Puglia, approvata la legge sugli affitti brevi: sindaci protagonisti, scontro tra maggioranza e opposizione
BARI – Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato la legge sugli affitti brevi, introducendo nuovi strumenti per consentire ai Comuni di regolamentare le locazioni turistiche nelle aree caratterizzate da una forte pressione turistica. Il provvedimento punta a conciliare lo sviluppo del settore con il diritto all’abitare, in un contesto segnato dalle difficoltà di famiglie, studenti e lavoratori nel trovare alloggi a prezzi sostenibili.
La legge ha suscitato reazioni contrastanti in Consiglio regionale, con la maggioranza che ne rivendica l’equilibrio e l’opposizione di Fratelli d’Italia che contesta le possibili conseguenze sulla proprietà privata e sulla libertà d’impresa.
Capone: «Decisiva la responsabilità dei sindaci»
La consigliera regionale Loredana Capone ha sottolineato il valore del provvedimento per la tutela delle comunità locali e dell’autenticità dei territori pugliesi.
«Oggi abbiamo approvato una legge sugli affitti brevi a tutela del turismo, ma anche del diritto ad abitare, finalizzata anche a garantire la casa alle famiglie e agli studenti fuori sede», ha dichiarato.
Capone ha ricordato la crescita del turismo regionale, evidenziando che nel 2025 la Puglia ha registrato oltre 6,6 milioni di arrivi e quasi 22,7 milioni di presenze.
Secondo la consigliera, un ruolo centrale spetterà ai sindaci, chiamati a conoscere le esigenze dei propri territori e a individuare eventuali misure calibrate sulle caratteristiche dei singoli quartieri.
Capone ha indicato tre priorità: accompagnare i Comuni nella predisposizione dei regolamenti attraverso il coinvolgimento di residenti, operatori e associazioni di categoria; sostenere i piccoli proprietari che operano nel rispetto delle regole; contrastare la stagionalità attraverso cultura, eventi, congressi, enogastronomia e valorizzazione delle aree interne.
«Vogliamo una Puglia che accoglie tutto l’anno. Città vive, abitate, riconoscibili. Comunità in cui chi arriva trova autenticità e chi è nato trova il proprio futuro», ha concluso.
La Ghezza (M5S): «Uno strumento in più per coniugare turismo e diritto alla casa»
Sulla stessa linea la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Maria La Ghezza, che ha evidenziato come le recenti proteste degli studenti a Bari e Lecce contro il caro-affitti abbiano riportato al centro dell’attenzione la difficoltà di trovare abitazioni a prezzi accessibili.
«Turismo e residenzialità non sono interessi contrapposti», ha affermato, sottolineando la necessità di tutelare l’attrattività turistica senza compromettere la vita delle comunità locali.
La nuova disciplina consentirà ai sindaci dei Comuni a maggiore densità turistica e dei capoluoghi di provincia di individuare specifiche aree nelle quali introdurre, attraverso regolamenti e sulla base di valutazioni motivate, criteri e limiti per le nuove locazioni turistiche.
Le misure dovranno rispettare i principi di necessità, proporzionalità e non discriminazione.
La Ghezza ha precisato che la regolamentazione degli affitti brevi rappresenta soltanto una parte della risposta al problema abitativo, che richiede anche il recupero degli alloggi inutilizzati, interventi di edilizia convenzionata, una migliore pianificazione urbanistica e controlli contro l’abusivismo.
L’obiettivo, ha ribadito, è fare in modo che la Puglia continui a essere attrattiva per i visitatori, ma anche un territorio in cui giovani, famiglie e studenti possano costruire il proprio futuro.
Fratelli d’Italia: «Legge punitiva e contro la proprietà privata»
Di segno opposto la posizione del gruppo regionale di Fratelli d’Italia, che ha votato contro il provvedimento. Il presidente Paolo Pagliaro, insieme ai consiglieri del gruppo, ha contestato la scelta della maggioranza, definendo la legge punitiva e inefficace rispetto alle difficoltà abitative.
Secondo FdI, la disciplina rischierebbe di comprimere la tutela della proprietà privata e la libertà di iniziativa economica, favorendo le strutture ricettive già esistenti rispetto a chi intende avviare nuove attività.
«Abbiamo tentato di fermare il campo largo che governa la Puglia dall’approvare la legge sugli affitti brevi, ma non ci siamo riusciti e ne siamo rammaricati», ha dichiarato Pagliaro.
Il gruppo ritiene che limitare le nuove case vacanza e i bed and breakfast non sia sufficiente a risolvere la carenza di alloggi per studenti e famiglie. Tra le alternative indicate figurano maggiori garanzie contro la morosità e una riduzione degli ostacoli burocratici per il mercato delle locazioni residenziali.
Fratelli d’Italia contesta inoltre la possibilità che i Comuni introducano limiti numerici e ulteriori adempimenti amministrativi per le nuove attività turistiche.
«La carenza di alloggi a lungo termine non si combatte vessando i proprietari di case vacanza», sostiene il gruppo, che considera il provvedimento eccessivamente dirigista e illiberale.
Il ruolo dei Comuni al centro della nuova disciplina
Il nodo principale della legge sarà ora la sua applicazione nei territori. I Comuni interessati potranno valutare le caratteristiche dei quartieri e la pressione esercitata dalle locazioni turistiche, tenendo conto delle esigenze abitative e delle ricadute economiche del turismo.
Da un lato, la maggioranza considera il provvedimento uno strumento per tutelare la residenzialità e preservare l’identità dei centri urbani; dall’altro, Fratelli d’Italia teme che i nuovi limiti possano penalizzare i proprietari e gli operatori del settore senza garantire un aumento effettivo degli alloggi disponibili.
La sfida sarà verificare se la nuova disciplina riuscirà a favorire un equilibrio tra accoglienza turistica, attività economiche e diritto alla casa, lasciando ai Comuni un ruolo determinante nella gestione delle trasformazioni dei propri territori.
