Povertà minorile in Puglia, Abbaticchio: «Dobbiamo imparare ad ascoltare le giovani generazioni»


In Puglia la povertà relativa familiare raggiunge il 25,2%. A Bari presentato il progetto “La lanterna dei bisogni delle ragazze e dei ragazzi”, primo passo verso la Costituente civica per l’infanzia e l’adolescenza.

BARI – Contrastare la povertà minorile significa garantire ai bambini e agli adolescenti non soltanto condizioni economiche dignitose, ma anche il diritto alla salute, all’istruzione, allo sport, alla cultura e alla partecipazione alla vita sociale. È questo il messaggio rilanciato dal garante regionale dei diritti del minore, Ludovico Abbaticchio, intervenuto alla presentazione del progetto “La lanterna dei bisogni delle ragazze e dei ragazzi”, svoltasi il 20 ottobre nella Sala Giunta di Palazzo della Città a Bari.

L’iniziativa, promossa dalla professoressa Silvana Calaprice, tutrice civica per la difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Bari, avvia un percorso finalizzato alla futura Costituente civica per l’infanzia e l’adolescenza. L’obiettivo è dare voce ai bisogni, ai sogni e alle aspettative dei giovani tra i 12 e i 18 anni attraverso strumenti di partecipazione e ascolto.

Povertà minorile, i dati nazionali e regionali

La povertà rappresenta una delle principali criticità sociali, con effetti sulle condizioni di vita delle famiglie e sulle opportunità di crescita dei più giovani. Secondo il rapporto Istat Le statistiche dell’Istat sulla povertà – Anno 2025, in Italia oltre 1 milione e 136mila minori vivevano in condizioni di povertà assoluta, pari al 12,5% dei bambini e degli adolescenti residenti. Nel Mezzogiorno l’incidenza raggiunge il 15,2%, contro il 10,7% del Centro Italia.

La presenza di figli minori aumenta inoltre la vulnerabilità economica delle famiglie: la povertà assoluta interessa il 7,8% delle coppie con un figlio minore, il 10% di quelle con due figli e il 17,7% dei nuclei con almeno tre figli minori.

In Puglia, l’incidenza della povertà relativa familiare si attesta al 25,2%, un dato che evidenzia la diffusione delle difficoltà economiche e il rischio di disuguaglianze nelle opportunità offerte alle nuove generazioni. La povertà relativa e quella assoluta sono indicatori distinti, ma entrambi contribuiscono a descrivere le condizioni di fragilità delle famiglie.

Le conseguenze sulla crescita e il rischio del lavoro minorile

Le difficoltà economiche possono limitare l’accesso a un’alimentazione adeguata, alle cure sanitarie, ai materiali scolastici e alle attività sportive e culturali. Le conseguenze possono riguardare il benessere psicofisico, il rendimento scolastico e le relazioni sociali, aumentando il rischio di isolamento ed esclusione.

Tra le situazioni che richiedono particolare attenzione figura anche il lavoro minorile, soprattutto quando le difficoltà familiari spingono bambini e adolescenti ad assumere responsabilità incompatibili con la loro età o li espongono a condizioni di irregolarità e sfruttamento.

Secondo l’indagine Non è un gioco di Save the Children, in Italia si stima che 336mila minori tra i 7 e i 15 anni abbiano avuto esperienze lavorative, pari al 6,8% della popolazione della stessa fascia d’età. Circa 58mila adolescenti tra i 14 e i 15 anni sarebbero stati coinvolti in attività particolarmente dannose per la salute psicofisica o per il percorso scolastico.

A Bari un percorso per ascoltare i ragazzi

Il progetto “La lanterna dei bisogni delle ragazze e dei ragazzi” punta a costruire uno spazio strutturato di partecipazione e cittadinanza attiva, nel quale gli adolescenti possano esprimere direttamente esigenze, difficoltà e aspirazioni. Il percorso verso la Costituente civica intende coinvolgere le giovani generazioni nelle scelte che riguardano il loro presente e il loro futuro.

Alla presentazione è intervenuto Ludovico Abbaticchio, garante dei diritti del minore, che ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa e richiamato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, scuole, famiglie e territorio.

«Plaudo all’iniziativa avviata dalla tutrice civica della città capoluogo di Regione per l’avvio del percorso verso la Costituente civica per l’infanzia e l’adolescenza, che si affianca a tutto il lavoro che in questi anni abbiamo svolto sul disagio giovanile attraverso il Vademecum acquisito da moltissime scuole pugliesi», ha dichiarato Abbaticchio.

«Dobbiamo imparare ad ascoltare le giovani generazioni, coglierne i bisogni e riconoscere tempestivamente i segnali di vulnerabilità, affinché ragazze e ragazzi siano protagonisti delle scelte che riguardano il loro presente e il loro futuro».

Il garante ha sottolineato inoltre la necessità di rafforzare la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti nella tutela dei minori, promuovendo la partecipazione attiva e costruendo risposte concrete alle esigenze emerse.

«Contrastare la povertà significa, dunque, tutelare concretamente i diritti dei bambini, delle bambine, dei preadolescenti e degli adolescenti, affinché nessun minore sia penalizzato dalle condizioni economiche della propria famiglia o venga privato delle opportunità necessarie per crescere, apprendere e partecipare alla vita sociale», ha concluso.

L’iniziativa barese si inserisce così nel più ampio impegno per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con l’obiettivo di trasformare l’ascolto dei giovani in uno strumento concreto per individuare le fragilità e contrastare le disuguaglianze.