Oncologico di Bari, FdI: «Senza PET e brachiterapia, pazienti costretti a curarsi fuori regione»
I consiglieri regionali di Fratelli d'Italia denunciano la carenza di prestazioni all'IRCCS Giovanni Paolo II e chiedono un'audizione urgente in Commissione Sanità.
BARI – Non solo l'assenza della PET e di un reparto di Medicina Nucleare pienamente operativo, ma anche la mancanza della brachiterapia, con pazienti oncologiche costrette a spostarsi in altre strutture pugliesi e persino fuori regione per ricevere prestazioni considerate indispensabili. È quanto denunciano i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia in una nota congiunta, tornando sulle criticità dell'Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari.
«Sarà sicuramente all'avanguardia come ricerca scientifica, ma sul piano del ricovero e della cura iniziamo ad avere seri dubbi», affermano gli esponenti di FdI, precisando che le criticità segnalate non riguardano la professionalità degli operatori sanitari, ma l'organizzazione e i servizi offerti dalla struttura.
Dopo il sopralluogo effettuato nei giorni scorsi dal presidente del gruppo regionale Paolo Pagliaro, Fratelli d'Italia aveva già denunciato l'assenza di una PET e di un reparto di Medicina Nucleare effettivamente operativo. Secondo i consiglieri, i pazienti oncologici in cura all'istituto sono costretti a rivolgersi al Policlinico di Bari, dove devono fare i conti con le liste d'attesa, oppure a strutture fuori regione. Una situazione che, secondo FdI, risulta ancora più grave alla luce dei 26 milioni di euro stanziati e non utilizzati.
I consiglieri sollevano inoltre interrogativi su una convenzione tra l'Oncologico e il Policlinico che prevederebbe la presenza di medici universitari nell'istituto per effettuare prestazioni sanitarie che, secondo il gruppo, dovrebbero poter essere garantite anche dal personale dell'IRCCS.
La nuova segnalazione riguarda la brachiterapia, trattamento utilizzato in particolare in ambito oncologico ginecologico. Secondo quanto riferito a FdI da alcune pazienti, la prestazione non sarebbe disponibile presso l'istituto barese, costringendo le donne a rivolgersi a strutture di Taranto, Lecce, San Giovanni Rotondo, Rionero in Vulture, Roma e Milano.
«Anche in questo caso, come per la PET, pare vi fosse un progetto che poi, misteriosamente, non ha avuto alcun seguito», sostengono i consiglieri regionali, che chiedono chiarimenti sulle ragioni del mancato potenziamento dei servizi.
Nel comunicato viene anche sollevato il dubbio sull'esistenza di interessi che ostacolerebbero la crescita dell'Oncologico barese, a discapito dei pazienti costretti a spostarsi per effettuare esami e trattamenti.
Fratelli d'Italia chiede quindi al presidente della Commissione Sanità, Felice Spaccavento, di convocare immediatamente l'audizione già richiesta, affinché l'assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, possa fornire chiarimenti sulle criticità denunciate.
«I malati di tumore pugliesi meritano di essere curati in Puglia nel migliore degli Istituti Tumori», concludono i consiglieri regionali.
