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L'Etna si scuote alla vigilia di Natale

(ANSA)
di NICOLA ZUCCARO - Boati e scosse sismiche avvertite nella Provincia di Catania sin dalla prima mattinata di lunedì 24 dicembre 2018 per una frattura rilevata all'interno del Vulcano Etna. E' la prima diagnosi riscontrata dall'Unità di Crisi che in queste ore sta costantemente monitorando presso lo scalo aereo di Catania l'evolversi della lunga scia di fumo levatasi dai rispettivi Monti e per quella che, sia pure impropriamente, è stata già definita l'eruzione della Vigilia di Natale.

Paura a Catania: due forti scosse di terremoto

CATANIA - Trema la Sicilia alla vigilia di Natale. Una scossa di terremoto di magnitudo 4 è stata registrata alle 13,08 a Catania a 2,1 chilometri di profondità. Poco prima un'altra scossa, di magnitudo 3,9, era stata localizzata a un chilometro di profondità sull'Etna. Non si registrano al momento danni alle persone o alle cose.

E' strage in Indonesia: almeno 373 vittime e 1400 feriti

GIACARTA - Salgono a 373 le vittime del terribile che ha devastato le spiagge attorno allo stretto della Sonda, che separa le isole di Giava e Sumatra, in Indonesia. Ai morti si aggiungono i dispersi, oltre 60 dispersi e i mille feriti: il numero delle vittime "crescerà sicuramente", ha ammonito il presidente indonesiano Joko Widodo, mentre i soccorritori sottolineano che molte delle aree colpite non sono state ancora raggiunte.

"Al momento, non ci risultano vittime tra gli stranieri, tantomeno australiani", ha dichiarato il premier australiano Scott Morrison, mentre l'Unità di crisi della Farnesina e l'ambasciata d'Italia a Giacarta "sono attive per prestare ogni assistenza necessaria ai connazionali sul posto". La massa d'acqua ha distrutto decine di abitazioni e danneggiato "seriamente" 9 hotel.

Le immagini choc che hanno fatto il giro del mondo mostrano l'onda devastante che si abbatte sul palco dove la band rock dei Seventeen stava suonando per l'evento: il bassista è rimasto ucciso insieme al manager, altri 4 componenti del gruppo risultano tra i dispersi.

I morti accertati sinora durante l'evento sono 23. "L'acqua ha spazzato via il palco, che era molto vicino al mare", sostiene la band in un comunicato citato da Cnn Indonesia. "Abbiamo perso i nostri cari, incluso il bassista e il manager, gli altri sono dispersi". Le autorità indonesiane hanno diramato una allerta invitando gli abitanti dell'area a "stare lontani dalle spiagge".

Possibile secondo gli studiosi un secondo forte tsunami nelle prossime ore.

Manovra, Cgil-Cisl-Uil: "Pessima e recessiva, pronti a manifestare"

ROMA - "Una Legge di Bilancio sbagliata, miope, recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale . Per rispondere ad una impostazione di politica economica assolutamente sbagliata e che non recepisce le richieste della piattaforma unitaria, Cgil, Cisl e Uil sono pronte alla mobilitazione unitaria che culminerà con una grande manifestazioni nazionale a Gennaio ". A renderlo noto Cgil, Cisl e Uil che in una nota unitaria stroncano duramente il maxi-emendamento approvato questa notte con voto di fiducia al Senato che "per le modalità della sua approvazione, rappresenta una grave lesione alla democrazia parlamentare".

23 dicembre 1984, 34 anni fa la Strage sul Rapido 904

di NICOLA ZUCCARO - Erano da poco passate le 19.08 del 23 dicembre 1984 quando, in quella che avrebbe dovuto essere una festosa domenica di antivigilia natalizia (come quest'oggi, a 34 anni distanza) lungo la Grande galleria dell'Appennino, e poco dopo la Stazione del Vernio (a 10 anni di distanza dalla Strage sul Treno Italicus), un ordigno esplose al passaggio del Rapido 904 che collegava Napoli a Milano. Persero la vita 16 viaggiatori e ne rimasero feriti 267.

Le modalità che caratterizzarono la violenta esplosione, non lasciarono alcun ombra di dubbio su quella matrice terroristica di stampo neofascista che segnò, con il supporto di Cosa Nostra, la prosecuzione di una nuova stagione eversiva in Italia, aperta dall'attentato alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Emergenza migranti: Open Arms con più di 300 persone a bordo chiede sbarco. No di Salvini


MALTA - Nuova emergenza migranti nel Mediterraneo. La nave Open Arms con a bordo più di 300 persone non ha un porto di sbarco, dopo che Malta le ha negato l'approvvigionamento. Si tratta di un'emergenza di Natale. E' l'appello lanciato su Twitter dall'ong spagnola Proactiva che opera con la nave Open Arms.

L'ong ha riferito di aver salvato ieri 300 migranti a bordo di 3 barche "in pericolo di naufragio". A bordo c'era anche un neonato di due giorni con la mamma, gli unici che sono stati evacuati stamattina dalle autorità maltesi.

"La nave Open Arms, di Ong spagnola con bandiera spagnola, ha raccolto 200 immigrati e ha chiesto un porto italiano per farli sbarcare, dopo che Malta (dopo aver fatto giustamente sbarcare una donna e un bambino) ha detto di no. La mia risposta è chiara: i porti italiani sono chiusi! Per i trafficanti di esseri umani e per chi li aiuta, la pacchia è finita". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini.


Terremoto magnitudo 3.6 tra Umbria e Marche

ROMA - Un sisma magnitudo 3.6 è stato avvertito tra l'Umbria e le Marche ieri sera. L'epicentro, si legge sul sito dell'Ingv, è stato localizzato ad Apecchio, in provincia di Pesaro-Urbino, a una profondità di 10 km. Momenti di paura tra la popolazione, ma non si segnalano feriti o danni alle cose.

L'ultimo saluto a Megalizzi: Trento piange il suo giornalista trucidato dall'Isis

(credits: Quirinale)
TRENTO - Le note dell'inno europeo hanno suonato in chiesa, al duomo di Trento, durante i funerali di Antonio Megalizzi, il giornalista ucciso a Strasburgo nell'attentato ai mercatini di Natale.

Un lungo applauso ha accompagnato il feretro del giovane alla conclusione delle esequie, a cui ha partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si è unito al dolore dei parenti del radiocronista scomparso.

(credits: Quirinale)
Con il capo dello Stato, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro Riccardo Fraccaro, il presidente del Consiglio europeo Antonio Tajani. In chiesa anche Maurizio Martina, del Pd, Laura Boldrini e Mara Carfagna, con le autorità trentine.

"Un pezzo di cielo è sceso in terra e ora vi fa ritorno": con queste parole, l'arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, ha concluso l'omelia ai funerali. "Nella terra che ha dato i natali a uno dei Padri fondatori del sogno europeo - ha detto l'arcivescovo - Antonio ha immaginato un'Europa senza confini e senza pregiudizi, alla quale non vedeva alternative".

(credits: Quirinale)
Quindi, il ricordo di Andrea Fioravanti, amico e collega dell'emittente radiofonica universitaria Europhonica. "Se Europhonica fosse una metafora facile - ha detto Andrea -, sarebbe un Don Chisciotte che va contro i mulini a vento dell'indifferenza nei confronti dell'Unione europea. Antonio non solo era il primo a guidare la carica contro i mulini, aveva mille idee giornalistiche e imprenditoriali al giorno su come raccontare l'Unione Europea".

"Antonio - ha aggiunto - pensava che il suo fosse il lavoro più bello del mondo e voleva farlo per sempre. Basta leggere l'hashtag sulla sua bacheca Twitter: 'il mio lavoro è meglio della vostra vacanza'". Fioravanti ha ricordato alcuni pensieri dell'amico ucciso a Strasburgo.

Forte terremoto in Grecia avvertito anche in Puglia


BARI - Tremano la Grecia e l'Italia meridionale. Un sisma di magnitudo 5,0 si è verificato alle 20.35 nel comune greco di Pylos-Nestoras, nel Peloponneso, con una profondità di 34 km dall'epicentro. Le forti scosse sono state avvertite distintamente anche nell'Italia meridionale ed hanno interessato anche il Salento ed il Barese. Allarme anche nella fascia costiera ionica. Non sono per ora segnalati feriti o danni.

Maratona radiofonica di 48h per Antonio Megalizzi


POTENZA - Uniti nel dolore per la perdita di una parte importante del Network di Raduni (Associazione degli operatori radiofonici universitari) vogliamo ricordare il nostro socio e amico Antonio Megalizzi attraverso la radio. Abbiamo preferito il silenzio in questi giorni difficili rispetto alle parole. Chi, come voi, conosce bene la radio sa che le parole non sono le uniche cose importanti. Così in una nota l'ufficio stampa di Unica Radio.

Il silenzio, le pause sono forse anche più importanti, perché colpiscono il lato più naturale della nostra percezione.

Per noi - prosegue la nota - Antonio e Bartek meritano questo silenzio. Non un silenzio infinito, ma una pausa. Pausa che verrà interrotta nel momento in cui potremo onorare adeguatamente i nostri amici. In quel momento il silenzio verrà spezzato da una voce che ci dirà che la morte di Anto e Bart non sono state vane. Parleremo di Antonio quando sarà realizzato quello che Antonio amava. Quello che noi tutti stavamo costruendo insieme.

Il network internazionale delle radio continua la sua azione senza dimenticare ma, anzi, facendosi garante primo. Attraverso i mille microfoni delle radio universitarie e, soprattutto, il ricordo di chi lo ha conosciuto e la passione di chi a lui si ispirerà, la voce di Antonio non smetterà mai di andare in onda.

La nostra emittente Unica Radio insieme alle altre radio universitarie del network aderiscono alla maratona radio in cui ritrasmetteremo il suo lavoro per Europhonica. La maratona durerà 48 ore e coprirà i giorni del funerale e della fiaccolata organizzata per Antonio, ovvero dalle 00.00 del 20 Dicembre alle 24.00 del 21 Dicembre.

Ovviamente questa è solo un’iniziativa, la più naturale per le radio universitarie, quella più intima e che compete solo a noi lanciare. Con questa iniziativa, condivisibile da subito con gli altri network delle college radio, speriamo di raccogliere l’esigenza di tutti di prodigarsi affinché sia trasmessa la memoria dei nostri amici.

In questi giorni il Direttivo dell’Associazione è stato costantemente in contatto con la famiglia di Antonio assicurandosi di fornirgli tutto il supporto di cui avevano bisogno.

Abbiamo anche provveduto a preparare una composizione floreale per la cerimonia di giovedì a nome dell’Associazione e di tutti i suoi Soci ed Affiliati.

Faremo lo stesso gesto per l’amico Bartek a gennaio quando disposto dalla famiglia.

L’associazione sta considerando le migliori iniziative per commemorare insieme a tutti i soci gli amici scomparsi anche in occasione del prossimo evento nazionale, il FRU – Festival delle Radio Universitarie.

Le scelte di comunicazione attuate da RadUni durante le drammatiche ore che hanno preceduto e seguito la scomparsa di Antonio – il silenzio nel quale, come associazione, abbiamo deciso di rinchiuderci, fatti salvi i comunicati stampa diramati per scansare dubbi e scongiurare il proliferare di notizie false ed infondate, irrispettose della figura di Antonio e del dolore della sua famiglia – sono state dettate proprio dalla necessità di proteggere i superstiti ed elaborare un dramma che ci ha colpiti da vicino. Abbiamo messo da parte il nostro ruolo di comunicatori, preferendo rispondere alla nostra coscienza di amici, amiche e compagni di lavoro. Sappiamo che questa decisione può andare incontro a critiche rispetto alla necessità di informare, ma il lato umano ha prevalso su quello professionale, d’altronde tutto quello che c’è bisogno di sapere di noi è pubblico sul sito. Abbiamo voluto così tutelare anche la privacy ed il dolore di tutti i nostri soci, anche di chi era presente durante l’attentato.

Non pretendiamo - spiega la nota - che questa scelta venga condivisa ma speriamo che le sue motivazioni possano essere comprese. Per i più dediti all’informazione vogliamo chiarire che al momento dell’aggressione, le persone impegnate per Europhonica presenti erano quattro. Purtroppo Antonio ed il collega ed amico francese Bartek sono venuti a mancare al nostro affetto mentre gli altri due membri dello staff sono stati riportati in Italia ed ora sono nell’abbraccio dei loro cari.

Il funerale di Antonio sarà giovedì 20 Dicembre ore 14.30 presso il Duomo di Trento ed i funerali di Bartek saranno sostituiti da una cerimonia laica a gennaio per permettere ad i numerosi amici di arrivare a Strasburgo. Siamo, inoltre, informati che gli studenti di Trento, colleghi di Antonio, hanno organizzato una fiaccolata in sua memoria venerdì 21 Dicembre ore 19.00 con partenza dal Dipartimento di Lettere di UniTn, conclude la nota di Unica Radio.

Roma, bus turistico in fiamme davanti al Colosseo


ROMA - Momenti di paura nella Capitale dove un autobus turistico è andato a fuoco in via San Gregorio a due passi dal Colosseo, proprio di fronte l'Arco di Trionfo. Stando a quanto riportato non ci sarebbero feriti poiché momento in cui si è sviluppato l'incendio non c'era nessuno a bordo del mezzo.

Strasburgo: in Italia la salma di Megalizzi

(ANSA)
ROMA - Il volo di Stato con la salma del giornalista tragicamente scomparso a Strasburgo, Antonio Megalizzi, è giunto all'aeroporto militare di Ciampino. L'aereo, un Airbus A319 su cui viaggiano il papà Domenico e la fidanzata Luana Moresco, è atterrato poco prima delle 16.00.

La salma giungerà quindi a Trento in anticipo rispetto a quanto programmato in un primo tempo e sarà accolta dall'arcivescovo Lauro Tisi, il quale alle 17.30 guiderà la preghiera. La camera ardente resterà aperta, ininterrottamente, fino al giorno dei funerali che, con tutta probabilità, si svolgeranno nel pomeriggio di giovedì 20 dicembre.

In data odierna il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti ha ratificato l'iniziativa promossa dal Presidente regionale dell'Ordine del Trentino Alto Adige Mauro Keller rilasciando un tesserino alla memoria del giovane reporter trentino.

Strasburgo, Viminale: "Attenzione rimane alta dopo attentato"

ROMA - Rimane alta l'attenzione degli apparati di sicurezza italiani dopo i fatti di Strasburgo. E' previsto tra le misure l'incremento dei servizi di vigilanza nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti. Monitorati anche altri luoghi sensibili come monumenti ed edifici di culto. E' quanto emerge nella riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi alla presenza del ministro Salvini, del sottosegretario Molteni, dei vertici di forze dell'ordine e 007. Misure di sicurezza per le festività natalizie tra gli ordini del giorno.

I giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno scrivono a Mattarella

BARI - I giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per lanciare un un grido d’allarme sulla situazione del quotidiano. Questa l’iniziativa dei giornalisti del quotidiano che “ha appena celebrato i suoi 130 anni” e che, come si legge nella missiva affidata al Comitato di redazione e pubblicata oggi sul quotidiano, “dal 24 settembre scorso rientra nel provvedimento di sequestro-confisca al quale sono stati sottoposti i beni dell’editore e imprenditore catanese Mario Ciancio Sanfilippo, sotto inchiesta per presunto concorso esterno in associazione mafiosa”.

“Un’accusa dalla quale gli auguriamo di potersi difendere in tutte le sedi, ma le cui conseguenze ricadono, drammaticamente, sul prestigio di una testata che, come Lei sa, è da sempre una delle voci più autorevoli dell’informazione al Sud e segue e tutela le comunità di Puglia e Basilicata”.

“Caro Presidente, scrivono i giornalisti, il provvedimento di confisca non colpisce tanto e solo un’azienda editoriale, sorte oltretutto condivisa dai colleghi del quotidiano La Sicilia. A essere penalizzata è anche l’informazione, quella stessa che Ella ha più volte indicato – specie in questi ultimi tempi – come un bene prezioso e imprescindibile di ogni democrazia e che, in Italia, ha la sua più alta tutela nell’art. 21 della Costituzione”. I giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno aggiungono che “trascorreranno le Feste natalizie senza stipendio né tredicesima. Sorte condivisa con tutti gli altri lavoratori del nostro quotidiano”.

LOSACCO (PD): "GARANTIRE AL MEGLIO CONTINUITA' AZIENDALE" - "Gazzetta è più di una testata informativa, da 130 anni è un simbolo della città di Bari e della Puglia. Bisogna trovare una soluzione per garantire l'esistenza del giornale, per i giornalisti e i lavoratori che trascorreranno le festività natalizie ancora senza stipendio."
Così sulla sua pagina facebook, il deputato barese del PD Alberto Losacco.

"Già a settembre avevamo sollecitato il sottosegretario all’editoria Vito Crimi ad aprire un tavolo delle parti interessate, al fine di garantire al meglio la continuità aziendale, dopo che la gestione del gruppo editoriale era passata nelle mani degli amministratori giudiziari del Tribunale di Catania. Purtroppo però da parte del Governo, che proprio in queste ore cancella gli strumenti pubblici per la tutela della pluralità informativa, non mi sembra sia giunta l’attenzione che una testata con la storia e l’importanza della Gazzetta meritava. La Puglia e Bari non possono assolutamente privarsi della Gazzetta, che deve essere messa nelle condizioni di lavorare al meglio, come hanno chiesto i giornalisti nel loro appello al Presidente Mattarella. Ciascuno faccia la propria parte."

MARMO (FI): "PAGINA DI STORIA DELLA PUGLIA" - "Nota del presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo. “La Gazzetta del Mezzogiorno non è solo un giornale, ma una pagina di storia della Puglia. E’ una realtà occupazionale rilevantissima, è una delle voci più autorevoli della nostra regione. Fa rabbia assistere all’impasse in cui versa a seguito delle vicende giudiziarie che interessano l’editore e abbiamo tutti il dovere di dare il nostro contributo affinché si possa prevedere il rilancio del giornale e restituire quella necessaria serenità ai giornalisti e a tutti i dipendenti. Diamo fin da ora la nostra disponibilità a fare ogni cosa che possa essere utile e di nostra competenza per uscire dal tunnel che sta costringendo i dipendenti a lavorare senza percepire lo stipendio. Esprimiamo la nostra più sincera solidarietà ai giornalisti e a tutti i lavoratori dello storico giornale, che continuano tra mille difficoltà ma con tanta passione ad informarci, a farci riflettere, a creare spunti di dibattito che aiutano la società ad evolversi consapevolmente”.

Sicilia, in salvo speleologa rimasta intrappolata sulle Madonie

PALERMO - E' stata tratta in salvo, dopo 12 ore di calvario, la speleologa 45enne che era rimasta intrappolata sulle Madonie, nei pressi di Palermo, dopo essere precipitata in una grotta a 100 metri di profondità. I soccorritori, dopo lavorato tutta la notte per salvarla, hanno riferito con orgoglio che è in buone condizioni, nonostante la sospetta frattura riportata a una gamba.

L'Abisso del Vento, il nome della cavità dove la speleologa era caduta, si sviluppa per due chilometri con stretti cunicoli e una temperatura inferiore ai 10 gradi e un'umidità dell'80%. In alcuni tratti la profondità è di 220 metri. I soccorsi all'interno della grotta di Isnello sono stati resi possibile grazie al soccorso alpino e dal Cnas, corpo specializzato nel soccorso in ambiente impervio, insieme a due medici e alla X delegazione speleo giunta da Catania.

Settori elettrico, gas ed acqua: domani sciopero generale a Roma

BARI - Grande preoccupazione per il futuro di 70 mila posti di lavoro. Solo in Puglia sono oltre 1.000 gli addetti a rischio, rende noto Cisl Puglia.

Tre le norme, in discussione o già discusse, che andranno ad impattare sui lavoratori:
- l’articolo 177 del codice degli appalti;
- la riforma del servizio idrico integrato in discussione che prende il nome della onorevole
Federica Daga;
- l’esclusione della geotermia convenzionale dalle fonti di energia rinnovabili.
Per questo le Segreterie Nazionali, FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, FLAEI-CISL e UILTEC UIL, hanno proclamato per lunedì 17 dicembre lo sciopero generale dei lavoratori della categoria Gas Acqua Elettrico e una manifestazione che si svolgerà in piazza di
Montecitorio, di fronte al Parlamento.

Perchè lo sciopero?
1- L’art.177, comma 1, del “Codice degli Appalti” stabilisce, infatti, che i titolari di concessioni (per le aziende del Gas e dell’elettrico), già in essere al 18 aprile del 2016 e che abbiano ricevuto l'affidamento "senza gara", dovranno affidare una quota pari a l'80% dei propri contratti relativi alle concessioni (28.000 addetti circa nel territorio nazionale), di importo pari o superiore a 150.000 euro, mediante procedura di evidenza pubblica, per il restante 20% potranno ricorrere a controllate/collegate.
Se la norma dovesse applicarsi molte società si trasformerebbero in un sol colpo in piccole e medie società appaltatrici che dequalificherebbero servizi essenziali per la comunità, senza poter fare quegli investimenti necessari a modernizzare le infrastrutture energetiche e con un abbassamento generale dei livelli di sicurezza.
2- Sulla riforma "Daga" del servizio idrico integrato si prevede il ritorno alla costituzione di aziende speciali o enti di diritto pubblico modificando quanto previsto dalla Legge Galli del 1994 che organizzava il servizio idrico. Così facendo si rischia un blocco agli investimenti, circa 2,5 miliardi di euro, e la perdita del contributo PIL con una ricaduta che impatterà su circa 40.000 addetti nel settore e un forte aumento potenziale per la fiscalità generale.
3- L’ipotesi del Governo di escludere la Geotermia convenzionale dalle fonti di energie rinnovabili meritevoli di incentivazione. Una scelta ritenuta assurda e scellerata dai sindacati e che, se attuata, porterà pesantissime conseguenze anche in questo settore che vede una occupazione di oltre 2000 addetti diretti e indiretti. La fine degli incentivi, infatti, non renderà più economicamente sostenibili gli investimenti a causa dell'altissimo rischio di impresa. E’ per queste ragioni che con convinzione chiediamo ai lavoratori di partecipare allo sciopero indetto per il giorno 17 dicembre 2018 e alla manifestazione che si terrà in piazza Montecitorio a Roma a partire dalle ore 10.00 sino alle 13.00.

Strasburgo, Megalizzi: oggi autopsia su corpo

STRASBURGO - Si svolgerà oggi l'autopsia sulla salma di Antonio Megalizzi, il 28enne giornalista trentino morto ieri dopo essere stato colpito da un proiettile sparato da Cherif Chekatt nell'attentato di Strasburgo. Il rimpatrio della salma in Italia potrebbe avvenire nella giornata di lunedi' mentre i funerali potrebbero tenersi a Trento tra mercoledì e giovedì prossimi. Una data certa, per il momento, non c'è ancora. Nel frattempo il neurochirurgo trentino Renato Scienza, che si era detto pronto a offrire un consulto, ha affermato "che il proiettile e' entrato all'altezza dell'orecchio per poi esplodere".


"E' una notizia che ci rattrista molto. Un pensiero di grande affetto e molto commosso va alla sua ragazza, ci dobbiamo unire tutti in questo dolore". Lo afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il Consiglio Ue. Lo ricorda anche il vicepremier e ministro dell'interno Matteo Salvini.'Una preghiera per Antonio Megalizzi, l'impegno che non si muoia più così".

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito "una inaccettabile tragedia" la morte di Antonio Megalizzi e ha espresso la sua "profonda tristezza". "Sono particolarmente vicino - ha aggiunto Mattarella - al dolore della famiglia, della fidanzata e degli amici del giovane reporter italiano vittima dell'odio criminale e del fanatismo propugnato dal sedicente "Stato islamico".

Genova, Bucci: nuovo ponte a Natale 2019

GENOVA - "Avremo il nuovo ponte a Natale del 2019". A dichiararlo il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del viadotto della A10 sul Polcevera Marco Bucci, durante l'inaugurazione del cantiere per la demolizione di quel che resta di ponte Morandi. "Appena avremo l'ok dalla procura, vedrete anche lo smontaggio".

Stamani il governatore Toti e il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi sono entrati nell'area rossa sotto il moncone ovest. La demolizione prevede smontaggio ad ovest e uso di micro cariche esplosive ad est. Nell'area imponenti macchinari delle cinque aziende che hanno vinto l'appalto da 19 milioni. "Quello di oggi non era un risultato scontato: in 4 mesi termineranno i lavori" ha detto il governatore Toti.

Cesare Battisti sarà estradato

SAN PAOLO - Il presidente del Brasile, Michel Temer, in carica fino all'1 gennaio prossimo quando si insedierà Jair Bolsonaro, ha firmato il decreto di estradizione del terrorista italiano Cesare Battisti. "Sì, il presidente ha firmato", ha detto alla France Presse una fonte della presidenza del paese latinoamericano. Battisti è considerato oggi un latitante dalla polizia brasiliana, dopo che la Corte suprema ne aveva ordinato l'arresto e lui si era dato alla macchia.

Il Governo Bolsonaro si appresta ad ordinare l'arresto dell'ex terrorista Cesare Battisti. A renderlo noto il magistrato dell'Alta Corte Suprema, Luiz Fux, che ha formalmente revocato una misura che lui stesso aveva concesso nell'ottobre dello scorso anno e che ne aveva al momento impedito l'estradizione.

Il giudice, con un provvedimento immediatamente esecutivo, ha dato mandato all'Interpol di fermare l'italiano "per evitare il pericolo di fuga in vista di un'eventuale estradizione". All'incirca un mese fa il vicepremier Matteo Salvini aveva annunciato un suo prossimo viaggio in Brasile "per andare a prendere il terrorista rosso e portarlo nelle patrie galere"

"Vi aspetto in Libano…", l’ambasciatrice Mira Daher ad Alessano

di FRANCESCO GRECO - L’invito sorprende un pò Monsignor Vito Angiuli: “La aspettiamo in Libano…”, sorride l’ambasciatrice Mira Daher Violides. Mezzogiorno è passato da qualche minuto, siamo sul piazzale del cimitero di Alessano, la giornata è tersa, radiosa, una perla incastonata nel cuore dell'inverno giusto per l'evento. Stormi di uccelli planano sulla terra di fronte appena seminata in cerca di qualche chicco. Sulla collina Montesardo è assopito in un sonno tranquillo.

Da uomo di mondo, il vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca non si scompone e sorride a sua volta ricambiando l’invito: “… e noi a Roma!”.
 
Intensa mattinata all’insegna della diplomazia, dello scambio culturale semanticamente affollato fra il Libano e l’Italia all’ombra rassicurante della tomba monumentale di don Tonino Bello e dei suoi messaggi più forti: convivialità delle differenze, pace fra i popoli, ecc.
 
L’ambasciatrice del paese mediorientale è giunta ad Alessano intorno alla 10 accolta dal sindaco Francesca Torsello (fra tre settimane sarà mamma per la seconda volta), l’assessore comunale Sara Marzo, il parroco don Gigi Ciardo, il presidente della “Fondazione don Tonino Bello” Giancarlo Piccinni, il vice Stefano Bello, i fratelli del vescovo di Molfetta, Ruvo di Puglia, Terlizzi e Giovanizzo Trifone e Marcello, i nipoti, il maresciallo dei CC Luigi Lolli, Vinicio Russo che coordina il progetto di interscambio Libano-Italia "Due popoli un solo cuore", l’ex sindaco Luigi Nicolardi, l’ing. Agostino Laganà, il sindaco di Martignano Luciano Aprile.
 
"Ascolta la donna quando ti guarda, non quando ti parla" (Gibran).
L’ambasciatrice è una ragazza bellissima, è alta, molto elegante nel tailleur grigio, gli occhi verdi, i capelli sciolti, il sorriso luminoso.

E’ accompagnata dall’addetta dell’ambasciata Marie Yaacoub e ha conquistato tutti per una viva intelligenza ancorata a un solido pragmatismo.
 
"Ho scoperto il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada" (Gibran). Alla Fondazione ha incontrato la gente di Alessano, i bambini delle scuole e visitato la pinacoteca (oltre 300 opere, regali degli artisti a don Tonino).

Poi al cimitero le è stato mostrato il cedro donato dal sindaco di Talabaya nel 2010 al primo cittadino dell’epoca Luigi Nicolardi. "Perfino le leggi della Vita obbedicono alle leggi della Vita" (Gibran).

Forse a causa dell’angolo in ombra dove fu collocata, la pianta non è cresciuta molto. Lei lo ha notato e con prontezza di spirito e una luce di dolcezza nello sguardo ha promesso: “Ve ne manderò un altro più bello…”.

Fra la folla, sorrisi e sguardi di gratitudine, come se fra la ragazza venuta dal paese dei cedri e la gente di Terra d’Otranto ci fosse da sempre una profonda sintonia.   
 
"Il vasaio può creare la caraffa con la creta, ma non può far niente con la sabbia e la ghiaia" (Gibran).
Curiosa ha poi osservato le maestose opere donate dagli artisti e ispirate ai messaggi e le riflessioni “seminati” da don Tonino, fra cui quella di Rima Almozayyen, palestinese di religione musulmana.   
Quando è giunta alla prima nicchia vuota, la settima, ha sorriso: “Ora manca un artista libanese, ve lo manderò io…”. E Piccinni ha replicato d’istinto: “Allora lo aspettiamo…”.
 
"La forza e la tolleranza sono compagne" (Gibran). La piccola, gaia carovana ha poi raggiunto la tomba di don Tonino. Il vescovo ha informato sua eccellenza che lo scorso 20 aprile Papa Francesco vi ha sostato in preghiera. Lei si è fatta assorta, riflessiva, come se immaginasse la scena.
 
“Chiediamo al Signore – hanno pregato il vescovo, l'ambasciatrice e la folla - che accompagni il cammino dei nostri popoli e di tutti quelli che si affacciano sul Mediterraneo per costruire insieme la pace, nel solco delle parole e le testimonianze di don Tonino, Papa Francesco e tante altre personalità…”.

“Il fatto che ci siamo incontrati qui, oggi, noi libanesi e voi italiani, è un miracolo di don Tonino…”, ha sorriso Mira Daher. Poi lo scambio di inviti di cui s’è detto, ha stretto la mano a tutti, alternando l’arabo all’inglese e all’italiano. 
 
"La bellezza nel cuore di chi la brama è più sublime che all'occhio di chi la vede" (Gibran).

Intanto si lavora a un altro piccolo progetto: sulla facciata nord della cappella “F”, sarà collocata una foto del 20 aprile che ritrae Papa Francesco davanti alla folla e sarà scoperta una croce metallica su carparo, la pietra di Alessano.

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