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Avicii, autopsia esclude ipotesi di omicidio

La scomparsa di Avicii, il dj e produttore musicale svedese morto prematuramente venerdì a Mascate, in Oman, a soli 28 anni, non è il frutto di un omicidio: a riferirlo la polizia del sultanato dopo le due autopsie eseguite sul corpo del giovane. "Confermiamo che non si valuta alcuna pista criminale", ha spiegato una fonte, "abbiamo tutte le informazioni e i dettagli relativi alla morte e a questo incidente ma non rilasceremo alcuna dichiarazione pubblica".

Resta quindi privilegiata la pista dei problemi di salute o di un gesto estremo: Tim Bergling, in arte Avicii, soffriva da anni per un consumo eccessivo di alcol. Una pancreatite e poi la rimozione della cistifellea e dell'appendice lo avevano costretto a interrompere il tour mondiale nel 2014 e ad abbandonare le scene dal 2016.

Avicii, che si trovava in Oman in vacanza, è stato una delle maggiori star della musica elettronica contemporanea e ha vinto due Mtv Music Awards, un Billboard Music Award e ha conquistato due candidature ai Grammy. La salma del dj svedese sarà rimpatriata nei prossimi giorni.

Incubo terrorismo a Mont-Saint-Michel, si cerca sospetto

Momenti di paura stamani sul celebre isolotto di Mont-Saint-Michel, evacuato dalla polizia francese chiudendo tutti gli accessi al noto sito turistico a causa di una persona sospetta che minaccia di attaccare la polizia. A scriverlo Le Parisien spiegando che non è chiaro ancora se si tratti di un'operazione antiterrorismo. Secondo La Manche Libre l'uomo, che non sarebbe armato ma avrebbe con se' uno zaino, avrebbe gridato di voler "uccidere" i poliziotti.

Il prefetto della Manica, Jean Marc Sabathé, ha detto di aver "setacciato casa per casa" del celebre sito tra le mete principali del turismo francese fosse ancora sull'isolotto. "Per dissipare ogni dubbio - ha spiegato - ho deciso di chiudere l'abbazia, dove si tengono delle funzioni religiose e di fare evacuare il Mont Saint-Michel, ha precisato citato da France Info, mentre un elicottero sorvola la zona. La gendarmeria ha precisato che si tratta di una "misura di precauzione".

Il Mont Saint-Michel - ha spiegato poi - è stato "completamente evacuato. Verso le 11:30 restavano solo cinque o sei persone. Le comunità religiose sono confinate nell'abbazia. Le funzioni religiose sono state annullate". L'uomo sospetto avrebbe tra i 20 e i 30 anni e sarebbe "in corso di identificazione grazie alla videosorveglianza". Sabathé ha aggiunto che "i visitatori, circa un centinaio di persone, sono ormai tutti all'esterno del sito.

Il sito è stato riaperto alle 14. Secondo un giornalista di France 2, la situazione a Mont-Saint-Michel è talmente tranquilla che i turisti stanno cominciando a tornarci già da ora, quindi prima della ufficiale riapertura fissata poco fa dal prefetto di zona.

Tensioni al confine Italia-Francia, blitz No Tav e transito migranti

ROMA - Si sono verificati nuovi scontri al confine tra Italia e Francia: un centinaio di attivisti No Tav, membri dei centri sociali e migranti hanno varcato la frontiera, eludendo i blocchi organizzati dalla Gendarmerie. Anche la strada statale di Monginevro è stata interrotta.

La manifestazione è stata organizzata dopo il blitz degli estremisti di destra francesi che avevano sistemato reti da cantiere a 6 chilometri dal confine come barriera contro il transito di migranti. Gli appartenenti al gruppo Generation identitaire hanno lasciato Nevache da qualche ora. Gli agenti francesi hanno cercato invano di fermare alcuni antagonisti.

Regionali, Molise al voto: seggi aperti dalle 7

CAMPOBASSO - Al via dalle 7 le operazioni di voto per le regionali in Molise. Seggi aperti per 331 mila aventi diritto al voto che dovranno eleggere il successore di Paolo Frattura (Pd), presidente uscente. A confrontarsi Greco (M5S), Toma (Centrodestra), Veneziale (Centrosinistra), Di Giacomo (Casapound). Gli elettori molisani eleggeranno un consiglio composto di venti consiglieri più il candidato presidente che risulterà vincitore. I seggi verranno chiusi alle 23.

È stata una campagna elettorale sotto i riflettori quella per le elezioni regionali del Molise di oggi. I leader nazionali degli schieramenti più importanti, complice la concomitante situazione per la formazione del governo, da di Maio a Salvini, da Berlusconi al premier Gentiloni hanno passato buona parte delle ultime due settimane tra Termoli, Campobasso Larino e Isernia nel tentativo di raschiare il barile in un’elezione che rischia di risolversi all’ultimo voto, soprattutto tra Cinquestelle (favoriti) e Centrodestra dai cui due schieramenti uscirà con ogni probabilità, il nuovo governatore del Molise che dovrà succedere al presidente di centrosinistra Di Laura Frattura.

Quattro i candidati governatori e le tante liste in lizza. I candidati e i raggruppamenti di liste che si presentano alle elezioni sono quattro compresa Casa Pound con il candidato Agostino Di Giacomo. La legge elettorale molisana approvata a novembre dall’uscente centrosinistra, è un proporzionale a turno unico con premio di maggioranza e senza voto disgiunto. Un’elezione diretta nella quale vince chi prende anche un voto un più. I membri del consiglio regionale da eleggere sono 21, compreso il presidente della Giunta. Soglia di sbarramento all’8 per cento per le coalizioni (al 3 per le liste).

La coalizione di centrodestra ha come candidato governatore, Donato Toma, presidente dell’ordine dei commercialisti di Campobasso, appoggiato da 9 liste con FI, Lega, FdI, Udc e cinque locali tra cui quelle dell’ex governatore Michele Iorio e dell’eurodeputato Aldo Patriciello (FI). Il candidato del centrosinistra è Carlo Veneziale, appoggiato da cinque liste, tra cui LeU. Sembra favorito invece il candidato dei Cinquestelle Andrea Greco: 33 anni, laureato in giurisprudenza, forte del 44,8% dei voti dei penta stellati che alle recentissime politiche. Si vota oggi dalle 7 alle 23 nella più piccola delle Regioni italiane a statuto ordinario con onta poco più di 313mila abitanti. Gli aventi diritto al voto sono 332.653, di cui 78.025 residenti all’estero. Le sezioni allestite nei 136 comuni saranno 394. Il collegio è unico e corrisponde all’intero territorio della regione. Lo spoglio comincerà subito dopo la chiusura dei seggi.

La Spagna supera l'Italia

(Ap)
di PIERO CHIMENTI - La Spagna 'segna' un altro punto contro l'Italia. Oltre che dal punto di vista calcistico, gli ultimi dati dimostrano che gli iberici hanno superato gli italiani anche nella ricchezza. Secondo i dati confermati dal Fmi, il divario tra i due Paesi nel corso dei prossimi 5 anni sarà ancora più netto raggiungendo il 7% di Pil.

Le cause del sorpasso sono da collegarsi a prezzi e popolazione più bassi rispetto a quelle del nostro Paese, permettendo una maggiore distribuzione delle ricchezza. Altro elemento determinante è il turismo, con la Spagna che anno dopo anno migliora i propri numeri, raddoppiando quasi il numero dei propri abitanti. Nonostante i dati negativi, il Ministro dell'Economia Padoan, a Washington, appare ottimista dichiarando che la strada tracciata da lui è quella giusta, non essendoci scorciatoie per accelerare la crescita dell'Italia.

Siria, scoperta fossa comune Isis: forse sino a 200 corpi

RAQQA - Scoperta a Raqqa, l'ex 'capitale' dell'Isis, una fossa comune che potrebbe contenere fino a 200 corpi: a riferirlo un funzionario della città, Abdallah al-Eriane, secondo quanto riporta Al Arabiya. Secondo al-Eriane circa 50 corpi - tra civili ed estremisti - sono stati recuperati finora. La fossa era stata scavata sotto un campo di calcio, vicino all'ospedale in cui i combattenti dell'Isis si erano trincerati prima di essere cacciati dalla città nell'ottobre del 2017.

Bari e Taranto prossime tappe pugliesi per Papa Francesco?

(credits: Edo Giua)
di NICOLA ZUCCARO - Papa Francesco tornerà in Puglia? La domanda corre d'obbligo non solo per l'affetto espresso dai pugliesi sia in Alessano che in quel di Molfetta nella giornata di venerdì 20 aprile, ma anche per l'attesa che da circa un anno c'è per un sua prossima venuta a Bari e a Taranto. Dopo le località visitate nella data sopra richiamata, Bergoglio potrebbe venire nel capoluogo della Puglia per pregare con il Patriarco Ortodosso Kiril sulla tomba di San Nicola, chiedendo l'intercessione del Vescovo di Myra con il suo omologo della Chiesa di Mosca, per la distensione nell'attuale scenario internazionale.

Se ne saprà qualcosa in più il 9 maggio o nei giorni precedenti, in occasione della Festa patronale del Santo Taumaturgo. Se per Bari si prevedono tempi lunghi, anche alla luce del certosino lavoro diplomatico che impegnerà la Segreteria di Stato Vaticana con il Patriarcato di Mosca, per Taranto la venuta di Papa Francesco potrà essere imminente e forse già entro la fine del 2018. L'antica amicizia che lega il Pontefice all'attuale Arcivescovo di Taranto Mons.Filippo Santoro - nata nel periodo del vescovado, rispettivamente in Buenos Aires e a Rio De Janeiro - faciliterebbe e soprattutto velocizzerebbe i tempi, a differenza di Bari, per una imminente venuta di Francesco nella città dei 2 mari.

A chiudere il cerchio, complice la vicenda Ilva (sulla quale lo stesso Papa, a detta di Santoro, ha chiesto delle informazioni sul merito), sarà il cinquantesimo anniversario della visita di Paolo VI, avvenuta il 24 dicembre 1968, quando Giovanni Battista Montini celebrò la veglia e S.Messa della notte di Natale presso gli stabilimenti dell'allora Italsider e attuale Ilva. Nell'attesa di risposte ufficiali da parte della Santa Sede, non resta che (è proprio il caso di scriverlo) ai baresi e ai tarantini pregare per un ritorno del Santo Padre in Puglia.

Ladri in casa Prodi

di PIERO CHIMENTI - Dei ladri sono entrati nella notte nella casa di Romano Prodi a Bologna, in Via Gerusalemme, mentre l'ex premier si trovava dal Papa a Roma. Secondo gli inquirenti, che tentano di quantificare la refurtiva, si sarebbe trattata di una rapina, dato che sarebbe stata forzata la porta d'ingresso.

Sanità, Zullo: "Sostituire i punti di primo intervento con ambulanze medicalizzate? Assurdo, si potenti l'assistenza territoriale"

ROMA - Dichiarazione del presidente del gruppo regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Ignazio Zullo. "I Punti di Primo Intervento (PPI) - dichiara Zullo - sono strutture funzionali al sistema di emergenza sanitaria la cui funzione è indispensabile per alleviare i Pronto Soccorso (ormai diradati) degli ospedali da prestazioni correlate ad urgenze minori e per offrire al paziente una prima stabilizzazione nell'alta complessità, al fine di consentire il trasporto nel Pronto soccorso più appropriato.

Se è vero - prosegue Zullo - che il futuro dei PPI è la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 entro un arco temporale predefinito, è altresì vero che questa trasformazione deve avvenire con il contemporaneo potenziamento dell’attività sanitaria territoriale al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento  ospedaliero secondo protocolli di appropriatezza condivisi tra 118, DEA, HUB o Spoke di riferimento e Distretto, mantenendo rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell’assistenza primaria.

Nella Puglia di Emiliano e del centrosinistra, purtroppo!, prevale il depauperamento dei luoghi di cura e delle risorse impiegate rispetto al potenziamento della Prevenzione e delle funzioni assistenziali territoriali. Insomma, si chiudono i PPI ma il potenziamento della medicina territoriale è lacunoso ed assente. E in assenza di potenziamento delle funzioni assistenziali territoriali, la chiusura dei PPI è da considerarsi pericolosa per i pazienti. E' sufficiente leggere il D.M. 70/2015, nella parte inerente la rete dell'emergenza-urgenza, per comprenderlo.

Già ora con i PPI attivi nelle sale dei pochi Pronto Soccorsi residuati assistiamo al sovraffollamento di pazienti costretti a lunghissime attese anche di 24 ore, figuriamoci cosa potrà avvenire con la chiusura dei PPI in assenza del potenziamento delle funzioni assistenziali territoriali.
Serve una rivoluzione civile e democratica che parta dalla presa di coscienza delle comunità di una Sanità Pugliese fatta di scelte di pianificazione ed organizzazione inaccettabili e dannose di un Presidente-Assessore assente ed inadeguato", conclude Zullo.

Scompare a 28 anni il dj Avicii

STOCCOLMA - Il dj svedese Tim Bergling, noto in tutto il mondo come Avicii, è stato trovato morto a Mascate, in Oman. Aveva 28 anni. Nato a Stoccolma nel 1989 ed esploso su scala internazionale con singoli come Levels, Avicii ha vinto due Mtv Music Awards, un Billboard Music Award e conquistato due nomination ai Grammy.

Il decesso arriva a pochi giorni dalla sua nomination ai Billboard Music Award per il suo EP “Avicii (01). Alla carriera da disc jockey, che lo aveva visto collaborare con star come Robbie Williams e David Guetta, Avicii aveva aggiunto l’attività di produttore discografico.

Il suo addetto stampa negli Stati Uniti ha dato conferma del decesso, chiedendo di portare rispetto al dolore della famiglia. «La famiglia è devastata e chiedo a tutti di rispettare il loro bisogno di privacy in questo momento difficile», si legge nella nota stampa diramata oggi. Al momento non sono emerse possibile cause della morte e non sono stati aggiunti dettagli sull’accaduto.

Avicii aveva interrotto i live nel 2016. Il dj aveva sospeso l’attività live nel 2016, a causa di «problemi di salute». Secondo il portale Vanity, fra i primi a dare la notizia, l’artista soffriva di problemi cardiaci e di pancreatite acuta, in parte per abuso di alcool.

Esecutivo, Di Maio: "Con Salvini si può fare un buon lavoro"

ROMA - Il leader del M5S Luigi Di Maio al Salone del Mobile di Milano: "Sono diverse settimane che siamo al lavoro per fare un Governo con il M5S al centro: ci stiamo lavorando dal 4 marzo. Ieri ho incontrato il professor Giacinto Della Cananea, cha ha ultimato il lavoro istruttorio e che ha gia' individuato i punti di contatto fra le forze politiche, ovvero fra noi e Lega e noi e PD. Di piu' non posso dire ma a breve renderemo pubblico il lavoro svolto".

Stato-Mafia, Berlusconi: "Assurdo accostare mio nome a mafia"

ROMA - "È assurdo e ridicolo il tentativo di accostare il mio nome alla vicenda Stato Mafia. Non abbiamo avuto nulla a che vedere con la mafia o i suoi rappresentanti, i miei governi hanno sempre contrastato fortissimamente la mafia". A dichiararlo il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi a Campobasso. "Credo che l'azione delle Forze dell'Ordine e della Magistratura, che abbiamo continuato a sospingere, abbia dato frutti e nel nostro governo la mafia ha trovato sempre un contrasto fortissimo", ha aggiunto.

"La promozione turistica della Valle d’Itria: presto una realtà condivisa"

LOCOROTONDO (BA) - Si è svolto a Locorotondo venerdì 20 aprile il nuovo incontro tra gli Assessori al Turismo dei sei Comuni della Valle d’Itria, che hanno deciso di coordinare la loro azione per promuovere e rendere quanto più fruibile un territorio tanto amato e ricercato dai turisti.
All’incontro erano presenti tutti: la padrona di casa Ermelinda Prete, Antonella Ivone di Alberobello, Antonello Laveneziana accompagnato dalla collega di Giunta Mariangela Leporale di Ceglie Messapica, Mario Saponaro di Cisternino, Stefano Coletta di Martina Franca, Vittorio Carparelli, assessore al Turismo di Ostuni.

Chiaro il percorso da seguire: innanzitutto un Protocollo d’Intesa che sancisca la volontà politica di unire le forze nel settore del turismo e della promozione culturale; uno strumento innovativo per  portare a conoscenza servizi ed iniziative, probabilmente un sito; un cartellone degli eventi condiviso, per migliorare l’offerta culturale di tutto il territorio e non disperdere risorse.

Su questo si è fatto il punto nella riunione di venerdì 20 aprile a Locorotondo. La volontà politica, ormai acclarata,  presto verrà ratificata nel Protocollo d’Intesa sul quale sono in corso le ultime modifiche prima di giungere a quello definitivo.

Per il sito ed il cartellone unico di eventi nelle prossime settimane ci saranno importanti novità.

«Stiamo lavorando molto bene e senza perdere tempo – ha dichiarato l’assessora alla Cultura e Turismo di Locorotondo dott.ssa Ermelinda Prete – abbiamo le idee chiare sull’obbiettivo da raggiungere ed anche gli strumenti si vanno definendo. Molto prima dell’avvio della stagione turistica potremo offrire i risultati concreti della nostra volontà politica».

Corea del Nord, arriva la svolta di Kim: "Stop ai test nucleari"

Al via nuova fase della storia. La Corea del Nord non effettuerà più test nucleari e missilistici, non ce n'è più bisogno". L'annuncio del leader del regime di Pyongyang, Kim Jong-un giunge a sorpresa, in vista dei due storici summit con il presidente sudcoreano Moon Jae-in, il prossimo 27 aprile, e con il presidente americano Donald Trump nelle settimane successive.

Kim parla al comitato centrale del Partito dei Lavoratori, e il suo intervento segna una vera e propria svolta: "Non c'è più bisogno di test nucleari o di test missilistici, e chiuderemo anche il sito nucleare nel nord del Paese", quello dove sono stati compiuti gli ultimi sei esperimenti atomici, ha promesso Kim rivolgendosi al partito a all'intero Paese. Ora - ha proseguito, secondo quanto riporta l'agenzia di stato nordcoreana Kcna - bisogna cogliere "l'opportunità storica" di un riavvicinamento con gli altri paesi e di un pieno riconoscimento della Corea del Nord da parte della comunità internazionale, concentrandosi - ha sottolineato il leader assoluto di Pyongyang - sulla ripresa economica. La speranza è quella che presto possano essere gradualmente ritirate le sanzioni.

Questa è una notizia molto buona per la Corea del Nord e per il mondo", ha twittato il miliardario dal suo resort della Florida, definendosi "ansioso" di incontrare Kim in occasione dello storico bilaterale in programma entro l'inizio di giugno.

Dimostrare la vera volontà di trattare, dopo le tante promesse infrante dalla sua dinastia, è proprio quello che la comunità internazionale ora chiede a Kim, scrive Repubblica. Sia il presidente del Sud Moon Jae-in, che lo incontrerà venerdì prossimo nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree, sia soprattutto Donald Trump, che ha sempre detto di aspettare passi concreti prima di immaginare qualsiasi tipo di accordo (o un alleggerimento delle sanzioni).

Nonostante l’entusiasmo del presidente Usa, alcuni esperti invitano alla cautela perché la mossa di Kim potrebbe essere tattica, cioè a dire volta a mettere sotto pressione l’amministrazione Usa affinché accetti i termini di un’intesa prima che la Corea del Nord rinunci concretamente al suo programma nucleare, sottolinea La Stampa.

Secondo il New York Times, gli analisti della regione sono profondamente divisi sulle motivazioni di Kim. Alcuni sostengono che il voglia solo usare i negoziati per guadagnare tempo e alleviare le sanzioni internazionali, senza mai rinunciare alle sue armi nucleari. Ma altri dicono che potrebbe essere pronto a rinunciare all'arsenale nucleare già disponibile se gli venissero forniti i giusti incentivi, come garanzie di sicurezza,  un trattato di pace e legami normalizzati con Washington, oltre all'aiuto economico di cui ha bisogno per ricostruire l'economia nordcoreana.

Anche Catherine Dill, ricercatrice associata presso il Middlebury Institute of International Studies di Monterey citata dal Guardian, ha sottolineato che la promessa di porre fine ai test missilistici e nucleari "non equivale allo smantellamento dei programmi nucleare e missilistico". "Forse indica che la Corea del Nord è abbastanza fiduciosa nei suoi programmi nucleari e missilistici per fermare i test mentre concede la prospettiva di uno smantellamento verificabile, un processo è che però è complesso e richiede molta più negoziazione e molta più fiducia di quanto non sia in questo momento. A questo punto, anche se sono ottimista, dobbiamo ricordare che la Corea del Nord può facilmente invertire la rotta"

Sul fronte cinese, il governo ha affidato a una nota la propria "soddisfazione" per la decisione di Kim.

Il Papa sulla tomba di don Tonino Bello, "Fu profeta di speranza"

(Repubblica.it)
di PIERO CHIMENTI - Il Papa, arrivato in Puglia, si è recato ad Alessano dove ha fatto visita alla tomba di Don Tonino Bello, dove dopo essere rimasto in preghiera ha posto un mazzo di fiori bianchi e gialli, dopodiché ha salutato i parenti di chi fu vescovo di Molfetta per recarsi nella piazza della cittadina leccese, dove è stato accolto da un bagno di folla che ha sventolato le bandierine al grido di 'Viva il Papa'.

"Il Mediterraneo, storico bacino di civiltà, non sia mai un arco di guerra teso, ma un'arca di pace accogliente". Lo ha detto papa Francesco, in visita in Puglia per celebrare i 25 anni della morte di don Tonino Bello.

Nel suo discorso ai fedeli ad Alessano, in Salento, paese natale del sacerdote, Bergoglio ha sottolineato che "se la guerra genera povertà, anche la povertà genera guerra. La pace, perciò, si costruisce a cominciare dalle case, dalle strade, dalle botteghe, là dove artigianalmente si plasma la comunione", ha aggiunto.

Di don Tonino Bello, papa Francesco ha evidenziato "il desiderio di una Chiesa per il mondo: non mondana, ma per il mondo". "Una Chiesa non mondana! - ha quindi ribadito - Che il Signore ci dia questa grazia: non mondana, ma al servizio del mondo". "Una Chiesa monda di autoreferenzialità ed 'estroversa, protesa, non avviluppata dentro di sé' - ha spiegato - non in attesa di ricevere, ma di prestare pronto soccorso; mai assopita nelle nostalgie del passato, ma accesa d'amore per l'oggi, sull'esempio di Dio, che 'ha tanto amato il mondo'".

"Cari fratelli e sorelle, in ogni epoca il Signore mette sul cammino della Chiesa dei testimoni che incarnano il buon annuncio di Pasqua, profeti di speranza per l'avvenire di tutti - ha concluso il suo discorso papa Francesco - Dalla vostra terra Dio ne ha fatto sorgere uno, come dono e profezia per i nostri tempi. E Dio desidera che il suo dono sia accolto, che la sua profezia sia attuata. Non accontentiamoci di annotare bei ricordi, non lasciamoci imbrigliare da nostalgie passate e neanche da chiacchiere oziose del presente o da paure per il futuro - ha aggiunto - Imitiamo don Tonino, lasciamoci trasportare dal suo giovane ardore cristiano, sentiamo il suo invito pressante a vivere il Vangelo senza sconti". "È un invito forte rivolto a ciascuno di noi e a noi come Chiesa. Ci aiuterà a spandere oggi la fragrante gioia del Vangelo", ha concluso il Papa.

Molfetta, 40mila persone per il Pontefice

di PIERO CHIMENTI - A Molfetta sul palco su cui il Pontefice è stata concelebrata la messa insieme a 60 vescovi, è stato impiantato un albero d'ulivo con ai lati due maxi-schermi per permettere ai fedeli di assistere al meglio alla funzione. Quarantamila persone sono presenti nella cittadina barese per salutare il Pontefice.

Francesco ha fatto tappa nella cittadina barese in papamobile. In mattinata il Pontefice ha reso omaggio ad Alessano, in provincia di Lecce, che ha dato i natali a don Tonino Bello di cui ricorre l'anniversario del 25° anno dalla sua morte.

(credits: Giua)
"Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un'ala soltanto. Possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche Tu abbia un'ala solo. L'altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che anche Tu non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo". Inizia così la preghiera di don Tonino Bello, musicata da Felice Spaccavento e cantata da lui e da Elvira Zaccagnini, cantata oggi a Molfetta in occasione della visita del Papa.

Spaccavento, primario di rianimazione all'ospedale di Corato, e Zaccagnini, che è stata con lo stesso don Tonino e con l'ex sindaco di Molfetta Guglielmo Minervini, una dei fondatori della casa editrice La Meridiana, sono due dei tanti ragazzi che quando erano poco più che ventenni seguivano il presule. Come 25 anni fa al passaggio del feretro di don Tonino, l'hanno cantata, insieme alle migliaia di molfettesi, alla fine della cerimonia

Berlusconi, "I Cinquestelle a Mediaset pulirebbero i cessi"

ROMA - "I 5 stelle sono un pericolo per il Paese, non sono un partito democratico. Sono il partito dei disoccupati. A Mediaset pulirebbero i cessi". Con queste dichiarazioni l'ex premier Silvio Berlusconi brucia tutti i ponti che Matteo Salvini costruisce tra il centrodestra e il Movimento 5 stelle e il leader del Carroccio risponde non nascondendo un certo fastidio: "C'è chi passa il proprio tempo a disfare" quanto messo in cantiere fino ad oggi. "Se qualcuno si tira fuori insultando e guardando a sinistra, tanti auguri. Io non voglio perdere altro tempo. Attendo le prossime ore, ma poi faremo passi avanti perché di tempo ne abbiamo perso anche troppo", ha dichiarato Salvini.

Governo, Giulia Grillo: "a Fi-Fdi chiesto 'non ostilità'"

(LaPresse)
ROMA - Termina con un sostanziale nulla di fatto il nuovo giro di consultazioni con il centrodestra e i Cinquestelle, il cui esito la presidente del Senato Casellati riferirà oggi al capo dello Stato.

"Ieri abbiamo chiarito che non pretendevamo che la Lega facesse un parricidio - ha dichiarato la capogruppo M5s alla Camera, Giulia Grillo ad Omnibus, su La7 -, ma almeno che stringesse un armistizio con Fi per una fase durante la quale fosse contemplabile un accordo tra noi e la Lega".

"In politica quando si parla di appoggio esterno si parla di voti per la fiducia; invece per noi questi voti non sono necessari perché M5s e Lega in quanto a numeri sono autosufficienti. Non si può insomma parlare di appoggio esterno ma, come diciamo noi, di "non ostilità" del M5s ad un appoggio" di Fi e Fdi ad un governo di programma tra M5s e Lega.

Giulia Grillo ad Agorà su La7 ha quindi ribadito: "Non è un appoggio esterno, perché quello sarebbe un appoggio necessario a far partire un governo: mentre noi abbiamo comunque i numeri". 

Alabama: giustiziato 83enne, detenuto più anziano

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - In Alabama, all'età di 83 anni, è stato giustiziato il detenuto più anziano da quando sono riprese le esecuzioni della pena capitale, negli anni '70. Walter Leroy Moody Jr è stato ucciso alle 20 e 42 ora locale (le 3 e 42 in Italia), con una iniezione letale, nella prigione di Atmore. Il detenuto era stato arrestato e condannato a morte nel 1989 per aver ucciso con una bomba il giudice federale Robert S. Vance di Birmingham, durante un periodo di forti azioni terroristiche nel sud degli Stati Uniti.

Avaria al motore dell’aereo: video choc dell’atterraggio di emergenza di un Airbus Delta Airlines

ROMA - Ancora problemi con il motore: dopo l'atterraggio di emergenza di un South West Airlines Boeing, ieri un Airbus della Delta Airlines ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza ad Atlanta. Uno dei motori era in fiamme. Un passeggero ha filmato l'incidente.

Dalle puntuali notizie di stampa gli ultimi episodi degli ultimi tre giorni, non sarebbero casi isolati.