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Arte: quelle radici che spuntano dalla nostra anima

di FRANCESCO GRECO - SPECCHIA (LE) - Gli basta uno sguardo per immaginare cosa potrà nascere, lavorato dalle sue abili mani, da quel ramo d'ulivo caduto dalla rimonda, una radice spuntata dalla terra, o dai muretti di pietre a secco.
 
Il resto è pazienza, ore e ore chino a lavorare, nel silenzio della sua cantina-laboratorio, a Specchia.    Nascono così opere d'arte uniche, affascinanti, sorprendenti, che in tanti ammirano.
 
Tommaso Fiorentino ha fatto l'emigrante per 16 anni in Svizzera quando ancora non si era sposato. Poi ha incontrato Rosanna e ha messo su famiglia. Dal loro amore sono nati tre figli: Luigi (sposato con Mara Soldati) lavora a Novara, Mina sposata a Tricase con Vito Cavalieri e Daniela, musicista ("Cross Away") vive a Milano e l'8 settembre si è sposata con Fabio Bagnato.
 
L'arte è da sempre un mistero. La sua genesi è inspiegabile. Tommaso non ha frequentato accademie se non quella della vita. Con Rosanna coltiva la vigna e l'uliveto, cura l'orto.
 
Il suo sorriso aperto, sincero, dice tutto di lui. l'uomo, l'artista. Parlarci è piacevole, conosce tutti o quasi i segreti della natura, le piante, gli animali, il mondo contadino che lo svezzò nell'altro secolo e con cui vive in un intenso rapporto dialettico, di fertile osmosi.
 
Dalle sue mani nascono serpenti e maschere apotropaiche, divinità di altre culture, una tartaruga, persino una sedia a dondolo: nella sua cantina-museo (impregnata dall'odore del pane che cuore nel forno di famiglia) si può vivere un viaggio emozionante nel tempo e nelle culture più lontane, di ieri e di oggi, uscirne storditi.
 
"Intravedo qualcosa di particolare che la natura ha creato, le sue armonie - spiega così il suo concept estetico e artistico - e lo metto in evidenza nei pezzi unici...". Le forme sono già lì, le sue mani fanno il resto. L'impregnante poi rende le opere più belle.
 
Lo sfondo della sua arte può richiamare vagamente il cubismo, o anche le illustrazioni di Gustavo Dorè (Divina Commedia), echi di Salvador Dalì. C'è un "Inferno" bellissimo, lo sgomento è lo stesso dell'"Urlo" di Edward Munch davanti all'orrore, all'abisso, alla perdizione.
 
Un giorno era al mare con Rosanna quando dalle onde di Lido Marini spuntarono sulla spiaggia dei pezzi di legno molto leggeri, facili da lavorare: se li portò a casa e ne nacque un'opera. "Quando trovo un pezzo di legno che mi dice qualcosa - sorride Tommaso - lo porto a casa... Altri me li portano gli amici del paese...".
 
In un angolo ci sono radici d'ulivo e taccri (rami) in cui si mimetizzano delle forme, che aspettano solo l'input della sua immaginazione per vedere la luce e sorprenderci per bellezza e poesia. 

Halloween è una festa cristiana da non confondere con Samhaim

di MARIO CONTINO* - Halloween è una festività che da circa un decennio è entrata prepotentemente nel folklore italiano, importata soprattutto dagli Usa tramite contaminazione indiretta dovuta a serie televisive e film di successo, ossia grazie allo scambio culturale e alla globalizzazione spinti dal potenziamento del circuito informativo di massa.

Ogni anno, in questo periodo, scoppiano polemiche che vedono scontrarsi due fazioni principali: da un lato coloro che intendono riconoscere Halloween come una festività al pari di tutte le altre, soprattutto al Carnevale, e coloro che la ritengono una festività blasfema e addirittura satanica, questi ultimi appoggiati da numerosi presbiteri cristiani.

Da studioso e ricercatore nell'ambito del folklore e del mistero sono qui oggi a chiarire, argomentando la mia tesi spero in modo esaustivo, che entrambe le fazioni sono in errore e che, effettivamente, tale errore è dovuto principalmente a una sovrapposizione di date che ha contribuito alla confusione dilagante e all'attuale ignoranza riguardo le vere origini della festività.

Parto subito dall'affermare che Halloween, se si fa espresso riferimento a tale termine, è una festività cristiana e non pagana, nè tantomeno satanica.

Il termine: “Halloween” deriva dall’antico inglese “All Hallows eve”, che indica proprio la vigilia della festa di Ognissanti. “Hallow” è l’antico modo di dire Santo, ed è ancora possibile rintracciare tale forma nel “Padre Nostro” inglese: Wallowed be thy name (Sia santificato il tuo nome).

Lo strano accostamento tra la parola Halloween, che come ho scritto ha una chiara origine cristiana, e la festività pagana di Samhaim, iniziò nel VIII secolo, quando Papa Gregorio III spostò al 1° Novembre la festività di Tutti i Santi e di conseguenza al 31 Novembre la sua vigilia.

Oggi quindi si festeggia la festività pagana chiamandola con un nome che invece indica una festa cristiana? Anche questa domanda non ha una facile risposta in quanto l'attuale modo di festeggiare Samhaim, ossia l'esaltazione dell'industria del macabro, non ha nulla a che vedere con l'antico “Capodanno Celtico”.

Era credenza infatti che in questa magica notte gli spiriti demoniaci oltrepassassero la soglia tra il loro ed il nostro mondo, in questo modo avrebbero potuto infestare luoghi o possedere uomini.

In questa notte di terrore e ritualità sacra per il mondo celtico, i contadini spegnevano il focolare domestico per non farsi individuare da questi spiriti maligni ed i Druidi celebravano sacrifici per esorcizzarli. Durante le cerimonie notturne dei Druidi veniva acceso un grande fuoco che sarebbe stato portato, la mattina seguente, in tutte le abitazioni del villaggio, in tal modo le famiglie avrebbero potuto accendere il "nuovo fuoco" in cambio di qualche offerta da offrire al loro Dio, e ricevere quindi la benedizione della casa e la protezione divina.

La domanda che i Druidi ponevano ai contadini nel momento della consegna del fuoco sacro era: "Offerta o maledizione?", ossia: “Ricevi il fuoco sacro offrendo un sacrificio al tuo Dio o rischi la maledizione degli spiriti demoniaci?”. Tale richiesta si è tramutata nell'attuale e celeberrima frase: "Dolcetto o scherzetto?", sulla bocca di tutti i bambini.

Il fuoco sacro veniva trasportato all'interno di lanterne costituite da grosse rape, oggi sostituite delle zucche, in più i celti usavano nascondersi sotto pelli di animali e mascherarsi il viso per evitare di farsi riconoscere dagli spiriti, altra usanza giunta fino ai nostri giorni ma tramutatasi nell'atto di mascherarsi per imitare gli spiriti.

Ciò che non torna è il significato che oggigiorno si lega alla festività, come detto la grande maggioranza degli individui si maschera al fine di celebrare gli spiriti, snaturando l'antica tradizione che invece puntava ad esorcizzarli. Oggi, purtroppo, iniziati appartenenti a varie sette occulte sfruttano la data per praticare i loro rituali, che spesso possono prevedere veri e propri sacrifici di sangue ma con intenzioni totalmente differenti da quelle originarie e soprattutto senza alcun collegamento con la sacralità dell'antico Capodanno celtico.

Halloween è quindi un termine che fa riferimento ad una festa cristiana, ossia la vigilia di Ognissanti.

Samhaim, l'antico capodanno celtico che ricorreva nella stessa data, puntava ad esorcizzare i demoni con una ritualistica complessa.

Ciò che proprio non torna è l'attuale concezione della festività, ossia l'esplosione del macabro, una chiara perdita dei valori fondamentali alla base di entrambe le festività che ho citato.

Halloween oggi è solo la festa del commercio e dell'arroganza che lega la data ad alcuni individui che senza scrupoli sfruttano l'ignoranza per i loro tornaconti.

Forse alcune sette sataniche hanno scelto tale data per operare i loro rituali, anzi è probabilmente così, ma ciò non fa di Halloween una loro festività o addirittura, come qualcuno crede, di Satana.

* Ricercatore e scrittore

Ernia: il rapper sceglie la Puglia per la prima tappa del nuovo tour

MILANO - Dopo che il suo ultimo album d’inediti “68” ha conquistato il primo posto della classifica ufficiale FIMI, il rapper Ernia scalda i motori e si prepara a salire sul palco con il suo “68 tour in una lunga serie di concerti che lo vedranno protagonista a partire dal 30 ottobre per tutto l’inverno nei più prestigiosi club italiani.

Si parte il 30 Ottobre da Fasano (Br) per proseguire il 10 Novembre Calcinaia (Pi), il 17 Novembre a Potenza, il 24 Novembre a Firenze, il 30 Novembre a Roma, il 7 Dicembre a Bologna, l’8 Dicembre a Mantova, il 15 Dicembre a Brescia, il 21 Dicembre a Trofarello (To), il 22 Dicembre a Fabriano (An), il 12 Gennaio a Lucca, il 25 Gennaio ad Avellino, il 26 Gennaio a Napoli, il 9 Febbraio a Nonantola (Mo), il 2 Marzo a Novara per terminare il 7 Marzo a Milano.

Ernia è la grande rivelazione del panorama rap italiano: Matteo Professione in arte Ernia, a distanza di un anno dal precedente progetto “Come uccidere un usignolo/67” e dopo il successo del “Come uccidere un Usignolo/67 tour” torna più entusiasta che mai con un nuovo nuovo album prodotto per la maggior parte insieme a Marz e registrato a Milano negli studi di Thaurus. Il disco evidenzia sin dai primi brani un particolare raggiungimento di maturità da parte del giovane rapper che partendo dal suo vissuto analizza con una genuina semplicità lo scorrere della vita quotidiana con lo sguardo critico, attento e insoddisfatto comune a moltissimi giovani affranti dai comportamenti, dalle aspettative e dalle mille problematiche che affliggono la società contemporanea.

Grazie ad un sound ipnotico ed ammaliatore in grado di catturare sin dal primo ascolto, il disco, ricco di suggestioni musicali fonde perfettamente sonorità rap, black, funk, trap, melodie vocali e metriche precise e dirette in un mix inconfondibile di elementi diversi che ben rispecchiano l’evoluzione in corsa e il singolare percorso di uno dei rapper più seguiti ed amati della scena hip hop contemporanea. Relativamente alle sonorità l’intero progetto riflette l’inconfondibile personalità del rapper milanese e la sua innata capacità di distinguersi all’interno dell’ambiente urban attraverso la continua ricerca musicale, mai scontata e non dettata necessariamente dalla moda del momento.

Le performance dal vivo saranno l’occasione per ascoltare tutti i brani di “68” senza dimenticare in scaletta i maggiori successi che hanno segnato definitivamente l’inizio del suo percorso musicale.

Le prevendite delle nuove date del “68 tour”, in partenza il prossimo 30 Ottobre per proseguire nei Live club più importanti della penisola italiana sono disponibili sui canali di Thaurus Music e acquistabili direttamente in loco. L’intero tour è ideato e organizzato da Thaurus Live, nota agenzia di booking e management di riferimento nel panorama rap italiano.


CALENDARIO DEL “68 TOUR” IN CONTINUO AGGIORNAMENTO:

30/10 Fasano (Br), Timo’s club


10/11 Calcinaia (Pi), Boccaccio club


17/11 Potenza, Cycas discoteque


24/11 Firenze, Viper Theatre


30/11 Roma, Circolo degli illuminati


7 /12 Bologna, Locomotiv


8/12 Mantova, Priscilla discoteque


15/12 Brescia, Lattepiù live


21/12 Trofarello (To), Millionaire club


22/12 Fabriano (An), Area club


12/01Lucca, Kuku Disco


25/01 Avellino, Tilt Club


26/01 Napoli, Duel Club


9/02 Nonantola (Mo), Vox


2/03 Novara, Phenomenon


7/03 Milano, Alcatraz

A Locorotondo il 'Festival dei trampolieri'

LOCOROTONDO (BA) - Un altro nuovo evento cura dell'Associazione Smile - Organizzazione & Gestione Eventi & Smile CircuS - il Circo del Sorriso per la direzione artistica di Manuel Manfuso dopo il grande successo di Borgo infuocato a Cisternino.

Una serata da capogiro si sta preparando per domenica 28 ottobre 2018. L'associazione Smile di Taranto, con il sostegno ed il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura e Turismo, organizza la “Notte dei Giganti” uno spettacolo itinerante con i bravissimi artisti che animeranno il borgo, da piazza Aldo Moro a piazza Vittorio Emanuele. Acrobati, danzatori e musicisti si esibiranno in spettacoli di danza e di luci per incantare, unendo la maestria di veri e propri atleti al dono di suscitare meraviglia: ballerini, musicisti, tangheri e giocolieri, tutti sui trampoli. E non mancherà la street band.

Spiega la proposta di spettacolo l'organizzatore dell'evento, Manuel Manfuso, presidente dell'associazione Smile ed ideatore dell'evento: «Siamo un'associazione che promuove il territorio attraverso quello che di meglio il territorio offre, dall'artigianato all'arte in generale. E con questo nuovo evento: “La notte dei Giganti” vogliamo portare a Locorotondo, paese da favola, uno spettacolo meraviglioso, grazie alle opportunità che l'Assessorato alla Cultura e Turismo ci offre».

«Eravamo partiti dalla notte bianca per i bambini – ha commentato l'assessora alla Cultura e Turismo Ermelinda Prete – ma poi abbiamo fatto un'altra scelta. Abbiamo voluto offrire uno spettacolo che suscitasse in tutti la stessa meraviglia che provano i bambini. E per far questo ci saranno trampolieri che ballano e che creano giochi di luce. Domenica 28 ottobre sono certa che sarà davvero una serata indimenticabile per Locorotondo».

Alle ore 19,30 partirà una parata di trampolieri che da piazza Mitrano arriverà in piazza Moro dove si svolgerà lo spettacolo “Nuvole Bianche”, un mix esplosivo tra fuoco, giochi pirotecnici, bolle di sapone e coriandoli.

Dopo la parata i trampolieri si sparpaglieranno nel centro storico: l'altissima Carlotta Raccontastorie dai trampoli leggerà emozionanti storie; la coppia Tangheri eseguirà balli a ritmo do Tango; le farfalle e l'uomo luminoso; il Conte Canto, un musicista trampoliere che, armato di armonica a bocca, chitarra e tamburrine, suonerà musica popolare salentina.

Fra gli artisti ci sarà la 'QuattroPerQuattro Streetband': una banda di fiati in movimento che trova la sua dimensione ideale per strada, in piazza, tra la quotidianità della gente, con lo scopo di promuovere il sorriso, la partecipazione collettiva, e la condivisione della musica. Si distinguono per creatività, passione e tradizione, sullo stile delle Street Band americane, che insieme ad una grande cura dell'aspetto coreografico danno vita ad uno show imperdibile.

A far da cornice a tutto questo il mercatino dell'artigianato, accuratamente selezionato, in corso XX Settembre.

Evento patrocinato dal Comune di Locorotondo.

Dettagli utili: Parcheggi: Viale Olimpia (zona antistante e retrostante il campo sportivo, ideale anche per camper e bus), Piazza Mitrano e Piazza Aldo Moro (Sotterraneo - privato - a pagamento).

Mappa dell'evento: http://associazionesmile.it/wp-content/uploads/MappaLocorotondo28ottobre2018.pdf
Info: Manuel Manfuso 324.8679062

Michael Moore: "Salvini? Un razzista e un bigotto"

ROMA - Durissimo attacco di Michael Moore alla Festa del Cinema di Roma: "Salvini è un razzista e un bigotto". Non usa mezzi termini il regista americano quando risponde durante l'incontro col pubblico alla Festa del Cinema di Roma a una domanda sulle politiche del ministro dell'Interno italiano, non solo sull'immigrazione.

"L'Italia ha dei problemi con i migranti - sostiene il regista, che a Roma presenta oggi alle 19.30 il film 'Fahrenheit 11/9' - anche in considerazione della sua posizione nel Mediterraneo e mi dispiace che il mio Paese non possa darle una mano anche perché da noi c'è razzismo e abbiamo un presidente razzista. Io credo che in Italia ci siano tante persone che sarebbero in grado di capire la questione dell'immigrazione".

Tranchant l'opinione del regista sul vicepremier Matteo Salvini: "È un razzista - dice - e credo che gli italiani dovrebbero smetterla di essere carini e comprensivi con lui. È anche un bigotto - continua Moore - perché è contrario ai matrimonio gay. Dovrebbe invece cercare di capire che l'amore è amore, a prescindere dal sesso. Gli do un consiglio: non si sposi con un uomo ma lasci perdere i matrimoni gay".

"Quando i media sono in mano alle multinazionali, accade questo: i ricchi non hanno interesse che le persone prendano coscienza della realtà e danno loro solo intrattenimento - spiega ancora Michael Moore - solo cose stupide e così si istupidisce la nazione. Questo è il motivo per cui noi abbiamo Trump presidente e voi avete avuto Berlusconi e oggi avete Salvini".

Spedicato inizia la riabilitazione

di PIERO CHIMENTI - Ad un mese dall'emorragia cerebrale che ha lo ha colpito nella propria abitazione, Lele Spedicato ha lasciato il 'Vito Fazzi' di Lecce dove era ricoverato per trasferirsi in un centro di riabilitazione, forse a Roma, per completare il suo pieno recupero. Il chitarrista dei Negramaro che, ormai riconosce appieno i suoi affetti, non vedrebbe l'ora di tornare sul palco sul palco con la sua band e avrebbe chiesto di poter avere la sua chitarra.

'Alla salute': la recensione

di FREDERIC PASCALI - La rappresentazione del dolore, da tempo immemore, accompagna la natura umana e il suo percorso di consapevolezza e attitudine alla vita. Il film documentario diretto da Brunella Filì approfondisce e suggella questo aspetto plasmando la realtà attraverso un gusto estetico elegante e asciutto che punta diritto al messaggio insito nell’icona stessa definita dal corpo aggredito del suo protagonista: lo chef Nick Difino.

La necessità di Nick di documentare, dare voce, suono e immagini al suo imbattersi in una terribile e inaspettata malattia,un linfoma Non-Hodgkin,a partire dalla diagnosi per proseguire poi con il calvario della cura debilitante, e per certi versi invalidante,dipinge sul grande schermo una testimonianza di specie atipica che trova la sua assoluta originalità nella raffigurazione di uno spaccato dell’individuo attraverso quelli che potremmo definire i suoi “usi e costumi”.

Grazie al sapiente lavoro di sceneggiatura della regista  e di Antonella Gaeta, affiancati dallo stesso Difino, il racconto biografico evita il declivio dell’autoreferenzialità e mutua nella descrizione delle diverse sfumature della condizione umana filtrate attraverso le relazioni sociali, le proprie origini e tradizioni nelle quali il cibo, strettamente correlato con il corpo, assume un valore catartico prolungando la sensazione condivisa di poter usufruire di momenti di serenità anche all’interno del più profondo dei drammi.
La macchina da presa gira senza fare troppi sconti e trasmette con efficacia il senso di una sfida che la fotografia di Davide Micocci rende cinematografica senza intaccare la suggestione di una narrazione che supera l’alchimia del montaggio e diventa parte istantanea del nostro tempo.
Pluripremiata al recente Biografilm di Bologna, “Alla salute” è una pellicola destinata a lasciare il segno grazie anche alla sua garbata semplicità concettuale che commuove e fa sorridere senza commistioni di campo e senza pretendere nulla se non la voglia di non gettare mai la spugna anche quando sembra che ormai si attenda solo il suono dell’ultimo gong.

Libri: Michele Palmiotta con Delio De Martino sulle… orme di Alvaro Cunqueiro

di VITTORIO  POLITO - Seguo da tempo la carriera di Delio De Martino - a prescindere dal fatto che il padre mi ha inserito in quel monumentale volume «PUGLIA MITICA» che riproduce in copertina i magnifici dipinti situati nelle sale  del Circolo Unione di Bari - e il percorso della sua esuberante «Oltre collana», che ha avuto il grande merito di togliere dall’oblio un romanzo giovanile  di quella gloria garganica-italo-americana che risponde al nome di Tusiani, ma non nascondo di essere rimasto stupito nel leggere l’ultimo titolo pubblicato «Un hombre a la vez melancòlico y fantàstico. Ironia y melancolìa en el ciclo bretòn de Cunqueiro» (Levante editori Bari, 2018).

L’autore Michele Palmiotta, giovane dottorando dell’Università di Bari e valente studioso che può già vantare diverse esperienze formative in Svezia e Germania, attualmente sta approfondendo le lingue e le letterature gallega (lingua usata fra il sec. XII e il XV anche in letteratura, oggi utilizzata solo a livello dialettale), e catalana lasciandosi ammaliare dallo scrittore spagnolo Alvaro Cunqueiro (Mondonedo, Galizia, 1911- Vigo, 1981), che iniziò il suo rapporto con la letteratura cimentandosi con poesie in gallego. Cunqueiro oggi riveste un posto di grande importanza nel panorama della narrativa contemporanea spagnola, sia in castigliano che in gallego. Leggendo, della secessione della Catalogna e del referendum di un anno fa, ho scoperto una cosa che ignoravo e che mi preoccupa e fa riflettere: il varo di una legge in Sardegna per il riconoscimento della lingua catalana come idioma ufficiale. Cunqueiro  è famoso anche per l’ironia che trasmette nelle sue storie che non ritengo un azzardo definire fantastiche e che per certi versi possono essere considerate ‘mitiche’; nel 1968 ha ricevuto il prestigioso premio Nadal per «Un hombre que se parecìa a Orestes» e come dice Delio De Martino: «…per rendersi conto come l’autore abbia saputo coniugare lingue e culture diverse, valorizzare terre, temi, personaggi così distanti tra loro in un’ottica allo stesso tempo locale e culturalmente universale». Di Cunqueiro avevo letto un volume pubblicato a Milano (Jaca-Book -1984) dal titolo «Cronache di un maestro di coro», in cui il protagonista veniva rapito da spiriti redivivi e, suo malgrado, era costretto a seguirli in un percorso per le strade della Bretagna, ascoltando storie di cui, forse, avrebbe fatto a meno di…occuparsi: ottimo romanziere.

Non posso non riportare integralmente, con i dovuti tagli per mancanza di spazio, quello che De Martino Jr, scrive: «La lezione di Cunqueiro è dunque quella di coniugare la riscoperta del valore della propria terra e della propria lingua con una visione che, senza rinchiudersi nel campanilismo, sa aprirsi alla grande tradizione della cultura occidentale, creando una letteratura allo stesso tempo locale, europea e globale… Questa lezione va oltre la sfera puramente letteraria e si propone più in generale come una proposta per una cultura sociale, politica, economica che sappia valorizzare tutte le risorse locali senza perdere mai di vista la complessità del mondo… Tra ironia e malinconia, anche Alvaro Cunqueiro, può dare ad un’Europa moderna sempre più a rischio di implosione un contributo per ritrovare un futuro migliore».

Di grande impatto visivo l’acrilico su tela della fisica e artista Dunja Calianno che impreziosisce la copertina: nella loro nuda semplicità i colori dimostrano che non basta avere una tecnica, ma ci vuole un’anima che sostenga il tutto. Non tutti i disegni si manifestano nello stesso modo, ma è anche vero che non tutte le arti figurative si ‘santificano’ allo stesso modo. Come non augurare ai giovani Michele Palmiotta e Dunja Calianno di mantenere questa intensità di studio e di non aspettare il vento per far gonfiare i loro sogni, ma di soffiarci loro dentro con forza: la giovinezza è un bene che va, oltre che sostenuto, alimentato con forza e coraggio.

Vico tra gusto e bellezza con 'Vivi il Parco nell’Arte'

VICO DEL GARGANO (FG) – Si terrà dal 24 ottobre al 4 novembre 2018, a Vico del Gargano, la dodicesima edizione di “Vivi il Parco nell’Arte”: per 12 giorni, uno dei borghi più belli d’Italia diventerà una grande galleria enogastronomica e artistica ospitando 15 artisti e le loro opere, oltre a divenire location di eventi legati alle eccellenze del gusto e delle produzioni agroalimentari. “Vivi il Parco nell’Arte” vede insieme il Comune di Vico del Gargano, la Regione Puglia e il Parco Nazionale del Gargano. All’organizzazione dell’iniziativa, collaborano privati, organizzazioni agricole e dell’artigianato, produttori e operatori turistici.

IL PROGRAMMA - Gli artisti che, con le loro opere, saranno protagonisti di “Vivi il Parco nell’Arte”, saranno accolti in paese il 24 ottobre. Giovedì 25 ottobre, lo storico Palazzo della Bella ospiterà la mostra collettiva con le opere degli artisti invitati. Il lungo fine settimana di arte e sapori prenderà il via proprio da giovedì 25 ottobre, proseguendo anche nelle due giornate successive del 26 e 27, con la “en plein air” d’arte tra le vie del centro storico. “Arte e sapori tra viuzze e antichi trappeti” è il cuore della manifestazione. Sabato 27 ottobre, dalle ore 17, Palazzo della Bella ospiterà il convegno “Alimentazione e salute”. Contemporaneamente, sarà inaugurata la mostra micologica a cura dell’associazione AMB di Bolzano. Sarà anche l’occasione per partecipare ai laboratori di degustazione dei prodotti locali di stagione. Vino, castagne, frutti d’autunno, la mostra mercato dei prodotti agroalimentari e dell’artigianato artistico tradizionale riempiranno di aromi e colori Palazzo della Bella.

LA DOMENICA DI GUSTO E ARTE - Domenica 28 ottobre, a cura dell’associazione “Auser Insieme-Nuova Vita”, stand e degustazioni saranno dedicati a “La castagna di Vico e il vino novello”. I visitatori potranno assaporare due delle tipicità che caratterizzano la cultura enogastronomica vichese, per poi visitare Palazzo della Bella, ammirare la mostra collettiva allestita all’interno dello storico edificio, compiere un tour fra strade, piazze, chiese del centro storico. “Vivi il Parco nell’Arte” è una manifestazione ideata per promuovere, nella sua interezza, il patrimonio ambientale, agroalimentare, paesaggistico e culturale di Vico, una borgo posto nel cuore del Parco del Gargano, tra le spiagge di San Menaio e Calenella e la verde maestosità della Foresta Umbra. L’arte, i sapori, la bellezza del centro storico e il patrimonio rappresentato dalla cultura rurale di Vico del Gargano, infatti, integrano un’offerta di straordinario valore per chi ama viaggiare conoscendo tutti gli elementi che forgiano l’identità di un luogo.

Nasce MIA, il network concreto della Musica Indipendente per creare valore insieme


MILANO - Nasce dall’unione trasversale di quelle realtà indipendenti che caratterizzano il moderno mercato musicale e che hanno deciso di condividere la loro capacità di dialogo costruttivo senza pregiudizio, per rispondere concretamente alle effettive esigenze della discografia indipendente italiana, da un lato sempre più protagonista nel mercato globale ma, per contro, troppo poco tutelata e rappresentata sia a livello istituzionale che nei confronti delle major discografiche e dei grandi provider internazionali.

“L’acronimo MIA esprime il senso di appartenenza dell’associazione ad ogni nostro associato. Il nostro principio fondatore è la visione di un’associazione di categoria trasparente, moderna e polifunzionale – dichiara il Presidente Federico Montesanto - capace realmente di essere sempre in prima linea rispetto alle evoluzioni del mercato discografico globale, con particolare riferimento a quello digitale e di mettere al centro delle sue attività l’informazione, la crescita ed il benessere degli associati”.

Gli obbiettivi di MIA spaziano dal semplice informare correttamente e puntualmente gli associati e la categoria tutta sulle reali dinamiche in atto nel mercato musicale, fino al promuovere iniziative concrete a sostegno dell’industria discografica e della cultura musicale.

Tra queste attività ed obbiettivi ci sono certamente le attribuzioni analitiche per tutti i flussi economici che interessano il consumo e l’utilizzo di Musica in Italia, che necessitano di una maggiore trasparenza nei criteri di rilevazione dei dati ufficiali e nella stima del market share degli indipendenti, dell’introduzione di una classifica musicale “a valore” che includa tutti i principali servizi digitali e di un confronto costante e costruttivo con i principali organi di rappresentanza quali, società di collecting e provider di servizi digitali, ma anche con le Istituzioni, le Autorità, gli enti pubblici e privati nazionali, europei ed internazionali, al fine di promuovere iniziative a livello legislativo come la regolamentazione delle posizioni dominanti e dei fenomeni distorsivi della concorrenza e l’adeguamento della normativa IVA per i ricavi generati sui servizi digitali internazionali.

Libri, da Grumo all’Unità d’Italia: la storia del generale garibaldino Filippo Minutilli

di PIERO LADISA – Tra le ultime novità editoriali della casa editrice barese Wip, segnaliamo il saggio storico Filippo Minutilli. Un grumese, Generale Garibaldino de I Mille” scritto da Domenico Palladino (2018, pp. 260, € 18,00). 

Palladino, Medico Radiologo e Primario Ospedaliero Emerito di Radiologia, con quest’opera ha voluto onorare la figura e le gesta di uno dei suoi più illustri concittadini, che ha condiviso con l’Eroe dei due Mondi le fatiche militare durante il Risorgimento italiano. 

Corredato da foto, documenti d’epoca, a cui fa capo una vasta bibliografia, il saggio - impreziosito dalla prefazione di Giuseppe Garibaldi, bisnipote del generale – è un valido sussidio storico per tutti coloro che volessero approfondire “la lacunosa storia di Minutilli, incastrandola nei grossi avvenimenti storici” come sottolinea l’autore nell'introduzione. 

INTERVISTA ALL’AUTORE 

D. Perché ha deciso di scrivere un libro sul Generale Minutilli? 
R. «L'idea e' venuta quasi casualmente. E' riportata nel libro. Siamo andati a curiosare Roma, salendo sul Colle del Gianicolo per dare un’occhiata a Largo Mimutilli. Era stata fatta una delibera da Roma Capitale nel 1982, di intestare a Filippo Minutilli, Generale Garibaldino, uno spazio proprio sul Gianicolo consacrato agli eroi della Repubblica Romana, a Garibaldi e ai Gaibaldini. Il Largo intestato non esisteva. Nella parte conclusiva del libro si legge l'anticipazione della nuova delibera che Roma Capitale ha predisposto, per intestazione di nuovo spazio a Minutilli, dietro l’istanza dell’Associazione Culturale CROSAT di Grumo Appula. Si attende solo un nulla osta della Prefettura di Roma. Da lì dunque è partito il desiderio di rendere giustizia a questo personaggio, come tanti delle nostre terre, trascurato dalla storia perché non sponsorizzati da "gente che conta"». 

D.Ha trovato particolari difficoltà nel reperire le fonti necessarie? 
R. «Quando sono andato a Roma per consultare l’Archivio presente all’Eur, nell’apposito comparto riguardante la spedizione dei Mille, c’era solo un foglio scarno di notizie. Mancava solo il fascicolo di Minutilli dei 1087 complessivi dei garibaldini. In realtà era stato ritirato dai suoi discendenti che negli anni ’70 avevano passato questi documenti al prof. Sirago, docente all'epoca di Storia Romana presso l’Università degli Studi di Bari, e che ne ricavò una biografia molto apprezzabile. Non senza difficoltà sono riuscito ad avere dal Ministero della Difesa lo stato di servizio di Minutilli, fonte infinita di notizie certe e definitive». 


D. Come ha accolto il suo lavoro la città di Grumo? 
R. «L’opera è stata accolta con qualche reticenza, dopo circa trent’anni dall'analoga del prof. Sirago citata in precedenza. Ma la lettura dei contenuti, suffragati da nuovi documenti, ha fatto ricredere qualcuno. Nella consapevolezza che la storia si scopre con gli approfondimenti dei ricercatori». 

D. Per il futuro ha in mente una nuova iniziativa editoriale di carattere storico? 
R. «Si. Amando molto la storia, ritengo che scriverò ancora qualche altra opera dello stesso genere. Sempre su personaggi negletti dalla storia ufficiale. I nostri "eroi", dimenticati dalla stampa e dalla storiografia nazionale».

Il figlio di Fedez e della Ferragni operato all'udito

MILANO - Momenti di apprensione per Leone, il figlio di Fedez e Chiara Ferragni. “Questa mattina il nostro piccolo Leo ha avuto un piccolissimo intervento al Children’s Hospital per mettere dei tubicini nelle orecchie per poter eliminare del liquido che ha dalla nascita e che, nel lungo tempo, gli avrebbe potuto causare perdita di udito”: a scriverlo la blogger sulla propria pagina Instagram: Leone Lucia, nato il 19 marzo 2018 al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles è stato operato il 15 ottobre.




This morning our little Leo got a very fast procedure at Children’s Hospital to get eartubes in his ears to get rid of some liquid he’s had since he was born that otherways could cause him hearing loss in the long time. His procedure was fast and super simple so we’re super happy we did it and he’s home with us now. Seeing so many parents there having to witness their babies going through open heart surgeries made me cry non-stop and really understand that when you and your family have health, you cannot complain. It is the most important thing in the universe. And being a mum and seeing a child in pain makes you feel like you’re dying. I’m posting this because It is important to acknowledge how lucky we are, everyday. Don’t ever take it for granted. Questa mattina il nostro piccolo Leo ha avuto un piccolissimo intervento al Children’s Hospital per mettere dei tubicini nelle orecchie per poter eliminare del liquido che ha dalla nascita e che, nel lungo tempo, gli avrebbe potuto causare perdita di udito. La sua operazione era molto semplice e lui sta bene ed e’ gia’a casa con noi. Vedere pero’ tantissimi genitori salutare i propri bambini che dovevano sottoporsi ad interventi ben piu’invasivi (alcuni a cuore aperto) mi ha fatto piangere tutto il tempo e mi ha fatto capire, ancora una volta, che se si e’in salute non ci si puo’lamentare. E’veramente la cosa piu importante al mondo, e rende tutto il resto secondario. E da quando sono una mamma vedere altri bambini soffrire mi fa fermare il cuore. Sto postando queste parole per ricordare a me in primis quanto siamo fortunati, ogni giorno.
Un post condiviso da Chiara Ferragni (@chiaraferragni) in data:
La Ferragni ha condiviso due foto con il bambino prima tra le sue braccia e poi tra quelle del marito Fedez scrivendo sui social: “La sua operazione era molto semplice e lui sta bene ed è già a casa con noi. Vedere però tantissimi genitori salutare i propri bambini che dovevano sottoporsi ad interventi ben più invasivi (alcuni a cuore aperto) mi ha fatto piangere tutto il tempo e mi ha fatto capire, ancora una volta, che se si è in salute non ci si può lamentare. È veramente la cosa più importante al mondo, e rende tutto il resto secondario. E da quando sono una mamma vedere altri bambini soffrire mi fa fermare il cuore. Sto postando queste parole per ricordare a me in primis quanto siamo fortunati, ogni giorno”.

Sfera Ebbasta annuncia il nuovo tour nei palazzetti


MILANO - E' l'artista più influente e originale della scena trap italiana. Dopo aver calcato i palchi europei con il suo Rockstar Tour, Sfera Ebbasta annuncia le prime date live del 2019 nei palasport. A sorpresa arriva, infatti, l’annuncio dello Sfera Ebbasta – Popstar Tour 2019, tre concerti nelle principali arene indoor ad aprile.

Il rapper multiplatino intende celebrare così un anno da record ai vertici delle classifiche. L’album Rockstar, nonostante sia uscito da oltre 10 mesi, rimane stabile della top 15 degli album più venduti in Italia ed è entrato in classifica anche in Svizzera, Francia, Germania e in molti altri paesi europei.

Queste le date del Popstar Tour 2019(Thaurus):17 aprile – Roma, Palalottomatica
19 aprile – Napoli, Palapartenope
27 aprile – Milano, Mediolanum Forum

Le prevendite dei biglietti per i nuovi concerti nei palazzetti sono disponibili online su Ticketone e acquistabili in tutti i punti vendita autorizzati.

Gianluca Corrao in radio con il nuovo singolo 'Il traguardo'

MILANO - Dopo l’album “Parte di me”, uscito nel 2017, dal 26 ottobre nelle radio italiane “Il Traguardo”, il singolo, già disponibile nei principali digital store, che segna il ritorno dell’artista genovese Gianluca Corrao. Questa volta la produzione è stata affidata a Francesco Ciccotti, noto producer che ricordiamo anche come autore per Francesco Guasti al Festival di Sanremo.

«“Il traguardo” parla di tutte le volte in cui ci prefissiamo un obiettivo, dimenticandoci di quanto, l’unica cosa importante sia correre tenendo la mano delle persone che amiamo - si legge in una nota diffusa dall’artista - Parla di famiglia, di speranza, di sincerità. Al termine di ogni strada esiste un traguardo ma ognuno è libero di scegliere il proprio».

Fedez annuncia il tour nel 2019

MILANO - Il rapper Fedez, aspettando l'uscita del suo nuovo attesissimo album, annuncia a sorpresa le date del nuovo tour che lo vedrà protagonista in tutti i palasport d'Italia nel 2019. "Vi avevo annunciato una sorpresa, ed eccomi qua - ha scritto -. Il 18 ottobre apro ufficialmente le date del mio nuovo tour. Mi sembra incredibile, dopo la vertigine di San Siro, emozionarmi all'idea di tornare a calpestare un palcoscenico. Eppure è così". Undici date, si parte da Firenze.
Dopo il grandissimo successo de "La Finale" del 1° giugno, il concerto con più presenze del 2018, che l'ha visto come il più giovane artista italiano ad esibirsi allo stadio di San Siro, Fedez torna sul palco da solista. "Mi sembra incredibile, dopo la vertigine di San Siro, emozionarmi all'idea di tornare a calpestare un palcoscenico - ha scritto -. Eppure è così. Oggi le vertigini hanno lasciato il posto all'adrenalina. Quella di un nuovo viaggio nato per condividere con voi un nuovo progetto. Forse il più intimo e profondo di sempre".

"Come alla vigilia di ogni avventura ci sono anche incognite, timori e incertezze - ha proseguito -. Ma c'è anche la consapevolezza di poter contare sui migliori compagni di viaggio che esistano. E quei compagni di viaggio siete voi. Non vedo l'ora di abbracciarvi ancora. Ci vediamo prestissimo".

IL TOUR: Venerdì 15 Marzo 2019 || Firenze @ Nelson Mandela Forum
Sabato 16 Marzo 2019 || Torino @ Pala Alpitour
Giovedì 21 Marzo 2019 || Bologna @ Unipol Arena
Sabato 23 Marzo 2019 || Montichiari (BS) @PalaGeorge
Giovedì 28 Marzo 2019 || Ancona @ PalaRossini
Sabato 30 Marzo 2019 || Eboli @ PalaSele
Martedì 2 Aprile 2019 || Acireale @ Pal’Art Hotel
Venerdì 5 Aprile 2019 || Roma @ PalaLottomatica
Lunedì 8 Aprile 2019 || Milano @ Mediolanum Forum
Sabato 13 Aprile 2019 || Padova @ Kioene Arena
Domenica 14 Aprile 2019 || Conegliano @ Zoppas Arena

Le 'emozioni' del polittico di Vito Matera

di  LIVALCA - In questo periodo   tutti i ‘media’ stanno celebrando, giustamente,  il ventennale della scomparsa di Lucio Battisti - onesto interprete vocale,  ma  assoluto genio musicale -  risvegliando in noi : trepidazione, commozione, eccitazione…emozione. Il mio pensiero è volato ad anni fa quando, esasperato dalle emozioni che duravano mesi di Francesco De Martino, decisi di convocare un incontro di domenica in azienda per trovare qualcosa che riuscisse a convincere il direttore editoriale a varare, finalmente, una copertina cui teneva molto... e non indaghiamo perché. Convocai gli amici Carlo Fusca e Lucio Gacina, presenti  Angela  Iacoviello,  Angela Lopez, Francesco e Delio De Martino e il sottoscritto. Carlo portò molte foto di suoi quadri, Lucio tre sue composizioni e Francesco un catalogo di Vito Matera da cui attingere eventualmente qualcosa. Conoscendo Francesco, quando al telefono mi parlò di Matera, mi guardai bene non solo dall’informare il Maestro nato a Gravina  ma dal ‘convocarlo’; già prevedevo  quale sarebbe stata la conclusione e, qualora si fosse verificata la classica eccezione, avrei potuto sempre sistemare il tutto in seguito.  Dal momento che sono scrupoloso e lungimirante (avevo concordato con Francesco che in copertina avremmo riportato il giudizio di un critico sulla valenza artistica del prescelto) trovai qualcosa che riguardava i nostri ‘concorrenti’.  Di Vito Matera mi ero procurato tre riflessioni che mandai a memoria (probabilmente le avevo trovate da una stessa fonte, non ricordo) a cura di Anna D’Elia: « Pittore dei mondi arcani e favolistici, dove avventura e realtà si scambiano i ruoli», Lino Angiuli: «…Di qui la calda suggestione emanata da un colore che non ha peli sulla lingua » e Raffaele Nigro: « Matera è un pittore chiarista volante sfottente sognante espressionista fumettante guizzante illustrante e ironico». Ora non posso narrare nel dettaglio quello che avvenne dalle 11 alle 14, ma posso dirvi che io nel ricordare a memoria  le ‘stravaganze’ di Raffaele invece di ripetere ‘fumettante’  dissi e confermai ‘fumante’. Subito Francesco mi eccepì non può essere (possiede mancanze, ma conserva il pregio principale che lo porta ad avere  una seria, irreprensibile sensibilità linguistica) fumante e propose varie soluzioni fra cui ‘fulminante’. In questo lasso di tempo Delio con il suo tablet, o qualcosa di simile, riuscì a dimostrare visivamente al padre che il termine esatto era ‘fumettante’. Chiaramente, come avevo largamente previsto, il professore delle tante ‘Medee’  prese tempo per decidere  e vi riferisco, solo per la statistica,  che 48 ore dopo risolse tutto  mio fratello Raffaele facendo un collage in copertina  di alcune foto sparse all’interno del libro.

Vito Matera all’oscuro di questo intreccio di accadimenti, ha continuato la sua tranquilla e rispettabile vita di esponente di un’arte figlia diretta di un evento artistico che nasce sorretto da fondamentali studi classici. Evidente notare che,  nei primi anni ’80 del secolo scorso, l’influenza di Francesco De Martino  è stata determinante per il ciclo delle Deliadi - opere riprodotte a pagina 1291 di Puglia Mitica ( Levante Bari, 2012) insieme ad un magnifico quadro dal titolo ‘ La via in su e in giù di  Eraclito’ «…l’uomo deve destarsi e solo nella veglia autentica, sincera e genuina può conoscere l’ordine nascosto della realtà» - da considerarsi testimonianza  assoluta di quanto il Matera  sia un vigile osservatore che  ‘serve in tavola’ un colore mai troppo invadente per sollecitare in chi guarda pensieri  autonomi, inebrianti, un invito a sentirsi artista per pochi minuti o forse ore. Matera ci prospetta un suo mondo : costruito su ricordi personali,  che sono tutta la sua vita, una vita spesa per l’arte e l’insegnamento, a cui non ha mai rinunciato e che gli ha regalato momenti esaltanti  e negativi, immagazzinati con lo spirito del discepolo che sa che la cattedra è una palestra-maestra di vita, per cui va vissuta alternando le funzioni.  Guardando le opere di Matera, quelle che lui realizza riciclando vecchi oggetti di legno, ti accorgi che il ‘mestiere’ - la maestria professionale è un genere che in ogni epoca ha ottenuto stima e rispetto - è sovrano: scultore, pittore, incisore, grafico…in lontananza collaboratore nella bottega paterna  di orafo e musicista: un  BATTISTero nel  DNA  (Doti naturali autoctone).

Torniamo a Lucio Battisti e  Vito Matera : Lucio cantante nella norma in quanto ad ‘avvenenza’ vocale e Vito scrupoloso studente  che si laurea in Filosofia, con una tesi in Estetica dedicata ai problemi dello spazio pittorico;  l’autore di «Acqua azzurra, acqua chiara» e tante atipiche eccezionali costruzioni musicali, frutto di un  vero autentico talento (riconosciuto, cosa che non sempre si realizza in vita, ‘urbi et orbi’ anche per i sagaci e arguti versi di Giulio Repetti)   optò per una pausa di riflessione che lo porterà a legarsi  al Panella con una enne in meno  e passò « dal profumo di un amore puro» a «L ‘apparenza» e « La sposa occidentale», al contrario il  nostro Matera, concluso il costruttivo ciclo delle «Ippografie», intervallato da il «Bestiario minimo’, ‘Tabule pictae e De arte venandi cum avibus», rimase fedele agli occhi innocenti della sua Giovanna e al profumo di quel puro amore, puro come i colori, che lui da sempre ha impiegato e continuerà ad impiegare, in modo da  approdare, senza inutili scossoni, ai ‘Tarocchi della  Murgia’.

Spero che la redazione del «Giornale di Puglia », con la lungimiranza ampiamente dimostrata in questi anni, pubblichi la foto del polittico ( dal greco :  dotato di molte pieghe) realizzato da Matera: si tratta di quattro scomparti dipinti con la voglia di stupire che sembrano il giardino cui la coppia Battisti-Mogol si sia ispirato per «Pensieri e parole, Emozioni, La canzone del sole, Il mio canto libero ». Famosa la frase di Mogol: «Non ci sono musichieri, ma musicisti, e non siamo autori ma parolieri », cui Matera potrebbe ribattere «Non ci sono artisti, ma pittori-scultori-artigiani». Come affermava Hume « L’arte può fare il vestito, ma la natura deve produrre un uomo», chi scrive si limita a considerare  che, per l’essere umano, la ‘fatica’ è alla base di tutto e per dirla con Gervaso « L’arte è fatica ispirata».

La canzone 'Volare' ricordata in New York nel suo 60mo anniversario

NEW YORK - A distanza di sessant’anni dalla sua nascita, il brano “Volare” fa ancora parlare di sé nel mondo. Era il 1958 quando il famoso artista italiano Domenico Modugno (di origini pugliesi) e Franco Migliacci diedero “vita” a quello che è definito ancora oggi tra i brani Italiani più celebri nel mondo.

A ricordare ed omaggiare il brano in questo importante anniversario è stato il noto tenore Italo-Americano Luciano Lamonarca (anch’egli di origini pugliesi), che per l’occasione ha lanciato una pagina web dedicata dove, a parte includere importanti notizie sul compositore e sulla canzone stessa, mette a disposizione del visitatore la sua recente registrazione della canzone, in formato mp3, ed in maniera totalmente gratuita. L’iniziativa include anche il brano “Piove” (il quale titolo è Ciao, ciao bambina), e che è inclusa come bonus.

“Nel "marcare" il mio 10.mo anniversario qui negli Stati Uniti d'America, ho pensato che fosse arrivato il tempo di produrre il mio terzo album. Nel fare ciò ho voluto pagare il mio tributo alla canzone "Volare", composta da Domenico Modugno, e conosciuto qui negli U.S.A. come "Mr. Volare", nel 60.mo anniversario della sua composizione. Quale "figlio orgoglioso" della Puglia, non avrei potuto essere più felice nel lanciare questo progetto musicale, e di rendere disponibili i due brani musicali in maniera gratuita a tutti coloro che visiteranno la mia pagina web dedicata: www.lucianolamonarca.com/volare” ha dichiarato il Tenore Luciano Lamonarca.

Il singolo "Volare" è stato lanciato Martedì, 9 Ottobre 2018, all'interno dell'evento esclusivo "Experience Puglia", tenutosi presso il Domenico Vacca Club. Tra i presenti vi erano, a parte lo stilista Domenico Vacca che ha fatto gli onori di casa, il collaboratore CNN ed ex Presidente della Contea del Westchester dello Stato di New York, On. Robert Astorino, il chirurgo di fama internazionale Cataldo Doria, nonché la delegazione della Puglia in visita in New York e Washington, capeggiata dal Presidente della Regione, Michele Emiliano.

BrindisiClassica: si parte con la 'Soirée Rossiniana'

BRINDISI - Giovedì 25 ottobre 2018 (ore 20.00) prende il via a Brindisi nel Salone di rappresentanza della Provincia la XXXIV edizione della stagione concertistica "BrindisiClassica", organizzata dall'Associazione "Nino Rota" sotto l'egida del MiBACT, con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Brindisi e sponsorizzata dall'ENEL.

Ricorrendo il 150° anniversario di morte di Gioachino Rossini, la Direzione Artistica, composta dalle Prof.sse Silvana Libardo e Francesca Salvemini, ha voluto onorare la figura e l'opera del grande compositore dedicandogli la serata inaugurale.

A deliziare il pubblico con celebri arie, duetti, terzetti e quartetti, dal repertorio lirico operistico del "Cigno di Pesaro", saranno in scena i noti cantanti lirici Francesca Longari (soprano), Daniela Pini (mezzosoprano), Christian Collia (tenore), Maurizio Leoni (basso, baritono); al pianoforte il M° Vincenzo Rana, che da oltre un ventennio è collaboratore al pianoforte e di direttore musicale di palcoscenico in importanti Teatri di tradizione e Festival (Teatro Petruzzelli  di Bari, Teatro V. Emanuele di Messina, Teatro Verdi di S. Severo, Teatro Cilea di Reggio Calabria, Politeama Greco di Lecce, Festival della Valle d’Itria, Opera Giocosa di Savona, Wexford Opera Festival in Irlanda).
Curriculum di tutto rispetto dei cantanti protagonisti: Francesca Longari entra a far parte dell’ensemble dei giovani artisti all’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino nel 2015 e si perfeziona con insigni Maestri. Ha debuttato diversi e impegnativi ruoli operistici a Firenze (Teatro Goldoni, Teatro del Maggio Musicale di Firenze, Palazzo Pitti), al Teatro Comunale di Bologna, al Festival Rossini di Wildbad e varie in tournée in Italia e all'estero.

Daniela Pini, dotata di una straordinaria duttilità vocale, ha un repertorio che spazia dalla musica barocca a quella contemporanea e vanta moltissime collaborazioni con Direttori e Registi ai più alti livelli in ruoli operistici da protagonista nei maggiori Teatri d’Europa, USA, Colombia, Giappone. Christian Collia, formatosi al Conservatorio "Santa Cecilia" di Roma e all’Accademia Rossiniana di Pesaro, ha debuttato in varie opere del repertorio operistico rossiniano in Teatri quali il "Petruzzelli" di Bari, il "V. Bellini" di Catania, "La Fenice" di Venezia, "Politeama Greco" di Lecce e nella Cadogan Hall di Londra. Maurizio Leoni è un artista eclettico che ha approfondito e frequentato svariati ambiti della musica classica vocale. È elemento stabile di tre formazioni da camera, vanta quattordici prime assolute in opere contemporanee e del ‘900 e ha debuttato in importanti ruoli operistici nei maggiori teatri italiani ed esteri (Opéra-Comique di Parigi, Bunka Kaikan di Tokyo). Uno spettacolo da non perdere.

"Soirée Rossiniana"
FRANCESCA LONGARI soprano - DANIELA PINI mezzosoprano
CHRISTIAN COLLIA tenore - MAURIZIO LEONI basso, baritono
VINCENZO RANA pianoforte

Ingresso € 10,00 - Ridotto studenti e under 25 € 5,00
Info: 3288440033 - www.associazioneninorota.it

Scrittrici: Soledad 'In carne e cuore'

di FRANCESCO GRECO - Soledad Alegre non è di quelle che ci si volta a guardare per strada: diciamo che è un tipo. E' una di quelle ragazze un po' cresciute, diversamente giovani, di cui è pieno il mondo 2.0 sotto la tirannia del pixel e la vita quotidiana. Schizzate al limite della paranoia, ovviamente in carriera, sfatte dalla tensione sovrumana per non lasciarsi andare alla cellulite e le smagliature (“il diretto interessato è l'ultimo ad accorgersi del disastro”), col filo interdentale nella borsa griffata, le puoi incontrare alla fermata della metro a smanettare sull'i-pad, in palestra, alla cassa del centro commerciale, dal dentista.
 
Le riconosci subito: hanno un'impronta somatica che non ha bisogno di eccessive decodificazioni e cercano l'uomo della loro vita. Soledad pensa di averlo trovato nel gigolò russo Adam “occhi caramello”, “un fisico fuori dal comune”, “la vita le pareva vuota, noiosa e insensata”, trovato sul web.
 
Sono un archetipo del nostro tempo complicato, che promette l'eterna giovinezza, un business che poi ti vende robaccia inutile, spesso dannosa: ricordate Laura Antonelli?
 
Soledad di più ha il senso di rivincita sociale che deriva dalle “umili origini”, un démone difficile da domare e che pure le dà la forza per non arrendersi alle asprezze della vita (inclusa una gemella fuori di senno).
 
Nella Spagna della grande crisi dove (“c'era sangue dappertutto”), dopo aver perduto la direzione del centro culturale “Triàngulo” lavora in una galleria d'arte dove si deve allestire una mostra di artisti maudit (da Burroughs che si taglia una falange col trinciapollo a Gàlvez che gira i bar a chiedere un obolo per seppellire il figlioletto fino alla sifilide di Maupassant), di quelli che inseguendo la fama hanno dovuto fare i conti con i crampi della fame.     
 
“In carne e cuore”, di Rosa Montero, Salani editore, Milano 2017, pp. 222, euro 16,80 (ottima traduzione di Michela Finassi Parolo), è un romanzo (forse autobiografico) che si legge con avidità anche perché ben scritto, come è sempre lo stile di chi proviene dal giornalismo (dal '76 scrive su “El Paìs”).
 
Ma anche perché Soledad è l'icona modernissima del XXI secolo. Sospesa fra troppa autostima e un narcisismo indotto da scienza e tecnologia e il web dove nei profili sui social siamo tutti giovani, ricchi e belli, e dimentichiamo che la vecchiaia “costosa” arriva all'improvviso e si resta soli (infatti Adam ha altri progetti e non con Soledad).

La donna ha puntato tutto, o quasi, sul corpo, sul vestito, l'apparire, ha smesso l'eleganza dello spirito, la sola che dà sicurezza e bellezza infinita.
 
Target, ostaggio di stilisti e pubblicitari, ha scordato che la bellezza ha origini misteriose e irrazionali: si può essere belle sempre e mentre un uomo vecchio può essere interessante (Tolstoj non scappò con una ragazzina), la donna è solo vecchia perché insieme alla tensione della carne perde anche la luce dello sguardo.
 
La prosa di Rosa Montero è piena di luce, di grazia e sincerità (come quella di Almudena Grandes). Abbagliante, sincopata e ipnotica, non riesci a smettere e ne vuoi sempre di più. Procuratevelo subito se volete sapere delle donne che ci stanno intorno, della loro e nostra vita: Soledad (e Dolores) sono nostre sorelle. 

Bari, per le giornate FAI d'Autunno 12mila presenze al teatro Margherita

BARI - L’assessore alle Culture Silvio Maselli rende noto che sabato 13 e domenica 14 ottobre, in occasione dell’apertura al pubblico del Teatro Margherita nell’ambito delle  “Giornate Fai d’Autunno 2018”, sono stati 12.000 gli ingressi registrati.

“Numeri impressionanti - commenta Maselli - che testimoniano il desiderio di cultura e di bellezza che anima la nostra città. Vedere il foyer del Margherita gremito di gente è stata una grande emozione, il segno dell’aspettativa  per un intervento di riqualificazione  straordinario che a breve restituirà a Bari uno dei suoi contenitori culturali più  belli per farne uno degli snodi del Polo contemporaneo della arti. Ringrazio la delegazione cittadina del  FAI per la passione e la tenacia con cui continua a promuovere la conoscenza e la tutela del nostro patrimonio culturale. Fra poco più di un mese, ultimati gli interventi di restauro, il Margherita completamente rinnovato tornerà ad aprirsi alla città”.

Ad accompagnare i visitatori all’interno del foyer sono stati  circa 200 studenti, molti dei quali inseriti in progetti di alternanza scuola-lavoro, degli  istituti scolastici II.SS. Gorjoux – Tridente - Vivante, II.SS.De Nittis - Pascali, I.T.C. Lenoci, Liceo Linguistico Marco Polo e II.SS. Colamonico di Acquaviva delle Fonti.

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