Andria, l’ultimo saluto a Laura: il dolore dei genitori e l’omelia del vescovo Mansi
ANDRIA - Una giornata di dolore e commozione per Andria, che ha dato l’ultimo saluto a Laura, la 32enne sergente del Corpo militare della Croce Rossa Italiana, morta in missione all’estero insieme ad altri tre compagni nello schianto dell’elicottero sul quale viaggiava per un’attività di addestramento in Bosnia Erzegovina.
Davanti al feretro, il saluto del papà, sull’attenti, e quello straziante della mamma, che tra le lacrime ha chiesto alla figlia di volare alto. Immagini che raccontano un dolore difficile persino da descrivere e che resteranno impresse nella memoria della comunità.
A celebrare i funerali, nella basilica della Madonna dei Miracoli, è stato il vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, che nell’omelia ha definito Laura «un’anima bella e buona», ricordando che la morte non è l’ultima parola e che la promessa della resurrezione rappresenta la roccia su cui fondare la consolazione.
Richiamando il Vangelo di Luca e l’immagine dei servi con i fianchi cinti e le lampade accese, il vescovo ha accostato la vita di Laura a quella del servo vigilante, sempre pronto ad accogliere il ritorno del Signore. Una giovane donna che, ha sottolineato, non ha sprecato la propria esistenza nell’egoismo e nell’indifferenza, ma l'ha vissuta all'insegna del volontariato, della premura verso il prossimo e della disponibilità a servire.
«Quando la morte è arrivata, l'ha trovata con la veste del servizio stretta ai fianchi e la lampada della carità accesa», ha ricordato monsignor Mansi.
Il sacrificio di Laura, ha aggiunto, richiama tutti al valore prezioso e fragile della pace, che non può mai essere considerata una conquista scontata, ma un cantiere sempre aperto, alimentato dalla dedizione, dallo spirito di abnegazione e, talvolta, dal dono della propria vita.
La sua eredità, ha concluso il vescovo, è un invito a non voltarsi dall'altra parte davanti ai bisogni degli altri, ma a diventare ogni giorno costruttori di pace, solidarietà e fraternità. Un messaggio che accompagna l'ultimo saluto a Laura e il dolore di una città che non la dimenticherà.
