci saranno intoppi di tipo burocratico, i lavori potrebbero cominciare entro la fine dell’anno: siamo in attesa degli esiti di un ricorso con richiesta di sospensiva del procedimento, presentato dal secondo classificato contro il primo aggiudicatario della gara, il cui esito è previsto per mercoledì prossimo ”.

Al termine del sopralluogo, hanno raggiunto anche il mercato di via Pitagora per verificare l’andamento della raccolta differenziata svolta dagli operatori mercatali, il rispetto del corretto conferimento dei rifiuti e degli spazi loro assegnati. La Polizia locale effettua quotidianamente delle ispezioni sul regolare svolgimento delle attività da parte degli operatori, attraverso verifiche che si intensificheranno nei prossimi giorni con particolare riferimento alla differenzazione dei rifiuti e al contrasto del fenomeno di deposito/abbandono di scarti nelle aree verdi contigue al mercato.

“Sebbene la situazione sia migliorata, accade ancora che i mercatali occupino interi marciapiedi con i loro mezzi e porzioni di aiuole con le cassette vuote - ha dichiarato Carla Palone -. Una spiacevole abitudine che impedisce il passaggio a residenti e clienti del mercato e offre un’immagine di sporcizia e disordine. Per questo periodicamente veniamo a controllare l’andamento della situazione, cosa che continueremo a fare grazie al supporto e al monitoraggio costante degli agenti della Polizia locale, anche per quanto riguarda il corretto conferimento dei rifiuti, soprattutto a fine giornata quando vengono smantellate le bancarelle”.

Bari, sindaco Decaro in due scuole per l'augurio di buon anno scolastico

BARI - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro ha voluto salutare gli alunni baresi in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico. Alle ore 9.15, insieme all’assessora alle Politiche educative e giovanili Paola Romano, ha incontrato gli studenti delle prime classi della scuola media Duse a San Girolamo durante il briefing nell’auditorium e, a seguire, si è recato presso la scuola Verga a Japigia.

“Oggi per voi e per migliaia di studenti baresi comincia la scuola - ha detto il sindaco  rivolgendosi ai ragazzi -. Studiate, dicono tutti. Giustissimo. Ma io dico anche divertitevi! Perché questi anni sono solo vostri.  Ridete, siate curiosi, fate domande, leggete sempre con i vostri occhi e pensate sempre con la vostra testa. Aiutate il vostro compagno di banco se ne avrà bisogno e guardate quello che accade fuori dalla vostra finestra. Assaporate ogni giornata che vivrete tra quei banchi e trattenete con voi l'insegnamento più grande che la scuola può darvi: la libertà. Buon anno scolastico a tutti… e ricordatevi che alla seconda settimana il sonno passa”.

Bari, avviato il piano di sostituzione dei cassonetti per l'indifferenziata

BARI - Come programmato da Amiu Puglia secondo le linee concordate con l’amministrazione comunale, è stato avviato il piano di sostituzione di tutti i cassonetti della raccolta indifferenziata, a carico laterale, nelle zone in cui la raccolta porta a porta non sarà avviata nel breve periodo. La scorsa settimana, infatti, presso la sede dell’azienda comunale sono stati consegnati i primi 200 nuovi contenitori stradali a carico laterale.

“In molte zone della città attendono l’arrivo del servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta che, dove attivato, ha determinato un netto miglioramento delle condizioni complessive dei quartieri e della stessa percezione dei cittadini, liberando le strade dai cassonetti e da cumuli di immondizia e restituendo bellezza e decoro all’ambiente circostante - commenta Pietro Petruzzelli -. Consapevoli del fatto che ci vorrà ancora del tempo per estendere il porta a porta a tutta la città, abbiamo pensato di rispondere alle segnalazioni di molti cittadini e, quindi, di sostituire i cassonetti deteriorati e danneggiati per la raccolta dei rifiuti indifferenziati, posizionati per strada”.

“Preso atto dello stato di usura dei cassonetti dell’indifferenziata, legata al tempo ma soprattutto alla vandalizzazione e all’utilizzo improprio da parte di chi continua a gettare materiale organico o frazioni maleodoranti - dichiara il presidente di Amiu Puglia Sabino Persichella - abbiamo deciso di procedere con la sostituzione dei cassonetti nelle aree cittadine non ancora interessate dalla raccolta porta a porta. Un’analisi dei costi di manutenzione degli attuali contenitori ha dimostrato, infatti, la convenienza della scelta della sostituzione dell’intero parco cassonetti ormai obsoleto, secondo quanto previsto dalle linee di indirizzo condivise con l’amministrazione comunale. Sono certo che anche la nuova colorazione grigio antracite, che uniforma la colorazione dei cassonetti per la raccolta dell’indifferenziato a quelli neri a carico posteriore già in uso, tornerà utile nel processo di sensibilizzazione alla raccolta differenziata e alla chiarezza cromatica, non senza considerare l’impatto positivo sul piano dell’estetica e della percezione del decoro delle strade cittadine”. 

Anche Bari ha avuto il suo Mosè e la Sinagoga


di VITTORIO POLITO - Mosè, un rabbino nato a Bari e morto a Cordova intorno al 1065, è considerato un «grandissimo “barese” che ha del fantastico», come scrive Sorrenti nel suo libro “I Baresi” Tipografia Mare, 1980). Egli con altri rabbini partì da Bari intorno al 1027, per recarsi in Palestina (Cognetti cita il 956 ma è improbabile, poiché se così fosse, alla sua morte avrebbe avuto oltre 100 anni, cosa improbabile), ma durante il viaggio furono abbordati dai pirati del Califfo di Cordova Abd-el-Râmani III e così la nave barese fu preda di queste fameliche orde.

Il nostro Mosè fu venduto ed acquistato dalla comunità ebraica. Un giorno mentre rabbi Nathan, uno dei grandi sapienti di Cordova, spiegava il Talmud (una codificazione di leggi riguardante le decisioni degli studiosi sulle controversie legali con leggende, aneddoti e detti che illustrano la legge tradizionale), fu interrotto da un cencioso Mosè, il quale mise in dubbio quanto diceva Nathan e dette esaurienti spiegazioni del passo che si stava leggendo. Da quel momento Mosè divenne lui il capo della Sinagoga ed ebbe tanta fama e fortuna che non vi fu quesito che egli non risolvesse e per questo motivo Cordova divenne il massimo Centro della scienza ebraica d’Occidente.

Alla sua morte, il figlio Enoch prese il posto del padre, con il quale collaborò nell’attuazione del grande disegno, che si compì, di trasferire in Andalusia il metodo di studio in vigore sino ad allora in Mesopotamia. Spetta loro il merito di aver istituito in Spagna, forse uno dei più grand centri dell’ebraismo del mondo.

La storia dell’ebraismo barese (o pugliese) è ancora da scrivere, sottolinea Sorrenti, ma il nostro Mosè fu certamente uomo di primissima grandezza e la sua sapienza proverbiale è paragonabile a quella di Schiavo da Bari (1180-1266), un poeta che fu giudice. Considerata persona dotta e di buon senso, ricordato con una iscrizione sulla Trulla della Cattedrale di Bari, riuscì a far giungere il suo nome in ogni parte d’Italia, diventando così un simbolo della saggezza.

La fato mostra l’ingresso del palazzo Effrem De Angelis di Bari (oggi sede dell’Istituto di Scienze Religiose) con accanto alcuni ebrei in preghiera. Nel secolo scorso il palazzo era considerato uno dei simboli dell’antico ghetto ebraico che sorgeva nel centro storico di Bari.

Onofrio Gonnella, con la sua poesia “La Senagoghe”, ricorda e conferma nella nostra città la presenza del tempio ebraico.


LA SENAGOGHE*
di Onofrio Gonnella

Ce te ne va a la scole Corridone
do larghe Maurjielle a Santarese,
addò se note u core du barese
la viste s'addolcisce e l’imbressione.

Vite la Chiessia Maddre e u chernescione,
la cubbua, la terrazza tesa tese,
ormà da tanda tjiembe semme appese,
ca parle de la vecchia costruzzione.

U Trulle, u Cambanale e uarchetrave
l’andica Senagoghe, cu rosone,
la Currie, u Semmenarie e San Savine.

Ce vene nu pettore ca jè brave
so certe ca me pote da rascione
pu spunde ca v’avè da stì ruine.

* da “Bari nostra”, di O. Gonnella, Scuola Tip. Villaggio del Fanciullo, Bari 1951, pag. 18.

Bari, Parco Gargasole: 16 domande pervenute per la realizzazione di iniziative culturali e sociali

BARI - L’assessora all’Urbanistica Carla Tedesco rende noto che sono 16 le manifestazioni di interesse pervenute in risposta all’avviso finalizzato a realizzare attività sociali, culturali, ricreative e ludiche, senza scopo di lucro, presso il parco Gargasole, nella ex Caserma Rossani. Si tratta di un’iniziativa che ha come obiettivo la promozione della partecipazione civica, dell’aggregazione e della socialità, in particolare delle fasce più deboli della cittadinanza, e della cura del verde e dello spazio pubblico.

Infatti il parco, dove da circa un anno è in corso la sperimentazione di un nuovo modello di costruzione e gestione condivisa e partecipata dell’area, è oggi attrezzato grazie alla selezione, sempre tramite avviso, di sette associazioni cittadine che hanno portato avanti progetti di giardinaggio condiviso, arte pubblica e autocostruzione di arredi.

Questo ulteriore avviso intende, invece, individuare delle realtà in grado di sviluppare iniziative e attività da realizzarsi tra i mesi di settembre e dicembre, in coerenza con il percorso di sperimentazione e progettazione partecipata intrapreso, al fine di incrementare la consapevolezza diffusa circa le opportunità generate dall’utilizzo condiviso degli spazi pubblici e favorire la partecipazione di associazioni, comitati e cittadini alla gestione delle aree urbane intese come spazi di relazione.

A seguito della conclusione della valutazione delle proposte, che avverrà nelle prossime settimane, il Comune di Bari supporterà le iniziative selezionate con un contributo massimo di 2.500 euro, a titolo di rimborso spese.

“Attraverso l’esperienza di parco Gargasole - ha commentato Carla Tedesco - stiamo sperimentando nel concreto come sia possibile restituire ai cittadini spazi abbandonati attraverso un processo che vede la trasformazione fisica dello spazio come uno strumento per costruire cittadinanza, creare legami e costruire relazioni. Il parco è attualmente in grande forma, grazie all’attività incessante di cittadini che se ne prendono cura insieme all’amministrazione e che voglio approfittare per ringraziare. Nei prossimi mesi, quindi, quell’area acquisterà ulteriore vitalità grazie alle attività previste dai progetti vincitori del bando”. 

Bari, "A Parco Perotti le grotte dell'orrore"

BARI - Ancora una volta Parco Perotti, quello che doveva essere simbolo per la rinascita della città, in seguito alla lunga vicenda che ha portato all'abbattimento di Punta Perotti, quello che doveva essere il parco della legalità, è oggi invece, con un gioco di parole, il "parco dell'illegalità". A denunciare la situazione di degrado è l'associazione Sos Città che ha raccolto le decine di segnalazioni dei cittadini sulla sua pagina Facebook.

"Scarsa pulizia e mancanza di presidi di sicurezza creano, insieme ai fenomeni di criminalità, gli esatti presupposti per rendere questo parco inadatto all'utilizzo per il suo fine naturale, oltre che inadeguato per una città come Bari", denunciano i rappresentati di Sos Città.

"I cittadini ci hanno lamentato come la pulizia da parte di Amiu sia totalmente assente! Non a caso, sotto uno dei gazebo, è stata organizzata una vera e propria festa con tanto di falò acceso nell'assoluta noncuranza da parte dell'amministrazione comunale prima, senza che nessuno abbia provveduto alla pulizia dopo".

Quel che più preocccupa, è senza dubbio, il fenomeno della prostituzione che rende il parco Perotti addirittura un punto di riferimento.

"Il parco si presenta con numerosi cespugli che, non essendo mai stati curati, hanno creato delle vere e proprie grotte all'interno delle quali ci sono delle vere e proprio discariche! Inoltre, la presenza di fazzolettini, indumenti e preservativi della stessa marca, ci fa credere che non solo il fenomeno esista, ma che addirittura sia divenuto "ordinaria attività" - prosegue il Presidente, Danilo Cancellaro - "Noi scherzando le abbiamo definite grotte dell'amore, ma in realtà sono delle vere e proprie grotte dell'orrore in cui ogni giorno povere donne vengono sfruttate, abusate e usate per soddisfare i desideri più svariati degli uomini. Un'amministrazione che non interviene, che non reprime tale fenomeno è a tutti gli effetti complice di tutto ciò", conclude Cancellaro.

"Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza ambientale, sanitaria e sociale e nessuno fa nulla. Ricordiamo che il parco è un luogo in cui portare i bambini a giocare, considerando che anche le giostrine (poche) presenti, sono malridotte e alcune anche divelte" - prosegue Dino Tartarino, vice presidente di Sos Città - "L'appello che rivolgiamo al sindaco Antonio Decaro e all'assessore Petruzzelli è innanzitutto di effettuare un intervento di pulizia corposo, non superficiale, anche all'interno dei cespugli, così da ripristinare le adeguate condizioni igienico-sanitarie. Successivamente, d'intesa con le forze dell'ordine, l'impegno dev'essere quello di debellare il fenomeno della prostituzione, considerato che ci troviamo a due passi dalla città, altrimenti a nulla possono servire le belle parole utilizzate quando si parla di riqualificazione del lungomare a sud della città" - concludono in una nota i due rappresentanti di Sos Città.

Bari, presentato il concorso di idee per la Costasud

BARI - Nel pomeriggio di venerdì 14 settembre 2018, il sindaco Antonio Decaro, l’assessore regionale all’Assetto del territorio Alfonso Pisicchio e l’assessora all’Urbanistica del Comune Carla Tedesco hanno presentato il concorso internazionale di idee “Bari Costasud” per la riqualificazione dell’area costiera e periferica sud-est della città.

Il concorso, in pubblicazione sul sito istituzionale del Comune di Bari, è rivolto agli architetti e agli ingegneri di tutte le età e curricula, con l’obiettivo di ridefinire un nuovo affaccio della città sul mare attraverso la realizzazione di un grande parco pubblico che tenga insieme le diverse nature dei luoghi, dalle presenze agricole agli spazi del litorale, e di assicurare un’adeguata dotazione di servizi per il tempo libero riqualificando il quartiere Japigia con la creazione di nuovi tessuti urbani caratterizzati da un alto livello di ‘urbanità’ (non solo case, ma servizi, negozi e attività varie), attentamente integrati con il parco e le sue funzioni.

Il concorso è altresì pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e su una piattaforma telematica dedicata a concorsi di idee e di progettazione che permetterà di acquisire i progetti dei partecipanti in maniera trasparente.

“Questa è la grande sfida della città di Bari. Una sfida che in campagna elettorale avevo promesso di lanciare, e che spero nei prossimi anni la città di Bari saprà vincere - ha spiegato Antonio Decaro -. Questo è il nodo centrale per rendere Bari davvero una città europea. Si tratta di un’operazione ampia e molto complessa perché quello su cui ci proponiamo di intervenire è il pezzo di costa più bello della città, che ha maggiore valenza dal punto di vista della prospettiva. Allo stesso tempo, oggi, è la parte più brutta di Bari, l’immagine esemplare del degrado, fisico e sociale, dalle case abbandonate ai terreni incolti, dalla prostituzione alla scarsa percezione di sicurezza. L’intervento non si limiterà alla chiusura di quel tratto di lungomare - l’attuale strada sarà arretrata all’altezza del fascio dei binari con il progetto del collo d’oca - ma riguarderà una vera e propria trasformazione urbana che dovrà tener conto della diversità e della molteplicità degli spazi disponibili e degli usi possibili. E, soprattutto, è un’operazione che terrà dentro il pubblico e il privato che insieme dovranno lavorare per dar vita al futuro della zona a sud di Bari.

In questi anni, abbiamo sempre detto che Bari oggi è una città con il mare e non una città di mare, dimensione che sta cambiando grazie alle prime esperienze di riqualificazione che stiamo portando avanti. L’esempio di Torre Quetta, dove è bastato riorganizzare una spiaggia pubblica e attrezzarla perché fosse vissuta intensamente dai cittadini, ci consegna la traccia del lavoro che dobbiamo portare avanti. La stessa cosa sta succedendo a San Girolamo, dove in queste settimane stanno terminando i lavori e dove già oggi la gente ha ricominciato a fare il bagno sotto casa. Continueremo con gli altri otto interventi progettati per tutta la costa, da Santo Spirito a Torre a Mare, fino a creare un unico lungomare per tutta la città. Si tratta di progetti già in fase avanzata e, soprattutto, che hanno copertura economica e speriamo possano essere l’anticipazione di quello che sarà il grande parco urbano della costa sud di Bari”.

“Questo concorso rappresenta un contributo importante ad un obiettivo centrale del mandato di questa amministrazione: la valorizzazione e la ricucitura del rapporto della città con il mare - ha dichiarato Carla Tedesco -. Abbiamo scelto la formula di un concorso internazionale di idee fortemente orientato dalla nostra visione della città futura, una visione costruita insieme ai cittadini nel corso delle attività di partecipazione al PUG, ai tecnici impegnati nella redazione del Piano delle coste e agli stessi tecnici incaricati del PUG. È una visione in anticipazione che prefigura l’assetto futuro di quella porzione della città scendendo ad una scala di dettaglio maggiore dello stesso PUG.

Oggetto del concorso un tratto di territorio spesso, con costa e retro costa, e con i quartieri all’interno dell’area di intervento. Il tema è un tema difficile, perché stiamo chiedendo ai progettisti di immaginare un parco al contempo di valenza metropolitana, urbana e di quartiere, che offra quegli spazi di relazione e di prossimità che mancano ai residenti di Japigia, e di delineare la riqualificazione del tessuto insediativo.

Il parco apporterà benefici alla città limitrofa e il quartiere sarà riqualificato proprio attraverso la relazione con il parco, che servirà non solo l’abitato di Japigia ma l’intera città.

Tra le novità più significative della procedura c’è il fatto che chiunque sia iscritto all’ordine, anche neolaureato, potrà parteciparvi. I requisiti per ricevere l’incarico della progettazione esecutiva ad esito di un’eventuale vittoria del concorso, infatti, non devono essere posseduti all’atto della partecipazione, il che significa che si ribalta il tradizionale rapporto tra giovani architetti e architetti senior, con i giovani professionisti che, ove vincitori, potranno scegliere di costituire il gruppo di professionisti incaricati includendo altri tecnici che abbiano i requisiti richiesti per un progettista senior”.

“Oggi è un momento importante - ha commentato Alfonso Pisicchio - perché segna l’inizio di una fase cruciale per la riqualificazione di circa sei chilometri di costa. Parliamo non solo di una porzione ma di una tangibile testimonianza del paesaggio campagna-costa. Una testimonianza della nostra identità storica nella quale, però, convivono purtroppo i cosiddetti “detrattori della bellezza”, i generatori di bruttezza. Elementi che proprio questo concorso può aiutare ad eliminare. E credo che la capacità dell’amministrazione comunale sia quella di avere una visione strategica che coniuga la riconnessione dei luoghi e la libera fruizione degli stessi da parte dei cittadini.

Sono sicuro che questo concorso, alla realizzazione del quale la Regione Puglia contribuisce con 25mila euro, farà rivivere questi luoghi e permetterà ai quartieri a monte di avvicinarsi concretamente al mare. Ci aspettiamo molto, perché questo intervento mette in moto il nostro disegno di legge regionale sulla Bellezza, diventando di fatto un primo momento di concreta articolazione della idea che stiamo costruendo su questo tema così strategico per la nostra terra”.

Già nota in questa fase anche la giuria del concorso: a presiederla sarà Josè Maria Ezquiaga, presidente dell’Ordine degli Architetti di Madrid; componenti Arturo Lanzani, ordinario di Urbanistica al Politecnico di Milano, Simone Monotti, designato dal Consiglio nazionale degli Ingegneri, Michele Graziadei, designato dal Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti, e Laura Casanova, direttore del settore Interventi sul territorio del Comune di Bari.

Ci sono 99 giorni di tempo per presentare i progetti, il concorso scade il prossimo 20 dicembre, la prima seduta della commissione giudicatrice si terrà il 19 gennaio del 2019. Al primo classificato andranno 25mila euro, al secondo 10mila euro, al terzo 8mila euro, al quarto, quinto e sesto 4mila euro.

Bari, nuova palestra al servizio della scuola 'Rita Levi Montalcini' di Torre a Mare: demolito il vecchio immobile

BARI - Questa mattina, dopo l’intervento di Enel, necessario per la rimozione del vecchio quadro elettrico e dei relativi cavi di collegamento, sono iniziate le operazioni di demolizione dell’immobile che ospitava le due sezioni della scuola materna “Ardito”, adiacente alla scuola media “Rita Levi Montalcini” a Torre a mare, e che sarà sostituito dalla nuova palestra coperta.

Gli escavatori con pinze meccaniche completeranno la demolizione in un paio di giorni, dopodiché si passerà alla rimozione delle macerie: per evitare che il ritorno degli alunni avvenga con i mezzi in movimento, grazie a un’ordinanza sindacale le attività didattiche della scuola Levi Montalcini inizieranno giovedì prossimo, 20 settembre, differite di soli 2 giorni rispetto alla data del 18 fissata per tutte le altre scuole.

La palestra, completa di spogliatoi e servizi, sarà un corpo autonomo posizionato in modo tale da essere utilizzato anche in orari extrascolastici, in quanto dotato di accesso esterno per consentire al quartiere di vivere il nuovo impianto indipendentemente dalle attività scolastiche. Il tempo stimato per la costruzione della palestra è di un anno, il che significa che, a partire dall’anno scolastico 2019/20, gli alunni della Levi Montalcini e i residenti di Torre a Mare potranno disporre di una palestra coperta, moderna e funzionale.

Quanto ai bambini che frequentano le due sezioni della scuola Ardito, inizieranno regolarmente l’anno scolastico martedì 18 settembre nella vicina scuola materna Aquaro, in via Morelli e Silvati, dove i lavori per l’allestimento delle aule e le conseguenti pulizie sono ormai agli sgoccioli.

“Con questi lavori doteremo il quartiere di un nuovo impianto sportivo senza consumare altro suolo - commenta l’assessora alle Politiche educative e giovanili Paola Romano -. Al tempo stesso abbiamo realizzato nuove aule della scuola dell'infanzia, creando così un unico polo di scuola materna in un edificio rinnovato e dotato di un giardino speciale, “il giardino dei paesaggi”, riqualificato con l'aiuto di Reggio Children. Grazie anche alla collaborazione della scuola, dell'impresa e dei genitori, mi auguro che il prossimo settembre si possa iniziare l'anno scolastico alla Levi Montalcini con la cerimonia di inaugurazione nella nuova palestra”.

Bari, "Tra viali alberati e cespugli di vario tipo la sporcizia regna sovrana"

BARI - Nell'oasi felice di Poggiofranco, in realtà c'è ben poco per cui essere felici. Infatti, tra via Caccuri e via Angelini, c'è uno splendido giardino pubblico, il giardino Michele Campione che, ad oggi, vive e sopravvive di vita propria.

Tra viali alberati e cespugli di vario tipo la sporcizia regna sovrana. Rifiuti di ogni genere (come bottiglie di vetro e di plastica, cartoni per le pizze, buste di plastiche, migliaia di mozziconi di sigarette) danneggiano e inquinano un tesoro verde del quartiere.

"La situazione è peggiorata da quando è venuta meno la guardiania della Multiservizi" - raccontano Chiara Quistelli e Lucia Rita Di Bari, rappresentati di Sos Città, chiamati a fare un sopralluogo da alcuni residenti. "Lì dove c'era la guardiania, oggi c'è un'attività commerciale che, lungi dal volerla contestare, ha però di fatto contribuito ad attirare come calamita ragazzi di tutte le età, compromettendo fortemente sia la tutela del parco sia le condizioni di vivibilità dei residenti.” concludono.

"Il parco oggi si presenta purtroppo tremendamente degradato. I bambini non possono più usufruire dell'altalena che è stata completamente divelta, i tappetini dell'area gioco sono stati distrutti, numerose panchine vandalizzate, le canaline di raccolta delle acque piovane distrutte e messe in sicurezza con delle tavole di legno. Pertanto ci chiediamo: siamo nella c.d. Città Metropolitana di Bari? Sembra che vi sia anarchia in questo luogo dimenticato da tutti, persino l'amministrazione comunale e municipale non agiscono per prevenire simili atti. In luoghi di questo genere, che sono un bersaglio per il “giovane vandalismo” sarebbe necessaria maggiore vigilanza.  La manutenzione è sempre la risposta, ma per il bene dell’economia della città sarebbe più opportuno evitare che ab initio il parco cada in rovina. Il degrado non è dovuto da decadenza temporale per cui manutenere significa riportare in vita il parco, qui il degrado è palesemente e pedissequamente causato dai cittadini stessi. Tuttavia, questo non giustifica la mancata cura di questo parco, il quale potrebbe essere usufruito da quella parte di cittadini civili" - dichiarano altresì Danilo Cancellaro e Dino Tartarino.

Ma non è soltanto la sporcizia e il vandalismo a caratterizzare questo giardino. Purtroppo c'è la piaga dello spaccio di sostanze stupefacenti che pone sul giardino Campione di Poggiofranco un orribile bollino nero di microcriminalità. "È facilissimo passeggiare per i viali e calpestare centinaia di bustine utilizzate per spacciare sostanze stupefacenti di cui si fa uso, nonostante la presenza di bambini e di anziani, soprattutto nelle fasce serali. Ci chiediamo per l'ennesima volta: dove sono le forze dell'ordine? Dov'è Sindaco e Presidente di Municipio? Data la situazione oggi, non è il caso di ripristinare la guardiania all'interno di questo parco? Nel frattempo però chiediamo a gran voce un intervento urgente di ripristino degli arredi divelti, onde ripristinare le adeguate condizioni di sicurezza, nonchè maggiori controlli da parte di Carabinieri e polizia municipale per contrastare vandalismo e criminalità, al fine di tutelare l'ordine pubblico, oggi fortemente compromesso" - concludono i rappresentanti di Sos Città.


Alla Fiera del Levante iniziativa solidale per i bambini della Siria

di VITTORIO POLITO - Il 14 settembre presso il padiglione della Regione Puglia della Fiera del Levante di Bari, con inizio alle ore 10, sarà presentato, nel corso di un Convegno, il volume curato da Santa Vetturi “Un maestro per un anno un libro per sempre!” (Wip Edizioni).

Lo scopo di pubblicare il testo è stato quello di raccogliere fondi per regalare a 50 bambini del campo profughi di Atma (Siria), un libro a testa e pagare un maestro per loro, per un intero anno scolastico, con la convinzione che solo l’istruzione può curare le ferite dell’anima e far rinascere la fiducia nel futuro.

All’appello hanno risposto numerosissime persone tra poeti, scrittori, giornalisti, insegnanti, disegnatori e gente comune, come in precedenti iniziative di Santa Vetturi, presidente della Associazione culturale “Virtute e canoscenza”, fornendo poesie, racconti, immagini, ecc. L’originalità dell’edizione è testimoniata dalla presentazione del materiale pubblicato sia in italiano (o in dialetto ove presente) e tradotto in lingua inglese, quindi leggibile da tutti.

Sostiene l’iniziativa anche l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra che contribuirà a decine di bambini profughi in Siria, di poter avere un maestro per un intero anno scolastico e di poter avviare una biblioteca che è l’indispensabile completamento di qualsiasi opera di formazione educativa.

Per l’occasione mi piace ricordare che il conflitto in Siria è cominciato come un gioco, ma si sta evolvendo come una terribile guerra civile. Un massacro di civili, di famiglie, di cristiani, ma anche di musulmani. A fornirci spiegazioni, quale testimone oculare è stato monsignor Giuseppe Nazzaro, francescano, Vicario Apostolico di Aleppo in Siria e già Vescovo di Aleppo, scomparso nel 2015, in occasione di una conferenza tenuta al Santuario di Santa Fara di Bari.

«Tutto è nato - secondo monsignor Nazzaro - come un gioco: su un muro di una scuola era scritto “Abbasso il regime”, da qui è nata una inchiesta per accertare chi era stato. Iniziavano così i movimenti di protesta da parte di coloro che chiedevano riforme, cominciava a vedersi qualche movimento di protesta, certamente di origine non siriano. Successivamente sono intervenuti altri dall’esterno con le armi, insieme a terroristi di professione, e così è iniziata la guerra. E così tutti sparano, tutti ammazzano, tutti bombardano. E chi ne va di mezzo sono i poveri innocenti».

Scrive Giuseppe Castronuovo nella prefazione che “Bisogna ricostruire materialmente e moralmente, le condizioni per la rinascita della vita civile e sociale delle persone e per fare questo occorrono sì le grandi e complesse manovre delle diplomazie internazionali, ma servono anche quei piccoli gesti concreti che vanno a incidere sulla vita quotidiana delle persone”. Quindi un plauso a Santa Vetturi per l’iniziativa, agli organizzatori, all’editore e, soprattutto, grazie a tutti coloro che con una pagina hanno voluto testimoniare la loro solidarietà ai bambini siriani (ci sono pure io).

Kofi Annan, già segretario delle Nazioni unite ha scritto (IV pagina di copertina), che “Non c’è responsabilità più sacra di quella che il mondo ha verso i bambini. Non c’è dovere più importante di garantire che siano rispettati i loro diritti, che il loro benessere sia tutelato, che le loro vite siano libere dalla paura e dal bisogno e che essi possano crescere nella pace”, un monito da tenere bene in evidenza e spesso dimenticato.

Prefazioni di Giuseppe Castronuovo, presidente ANVCG, Ludovico Abbaticchio, garante dei diritti dei minori della Regione Puglia, Maria A. Abenante, presidente Sezione Pugliese Associazione Italiana Biblioteche e di Santa Vetturi, curatrice instancabile dell’edizione.

Copertina di Aldina H Beganovic Todorovic, IV di copertina foto di Sebastiano N. Fezza.

Bari, in pubblicazione il bando per il contributo alloggiativo anno 2018 (competenza 2016)

BARI - La ripartizione Patrimonio rende noto che è online da oggi, mercoledì 12 settembre, sul sito istituzionale del Comune di Bari, il bando per l’attribuzione del contributo alloggiativo anno 2018 (competenza 2016), ai sensi della legge 9 dicembre 1998 n. 431.

I requisiti per l’ammissione al bando e le modalità di partecipazione sono contenuti nel testo dell’avviso pubblico che è disponibile, insieme a tutta la modulistica, nella sezione Bandi - Altri avvisi del portale cittadino.

I cittadini interessati potranno ritirare copia del bando e i relativi allegati anche presso:

·         lo Sportello Agenzia per la Casa presso la Ripartizione Patrimonio – P.O.S. Edilizia Residenziale Pubblica - via Archimede n. 41/A;
·         le sedi di tutti i Municipi;
·         l’Ufficio relazioni con il cittadino - via Roberto da Bari 1;
·         le sedi dei sindacati degli inquilini.

La domanda, da redigere in autocertificazione, contiene un questionario formulato con riferimento ai requisiti di ammissibilità al concorso e alle condizioni soggettive il cui possesso dà diritto al contributo relativo, e deve essere presentata entro e non oltre le ore 12 di lunedì 8 ottobre 2018 presso gli uffici della ripartizione Patrimonio, nei seguenti giorni: dal lunedì e venerdì dalle ore 9 alle 12 e il martedì dalle 15.30 alle 17.30.

Nei suddetti giorni il personale della ripartizione sarà a disposizione dei cittadini per offrire loro chiarimenti e supporto nelle compilazione delle domande.

Si fa presente che sabato 6 ottobre gli uffici della ripartizione Patrimonio - viale Archimede n.41/a Bari - saranno aperti al pubblico dalle ore 9 alle 12.

Nel caso in cui si opti per la raccomandata A/R, farà fede la data del timbro postale di spedizione. In tal caso la lettera raccomandata A/R dovrà essere indirizzata a: Agenzia per la Casa – Ripartizione Patrimonio – via Archimede, n. 41/A – 70126 Bari.

È inoltre possibile presentare  domanda anche a mezzo pec al seguente indirizzo: patrimonio.comunebari@pec.rupar.puglia.it.

Bari, un portale in arrivo per la videosorveglianza in città

BARI - Nel pomeriggio di mercoledì 12 settembre 2018, presso la sala operativa della Polizia Locale, in via Aquilino, a Japigia, l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso e il comandante della Polizia locale Michele Palumbo hanno illustrato il sistema di videosorveglianza di piazza Umberto.

Sono complessivamente 16 le telecamere installate a presidio della piazza che, in rete con il circuito della sala operativa, permettono il monitoraggio costante del territorio.

Negli ultimi mesi i tecnici hanno perfezionato la connettività per l’invio dei dati dalle singole postazioni ai monitor della Polizia locale risolvendo un problema sulla qualità delle immagini con una soluzione innovativa: attraverso la registrazione in loco in 4k, in qualità elevata, effettuata con l’ausilio di server, e la trasmissione dei dati in qualità medio-alta alla sala operativa.

“Da qualche giorno abbiamo completato il sistema di videosorveglianza su piazza Umberto - ha dichiarato Giuseppe Galasso - : adesso ci sono 16 occhi elettronici, monitorati a loro volta da decine di occhi umani che si occupano della sicurezza nella nostra città. Le telecamere non risolveranno tutti i problemi di piazza Umberto, la cui riqualificazione sta per prendere il via dal camminamento centrale ma, come abbiamo dimostrato in altre zone della città, rappresentano un deterrente per chi è intenzionato a compiere un reato e un valido sostegno per chi si occupa di ordine pubblico, decoro e sicurezza urbana, o per la risoluzione di indagini giudiziarie.

L’idea di sicurezza urbana che questa amministrazione sta percorrendo mira a far sì che i luoghi di ritrovo importanti, come piazza Umberto e piazza Cesare Battisti, possano tornare ad essere frequentati da bambini, famiglie, studenti in pausa dalle lezioni e da tutti coloro i quali vogliano trascorrere del tempo in tranquillità. Il nostro obiettivo è quello di sottrarre, cioè, gli spazi pubblici alla componente non sana della società e di restituirli a tutti i cittadini perché tornino ad essere luoghi in cui fare comunità.

L’esperienza di piazza Cesare Battisti, con l’installazione delle telecamere dopo la rimozione dei gazebo che creavano zone d’ombra favorendo attività illecite, ha consentito ad esempio alle forze dell’ordine di assicurare alla giustizia persone che vi svolgevano traffici illegali.

Oltre a questo tipo di installazioni fisse, ad altissima definizione necessaria per l’uso da parte delle forze dell’ordine, impiegheremo anche fototrappole mobili di ultima generazione da 30 mega pixel, che scattano foto a una rapidità di 0.07 secondi e che possono essere rintracciate perché dotate di dispositivo gps. Ne abbiamo già acquistate due, in versione mimetica, da utilizzare nei giardini e nei parchi pubblici.

Siamo in dirittura d’arrivo anche per la pubblicazione di Webcam to Bari, un portale in cui, su una mappa interattiva della città, saranno disponibili tutte le postazioni delle telecamere installate sul territorio comunale. Cliccando su ciascuna sarà possibile osservare le riprese in tempo reale, però in bassa risoluzione, come previsto dalla normativa in tema di privacy. L’alta risoluzione sarà invece disponibile solo per la Polizia locale e le Forze dell’ordine. Sarà un sito simile in tutto e per tutto a quello disponibile sul portale della città di Londra, che già oggi consente a chiunque di guardare cosa accade in una piazza o in una zona particolare della città”.

“Con queste nuove telecamere - ha spiegato il comandante Michele Palumbo - il numero degli occhi elettronici sulla città sale a 248, che vanno ad integrare quelli già un uso da parte della Questura. Le immagini catturate dalle telecamere, oltre ad essere visualizzate in diretta dagli operatori in servizio nella sala operativa, sono registrate e vengono trattenute in memoria per un periodo di tempo che va dai 2 ai 7 giorni, salvo un periodo maggiore a disposizione dell’autorità giudiziaria qualora si rendano necessarie per accertamenti relativi a reati commessi sul territorio comunale. Parliamo di dispositivi estremamente utili sia in caso di interventi da attivare immediatamente con l’invio di una pattuglia sul posto, sia in caso di indagini successive. Si tratta di uno strumento di lavoro indispensabile, viste le criticità che tutte le grandi città vivono oggigiorno: per questo è sempre più importante puntare e investire sul supporto offerto dall’utilizzo di nuove tecnologie, come appunto la videosorveglianza”.

Domani a Bari la 64esima Giornata dell’Artigianato

BARI – «Ripartire dalle imprese del Sud: più lavoro, più consumi, più benessere». Ne discuteranno autorevoli esperti in materia, nel corso dell’incontro promosso da Confartigianato Imprese Puglia, in occasione della 64esima Giornata dell’Artigianato.

L’appuntamento è per domani, 13 settembre, alle 16.30, nel Padiglione permanente di Confartigianato della Fiera del Levante.

Sarà un momento di confronto e di approfondimento sullo stato e sulle prospettive del sistema economico ed occupazionale meridionale e pugliese, in particolare.

A fare gli onori di casa sarà Francesco Sgherza, presidente regionale di Confartigianato, secondo cui “Sono maturi i tempi per una ripartenza del sistema Paese: una ripartenza che non può che avvenire dalle piccole imprese del Mezzogiorno. È il momento giusto, anche considerato il segnale che il nuovo Esecutivo ha voluto dare con la previsione di un apposito dicastero affidato alla nostra conterranea Ministra Lezzi.

Per anni gli imprenditori meridionali hanno resistito e dato prova, persino durante la più dura crisi economica dal dopoguerra, di essere in grado di fare cose straordinarie nonostante risorse, dotazioni e infrastrutture inferiori a quelle disponibili nel Centro-Nord, per non parlare degli altri Paesi europei”.
Secondo Sgherza: valorizzare adeguatamente il Mezzogiorno e il suo tessuto produttivo è l’unica strada per l’Italia intera di realizzare un nuovo miracolo economico. Per farlo occorre rimuovere gli ostacoli e le disparità che ne inibiscono il potenziale: burocrazia, criminalità e pressione fiscale sono alcune delle questioni la cui trattazione non è più rinviabile e che necessitano di soluzioni radicali ed efficaci”.

All’introduzione di Sgherza seguiranno i saluti di Alessandro Ambrosi, presidente della Nuova Fiera del Levante srl e della Camera di commercio di Bari; Antonio Decaro, sindaco della città metropolitana di Bari; Fabio Petri, presidente di Artigiancassa. Relazionerà sul tema dell’incontro Antonio Uricchio, rettore dell’Università degli Studi di Bari.

Attesa la presenza di Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia. Concluderà i lavori Giorgio Merletti, presidente nazionale di Confartigianato Imprese.