Food Democracy Herway: a Gravina le donne protagoniste del futuro del cibo tra innovazione, territorio e inclusione
Al Vivaio Digitale il secondo appuntamento del roadshow nazionale promosso da UOMOeAMBIENTE Società Benefit. Imprese, istituzioni, formazione e società civile a confronto sui temi della democrazia alimentare, dello sviluppo territoriale e della leadership femminile
Gravina in Puglia, 16 ottobre 2026 – La Puglia che produce, innova e custodisce il proprio patrimonio agroalimentare si è data appuntamento oggi a Gravina per parlare di futuro. Dalla tutela della biodiversità alla rigenerazione dei territori, dal turismo enogastronomico alla formazione delle nuove competenze, fino al ruolo delle donne nella governance delle filiere del cibo. Sono questi i temi al centro di Food Democracy HerWay – Donne che nutrono il cambiamento, la seconda tappa del roadshow nazionale promosso da UOMOeAMBIENTE Società Benefit, ospitata presso il Vivaio Digitale nato da un'iniziativa dell'azienda informatica Macnil.
La giornata ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, della formazione, dell'associazionismo e della società civile in un confronto aperto sul ruolo che il sistema alimentare può svolgere nella costruzione di modelli di sviluppo più equi, inclusivi e sostenibili. Al centro del dibattito, il concetto di food democracy, inteso come accesso al cibo, valorizzazione delle diversità, partecipazione e giustizia sociale. L'evento è stato progettato e realizzato secondo i principi della norma UNI ISO 20121, standard internazionale dedicato alla gestione sostenibile degli eventi, a conferma dell'impegno degli organizzatori nel coniugare contenuti e coerenza operativa.
Ad accogliere partecipanti e relatori sono stati Mariarita Costanza e Nicola Lavenuta, co-founder di Macnil, azienda che ha ospitato l'iniziativa all'interno del proprio ecosistema dell'innovazione. “Questo è un luogo nato per fare innovazione: non sappiamo cosa nascerà dal workshop di oggi ed è per questo che ci piace, dobbiamo essere costruttivi nel cercare di indirizzare il nostro futuro e nel cercare di rendere il futuro di tutti quanti noi e dei nostri figli un futuro migliore. Questo luogo fisico potrà essere motore e accendere idee per il futuro. Il Vivaio Digitale è legato al digitale, ma anche al nostro territorio: alla terra dove si mette il seme e poi la natura fa il suo cammino. Questo è il nostro sogno per il futuro: che possa essere un luogo dove per qualcuno nasca un semino, per qualcun altro una piantina, un alberello o un albero grande da far crescere.”
Nel corso della prima sessione, dedicata al tema "Il cibo come strumento di inclusione e giustizia sociale a supporto dell'empowerment femminile", è emersa la necessità di considerare il cibo non soltanto come fattore economico, ma come elemento capace di incidere sulla qualità della vita, sulle opportunità di sviluppo e sulla coesione delle comunità.
Il contributo di Marco Dadamo, presidente di Slow Food Puglia, ha posto l'attenzione sul valore della biodiversità, sulla tutela delle produzioni locali e sul ruolo svolto dalle comunità nella salvaguardia del patrimonio agroalimentare dei territori. Attraverso le esperienze dei Presìdi Slow Food e delle realtà produttive pugliesi, è emerso come la valorizzazione delle tradizioni possa rappresentare una leva concreta per costruire sviluppo sostenibile e opportunità per le nuove generazioni.
Di competenze, occupazione qualificata e connessione tra filiere del cibo, turismo e cultura ha parlato Giuseppa Antonaci, presidente della Fondazione ITS Academy Turismo Puglia, evidenziando come la crescente integrazione tra questi settori stia generando nuove figure professionali e nuove opportunità di crescita per i territori. Secondo Antonaci, la leadership femminile può rappresentare una leva strategica per trasformare il patrimonio enogastronomico in uno strumento di sviluppo locale e valorizzazione delle comunità.
Annacarla Loperfido, Vicepresidente di Confindustria Bari BAT con delega a Capitale Umano, Università e Ricerca, ha invece richiamato l'attenzione sul ruolo strategico del capitale umano per il futuro del comparto agroalimentare. In un settore che rappresenta uno dei principali motori economici del Mezzogiorno, Loperfido ha evidenziato come la valorizzazione delle competenze e una maggiore partecipazione delle donne ai processi decisionali costituiscano leve fondamentali per la competitività, l'innovazione e la sostenibilità delle imprese. Ha inoltre ribadito la necessità di rafforzare la collaborazione tra imprese, istituzioni, università e sistema formativo per favorire occupazione qualificata e sviluppo territoriale.
Un approccio fondato su equità, multiculturalismo e valorizzazione delle unicità è stato al centro dell'intervento di Mariangela Candido di Andriani Società Benefit, che ha illustrato come la diversità delle persone, delle competenze e delle culture possa diventare un fattore strategico di innovazione e crescita per le organizzazioni e per l'intera filiera alimentare.
A chiudere il primo panel è stato Simone Chiriatti, che ha portato l'esempio di Olivami, progetto pugliese nato da una grande sfida: restituire futuro ai territori colpiti dalla Xylella attraverso la riforestazione degli ulivi, il coinvolgimento delle comunità locali e la costruzione di modelli capaci di generare al tempo stesso impatto ambientale, valore sociale e nuove opportunità economiche.
La seconda parte della mattinata è stata dedicata a "Il cibo come tema strategico di governance e sviluppo territoriale", attraverso le testimonianze di imprenditrici e professionisti impegnati nella costruzione di modelli produttivi capaci di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione e valorizzazione delle identità locali.
Tra gli interventi più legati al rapporto tra identità territoriale e sviluppo sostenibile, quello di Donatella Marino, CEO di Alici di Menaica, che ha raccontato l'esperienza di una piccola impresa artigianale nata dal recupero di antiche tecniche di pesca e lavorazione delle alici tramandate da generazioni. Partendo dalla propria storia familiare e professionale, Marino ha evidenziato come la tutela delle tradizioni, il rispetto delle risorse naturali e il sostegno alla piccola pesca locale possano rappresentare non soltanto un patrimonio culturale da preservare, ma anche un modello di sviluppo capace di generare valore economico e occupazione nei territori costieri.
Di cambiamento climatico, agricoltura e ruolo delle donne nell'evoluzione delle imprese agricole ha parlato Angela Lobascio, co-fondatrice di Terradiva, sottolineando come capacità di coordinamento, condivisione delle competenze e attenzione alla cura delle risorse rappresentino elementi sempre più centrali per affrontare le sfide della transizione ecologica.
Il tema del benessere come dimensione economica, sociale e culturale del cibo è stato invece affrontato da Margherita Colantuono, Business Trainer, Marketing Specialist e Coach, che ha evidenziato il contributo della leadership femminile nel promuovere modelli produttivi più sostenibili, inclusivi e orientati alla qualità delle relazioni.
Le testimonianze di Emanuela Flore, direttrice generale della Cantina Botromagno, e di Angela Aliani e Fabia D'Ecclesiis della 50/60 Distilleria hanno infine mostrato come tradizione, nuove competenze, valorizzazione della biodiversità e innovazione imprenditoriale possano convivere, generando nuove opportunità di sviluppo economico e sociale per i territori.
A chiusura della mattinata è intervenuto Francesco Paolicelli, Assessore all'Agricoltura e allo Sviluppo Rurale della Regione Puglia: “È importante promuovere sia giovani che donne. Vogliamo intensificare maggiormente la presenza del ricambio generazionale e avere più donne in agricoltura. Soltanto lavorando sulla qualità possiamo avere una filiera in cui tutti i protagonisti possono avere il giusto guadagno o un giusto prezzo della materia prima, da chi produce a chi trasforma a chi commercializza. Soltanto se si vince insieme ha vinto tutta la filiera.”
La giornata si è conclusa con un laboratorio dedicato alla coprogettazione del futuro del food system, coinvolgendo imprese, istituzioni, professionisti e cittadini nell'individuazione di sfide, opportunità e possibili percorsi condivisi di sviluppo sostenibile.
“Con Food Democracy HerWay vogliamo costruire occasioni di ascolto e confronto tra territori, imprese, istituzioni e comunità. La Puglia rappresenta un laboratorio straordinario di innovazione, biodiversità, imprenditorialità e capacità di visione, oltre che una regione nella quale Uomo e Ambiente ha deciso di investire aprendo una presenza stabile sul territorio. Crediamo che per accompagnare la transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili sia necessario partire dalle persone, dalle relazioni e dalla conoscenza profonda dei contesti locali. Per questo la tappa di Gravina assume per noi un significato particolare: è un'occasione per continuare a costruire insieme percorsi di crescita che mettano al centro il valore dei territori e il contributo delle donne come protagoniste del cambiamento”, hanno dichiarato Nunzia Giunta e Mario Burrascano, co-founder di UOMOeAMBIENTE Società Benefit.
Dopo il primo appuntamento ospitato a Firenze lo scorso febbraio, Food Democracy HerWay ha confermato così la propria ambizione di costruire un confronto permanente tra territori, imprese, istituzioni e società civile, valorizzando il contributo delle donne nella costruzione di sistemi alimentari più equi, partecipativi e sostenibili e promuovendo nuovi modelli di leadership capaci di generare valore per le comunità e per le future generazioni.
