Anac, Altieri ritira la candidatura dopo le polemiche: il governo dovrà indicare un nuovo presidente
La disponibilità dell’ex deputato leghista era durata poco più di 24 ore. La decisione dopo il confronto con Meloni, Salvini e Tajani. Le opposizioni contestavano la sua indipendenza e i requisiti previsti dalla legge.
È durata poco più di 24 ore la designazione di Trifone “Nuccio” Altieri alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). L’ex deputato ha deciso di ritirare la propria disponibilità dopo una giornata di forti tensioni politiche, con le opposizioni contrarie alla nomina e il governo impegnato a difenderne la legittimità.
«Pur possedendo i requisiti e le competenze necessari per ricoprire l’incarico, dopo essermi confrontato con il presidente Meloni e i vicepresidenti Salvini e Tajani, ho deciso, per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale, di ritirare la mia disponibilità», ha dichiarato Altieri. L’ex parlamentare si è detto «dispiaciuto per gli attacchi mediatici e le polemiche» che hanno accompagnato la vicenda, rivendicando il proprio percorso professionale e l’esperienza maturata in importanti realtà istituzionali e industriali.
La scelta arriva al termine di uno scontro tra maggioranza e opposizioni. Il governo aveva sostenuto di aver agito nell’ambito delle proprie competenze e di aver informato preventivamente Pd e Movimento 5 Stelle, senza ricevere contrarietà o riserve. I partiti di centrosinistra, invece, avevano contestato l'opportunità della designazione, chiedendo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di ritirarla.
Il caso politico e il ruolo nella Lega
Il Consiglio dei ministri dovrà ora avviare una nuova procedura per individuare il successore di Giuseppe Busia, attuale presidente dell’Anac. La designazione di Altieri era stata una delle due nomine deliberate dal Cdm, insieme a quella del deputato leghista Giulio Centemero a commissario della Consob, anch’essa contestata dal centrosinistra.
Altieri, pugliese, è entrato nella Lega nel 2017, dopo essere stato eletto alla Camera con Forza Italia e aver avuto precedenti esperienze in Conservatori e Riformisti e Direzione Italia. Il 18 settembre 2024 Matteo Salvini gli aveva affidato il ruolo di responsabile del dipartimento Difesa del partito.
La Lega ha tuttavia precisato che Altieri non ha mai effettivamente ricoperto quell'incarico, avendo comunicato subito la propria indisponibilità perché già componente del consiglio di amministrazione di Leonardo. La revoca della delibera di conferimento era stata formalizzata dal coordinatore dei dipartimenti, Armando Siri, con una lettera del 27 settembre 2024.
Cosa prevede la legge
Al centro delle contestazioni delle opposizioni c’è anche il decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009. Il terzo comma dell’articolo 13 stabilisce che il presidente e i componenti dell’Autorità non possono essere scelti tra persone che ricoprono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici e organizzazioni sindacali, né tra coloro che abbiano ricoperto tali incarichi nei tre anni precedenti la nomina. La norma prevede inoltre che non debbano sussistere interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni dell’Autorità.
La richiesta delle opposizioni
I capigruppo di Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, +Europa e Azione avevano inviato una lettera a Meloni chiedendo di fare un passo indietro e di avviare «un confronto istituzionale trasparente» per individuare una figura di alto profilo.
Secondo i firmatari, l’Anac non può essere considerata «un’estensione dell’esecutivo, né un terreno di spartizione politica delle forze di maggioranza». Alla guida dell’Autorità, hanno sostenuto, serve una personalità caratterizzata da indipendenza dai partiti, terzietà e competenze specifiche nel contrasto alla corruzione e nella vigilanza sui contratti pubblici.
Per le opposizioni, la scelta di un profilo proveniente dai ranghi della politica e della maggioranza avrebbe compromesso la credibilità e l’autonomia dell’organismo, chiamato a garantire trasparenza e legalità nella gestione degli appalti e dei fondi pubblici.
