Ospedale Nord Barese, Spaccavento: «Salvaguardare l’esistente fino all’apertura del nuovo presidio»
BISCEGLIE – «Il Consiglio comunale di Bisceglie ha fatto bene ad accendere un riflettore sulla sanità del territorio. Ma il confronto è appena iniziato e dobbiamo muoverci su due binari: salvaguardare e rafforzare ciò che oggi funziona e, contemporaneamente, vigilare perché il nuovo Ospedale del Nord Barese venga realizzato rispettando tempi e impegni».
Lo ha dichiarato Felice Spaccavento, consigliere regionale di Prossima e presidente della III Commissione Sanità, intervenendo al Consiglio comunale monotematico di Bisceglie “Nessuno tocchi l’ospedale di Bisceglie”, convocato dopo i timori sollevati in città su un possibile ridimensionamento dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” e sul futuro Ospedale del Nord Barese.
«Su questi temi preferisco partire dagli atti, non dalle parole. La programmazione regionale vigente tiene conto espressamente dei nuovi ospedali in fase di realizzazione per raggiungere la dotazione di posti letto prevista. Fino a quando il nuovo Ospedale del Nord Barese non sarà concretamente operativo, dobbiamo quindi mantenere le funzioni esistenti a Bisceglie e, dove possibile, migliorarle», ha spiegato Spaccavento.
«Sarebbe un errore indebolire oggi strutture necessarie al territorio in attesa di un presidio che richiederà ancora anni per essere completato», ha aggiunto.
Il presidente della Commissione Sanità ha poi sottolineato la necessità di ampliare il confronto oltre la dimensione ospedaliera. «La sanità non può essere ospedalocentrica. La maggior parte dei bisogni dei cittadini trova risposta sul territorio, attraverso assistenza domiciliare, servizi intermedi, PTA e presa in carico. Dobbiamo far crescere insieme ospedali e sanità territoriale, valorizzando ciò che funziona e riorganizzando ciò che produce meno risultati».
Spaccavento ha infine invitato a evitare contrapposizioni tra i diversi Comuni del territorio.
«Questa non deve diventare una battaglia tra Bisceglie, Trani, Molfetta, Corato o Andria. Gli ospedali servono un intero territorio, non un singolo Comune. Serve lavorare tutti nella stessa direzione: più risorse nazionali per la sanità, percorsi regionali più efficienti e un controllo rigoroso sul cronoprogramma del nuovo ospedale».
«Su questo, come presidente della Commissione Sanità, continuerò a vigilare», ha concluso.
