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Salvini vs Renzi a Porta a Porta: 'hai inventato un governo sotto un fungo'

Salvini vs Renzi a Porta a Porta: 'hai inventato un governo sotto un fungo'

(ANSA)
Matteo vs Matteo a Porta a Porta. Si tratta, per chi non l'avesse ancora capito, dei due leader di Lega e Iv Renzi e Salvini. Prima scintilla sulle tasse sui premi in tv. "Io su quel premio in tv pagai le tasse, lei non so, magari Berlusconi le riservò un trattamento di favore", afferma il leader di Italia Viva nel corso del duello con il segretario della Lega,.

"E' 27 anni che fa politica, non ha portato a casa nulla, Salvini. Solo spot. La sua è la politica degli spot", attacca Renzi, rivolto a Salvini al quale dà del lei. Completo blu per entrambi, cravatta scura a tinta unita per il senatore fiorentino, scura con piccola fantasia per il capo leghista. Stavolta non ci sono le tradizionali poltrone della trasmissione, ma un banco semicircolare con il conduttore in mezzo.

Salvini, Renzi ha inventato un governo sotto un fungo - "L'ultimo sondaggio dà la Lega al 33%, il governo è nato per non far votare gli italiani sennò vince la Lega". Risponde così Salvini alla domanda perché abbia fatto cadere il governo. "Erano tre mesi che il M5S bloccava tutto, era un no alla Tav, alla Flat Tax, all'Autonomia, perfino alle Olimpiadi. Sto al governo se posso fare le cose - aggiunge - se Di Maio disfa di notte quel che faccio di giorno, non si può. Era un'agonia. Renzi si è inventato un governo sotto un fungo, vediamo quanto dura".  "Vedo che è' un reato andare in spiaggia con il figlio, a sinistra siete abituati a champagne e caviale a Montecarlo, io vado a Milano Marittima perché preferisco lasciare i soldi in Italia", afferma Salvini rispondendo a Renzi sul Papeete e le vacanze estive dell'allora ministro dell'Interno, ad agosto scorso. "Lui crea partiti dietro partiti, è un rottamatore non per altro... è stato al governo con il Pd per nove anni", aggiunge ironico.

Renzi a Salvini, colpo di sole del Papeete lo fa rosicare - "Il colpo di sole del Papeete che ha preso il collega Salvini lo fa rosicare ancora adesso: mai era accaduta una crisi in una dinamica istituzionale. Quando si vota lo decide la Costituzione, non il menù di un beach club". Afferma invece il leader di Italia Viva, nel corso del duello con il segretario federale della Lega a "Porta a Porta"."Ha fatto una cosa - aggiunge Renzi - che non aveva nè testa nè coda: allora o avevamo da seguire il diktat del Papeete o fare un'operazione di Palazzo, machiavellica, ma per l'interesse del Paese. Se avessimo votato allora avremmo avuto lo spread alle stelle. Con lui al governo era oltre 300, con noi a 98. Oggi siamo alla metà. Ora noi possiamo non aumentare l'Iva. Con lui il contrario. E io spero che l'Italia conti in Europa e non si fa sgomitando contro Merkel e Macron". "Non giudico le ferie delle persone - precisa poi il leader di Italia Viva - Ma avrei preferito che fosse andato in missione ai vertici europei. Le riunioni europee sono importanti: lei ha fatto sette vertici, partecipando solo a uno su sette. Ha votato al Senato l'1,3% delle volte. Stare in spiaggia con il figlio è legittimo ma se fai il ministro non vai nelle sagre di Paese. Dovrebbe andare al G7, non alla proloco".

Nazionale: 5-0 al Liechtenstein, 9 vittorie di fila per azzurri

Nazionale: 5-0 al Liechtenstein, 9 vittorie di fila per azzurri

(credits: Nazionale italiana calcio)
di STELLA DIBENEDETTO - Dopo aver staccato il biglietto per Euro 2020 con tre giornate d'anticipo, nonostante i numerosi cambi operati da Roberto Mancini, l'Italia non sbaglia battento il Liechtenstein 5-0. A Vaduz, gli azzurri centrano iol nono successo di fila ed eguagliano il primato appartenente a Pozzo, risalente a 80 anni fa. Dopo un primo tempo che si è concluso sull'1-0, nella ripresa arriva la goleada azzurra.

A sbloccare il match, dopo appena due minuti dal fischio d'inizio, è Federico Bernardeschi. Per tutta la prima frazione di gara, gli uomini di Mancini giocano e cercano il gol del raddoppio che, però, non arriva grazie anche ad un Liechtenstein, bravo a non scoprirsi. Nella ripresa il copione non cambia, ma l'Italia trova gli imput giusti per colpire gli avversari. Comincia così la lunga serie di gol azzurri che portano la firma di Belotti, autore di una doppietta, Romagnoli ed il subentrato El Shaarawy. Da registrare anche l'esordio assoluto per Di Lorenzo e Tonali.

Tanta soddisfazione per Roberto Mancini che, ai microfoni di Rai Sport, esprime la grande voglia di vincere con gli azzurri. "Ho avuto risposte positive" - ha dichiarato il C.T. che ha poi ammesso - "nel primo tempo non abbiamo fatto fatica. Non abbiamo trovato il secondo gol subito, ma è normale cambiando tanti giocatori. Nel complesso però sono soddisfatto. Certo, altre cose si possono migliorare ma il problema è che abbiamo giocato poco insieme". Infine, sul record di Pozzo eguagliato, ha detto: "Non mi interessa del record di vittorie consecutive, sarebbe più importante vincere due Mondiali e un'Olimpiade. Ma mi accontenterei dell'Europeo", conclude il ct.

Manovra, Conte: 'Quota 100? Rimane'

Manovra, Conte: 'Quota 100? Rimane'

ROMA - "Quota 100 rimane, è questo l'indirizzo politico". A puntualizzarlo il premier Giuseppe Conte intervenendo in un convegno del Cnr. Lo stesso presidente del Consiglio, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e i tecnici del Tesoro stanno hanno tenuto una riunione a Palazzo Chigi. All'incontro potrebbe partecipare anche il viceministro Antonio Misiani. Stasera prima, del Consiglio dei ministri sulla manovra, potrebbe esserci una riunione di maggioranza.

Il governo continua - dunque - a lavorare in vista del varo della manovra previsto per questa sera in un Consiglio dei ministri. Dopo le tensioni di ieri Italia Viva smorza i toni con Luigi Marattin che assicura: "Nessuna barricata su quota 100, abbiamo delle idee su come governare il Paese ed è giusto che vengano composte in maggioranza. Il diktat è sull'Iva, sul resto discutiamo tranquillamente, senza che ogni nostra idea sia vista come un ricatto, ma anche senza che sia vista come una ricerca di visibilità".

Agguato a Vieste, un uomo gambizzato. M5S: 'Episodio grave'

Agguato a Vieste, un uomo gambizzato. M5S: 'Episodio grave'


FOGGIA - Ieri sera in pieno centro a Vieste si è verificato l'ennesimo grave episodio di criminalità che ha terrorizzato cittadini e turisti inermi, in cui un uomo è rimasto ferito ad una gamba da un proiettile d’arma da fuoco sparato in un agguato.

"Se qualcuno si era illuso che la lotta alle mafia foggiane e garganiche stesse per essere vinta, quanto successo ieri ci ricorda che la strada è ancora lunga e che l'intensità del contrasto alle mafie e alla criminalità comune deve aumentare. Siamo vicini alla cittadinanza di Vieste, ancora una volta colpita dalla tracotanza e dalla ferocia cieca dei criminali. Le brillanti operazioni portate a termine negli ultimi mesi da magistratura e forze dell'ordine testimoniano che molto si sta facendo ma - come è evidente - tantissimo ancora c'è da fare per debellare questa cancrena mafiosa che opprime il Gargano e tutta la Provincia di Foggia. Lo scatto in avanti definitivo dell'opera di contrasto alle organizzazioni criminali potrà compiersi solo quando vi parteciperanno i cittadini, quando le persone oneste e perbene, che costituiscono la stragrande maggioranza, non si volteranno dall'altra parte per paura o indifferenza ma saranno pronte a denunciare. Oltre al prezioso lavoro delle Forze dell’ordine e della magistratura è necessario, infatti, che il contrasto alle mafie parta dal basso, dalla dimensione quotidiana e familiare, dalle scuole e dai luoghi di aggregazione. La cosiddetta “antimafia sociale” deve e può dare il suo prezioso contributo, su un percorso che sarà necessariamente lungo e tortuoso, in cui sarà fondamentale la partecipazione e il coinvolgimento di tutti". Lo dichiarano tutti i portavoce pentastellati della provincia di Foggia dopo la sparatoria di ieri a Vieste (Fg), in Corso L. Fazzini, nelle vicinanze della villa comunale e nel pieno centro della città.

Finti top manager truffano banche ed enti: 5 arresti a Roma

Finti top manager truffano banche ed enti: 5 arresti a Roma

ROMA - Si fingevano top manager per ottenere indebitamente prestiti e finanziamenti. Truffa, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico e sostituzione di persona: sono le accuse con cui i carabinieri del Comando provinciale di Roma, coordinati dalla procura, hanno arrestato cinque cittadini italiani.

Gli indagati riuscivano ad ottenere prestiti, finanziamenti, cessioni del quinto, ovvero modifica delle coordinate di accredito della pensione, attraverso l'appropriazione fraudolenta della documentazione Inps (Obsm, Cud e statini paga) appartenenti a top manager pensionati, ottenuti con la compiacenza di un dipendente Inps e attraverso il reperimento dei dati reali dei documenti di identità ricercati e comunicati da un complice, dipendente del Comune di Roma (VIII Municipio), tramite accertamenti anagrafici, al fine di riprodurre falsamente Carte d'identità e Codici Fiscali sui quali venivano apposte le foto dei pensionati reperite dal web o corrispondenti a quelle degli indagati.

Al termine dell'indagine cinque cittadini italiani sono finiti in manette, uno in carcere e 4 ai domiciliari.

Ong a Taranto, Fitto: 'Siamo passati da porti chiusi a Italia aperta'

Ong a Taranto, Fitto: 'Siamo passati da porti chiusi a Italia aperta'

ROMA - “Nelle prossime ore 176 migranti soccorsi dalla ONG Ocean Viking sbarcheranno a Taranto. Lampedusa è ormai al collasso e il Governo Rosso-Giallo ha ‘aperto un altro porto’, quello pugliese. Siamo passati da porti chiusi a Italia aperta". Così in una nota il co-presidente del gruppo europeo ECR-FdI, on. Raffaele Fitto

“Un massiccio arrivo di extracomunitari, che rimangono tutti sul nostro territorio, è la conferma di quanto avevamo già denunciato: l’Accordo di Malta è un bluff, il ministro dell’Interno Lamorgese dopo i proclami per far credere agli italiani che il problema fosse risolto con la redistribuzione tra tutti i Paesi europei, come primo atto autorizza lo sbarco di una ONG nel porto di Taranto.

“La verità - aggiunge Fitto - è che l’Europa era e resta indifferente e lascia all’Italia il peso dell’accoglienza e gestione dei flussi migratori. Come sempre è accaduto e accade quando al Governo c’è la Sinistra”.

Hagibis devasta il Giappone: oltre 70 morti

Hagibis devasta il Giappone: oltre 70 morti

(ANSA/EPA)
TOKYO - Morte e devastazione in Giappone al passaggio di Hagibis. E' di 70 morti il bilancio di distruzione del super tifone che ha colpito il paese centro orientale nel corso del fine settimana. L'ultimo bollettino dell'emittente Nhk include almeno 16 dispersi ed è destinato ad aumentare nel corso dei prossimi giorni, come riferiscono le autorità governative.

Proseguono senza sosta le ricerche su un'area che appare paralizzata dopo il verificarsi di almeno 146 frane in 19 prefetture, secondo le rilevazioni del ministero delle Infrastrutture. Gli argini di 47 fiumi hanno ceduto in 66 diverse località, e le dimensioni del disastro rimangono ancora difficili da quantificare per via dell'alto livello dell'acqua che rende impraticabile l'accesso alle zone rurali del Paese.

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Popoli e populismi

Popoli e populismi

di ALFREDO DE GIUSEPPE - Le recenti vicissitudini della politica italiana, inclusa la pazza crisi dell’estate 2019, hanno riproposto il tema della democrazia diretta. Il M5S, per decidere se fare o meno il nuovo governo è ricorso alla piattaforma di famiglia, chiamata Rousseau. Il popolo 5 Stelle, circa 70 mila persone, ha votato per il si, seguendo peraltro le indicazioni del fondatore Beppe Grillo e del capo politico, Luigi Di Maio.

Le polemiche intorno all’uso strumentale di tale votazione via internet, senza alcun controllo reale della piattaforma gestita in modo padronale da Davide Casaleggio, sembrano al momento superate da un semplice ragionamento: gli altri partiti hanno le segreterie e gli organi eletti, noi abbiamo il voto on-line. Punto. In sostanza il Movimento rivendica una propria autonomia decisionale, originale rispetto ai partiti nati nel Novecento, ma non meno autorevole. Anzi, l’imprimatur del voto digitale intorno alle decisioni più importanti consegna agli eletti maggiore responsabilità e consapevolezza del ruolo.

Ma è proprio così? Senza andare agli studi di Montesquieu, partiamo dall’idea del referendum partorita dai costituenti italiani. La consultazione popolare sull’abrogazione delle leggi approvate dal Parlamento è un istituto ben disciplinato e alquanto complesso, per un semplice motivo: i legislatori erano ben coscienti di quanto la volontà popolare potesse essere facilmente orientabile e quanto potesse pesare l’emotività del momento. Di fronte a un omicidio particolarmente efferato, un referendum immediato sulla pena di morte avrebbe un esito scontato: impiccagione subito, nella pubblica piazza. Il raziocinio, il parlamentarismo, la mediazione dei rappresentanti eletti impone invece altri percorsi, spesso più meditati e più virtuosi.

Diciamolo apertamente: su questioni squisitamente tecniche è molto difficile che una larga parte della popolazione abbia le giuste competenze; su questioni costituzionali o di principi base, si voterebbe in funzione degli avvenimenti più prossimi, senza avere lo sguardo lungo che una carta costituzionale dovrebbe avere. Ben chiari erano questi concetti ai padri costituenti, tant’è vero che il primo referendum italiano, quello sulla scelta fra Monarchia e Repubblica, ebbe risultati assolutamente diversi fra Nord e Sud.

Quest’ultimo, vittima ancora più inconsapevole della propaganda fascista, invischiato in concezioni medievali della società, votò massicciamente per la Monarchia, che pure aveva perso la guerra, appoggiato la chiusura sostanziale del parlamento, controfirmato tutte le leggi totalitarie, imperialiste e razziste dei governi mussoliniani, che aveva lasciato Roma in tutta fretta al momento della battaglia. Da una veloce ricerca che ho fatto in questi giorni, ho potuto accertare che nella provincia di Lecce la Repubblica ottenne in quel 1946 solo il 15% dei voti. Nel Sud Salento addirittura la Monarchia stravinse con circa l’88% dei votanti.

Il Sud era stato liberato dagli alleati con una certa facilità, mentre al Nord dal 1943 al ‘45 era stata combattuta una vera e propria guerra civile: da una parte i Partigiani con gli Alleati e dall’altra i Repubblichini di Salò insieme alle truppe tedesche di Hitler. Al Nord nasceva una vera consapevolezza della liberazione, mentre il Sud assorbiva agnosticamente un altro esercito vincitore (tranne rare e casuali eccezioni). Al Nord erano nate le cooperative e le lotte sindacali, mentre al Sud era ancora dominante il sistema latifondista. Pochi ricchi possidenti avevano a disposizione una pletora di poveri disgraziati, senza cultura, senza assistenza e senza denaro. Nessuno osava parlare di cambiamenti, meno che mai l’altro pezzo di potere, la Chiesa cattolica, che per poter sopravvivere aveva ceduto su quasi tutti i principi ispiratori del suo fondatore.

Per la prima volta votavano tutti, uomini e donne, bastava avere 21 anni, senza distinzioni. Finalmente il suffragio universale, si potrebbe esclamare. Eppure le forze della conservazione, quelle del timore del futuro, formavano nel nostro Sud la stragrande maggioranza. Il popolo votava, ma il popolo non aveva gli strumenti per scegliere. Era anzi esso stesso semplice strumento in mano ai potenti di turno, fossero politici o possidenti. Insomma la storia ci insegna che la democrazia diretta è molto pericolosa. La democrazia parlamentare è invece più complessa e tortuosa, mediata da cittadini eletti, forse ambiziosi ed egocentrici, non sempre di specchiata moralità, ma certamente meno impulsiva e prepotente. In ogni caso analizzata da grandi studiosi del diritto con pesi e contrappesi, organi deliberanti e altri di controllo.

Ed ecco perché alcune ipotesi di riforma avanzate in questi anni basati sulla raccolta del facile consenso, mi lasciano molto perplesso. La riduzione dei Parlamentari, l’introduzione del vincolo di mandato e la modifica dell’istituto referendario sono tre scenari allucinanti che portano direttamente verso una forma dittatoriale mascherata da democrazia dal basso, da pieni poteri a una piccola schiera di votanti (del web) Brevemente: la riduzione dei parlamentari, venduta come la risposta agli sprechi di questi ultimi decenni, significa invece un maggiore controllo delle segreterie su un numero sempre più basso di uomini e donne, eletti al di là di ogni logica territoriale; il vincolo di mandato conferisce ufficialmente al parlamentare eletto lo status di marionetta, non potendo esso stesso mai esprimere dissenso rispetto a quanto espresso dal partito/movimento (magari con un unico capo/guru/bello/carismatico).

La possibilità di poter votare senza un quorum per proporre nuove leggi, e non solo per abrogarle, svuota di fatto la funzione parlamentare, che invece deve essere libera e svincolata da forzature minoritarie. Come esempio valgano i referendum di alcune regioni del Nord sulla maggiore autonomia. Era scontato che quei cittadini chiedessero maggiore autonomia, senza calcolare fino in fondo i danni collaterali di tale decisione. Il Parlamento su questo tema, giustamente, tentenna, perché ha avuto modo di analizzare con maggiore attenzione tutte le problematiche, tutte le spaccature che una tale decisione porta in sé. Se usciamo per un attimo da questo volgare tempo di discussioni con annessi “like”, potremmo vedere con chiarezza i rischi di una democrazia diretta, senza intermediazioni, senza filtri e senza approfondimenti. Si può riformare molto (anche la Costituzione) e tutto è modificabile nella storia dell’uomo, ma la direzione del cambiamento e le sue modalità non sono cose secondarie.

* regista, imprenditore

Ocean Viking: 176 migranti sbarcheranno a Taranto

Ocean Viking: 176 migranti sbarcheranno a Taranto


ROMA - Sbarcheranno a Taranto i 176 migranti soccorsi dalla Ocean Viking in due distinte operazioni al largo della Libia. Il Viminale, secondo quanto si apprende, ha assegnato alla nave di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere il porto jonico.

Cavalli ricoverato in ospedale: 'Niente di male ma sono nervoso'

Cavalli ricoverato in ospedale: 'Niente di male ma sono nervoso'

MILANO - "Sono all'ospedale di Milano, niente di male, ma sono comunque nervoso, sono solo molto fortunato ad avere vicino a me la mia adorabile Sandra e i miei angeli Cristiana e Rachele. Ora mi aspetto molte belle parole da tutte le persone che mi amano in tutto il mondo e ho dimenticato di inviare milioni di baci a tutti i miei più cari amici, questa è la mia più grande ricchezza". A scriverlo in un post Facebook lo stilista Roberto Cavalli per informare i suoi amici del suo stato di salute e del ricovero.

Nella foto postata, lo stilista toscano mostra in primo piano di avere un tubo medicale nelle narici. Si stringe a lui la giovane fidanzata, Sandra Nilsson, ex coniglietta di Playboy, che fa coppia fissa con lo stilista fiorentino da qualche anno. Cristiana e Rachele sono le figlie di Cavalli.

Crolla Orban: 11 capoluoghi all'opposizione

Crolla Orban: 11 capoluoghi all'opposizione


di PIERO CHIMENTI - Orban esce ridimensionato dalle amministrative, perdendo 11 dei 23 capoluoghi, tra cui Budapest, dalla coalizione dell'opposizione, che nella capitale guidata da Gergely Karacsony ha ottenuto il 50,86%. Orban col suo Fidesz ha ammesso la sconfitta, ma ha sottolineato di avere la maggioranza del Paese.

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Fatture false: evasi 100 milioni nel Romano

Fatture false: evasi 100 milioni nel Romano


ROMA - Sono oltre 100 i milioni di evasione fiscale realizzati attraverso fatture false. Ad accertarlo gli uomini del Nucleo di polizia Valutaria della Guardia di Finanza nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura di Roma. In tutto 21 le misure interdittive emesse mentre sono in corso sequestri preventivi di beni nelle province di Roma e Latina per un valore di circa 20 milioni.

Blitz anticamorra ad Avellino, 23 arresti

Blitz anticamorra ad Avellino, 23 arresti

AVELLINO - Scacco alla camorra ad Avellino dove, dalle prime ore del mattino, i carabinieri stanno eseguendo 23 misure cautelari chieste e ottenute dalla DDA di Napoli. 23 in tutto gli arresti, che riguardano presunti affiliati al "nuovo clan Partenio", che gestisce gli affari illeciti tra Avellino e altri comuni della provincia.

Gli inquirenti ipotizzano nei confronti degli arrestati i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, usura, estorsione, detenzione di armi ed altro. L'operazione, che vede impegnati 250 militari dell'Arma, convenzionalmente denominata "Partenio 2.0", è scattata dopo alcuni allarmanti episodi verificatisi recentemente.

Manovra: 3 miliardi per il taglio del cuneo

Manovra: 3 miliardi per il taglio del cuneo

ROMA - Da una vigilia di liti e dietrofront, precedente l'arrivo in Consiglio dei ministri della manovra, con il documento programmatico di bilancio da inviare all'Ue e il decreto fiscale, nascono le due più importanti novità sulla legge di bilancio.

Tre miliardi di taglio delle tasse sul lavoro nel 2020 e l'ingresso in manovra di un fondo per la famiglia, ovvero due ipotesi che mirano a rendere il testo "più ambizioso", ma anche a ridurre gli attriti tra i partiti. Sottotraccia duellano M5s e Pd proprio sul taglio del cuneo.

A scontrarsi Italia Viva e M5s sulla proposta di Matteo Renzi di abolire quota 100, che secondo Luigi Di Maio è inaccettabile.

Mancano però le coperture. Si ipotizza di ricavare, ad esempio, circa 400 milioni dai giochi e una cifra più bassa dalla revisione al rialzo delle accise sui tabacchi. Ma poiché quest'ultimo intervento potrebbe far aumentare il prezzo delle sigarette, la scelta viene lasciata ai partiti.

Siria, Merkel a Erdogan: 'Fermati'

Siria, Merkel a Erdogan: 'Fermati'

(ANSA)
Ancora sangue in Siria. I raid turchi sulla città di Ras al-Ain hanno colpito un convoglio sul quale viaggiavano giornalisti stranieri. A riferirlo i media locali. Ci sono dei feriti. Intanto la cancelliera tedesca Angela Merkel, in una telefonata avuta oggi con il leader turco, ha chiesto al presidente Recep Tayyip Erdogan di fermare l'offensiva nel nord-est della Siria. Lo riferisce l'agenzia Dpa citando una portavoce governativa.

La cancelliera si è pronunciata per "un'immediata fine dell'operazione militare", ha detto la portavoce. L'agenzia aggiunge che a prescindere dai giustificati interessi della Turchia, l'azione rischia di destabilizzare la regione e rafforzare l'Isis.

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Polemica per il rapper De Martino alla Sagra del calzone

Polemica per il rapper De Martino alla Sagra del calzone

di PIERO CHIMENTI - Non sembrano placarsi le polemiche per la partecipazione del rapper siciliano De Martino, noto cantante neomelodico napoletano, alla sagra del calzone di Acquaviva delle Fonti.

Il sindaco, appresa la notizia, ha deciso di non erogare il contributo comunale all'organizzazione promotrice dell'evento, obbligandola a far togliere dalla scaletta del cantante due canzoni che fanno riferimenti espliciti alla mafia e violenza criminale e concedendo il patrocinio gratuito se verrà diffuso in piazza prima del concerto un video messaggio sulla lotta alla mafia.

Siria: attivista diritti donne tra civili uccisi

Siria: attivista diritti donne tra civili uccisi

L'attacco turco nel nord-Est della Siria ha provocato 14 vittime tra i civili, di cui una attivista per i diritti delle donne. Secondo quanto riferisce il Guardian, Hevrin Khalaf, 35 anni, segretaria generale del Partito Futuro siriano, e il suo autista, sono stati assassinati a colpi di arma da fuoco su un'autostrada dopo essere stati prelevati dalle loro auto da milizie sostenute dalla Turchia, riferiscono le forze curde.

Fra le vittime cinque persone che si trovavano su un'auto sulla quale hanno sparato le milizie filo-turche. Lo afferma l'Osservatorio siriano per i diritti umani.

L'attacco delle forze di Ankara ha costretto 130 mila persone a fuggire dalle proprie case, ma il numero potrebbe triplicare molto presto.

3bmeteo: “L'autunno entra nel vivo: tra lunedì sera e martedì piogge e temporali anche forti al Centro-Nord”

3bmeteo: “L'autunno entra nel vivo: tra lunedì sera e martedì piogge e temporali anche forti al Centro-Nord”


ROMA – “Il campo di alta pressione posizionatosi da ormai diversi giorni sul Mediterraneo e che ha favorito un'altra fase di tempo complessivamente stabile e piuttosto mite, andrà rapidamente indebolendosi già dalle prossime ore per l'arrivo di masse d'aria più umide ed instabili di origine atlantica” – spiega il meteorologo di 3bmeteo.com Andrea Vuolo che aggiunge – “ci attende infatti un inizio di settimana piuttosto movimentato sull'Italia per l'arrivo di un primo fronte perturbato che determinerà il transito di piogge, rovesci e temporali localmente di forte intensità soprattutto sulle regioni centro-settentrionali del nostro Paese, segnatamente tra la fine di lunedì e nella giornata di martedì. Sarà un lunedì già piuttosto nuvoloso tra Piemonte, Liguria, Toscana e Lombardia centro-occidentale; soleggiato altrove ma con banchi di nebbia e nubi basse tra Triveneto, Emilia-Romagna, valli del Centro e medio versante adriatico (coste comprese), ma in graduale dissolvimento già in mattinata; tra pomeriggio e sera prime deboli piogge attese tra Liguria, basso Piemonte, alta Toscana e Ovest Lombardia, con temporali nella notte in particolare tra Savonese e Genovesato dove i fenomeni risulteranno anche di forte intensità. Martedì maltempo al Nordovest, con piogge e rovesci su Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria (qui anche con temporali piuttosto intensi specie sulle aree costiere), alta Toscana e Lombardia centro-occidentale, in estensione entro sera anche su Triveneto, Emilia-Romagna, sul resto della Toscana, Umbria, Lazio, Sardegna centro-settentrionale, alte Marche e nord Campania; attesi temporali piuttosto intensi sulle coste delle regioni centrali tirreniche. Nuvolosità irregolare e schiarite sulle restanti regioni, ma ancora in un contesto stabile e senza precipitazioni. Mercoledì residue piogge all'estremo Nord-Est e su basso Tirreno, migliora altrove con schiarite specie dal pomeriggio ma clima più fresco pressoché ovunque.”

TEMPERATURE IN GRADUALE DIMINUZIONE SU GRAN PARTE DEL PAESE – “L'arrivo di masse d'aria di origine atlantica causerà anche un graduale calo delle temperature al Nord Italia e sul versante tirrenico già da lunedì, ancora in temporaneo aumento sul versante adriatico e all'estremo Sud a causa dei venti di Libeccio richiamati dalla perturbazione in arrivo dall'Europa occidentale” – aggiunge Vuolo di 3bmeteo.com – “le massime scenderanno generalmente sotto i 16/20°C al Centro-Nord da martedì in poi, mentre rimarranno ancora comprese tra 21/26°C su medio-basso adriatico e Sud (Isole maggiori comprese), dove il calo termico avrà inizio soprattutto da mercoledì-giovedì”.

TENDENZA SECONDA PARTE DELLA SETTIMANA – “Secondo gli ultimi aggiornamenti anche la seconda parte di settimana potrebbe essere caratterizzata da una certa dinamicità dopo il miglioramento atteso tra mercoledì e giovedì, con un secondo fronte perturbato che dal Nord Europa raggiungerà l'Italia favorendo nuove piogge e rovesci soprattutto al Centro-Nord sul finire della settimana, con nevicate sulle Alpi a quote di alta montagna. Rimane comunque ancora una tendenza che dovrà essere confermata – o meno – nei prossimi giorni” – conclude il meteorologo Andrea Vuolo di 3bmeteo.com.

Ocean Viking soccorre 74 migranti

Ocean Viking soccorre 74 migranti


ROMA - Proseguono i salvataggi delle ong dinanzi alla costa della Libia. La Ocean Viking, nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, ha soccorso 74 migranti - tra di loro sei minori - che si trovavano su un gommone in difficoltà a circa 50 miglia dalle coste libiche. "Esausti dal pericoloso viaggio, sembrano tutti in condizioni stabili" ha reso noto Msf in un tweet.

Morti bianche, Mattarella: 'La sicurezza dei lavoratori è una priorità sociale'

Morti bianche, Mattarella: 'La sicurezza dei lavoratori è una priorità sociale'

PALERMO - "La sicurezza di chi lavora è una priorità sociale ed è uno dei fattori più rilevanti per la qualità della nostra convivenza. Non possiamo accettare passivamente le tragedie che continuiamo ad avere di fronte. Le istituzioni e la comunità nel suo insieme devono saper reagire con determinazione e responsabilità". Lo ha detto in un messaggio il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, contenuto in un telegramma inviato per la 69/ma edizione della Giornata per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro che si svolge oggi a Palermo.

"Sono stati compiuti importanti passi in avanti nella legislazione, nella coscienza comune, nell'organizzazione stessa del lavoro. Ma tanto resta da fare per colmare lacune, per contrastare inerzie e illegalità, per sconfiggere opportunismi", dichiara il presidente della Repubblica.

Serve "un'azione continua, rigorosa, di prevenzione. L'applicazione e il rispetto delle norme va accompagnata a una corretta attività di vigilanza cui devono essere assicurate le risorse necessarie", aggiunge Mattarella.

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