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Ligabue a Bari, 'Start tour': il rocker di Correggio stecca la prima, ma in fondo 'Luciano è sempre lui'…

di NICOLA RICCHITELLI – Leggere ciò che ci accade nella vita di tutti i giorni con i numeri non è prassi inventata dal sottoscritto, ad ogni modo i numeri dicono e indicano sempre qualcosa. 25.000 spettatori – qualcuno sostiene addirittura 17.000 - due ore di musica, più di venti brani in scaletta al netto dei vari medley e qualche polemica sparsa qua e là.

Una serata dai due volti quella del San Nicola - lo scorso 14 giugno a Bari – lì dove prendeva il via la 19° tournée del rocker di Correggio, lo “Start tour” cui fa seguito il dodicesimo album in studio “Start” pubblicato lo scorso 8 marzo a distanza di tre anni dall’ultimo “Made in Italy”. Si parte dalle polemiche scaturite dalla decisione di chiudere le tribune numerate est e ovest, si prosegue con il ritardo dell’inizio del concerto di mezz’ora e fortunatamente si finisce urlando tutti sotto il cielo.  

Per qualcuno il concerto inizia, sin dal mattino, tra sacchi a pelo e zainetti, la battaglia per la corsa alle prime file inizia proprio di qua. Si fa colazione con un panino, si stappano le prime immancabili Peroni, si canta e si scherza, i ragazzi di Bari che flirtano con le ragazze di Lecce – tranquilli, in questi casi l’eterna rivalità passa in secondo piano – e i barlettani che scambiano numeri di telefono con le tipe di Foggia e viceversa, le scene di un concerto sono anche queste. Tra le sterminate carovane di paninari e venditori di bibite si “Urla contro il cielo”, già attorno le ore 15 si scorgono i primi segni di stanchezza, ma si è giovani anche per questo, per dire io c’ero.

Ore 21.30 in punto, si inizia. Si parte dall’ultimo album “Start” dunque, Polvere di stelle e Ancora Noi, e quindi A modo tuo – brano scritto dallo stesso Luciano per Elisa nel 2014 – per poi tornare indietro di vent’anni fino a Miss Mondo con il brano apripista di quell’album Si viene e si va. A seguire arrivano pezzi che hanno decretato la consacrazione del rocker di Correggio, arrivano Quella che non sei  - direttamente da Buon compleanno Elvis – e Balliamo sul mondo – contenuto nel primissimo Luciano Ligabue – quindi si giunge al primo medley: L’amore conta/Sogni di Rock’n’Roll/Il giorno di dolore che uno ha/Tu sei lei/Un colpo all’anima

Poi avanti con Bambolina e Baracuda, La cattiva compagnia, fino ad arrivare alle origini con Non è tempo per noi e Marlon Brando è sempre lui. Quindi ancora un’incursione nel nuovo album “Start” con Luci d’America e Mai dire mai a cui fa seguito il secondo medley del concerto Vivo morto X/Eri bellissima/Il giorno dei giorni/L’odore del sesso/I ragazzi sono in giro/Libera nos a malo/Il meglio deve ancora venire.

Si va verso la parte finale del concerto, Vita morte e miracoli e Niente Paura anticipano brani che hanno fatto la storia della carriera di Luciano Ligabue nonché della storia della musica italiana, arrivano quindi Certe Notti, A che ora è la fine del mondo e Tra palco e realtà.

Chiudono il concerto Certe donne brillano, Piccola stella senza cielo e la travolgente Urlando contro il cielo.

Alla fine, quel che resta di lui lo si scorge in quelle “Certe notti” che cantavi tra i banchi di un istituto tecnico industriale, quando sognavi di guidare quella “macchina calda, e dove ti porta lo decide lei…”. Liga in fondo è sempre lui, è lo stesso che 29 anni fa cantava “Non è tempo per noi” anche se ultimamente convince sempre poco. Non sarà più tempo per noi e forse anche di questo Liga ma, si sa, il tempo cambia persone e cose, o forse questo Liga è troppo figlio di questo tempo, o forse la colpa di qualcuno è quella di essere fin troppo nostalgico di quelle facce là. Tra quei ragazzi che sono ancora in giro si dibatte anche di questo.

È vero, un concerto non si giudica dai numeri ma dalle canzoni e dal cantante, però alzi la mano chi nel 2005 a Campovolo non strombazzò i 165.264 tagliandi staccati, facendo passare le polemiche per la qualità dell’audio in secondo piano? 25.000 spettatori a fronte di una struttura che ne poteva contenere il doppio, i numeri sanciscono questo, che questa prima tappa dello “Start tour” ha steccato. Appuntamento ora al San Filippo di Messina, poi sarà la volta di Pescara e Firenze, e quindi ci sarà San Siro il 28 giugno, fino ad arrivare a Torino, passando per Bologna e Padova e chiudere allo stadio Olimpico di Roma il 12 Luglio.

A un anno dall’intervista di Vasco Rossi al Giornale di Puglia :«La libertà? E' una bella gatta da pelare»


di NICOLA RICCHITELLI – Un anno, 365 giorni, due date – 16 e 17 giugno 2018 – e 100.000 fans che assistettero allo stadio San Nicola il Live Kom 2018. Vi riproponiamo quest’oggi l’intervista rilasciata dal Komandante alla nostra testata alla vigilia dell’arrivo del Live Kom 2018 nella città di San Nicola, 365 giorni dopo, nonché a distanza dall’aver messo in cantiere l’ennesimo record dei sei sold out registrati a San Siro.

Il rocker di Zocca, tra l’altro, sarà al centro di un docu-concerto in onda lunedì 17 giugno in prima serata sull’ammiraglia Mediaset. Lo speciale appuntamento, intitolato Siamo solo noi – Sei come 6 e accompagnato dalla voce narrante di Gerry Scotti, raccoglierà il meglio dei sei concerti che il Blasco ha tenuto a Milano, allo stadio di San Siro, l’1, il 2, il 6, il 7, l’11 e il 12 giugno (il tour si concluderà poi a Cagliari il 18 e 19 giugno).

Il docu-concerto sarà una sorta di diario di bordo dei sei eventi milanesi, guidato dalla voce fuori campo di Gerry Scotti e commentato dallo stesso Vasco in un’intervista esclusiva. Le telecamere di Canale 5 seguiranno il cantante in un viaggio a ritroso nel tempo, che comincerà dallo smontaggio del palco dopo l’ultimo concerto fino alle prove. Il racconto sarà arricchito anche dalle impressioni dei fan accorsi a San Siro.        

D: Komandante, come sta?
R:«Molto bene grazie, non vedo l’ora di cominciare..»

D: Mi permetta di partire o ripartire da “Modena Park”… qualcuno sui giornali ha detto che quella sera ha ristabilito l’ordine naturale delle cose. Cosa ha rappresentato per lei la sera del 1 luglio?
R:«Per me? Un evento straordinario, epocale, che ha inevitabilmente determinato un “prima” e un “dopo” Modena Park.  Il bello è che io avevo pensato a un concerto  festa “tra amici”  per i miei 40 anni di palco e di canzoni ma la festa si è trasformata in poche ore in evento epocale. Abbiamo battuto ogni record, di pubblico, di organizzazione e di critica! Sì, decisamente  la tempesta perfetta, anche la scaletta, anni 80, 90 e 2000…Oltre 3 ore e mezza di concerto, solo ed esclusivamente per l’evento di Modena Park…»

D: Cosa ha provato nei minuti che hanno preceduto la salita sul palco?
R:«L’adrenalina era a mille già dal pomeriggio, quando ho visto dall’elicottero che mi portava a Modena, tutta quella folla …sterminata ..un’emozione incredibile. Avevo una gran voglia di salire da solo sul palco e abbracciarli tutti quell’attimo prima di attaccare “Ho perso un’altra occasione buona stasera…».

D: Ha avuto paura? E comunque le capita di averne prima di salire su di un palco?
R:«Paura? La preoccupazione che qualche cosa non funzioni c’è sempre ma…Ma quando salgo sul palco e la musica comincia, allora tutto torna.., tutto quadra e diventa una formidabile sensazione che non si può spiegare qui…». 

D: Komandante, in un brano di un paio anni fa cantava “Sono innocente”? Di cosa l'accusavano?
R:«In realtà mi sono messo sul banco dell’accusato per una riflessione più ampia con me stesso, un po’ il bilancio di una vita: sono innocente ma….E dentro quel  ma ..c’è la risposta a tutto quel che conta e costa in fondo la libertà…».

D: «Ma guardandomi in faccia dovrei dirmi una bugia…», quali le bugie che spesso si è raccontato?
R:«Non ho mai avuto bisogno di raccontarmi delle bugie e dico sempre la verità solo nelle canzoni. Il mio popolo lo sa, per quello si fida e soprattutto si “riconosce” nelle canzoni».  

D: Cosa rappresenta e ha rappresentato il mondo femminile per Vasco?
R:«L’altra metà del cielo, l’universo femminile è un mondo tutto da scoprire, ancora…Ovviamente la donna mi intriga, mi ha sempre intrigato e sempre mi intrigherà. Oltre a essere un attento osservatore ho una parte femminile che nell’arte della canzone mi aiuta molto a parlare anche…di me». 

D:E le canzoni? Cos’è una canzone per Vasco?
R:«Per me le canzoni sono “parole” sostenute da una colonna sonora. Le parole sono talmente importanti, che io soffro quando vengono usate a sproposito in modo strumentale o demagogico.  La canzone d’autore è una forma d’arte capace di comunicare emozioni talmente forti da commuovere anche senza bisogno di sapere niente . Quando le parole sono sostenute da una musica che le accentua e le fa vibrare colpiscono talmente  in profondità l’animo umano che possono davvero consolare edificare e fare veramente bene oltre a non aver bisogno di alcuna spiegazione da parte di critici o esperti vari». 

D: Una canzone può essere pericolosa?
R:«Non credo proprio. Le canzoni possono essere provocatorie ma non pericolose. Le provocazioni artistiche servono a  mantenere sveglie le coscienze!».

D:Komandante, quando lei dichiara: «Sono ancora il numero uno, il numero due e il numero tre. Per il quarto posto là dietro c'è una gran bagarre », dove finisce la provocazione e dove inizia la critica nei confronti del movimento musicale italiano?
R:«Naturalmente mi riferisco ai concerti dal vivo. Come qualità della performance musicale e coinvolgimento emotivo di tutto il popolo che assiste e vive il concerto non esistono eguali.  Non dovrei essere io a dirlo ma questo non significa che non sia vero. Capisco che la cronaca nella sua narrazione tenda  a dover uniformare sempre un pò tutti i fenomeni che descrive ma ci sono delle belle differenze. 
Uno dei motivi è senza dubbio una band selezionata nel tempo e organizzata come una squadra dove ogni musicista è un grande talento nel suo ruolo. L’altro è che io ho cominciato con una lunga gavetta di anni di concerti dal vivo,  davanti a un pubblico spesso ostile che non conosceva le mie canzoni e quindi dovevo convincerli e farli divertire». 

D: Qualche tempo fa presentò le dimissioni da rockstar per poi ritirarle. Ha mai immaginato come potrebbe essere un suo addio alle scene? 
R:«Qualche anno fa è vero ho dato le dimissioni da “rockstar”  ma non sono state accettate!». 

D: Da quanto tempo non le capita in un concerto di ritrovarsi dalla parte dello spettatore? 
R:«Dai tempi in cui ero ragazzo e andavo ai concerti anche io…».

D: Che padre è Vasco Rossi e che figlio è stato?
R:«Sono un padre sereno. Ho fiducia nei miei figli come l’aveva mio padre in me». 

D: Che marito/compagno è Vasco Rossi?
R:«Il compagno/marito ideale». 

D: E su Papa Francesco? A volte sembra una rockstar anche lui…
R:«È una grande rockstar!»

D: Qual è il suo rapporto con la fede?
R:«Io non credo. Io so».

D: Cos’è per Vasco la libertà?
R:«La libertà è una bella gatta da pelare!» 

D: Si sente un cattivo o un bell’esempio?
R:«Direi che Sono come uno di quegli esperimenti, molto pericolosi, da non ripetere a casa».  

D: Com’è, e come è stato il suo rapporto con giornali e giornalisti?
R:«Sono purtroppo sempre stati pochi quelli che hanno capito le mie canzoni. Fortunatamente le canzoni non hanno bisogno di essere spiegate. Quindi va tutto bene!».

D: Vasco Rossi ha ancora un sogno?
R:«Quello di morire su un palco!».

Luciano Ligabue a Bari, 'Start tour': in 25.000 tra flop e realtà

di NICOLA RICCHITELLI – Più che un concerto allo Stadio San Nicola sarebbe più giusto parlare di un concerto in Curva nord, 25.000 spettatori per l’appunto, troppo pochi forse per chi si aspettava di rivedere la magia di un anno fa quando Vasco Rossi con il suo “Live kom 2018” faceva bella mostra di sé dalla Curva sud, con uno stadio intero ad intonare “Albachiara”.

In attesa di capire se più che parlare di uno “Start tour” sarebbe più giusto parlare di un “The End tour”,  aspettiamo di scendere al San Filippo di Messina, e risalire quindi a Pescara fino alla volta di Firenze, e capire cosa succede a San Siro il 28 giugno – lì dove quel tal di Zocca metteva in cantiere non meno di 24 ore prima l’ennesimo record di una carriera leggendaria, sei sold out di fila e tutti a casa – senza contare che c’è lo stadio Olimpico di Roma e Torino, Padova e ancor prima lo stadio “Dall’Ara” di Bologna. A domani per il racconto della serata della prima tappa del Start tour.

Il lirismo cromatico degli acquerelli di Maria Grazia Dell’Aere


di VITTORIO POLITO - La pittura è l’arte del dipingere, raffigurare il mondo esterno o immaginario per mezzo di linee, colori, masse, valori e toni. Un’attività basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche che alla fine danno luogo ad un prodotto finito, un quadro, una scultura, un progetto architettonico, ecc.

Maria Grazia Giovanna Dell’Aere, ha pubblicato recentemente per SECOP edizioni, collana “Oltre il confine”, l’agile e coloratissimo volumetto “Nudamore”. Perché “Nudamore?” Chiarisce l’interrogativo Giovanni Romano che firma l’introduzione: “Nudità e amore sono due parole inesorabilmente unite. Nudità degli amanti quando celebrano fisicamente l’amore, ma molto più nudità dell’anima che quando ama va incontro agli altri”.

Trattasi di una serie di acquerelli di figure di donne, colte negli attimi fugaci del loro vivere e scelte tra le numerose tavole della sua produzione.

Scrive Angela De Leo nell’introduzione che “la mostra pittorica sulle donne dell’autrice è un luminoso esempio di immagini, forme, colori” che “emozionano perché si trasformano nel canto, ora tenero ora impetuoso ora dolente ora appassionato e nostalgico, dell’universo femminile, che nei quadri di Maria Grazia si ripropone in tutte le sue innumerevoli sfaccettature d’acqua e d’aria, di terra e di fuoco”.

Non sono un critico d’arte ma la visione degli acquerelli di Maria Grazia Giovanna Dell’Aere, coloratissimi, destano effetti luminosi sorprendenti, gradevolmente accettabili, insomma un lirismo cromatico, che vedono protagonista il corpo femminile attraverso tecniche differenti che mostrano i talenti dell’autrice.

Il volume riporta anche alcune poesie firmate dalla stessa autrice e da Zaccaria Gallo, Romano Dell’Aere, Mimì Girasoli, Angela Strippoli, Federico Lotito, Anna Mininno, Benedetta Caterina, Nunzia Bevilacqua, Nico Mori e Angela De Leo.     

Elodie feat. Marracash: Margarita è la nuova hit dell'estate

MILANO - Coppia vincente e brano azzeccato per l'insolita coppia formata da Elodie e dal king del rap, Marracash. 'Margarita' è il risultato della collaborazione tra i due artisti e la produzione dei due 'geni' dei tormentoni estivi: Takagi & Ketra. Margarita è un inno alla bella stagione, ai nuovi amori, alle emozioni e al divertimento.

Elodie, che ha raggiunto oltre un milione di ascoltatori al mese su Spotify, reduce dalla collaborazione con i The Kolors nel brano 'Pensare male' per tre settimane in vetta alle classifiche EarOne e certificato disco d’oro, torna, a distanza di un anno dal successo di Nero Bali (feat. Michele Bravi e Gué Pequeno), con un brano che si appresta a diventare la nuova hit della stagione calda appena iniziata.  Al brano segue anche il video ufficiale.

Elodie, 29 anni, si è trasferita a Milano, città dove la musica regna. E' maturata, dopo l'esperienza con il primo album e la partecipazione al Festival di Sanremo; tante idee e tanti sogni ancora da realizzare. Elodie si prende il suo spazio nel panorama musicale italiano e crea nuove collaborazioni di successo.  

Nel ‘mosaico della felicità’ Cianci e Fizzarotti fondono Scienza e Arte


di GRAZIA STELLA ELIA - Guardando il titolo, il sottotitolo e l’aspetto ponderale di questo libro in edizione fuori commercio (Dario Cianci - Santa Fizzarotti  Selvaggi ‘Il mosaico della felicità. Biodiversità tra scienza, arte e poesia’ - Levante editori, Bari 2019), potrebbe accadere di avvertire una certa perplessità al momento di imbarcarsi in un mare di pagine dense di scienza, di saperi alti e di nozioni non comuni… E invece, una volta entrati nella lettura, si intensifica l’interesse a cogliere i messaggi edificanti che arrivano e catturano.

In apertura troviamo la lettera di Santa Fizzarotti Selvaggi allo scomparso scienziato Dario Cianci, intesa a ringraziarlo per averla coinvolta già da tempo in un progetto culturale che in questo libro si concretizza. 

Segue la Prefazione di Elena Ciani, della quale riporto un passo indicativo di ciò che il lettore troverà scorrendo le pagine. A pagina 13 infatti si legge: “[… ] Nasce un testo decisamente originale, che sfugge a qualunque facile definizione, dove considerazioni estetiche, etiche, epistemologiche, fenomenologiche ed escatologiche accompagnano suggestioni mitiche e mistiche in un vibrante elogio della Divinità, nelle sue molteplici forme visibili ed esperibili”.

Vi è poi la Presentazione puntuale e pregnante del Professor Donato Matassino, accademico ordinario dei Georgofili il quale, nel concludere le sue pagine dense di dottrina, scrive: “[…] l’opera ‘Il mosaico della felicità - Biodiversità tra scienza, arte e poesia’ comprende una visione dell’Universo […] di un Artista che, superando la cortina dell’effimero e dell’accadimento quotidiano, […] si proietta verso una visione di un tutto in cui il cuore, il sentimento e la scienza si fondono e concorrono alla percezione della consapevolezza che l’Universo, l’Arte, la Biodiversità e la Scienza sono modalità diverse di un’unica sostanza: ‘la Vita’”.

Ma entriamo in medias res, nel nostro caso nel vivo della lettura. Ci si imbatte in testi poetici che rivelano lo stile dell’autrice, una donna che non scrive soltanto versi, ma discute anche di filosofia, arte, paesaggistica e Natura - Madre.

Il coautore, uno scienziato a tutto tondo, parla di biodiversità, sottolineando che gli  elementi che la compongono non vanno mai separati, perché ciascuno è indispensabile. “La bellezza, l’armonia e la complessità del mondo, della natura, del paesaggio sono spesso arricchite dall’opera di poeti, pittori, cantanti” che le rappresentano nelle loro creazioni.

Secondo la Fizzarotti l’opera dell’artista viene mossa da “un vento poetico” portatore delle “voci delle madri e dei loro bambini”, un vento che consente di “sentire l’anima del mondo”. Ella fa riferimento al Michelangelo della Sistina e al Van Gogh del sole e della luna e dice: “Gli artisti, dotati di una seconda vita, sono profetici”.

La biodiversità, come afferma Dario Cianci, fornisce informazioni sulla variabilità genetica e consente di collegare il passato al futuro biologico. Sul filo della Scienza più rigorosa egli entra nei dettagli sull’argomentazione che riguarda la biodiversità. 

Il Professore giunge alle Conclusioni evidenziando la necessità di conservare e valorizzare i dati riguardanti la genetica di eredità, affinché le diversità umane e animali si usino in vista dei benefici in favore della intera umanità.

La Fizzarotti, nei suoi capitoli, parla poeticamente della natura e scrive un’ode alla rosa. Lo scienziato, dal canto suo, dice che la biodiversità animale ha tante analogie con la biodiversità umana e ricorda di aver programmato il Piano Difesa delle risorse genetiche delle popolazioni animali. Sottolinea l’importanza dell’archeologia nello studio genetico e ambientale delle razze. Anche le lingue hanno la loro eredità biologica. Questi studi di genetica antica permettono di operare meglio sulle razze attuali. Le produzioni alimentari corrispondono alla evoluzione delle piante e alle condizioni ambientali. La necessità di importare animali comporta un approfondimento sulle razze autoctone. Agli animali vanno attribuiti gli stessi diritti dell’uomo. La letteratura e l’arte spesso considerano così importanti gli animali, da farne oggetto di splendide opere. Immensa è l’utilità degli animali, soprattutto di quelli che forniscono alimenti nutrizionali. La biodiversità è in stretto collegamento con il ciclo della natura. Sia l’uomo, che gli animali, hanno esigenze di ordine climatico e alimentare.

Lo studioso si ferma a lungo a descrivere le caratteristiche climatiche e ambientali della Murgia antica, una zona molto particolare della Puglia.

Il discorso di Dario Cianci verte poi sul dromedario, animale resistente al caldo e alla sete e va in seguito sulla ricotta, alimento molto antico, consigliato a bambini e anziani, sul latte d’asina con le sue proprietà nutrizionali; importante per la grande somiglianza al latte materno, usato anche per la bellezza della pelle e considerato nel Medioevo “elisir di giovinezza”.

Troviamo ora la descrizione delle proprietà che possiede il caciocavallo, vanto alimentare della nostra regione. Lo scienziato decanta le qualità alimentari, terapeutiche e persino afrodisiache del latte di cammello, ritenuto prodigioso soprattutto dai popoli islamici.

Il cerchio scientifico del Professor Dario Cianci si chiude con il capitolo La nutraceutica, la scienza che esorta ad attenersi all’alimentazione naturale, mentre il percorso di Santa Fizzarotti Selvaggi si conclude con i versi Sentieri di seta e con il capitolo Alchimia, che comprende alcune ricette emblematiche della nutrizione naturale.

Si è potuto constatare quanto Elena Ciani nella Prefazione e Donato Matassino nella Presentazione hanno scritto per le pagine introduttive. Si può affermare, infatti, che dalla lettura di questo libro provengono riflessioni ed insegnamenti validi per la vita, degni di essere trasmessi alle attuali e future generazioni.

Al rigore scientifico dello studioso Cianci fa da contraltare la linea poetica e psicologica di Santa Fizzarotti Selvaggi, cosa che la dice lunga sulla possibilità di connubio tra Scienza e Poesia.

Infatti Scienza e Poesia, in felice binomio, hanno percorso un lungo cammino, procedendo per sentieri diversi, per raggiungere una meta comune: evidenziare e sottolineare l’importanza della biodiversità scientificamente, umanamente e artisticamente intesa.

Arisa, si balla sulle note del nuovo singolo 'Tam Tam': dal 14 giugno il tour estivo

MILANO - Da oggi si inaugura l’intensa estate di Arisa. Da venerdì sarà infatti in radio il nuovo singolo “Tam tam” - prodotto da Matteo Cantaluppi, firmato da Shridhar Solanki (musica) e Gianluca De Rubertis (testo) - e, il giorno successivo, partirà il tour estivo che porterà Arisa sui palchi di tutta Italia.

“Se La notte descrive i movimenti del dolore all’interno del corpo, Tam Tam è il rumore assordante che fa il cuore alla sola vista della persona amata. Una dichiarazione spassionata su ritmi modernamente tribali, suoni onomatopeici e un’impronta internazionale grazie a Shridhar Solanki. Una piccola curiosità: un giorno in studio abbiamo registrato i battiti dei piedi sul pavimento e anche la signora Caterina ha voluto partecipare.”

Così Arisa racconta il brano tratto dal suo ultimo album “Una nuova Rosalba in città” (Sugar), un lavoro che racconta Rosalba com’è oggi, libera dalle convenzioni e artefice del proprio destino. Un’artista che desidera trasmettere energie positive, regalare amore, suggestioni e non risposte.

La stessa voglia di condivisione animerà il tour che, dopo il grande successo delle date invernali nei club, riparte il 15 giugno da Lamezia Terme. Questo tour è un’esperienza live completamente inedita rispetto alle precedenti, una grande. produzione dove musica e visual si fondono per portare dal vivo i brani del nuovo album e i grandi successi di Arisa riadattati per avvicinarsi stilisticamente alle atmosfere dell’ultimo progetto discografico. Anche nelle date estive, Arisa sarà affiancata da Giuseppe Barbera al pianoforte e tastiere e dal dj/producer Jason Rooney che porterà il suono del live in una direzione elettronica, per proseguire il nuovo viaggio sonoro iniziato nella tranche invernale.

Di seguito il calendario in aggiornamento: 15 giugno Lamezia Terme, C.C. I due mari; Piazza Gancia; 30 Giugno Anzio, Piazza Battisti; 8 luglio Bormio, Sala Terme Bormio Terme; 20 luglio Foiano della Chiana (AR), Valdichiana Village; 26 luglio Fermo, Arena Vitali; 31 luglio Trentola Ducenta (CE) “Jumbo Summer Festival”, C.C. Jumbo; 3 agosto Fondi (LT) Summer Day Contest, Anfiteatro Arena; 7 agosto Marina di Pietrasanta (LU) “La Versiliana Festival”, Teatro Grande la Versiliana; 11 agosto Festival Altomonte (CS), Teatro Belluscio; 12 agosto Genzano di Lucania (PZ), Piazza Roma; 14 agosto Sanremo, Roof Garden Casinò; 20 agosto Ceglie Messapica (BR) Ceglie Summer Festival, Piazza Plebiscito; 4 settembre Chiari (BS) Piazza Zanardelli; 9 settembre Magliano (LE), Piazza degli Eroi; 13 settembre Ribera (AG) Lungomare Seccagrande, 21 settembre Canelli (AT) “Vincanta”.

Concerto di Ligabue a Bari: ordinanza e trasporti


BARI - A fronte della massiccia presenza di pubblico attesa venerdì 14 giugno, allo stadio San Nicola, in occasione del concerto “Start Tour 2019” di Luciano Ligabue, il sindaco Antonio Decaro ha firmato un’ordinanza a tutela della pubblica sicurezza, che prevede le seguenti disposizioni:

dalle ore 8 di venerdì 14 giugno fino alle ore 2 di sabato 15, è fatto assoluto divieto all’interno dello stadio San Nicola, nonché nelle zone perimetrali interessate dallo svolgimento del concerto, nel raggio (in linea d’aria) di 300 metri dall’anello perimetrale recintato dell’impianto sportivo:

·        per gli esercenti qualsiasi attività commerciale di somministrare e/o vendere per asporto bevande in bottiglie, contenitori in vetro e/o in lattine di alluminio e bottiglie di plastica con il tappo su area pubblica e/o aperta al pubblico, compresa la struttura che ospita l’evento musicale;

·        per qualsiasi soggetto detenere bevande in bottiglie e/o contenitori in vetro e/o in lattine di alluminio e bottiglie di plastica con il tappo su area pubblica e/o aperta al pubblico nelle zone interessate dalla manifestazione, compreso lo stadio;

·        di detenere spray con liquido urticante (in genere utilizzati per difesa personale) o qualsivoglia dispositivo urticante;

·        di compiere qualsiasi attività in contrasto con la sicurezza urbana e la conservazione e il decoro dei suddetti luoghi.

Dalle ore 12 alle 24 di venerdì 14 giugno, inoltre, è espressamente vietato accedere all’interno dello stadio San Nicola con zaini o borsoni contenenti bottiglie e/o contenitori in vetro e/o in lattine di alluminio, bottiglie di plastica con tappo e spray al peperoncino o con liquido urticante (in genere utilizzati per difesa personale) o qualsivoglia dispositivo urticante.

Inoltre, nella giornata del concerto l’Amtab, in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha predisposto un potenziamento del servizio di trasporto verso lo stadio a supporto delle linee ordinarie, nonché l’attivazione delle aree di sosta circostanti l’impianto sportivo.

Il servizio bus, che collegherà direttamente piazza Moro allo stadio San Nicola, senza effettuare fermate intermedie, sarà espletato a partire dalle ore 15.20 (prima partenza) sino al termine delle esigenze, osservando il seguente percorso:

andata: piazza Moro (capolinea), via Crisanzio, via Quintino Sella, sottovia Quintino Sella, viale Ennio, piazza Giulio Cesare, viale Orazio Flacco, via Cotugno, via Generale Bellomo, SS. 271, uscita stadio San Nicola, ingresso stadio;

ritorno: ingresso stadio, via Torre Tresca, via Generale Bellomo, via Cotugno, viale Orazio Flacco, viale Salandra, sottovia Quintino Sella, corso Italia, piazza Moro.

Il ritorno dallo stadio è previsto subito dopo il termine del concerto, dall’area antistante al campo di allenamento: l’ultima partenza è fissata per le ore 2.30.

Per usufruire del servizio gli utenti dovranno munirsi di regolare titolo di viaggio.

Per quanto riguarda il servizio di sosta per le autovetture, sarà espletato dalle ore 8 alle 24, con tariffa unica giornaliera al costo di 5 euro.

Francesco Venditti al Lord Byron College per il corso di doppiaggio Master Class


BARI - Il Lord Byron College, popolare scuola di lingua inglese  con sede a Bari in Via Sparano, in occasione della 12 edizione del corso di doppiaggio Master Class è felice di ospitare nelle giornate del 13 – 14 – 15 giugno p.v. l’attore e doppiatore Francesco Venditti.  L’artista, noto al pubblico italiano per aver prestato la propria voce a stelle del cinema internazionale, al fine di sviluppare le conoscenze propedeutiche acquisite dagli allievi durante il corso Master Class, darà un saggio delle competenze di cui in cabina dovrà essere dotato un professionista affermato, valuterà al contempo le competenze acquisite dagli stessi allievi e consegnerà certificati di partecipazione a quanti hanno completato il programma. Il centro di doppiaggio del Lord Byron College collabora con case editrici per la realizzazione di audiobooks, i cui doppiatori sono gli stessi allievi del corso Master Class.

L’incontro con Francesco Venditti riveste un importante significato per il Lord Byron College che, in questa occasione, ospita l’artista per la prima  volta dopo 48 anni di attività, e per la città di Bari alla quale la scuola è particolarmente legata culturalmente.  

Con due genitori illustri come Simona Izzo e Antonello Venditti, Francesco Venditti non è solo un figlio d’arte, ma anche un irriducibile artista, un inguaribile romantico, un adulto ribelle  che assomiglia molto a sua madre Simona.

L’artista, attore e interprete teatrale, Francesco Venditti ha ricoperto ruoli importanti in numerose serie televisive. Ha cominciato sul set da adolescente con Vite strozzate per la regia di Ricky Tognazzi e, dopo i primi successi avuti con i film di Carlo Vanzina (Cielo in Una Stanza), Alex Infascelli (Almost Blue)  registi di richiamo, ottiene una grande visibilità nel film Romanzo Criminale di Michele Placido, ispirato alle vicende della banda della Magliana.

Francesco spacca lo schermo in questi giorni nel lungometraggio di Claudio Bonivento A mano disarmata nelle nostre sale dal 6 giugno, al fianco di Claudia Gerini, che presta  “volto e anima”  alla cronista di Repubblica Federica Angeli sotto scorta dal 2013, perché minacciata dalla mafia in seguito alle sue inchieste sulla criminalità di Ostia.

Doppiatore di grande talento a tempo pieno, presta la sua coinvolgente e singolare voce a Hayden_Christensen di Guerre stellari nel film L’ultimo sogno, Diego Luna in Dirty Dancing, Simon Wood in Orgoglio e Pregiudizio, Aarol Paul in Mission Impossible III,  Eljiah  Jordan Wood, noto per la sua interpretazione  dello hobbit  Frodo Baggins nella trilogia de Il Signore degli Anelli…e la lista continua.

Arte: l'omaggio di Grazia Stella Elia ad Antonio Di Pillo

di MARCO IGNAZIO DE SANTIS - Gli interventi culturali degli istituti scolastici vanno salutati col più grande favore, soprattutto se attuati in sinergia con le amministrazioni locali. Perciò giunge assai gradita sia alla cerchia degli intenditori sia al più vasto pubblico interessato alla mostra  'Antonio Di Pillo un Artista del Tavoliere', curata dalla scrittrice, poetessa e demologa casalina Grazia Stella Elia e varata dall’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Scipione Staffa”, retto dal dirigente scolastico Carmine Gissi, che ha vergato Un progetto per Di Pillo¸ unitamente all’Amministrazione Comunale di Trinitapoli, guidata dal sindaco Francesco di Feo, autore dell’introduzione.

Il volumetto, arricchito da foto scelte e da una folta rassegna stampa posta in appendice, si apre con l’Omaggio ad Antonio Di Pillo della curatrice. Grazia Stella Elia ha dato al suo saggio di apertura un approccio narrativo per rendere più accattivanti le pagine dedicate allo scultore Antonio Di Pillo, nato in provincia dell’Aquila a Pratola Peligna il 31 agosto 1909 e venuto meno il 14 novembre 1991 a Trinitapoli, dove si era definitivamente trasferito dal 1968, insegnando “disegno” nella scuola media. Stiamo parlando di un artista che, tra l’altro, nel 1942 ha partecipato alla Biennale di Venezia, nel ’47 ha esposto alla Kunsthalle di Berna e l’anno dopo è stato ammirato al Gran Premio Saint Vincent per la Scultura.

La curatrice ci dà lumi sull’amicizia fraterna del Maestro col poeta sanferdinandese Marino Piazzolla, della frequentazione del Caffè-Galleria “Il Sottano” di Bari nel secondo dopoguerra, del soggiorno romano negli anni Cinquanta a contatto con gli intellettuali e gli artisti del Caffè Canova e del Caffè Aragno, della bella amicizia col giornalista e scrittore Anacleto Lupo e col medico umanista Domenico Lamura, fino al rapporto con lo scrittore Raffaele Nigro nel crepuscolo della sua vita. Avendo conosciuto Di Pillo sin da giovanissima, Stella Elia ce lo descrive con gli strumenti da statuario in mano: «Sembrava un asceta quando, indossando il suo grembiule di lavoro, si accingeva a dare corpo ad una sua idea, ad un progetto maturato nella mente. Aveva il fuoco creativo, viveva di luminose gestazioni, che sfociavano in tormentati parti o nella nascita di serene creature di creta, a cui sembrava volesse dare un cuore e una voce».

Dopo l’utilissima bibliografia con cui si chiude l’Omaggio, si snodano le significative testimonianze offerte dal giornalista Salvatore Giannella (Mi salvò dal Vulcano), dalla professoressa Antonietta d’Introno (Il sogno di bellezza di Antonio Di Pillo), dalle ex alunne Rosa Sarcina (Un ricordo incancellabile) e Maria Giovanna Regano (La figura solenne del professor Di Pillo), dal prof. Luigi Di Cuonzo (Di Pillo al Premio Piccolo Formato Giuseppe De Nittis di Barletta), dal preside Carmine Gissi (Ho incontrato Antonio Di Pillo), dall’assessore alla cultura Marta Patruno (Di Pillo parla ai giovani), dall’ex sindaco dr. Silvestro Miccoli (Riflessioni su Antonio Di Pillo) e infine dall’ex assessore alla cultura Rosario Manna (Antonio Di Pillo: lo scultore che resterà).

Trinitapoli nel ’91 ha perso un Artista grande e schivo, ma gli amanti dell’Arte troveranno in questo volumetto molte tracce di lettura e diverse piste di approfondimento su questo scultore apulo-abruzzese tutto da riscoprire. Lontano dal turismo di massa, invece, il pellegrino curioso potrà fermarsi a Trinitapoli a contemplare il magnifico portale in bronzo della chiesa di San Giuseppe e il bassorilievo in travertino che adorna la facciata della chiesa dell’Immacolata dei Cappuccini. Entrambi portano la firma preziosa di Antonio Di Pillo.

Notte della Taranta: arriva il no per la conduzione di Belen e Stefano De Martino

LECCE -  Il Concertone della Notte della Taranta affidato alla coppia Belen Rodriguez e Stefano De Martino? Ma anche no! E' la risposta arrivata da molti degli intellettuali salentini che sono contrari alla scelta di affidare la conduzione della manifestazione più suggestiva e importante della Puglia, alla coppia regina dei gossip.

Il documento è stato sottoscritto da 18 firmatari con in testa l'ideatore dell'iniziativa, il professor Andrea Carlino, storico presso l'Università di Ginevra, e accusa la Fondazione Notte della Taranta, di avere tolto "dignità ad una manifestazione che è stata unico e speciale luogo di studio e di (re)invenzione della tradizione musicale salentina, di metissage culturale e sociale, di coinvolgimento della comunità locale e di lavoro scrupoloso sulle fonti della cultura popolare".


Festival del Tango a Trani: sempre più forte il legame con l’Argentina nel segno di Astor Piazzolla

TRANI (BT) - C'è una città in Puglia in cui si balla a ritmo di tango. Convergono qui dai 4 continenti per legarsi in un abbraccio tanghero. Questa città è Trani. Fu la culla fervida di uno dei compositori che ha cambiato la storia della musica contemporanea: Astor Piazzolla. Dalle sue sponde il nonno pescatore di Astor, Pantaleone, partì alla volta dell’Argentina in cerca di futuro. 

La Perla dell’Adriatico diventa porto accogliente per mondi apparentemente lontani che però comunicano a ritmo binario. Da sei edizioni è “tango mania” infatti per il Festival del Tango di Trani, sempre più internazionale. Partiti dal 2012 con l’idea di rendere Trani capitale del tango, alla luce delle ascendenze tranesi di Piazzolla, Claudia Vernice e Giuseppe Ragno con la loro associazione culturale Inmovimento hanno lavorato alacremente affinchè questo festival fosse punto di riferimento per tutti i tangheri e gli appassionati di questa danza sensuale che è assieme filosofia e stile di vita. Il legame tra Trani e l’Argentina nel segno del tango è indissolubile e da quest’anno sarà ancora più forte perchè il Festival del Tango 2019 gode dell’illustre riconoscimento della Fundacion Astor Piazzolla, ed è accreditato da Laura Escalada Piazzolla, moglie del compianto musicista e compositore, nonché presidente della stessa fondazione, come uno dei migliori festival di tango al mondo. La conclamazione tangibile dell’ottimo lavoro svolto negli anni dagli organizzatori che ha consentito al Festival di diventare uno degli appuntamenti clou dell’estate italiana, anche alla luce dell’eco nazionale che ogni anno esso registra.

Con i patrocini della Regione Puglia, Comune di Trani, Assessorato Cultura di Trani, Ambasciata della Repubblica Argentina, Ministerio de Relaciones Exteriores y Culto, Casa Argentina, Ufficio Culturale dell'Ambasciata di Argentina a Roma, Fundacion Astor Piazzolla e PiiiL Cultura Puglia 365, si concretizza un gemellaggio reale tra Mar del Plata, cittadina di Piazzolla, e Trani, culla del compositore che ha portato la musica tanghera alla vastissima platea popolare internazionale. Il sugello di tale forte legame è proprio il patrocinio della Ambasciata Argentina, altro riconoscimento di alto profilo.

I NUMERI. La VII edizione del Festival si presenta già con numeri importanti. Quattro giorni in una delle città più belle d’Italia dall’11 al 14 luglio, otto coppie di maestri straordinari della scena mondiale del tango, due orchestre dal vivo, quattro TJ, e poi ancora milonghe ed esibizioni in uno scenario d’incanto ai piedi della Cattedrale, stage, masterclass, corsi di tecnica maschile e femminile, a caccia di tutti i segreti per entrare in contatto intimo con il noumeno dell’arte e dell’anima tanghera. Anche quest’anno il workshop “Psiche e Tango”, dedicato alle emozioni e alle memorie del corpo. Mary Falco e Roberto Henry Massaron ci accompagneranno alla scoperta delle dimensioni meno esplorate del tango. Un Festival che anche in termini di presenze e di indotto turistico registra ogni anno un incremento, attese a Trani per la settima edizione circa 2000 persone.

IL CAST ARTISTICO. L’eccellenza della danza sarà a Trani per quattro giorni con i massimi esponenti del tango argentino, un’occasione unica per imparare dai maestri più importanti dello scenario mondiale. Direttamente dalla “Terra del Fuoco” in Puglia tornano a Trani Vanesa Villalba e Facundo Piñero, Roberta Beccarini e Pablo Moyano, Liza e Juan Manuel, i “Los Rosales”, l'eccezionale abilità e l’irresistibile fascino di Valentina Romano e Mariano Palazon, per la prima volta invece Laila Rezk e Leandro Oliver, e poi l’eccellenza tutta italiana di Giorgia Rossello e Vito Raffanelli, e, anche loro per la prima volta, Valentina Guglielmi e Miky Padovano, sensuali ed intriganti, la loro eleganza lascia senza fiato. Immancabili le due stelle di prima grandezza del panorama internazionale, Miguel Angel Zotto, il miglior ballerino di tango al mondo, e la sua splendida compagna Daiana Guspero. Zotto firma sapientemente anche la direzione artistica di questo festival che da 6 anni fa sognare per il livello straordinario del cast artistico. 

I LUOGHI. Tante le novità di questa VII edizione. Dieci anni fa l’Unesco dichiarava il Tango argentino patrimonio immateriale dell’umanità. Per celebrare l’importante riconoscimento quest’anno tutte le lezioni e le masterclass in programma con i migliori maestri internazionali si svolgeranno nel tempio della cultura e dello studio, a conclamare l’importanza del valore culturale di questa danza, la “Biblioteca Giovanni Bovio” di Trani. Ma non è tutto: chi parteciperà al seminario di coreografia di  Zotto e Guspero avrà la possibilità di esibirsi proprio con i due grandi maestri.
Tango-Salon, Milonga, Tango-Vals, Tango Escenario, tutti gli stili di questa sensuale danza si potranno studiare, vedere e ballare con lezioni ed esibizioni dal vivo di artisti di fama mondiale. Imperdibili le milonghe in cui gambe e abbracci si intrecciano instancabili tutta la notte sulle note del Tango con il profumo inebriante del mare che accompagna i passi sensuali ai piedi della Cattedrale di Trani in Piazza Duomo (a partire dalle ore 22,00). 
Lezioni di tango di giorno e milonghe la sera saranno gli ingredienti che renderanno speciale il Festival.

LA MUSICA. Grande protagonista in questa edizione sarà la musica con due importanti Orchestre internazionali. Un’occasione unica per ballare sulle loro sapienti note. Oltre 1000 spettacoli in Festival e Teatri in tutta Europa, collaborano con i migliori ballerini della scena mondiale del Tango, suoneranno a Trani venerdì 12 luglio gli Hyperion ensemble.
Protagonista di palcoscenici prestigiosi e manifestazioni internazionali, dall’Argentina alla Russia, al Festival del Tango 2019 anche la versatilità e l’eccellenza della Tango Spleen Orquesta, che si esibirà sabato 13 luglio 2019. 

"Se sei malinconico il tango accarezza dolcemente la tua malinconia, se sei allegro è la colonna sonora giusta per proiettare sugli altri la tua allegria. Il TANGO sei TU. Sono i tuoi sentimenti, gli stati d'animo, le tue gioie o le tue tristezze a definire il colore e il significato. (...)il tango è fatto così. Entra nel cuore passando dal canale aperto in quel momento e ne assume la natura". Astor Piazzolla 

Decaro annuncia: "Spazio Murat riapre il 17 giugno"

BARI - In occasione della conclusione degli interventi di riqualificazione, nella mattinata di lunedì 10 giugno 2019, il sindaco Antonio Decaro, accompagnato dagli assessori ai Lavori pubblici e alla Cultura, Giuseppe Galasso e Silvio Maselli, ha effettuato un sopralluogo a Spazio Murat, in piazza del Ferrarese.

Sono due i cantieri che hanno interessato Spazio Murat: uno relativo ai lavori per il miglioramento sismico della struttura, del valore di circa 250mila euro, l'altro relativo all’adeguamento impiantistico dell’immobile, per 180mila euro.

In particolare il primo, affidato all’Ati composta da Costruzioni Vulpio ed Euroimpianti Tecnologici srl, ha riguardato il miglioramento delle strutture esistenti dal punto di vista sismico, soprattutto della parte terminale dell’edificio, in corrispondenza del blocco servizi, su cui, in sede di verifica e progetto, erano state rilevate alcune criticità poi risolte con questo intervento. L’attuale immobile è stato separato dagli edifici contigui così da diventare strutturalmente indipendente anche in caso di sollecitazioni sismiche, attraverso il rifacimento della struttura metallica che costituisce il lucernaio di separazione tra la sala Murat e il contiguo edificio in muratura. Nel corso dei lavori si è proceduto allo smontaggio, modifica e al successivo rimontaggio di 45 travi metalliche esistenti secondo nuovi criteri e forma necessari a conseguire il miglioramento sismico.

Invece, il secondo cantiere, affidato alla Nec srl, in 4 mesi ha consentito di migliorare tutta la parte impiantistica della struttura con il rifacimento degli impianti di condizionamento, elettrico e antincendio.

La sala Murat potrà ora tornare ad operare in condizioni di piena efficienza e funzionalità, nel rispetto delle normative vigenti, completamente rinnovata negli impianti e migliorata strutturalmente, regolarmente fruibile anche per eventi di pubblico spettacolo, grazie alla possibilità di conseguire il certificato di prevenzione incendi dopo i lavori eseguiti in questi mesi.

“Dopo il teatro Margherita - ha dichiarato Antonio Decaro - il secondo contenitore del Polo delle Arti contemporanee, lo Spazio Murat, viene riaperto alla città al termine dei lavori di consolidamento dal punto di vista statico e di riqualificazione degli impianti elettrico, antincendio e di condizionamento. La data fissata per la riapertura è il 17 giugno: The Hub, la società che gestisce questo spazio, riparte con le residenze per artisti che, fino al 27 giugno, realizzeranno le loro creazioni proprio qui, attraverso dei workshop aperti alla cittadinanza. Dal 27 le opere realizzate per l’occasione saranno esposte fino alla fine di agosto. Ora attendiamo la riapertura dell’immobile dell’ex Mercato del Pesce, che completerà l’intervento complessivo sui tre spazi del Polo contemporaneo della città di Bari”.

“Non ci fermeremo qui - ha affermato Giuseppe Galasso - contiamo infatti di migliorare ulteriormente questo contenitore, programmando la sostituzione di tutti gli infissi delle ampie vetrate che circoscrivono la sala, in modo da rimuovere le inferriate messe a protezione dell’immobile. I nuovi infissi saranno blindati con vetri antisfondamento, in analogia a quelli utilizzati dalle banche o dai negozi commerciali più grandi.

Questo nuovo intervento, che darà ancora più luminosità e fascino a questo importante e centrale spazio espositivo, sarà oggetto di uno studio di fattibilità e di quantificazione, propedeutico all’inserimento del progetto nel prossimo Piano triennale delle Opere pubbliche”.

“Lo Spazio Murat torna finalmente a vivere - ha concluso Silvio Maselli - dopo i lavori di manutenzione straordinaria che hanno interessato il giunto antisismico, gli impianti di aerazione, antincendio ed elettrico. Nel rispetto dei tempi e nel pieno della stagione estiva, restituiamo alla città di Bari un prezioso contenitore culturale. Sento di ringraziare il direttore dei lavori, i responsabili del procedimento, le ditte appaltatrici e gli operai coinvolti”.

Quel pianeta-Alzheimer ancora inesplorato


di FRANCESCO GRECO - Il caso ha voluto che ricevessi questo libro il giorno in cui sono andato far vista a zia Maria. Tutto ebbe inizio quando dimenticava accesi i fornelli del gas, oggi quando riesce a riconoscere i nipotini si fa festa.

Poi ho fatto un salto alla RSSA (vicino Taranto) dove da un anno è ricoverata zia Graziella. Sta bene per i suoi 90 anni e la demenza senile. Era diventata ingestibile, così i miei cugini l’hanno ricoverata. 
   
Ero seduto accanto a lei, quando in un angolo ho visto un giovane dai capelli neri seduto su una carrozzina, che mangiava avidamente da una  scodella di plastica. 
  
Mi hanno detto che ha 50 anni, nell’altra vita era un docente universitario, ha avuto un ictus, eccolo là…
   
Non ho potuto che riflettere sull’imponderabilità dei destini, la fragilità della vita. E ho continuato a farlo con “L’esperienza del limite” (Vivere la vita, vivere la malattia), Quorum Edizioni, Bari 2019, pp. 90, euro 7,00.
   
Un volume collettaneo (bella la cover, le foto di Carmen Lilia Stolfi scorrono come le sequenze di un film in bianco e nero), in cui si affronta la vecchiaia e le sue tante patologie (Cicerone diceva che l’anzianità è di per sé una malattia, laddove fossimo riusciti a non averne di gravi) con la leggerezza di una farfalla di campo e la consapevolezza che gli déi sono capricciosi e sottinteso il suggerimento di vivere la vita e goderla appieno senza farsi ingannare dai dis-valori della modernità. Come dicevano i latini: carpe diem, o nel Medioevo: del doman non v’è certezza…
   
Con pudore, dolcezza, a tratti poesia, Chiara Cannito, Lizia Dagostino, Grazia Depalo, Sabino Lafasciano, Onofrio Pagone, Nicola Pice frugano - ognuno per le sue competenze e interessi - negli anfratti della terza età e della sua patologia più drammatica, gli angoli più segreti, per restituirci un universo complesso, misterioso, inesplorato, che vive intorno a noi e con cui sappiamo relazionarci – come individui e come comunità – assai poco. 
   
Con cui siamo in credito di attenzione, sempre in cerca di una sintonia possibile, una modulazione di frequenza che potrebbe solo arricchirci, renderci più umani.      
   
E non si può non essere d’accordo con Gabriella Salvini Porro, presidente di Alzheimer Italia: “Lo scopo è che le persone affette da demenza si sentano ancora parte attiva della comunità e possano parteciparvi attivamente”.    
   
Uno “scopo”, una mission per la quale si deve lavorare intensamente (istituzioni e singoli), non solo per la riconoscenza che dobbiamo ai nostri anziani (domani lo saremo anche noi), ma anche come segno di un avanzamento sulla via della civiltà. 

Antonio Ancora: la musica, X Factor e un nuovo percorso artistico

BARI -  Torna sulla scena musicale il cantautore leccese Antonio Ancora con il nuovo singolo 'Il profumo del mondo'. Già vincitore della prima edizione di X Factor con gli Aram Quartet, dopo aver chiuso la parentesi con la band, il cantautore si presenta in veste da solista e pubblicati diversi brani. Il brano, scritto con il musicista salentino Riccardo Santoro e il paroliere Lorenzo Imerico, si pone a cavallo tra pop e latin jazz, mescolando un'atmosfera leggera e scanzonata ad un testo raffinato che esalta la bellezza delle piccole cose. La canzone è stata prodotta in collaborazione con Antonio Summa ed Erik Bosio attualmente vocal coach di The voice.

Partiamo dal nuovo singolo. Come nasce?
Mi piace pensare che questo brano, nella musica e nel testo, sia un omaggio ad un mondo fatto di semplicità, di piccole cose. Ho sempre vissuto la musica come un divertimento, un modo appassionante di colorare quotidianamente i propri pensieri rendendoli positivi anche se diventa sempre più difficile circondati da mille difficoltà. Il profumo del mondo, appunto, risiede nella bellezza delle piccole cose, nella loro semplicità disarmante che spesso non ci soffermiamo a considerare.

Ci racconti del tuo ultimo periodo , come lo hai vissuto e le influenze musicali che hai ricevuto...
I gusti musicali e gli ascolti cambiano continuamente, anche se ogni musicista credo abbia i suoi punti fermi che lo accompagnano nel proprio stile. Uno dei generi che torna sempre nella mia musica è sicuramente la bossa nova e la musica brasiliana in generale. Nonostante cerchi di mettere in pratica una sintesi di vari modelli, che inconsciamente fanno parte del mio bagaglio musicale, la musica brasiliana ha sempre un ruolo determinante nella mia musica.

Quando hai iniziato a fare musica?
Ho iniziato a cantare da piccolo, a 5 anni già mi esibivo nei vari festival, in Puglia principalmente. All’epoca ero patito per i Queen, posso dire di esserlo tuttora. Quegli anni ritengo siano stati determinanti perché un bimbo potrebbe decidere di abbandonare definitivamente la musica se non adeguatamente supportato, invece iniziavo a capire che quella sarebbe stata la mia strada.

Che ricordi hai dell'esperienza ad X Factor? 
Dal punto di vista artistico e professionale sono stati degli anni indimenticabili, mi hanno lasciato delle sensazioni che porterò dietro a vita, soprattutto per quanto riguarda l’impatto col grande pubblico e il fatto di capire come riuscire ad arrivare in maniera più diretta. Ma anche qui c’è l’aspetto più ambiguo legato al mondo della televisione. Credo sia necessario fare una distinzione tra spettacolo dal vivo ed esibizione televisiva. Per tanti artisti non è possibile esprimere il proprio talento in un solo minuto di riprese televisive, mentre tanti ragazzi sono già preparati a dare tutto in quel minuto pur non avendo un grande bagaglio musicale alle spalle. Questo cambia un po’ le regole del gioco.

Hai già nuovi progetti in mente da realizzare? 
Intanto “Il profumo del mondo” è pensato come singolo dell’estate, ma ne ho una già pronto anche per l’autunno. Al momento non ho l’idea di un disco, perché per me il disco non è una raccolta di canzoni, ma un momento unico che racchiude tutto un percorso. La possibilità di emergere con il singolo invece è legata al momento, non è legata ad un progetto che decidi di proporre subito. Il disco nascerà quando ci sarà in me un attimo di pace e di idee più chiare e, soprattutto, di sforzo creativo che spero, in un futuro prossimo, arriverà.

Medimex Taranto chiude i battenti

TARANTO - Lunedì 10 giugno alle ore 15.30 nella ex chiesetta Università degli Studi di Taranto (via Duomo) è in programma la conferenza stampa di chiusura del Medimex Taranto 2019, International Festival & Music Conference promosso da Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale pugliese attuato con il Teatro Pubblico Pugliese. 

Intervengono Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, Loredana Capone, Assessore Industria Turistica e Culturale Regione Puglia, Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto, Marco Giannotta, Vice Presidente Teatro Pubblico Pugliese, Cesare Veronico, coordinatore Puglia Sounds/Medimex, Bruno Notarnicola, Direttore Università degli Studi di Taranto.

Marco Ferradini duetta con la figlia Charlotte nel nuovo singolo 'Le parole'

MILANO - Un ritorno atteso quello di Marco Ferradini che, dopo dieci album in studio e il clamoroso successo senza tempo di Teorema, torna sulle scene con il brano 'Le parole' in cui duetta con la figlia Charlotte Ferradini. Le parole, anticipa la pubblicazione del disco che sarà rilasciato in autunno.

“Che pena fanno le parole - commenta Marco Ferradini a proposito del brano, dedicato appunto al peso e al significato che possono rivestire le parole - quando pretendono di dare le stesse emozioni che l’amore fa provare. Le vedi che arrancano in salita, si gonfiano in una inutile fatica e non raggiungono mai lo scopo. Anzi, più sono tronfie e più diventano ridicole, quando basta invece un semplice sospiro con la sua carica di incognite inespresse, uno sguardo o un movimento a svelare, a raccontare. In questo brano, insomma, provo a raccontare tutto quello che le parole non riescono a fare”.

Scritto da Ferradini e pubblicato su etichetta Cello Label, il singolo Le Parole è prodotto da Cello Label e Auditoria Records con la produzione artistica di Antonio Chindamo.

Nativo di Como, all’età di otto anni Marco Ferradini si trasferisce con la famiglia a Milano, città cui rimarrà a lungo legato. Agli studi scolastici alterna quelli musicali, approfondendo e sviluppando un talento naturale che era maturato molto presto. L’esordio da solista avviene ufficialmente al Festival di Sanremo del 1978 con il brano Quando Teresa verrà e il successivo album, che ottiene un buon riconoscimento di critica e pubblico. Ma il vero successo arriva nel 1981 con la pubblicazione del singolo Teorema, che diviene subito un tormentone radiofonico e proietta Ferradini tra i cantautori più suonati e conosciuti d’Italia. Nello stesso anno partecipa a un tour con Ron e al Festivalbar.
Nel frattempo Marco continua a lavorare anche come autore, scrivendo e collaborando con numerosi artisti di punta, da Lucio Dalla a Bruno Lauzi, da Marcella Bella a Riccardo Cocciante, da Pupo a Mina, da Eros Ramazzotti ad Ivan Graziani, da Luca Barbarossa a Toto Cutugno.

Nel 1983 Marco è di nuovo sul palco del Festival di Sanremo dove presenta Una catastrofe bionda. L’omonimo album è un successo, trainato in parte dal brano Lupo solitario DJ, che negli anni diventa un vero e proprio pezzo cult per le radio e i DJ di tutta Italia, ai quali è dedicato.

Nel 1985 è la volta dell’album Misteri della vita, un concept album costruito attorno al tema della musica ma anche alla nascita della figlia Marta. Nel 1986 esce invece Marco Ferradini, un album che si discosta dai precedenti per le sonorità blues rock. Seguono nel 1990 l’album È bello avere un amico, nel 1992 la raccolta Ricomincio da Teorema, nel 1995 il disco Dolce piccolo mio fiore.
Nel 2000 Aldo, Giovanni e Giacomo nel loro film Chiedimi se sono felice scelgono Teorema come parte della colonna sonora, riportando attenzione e interesse nei confronti del cantante e della sua musica. Nel 2001 esce Geometrie del cuore, album che contiene anche una nuova versione di Teorema. Nel 2005 è la volta di Un filo rosso, raccolta di quindici canzoni tra le quali cinque inediti. Nel 2012 Marco è impegnato nella promozione di un progetto a cui tiene molto: un doppio CD intitolato La mia generazione in memoria dell’artista e amico Herbert Pagani. Le ultime pubblicazioni risalgono al 2014, quando Ferradini rilascia i singoli Due splendidi papà, in duetto con Gianni Bella, ed Attimi.

Caterina Caselli: esce il remix ufficiale di 'Nessuno mi può giudicare'

MILANO - A 53 anni dall'uscita, arriva il remix ufficiale di "Nessuno mi può giudicare", che trasforma la versione originale di Caterina Caselli in un brano dance perfetto per i club. il remix è opera del dj & produttore belga Lost Frequencies. "Nessuno Mi Può Giudicare" è il terzo singolo della cantante, produttrice, attrice e conduttrice italiana Caterina Caselli, pubblicato nel 1966 su vinile a 45 giri. Dopo aver raggiunto e mantenuto la prima posizione nella classifica italiana generale delle vendite per oltre due mesi nell'anno di uscita, il brano venne tradotto anche in lingua francese (Baisse un peu la radio) e in spagnolo (Ninguno me puede juzgar). 

Arriva, dopo 53 anni dall’uscita, il remix ufficiale che trasforma la versione originale inserendo sonorità dance incisive e perfette per i club. Grazie alla rivistazione del dj & produttore belga Lost Frequencies, pseudonimo di Felix Safran De Laet, con grandi hit internazionali all’attivo come “Are You With Me”, “Reality”, “Melody”, “Crazy” e molte altre, “Nessuno Mi Può Giudicare” trova un volto moderno pronto a far ballare tutto il mondo tra spiagge e club.

'100 poesie del Ribelle', la nuova raccolta poetica di Mario Contino

BARI - Si intitola “100 Poesie Del Ribelle” l'ultimo libro pubblicato dal ricercatore e scrittore pugliese “Mario Contino”, edito da “Pedrazzi Editore” e già disponibile sul circuito “Amazon” e ordinabile presso qualsiasi libreria.

Una raccolta poetica, non la prima per l'autore, ma un lavoro importantissimo che cela una denuncia sociale, il malumore di quanti avvertono di vivere in un mondo vuoto e privo di valori.

Abbiamo così chiesto direttamente a Contino di darci qualche maggiore dettaglio su questa sua ultima “fatica” letteraria.

D: Come mai ha deciso di scrivere una raccolta poetica in rima?
R: La rima baciata, o incrociata, ha da sempre rapito la mia immaginazione. Le rime del Pascoli o del D'Annunzio rappresentano ancora oggi le mie poesie preferite, capaci di suscitare emozioni uniche ed autentiche. Capirà bene che al giorno d'oggi i ragazzi conoscono, come unica forma di frase in rima, i testi di questo o quel rapper, che tutto sono tranne che poesia. Ho scelto di scrivere 100 versi strutturati secondo una metrica precisa: tre quartine in rima alternata, per far comprendere che la rima è musica di per se, e può esprimere concetti profondi, trasmettere messaggi di fondamentale importanza.

D: I suoi studi sul folklore e sul “mistero” hanno influenzato anche questo libro?
R: Chiaramente alcune poesie contengono “messaggi” decifrabili solo da chi è in possesso delle giuste “chiavi di lettura”, non si tratta di verità assolute né di insegnamenti, non sono né un profeta né un maestro, ma indubbiamente sono messaggi di indiscutibile importanza ed in grado di variare il modo di percepire il mondo per chi dovesse riuscire a decifrarli.

D: Ha detto che è rivolto ai ragazzi. Perchè?
R: Perché loro sono il futuro ed il presente, e se riuscissero a cambiare il loro presente potrebbero salvare il loro futuro. Per far questo occorre, prima di tutto, risvegliare l'umanità che giace assopita in tutti loro, ossia la capacità innata e forse unica di riuscire ad emozionarsi, a ridere, a piangere, a provare compassione, a stupirsi delle piccole e grandi cose della vita, e soprattutto ad inorridire osservando ciò che ci circonda.

D: Quanto c'è della sua vita personale in questo libro?
R: Indiscutibilmente tanto, mi sono tolto molti sassolini dalla scarpa, come di dice in questi casi. Ho anche voluto omaggiare i miei affetti, donarli un pizzico di immortalità, perché nel ricordo si vive in eterno.

D: Perché dovrebbero comprare il suo libro?
R: Perché la vita merita risposte, ma ancor prima che queste arrivino occorre porsi le giuste domande. Oltre a ciò, credo che la poesia sia il nutrimento dell'anima, e Dio solo sa di quanto nutrimento ha bisogno, oggi, l'anima umana. Certo non parlo di Fede, mi riferisco al sentimento, che poi rappresenta anche i pilastri di ogni fede, ma ciò è secondario. È nato prima il sentimento è poi la fede, questo libro punta a riaccendere il sentimento.

Con tali premesse non possiamo che augurarci che il nuovo lavoro di Mario Contino possa essere apprezzato, e che il giovane autore possa riscuotere il giusto riconoscimento per il suo instancabile impegno.

Pietro Morandi, quando i figli d'arte seguono le orme dei genitori

MILANO - Tale padre, tale figlio. Pietro Morandi, figlio del noto artista Gianni Morandi, debutta nella musica con il progetto discografico"Assurdo", un album prodotto da Mr Monkey che si compone di 7 tracce inedite. Il disco, prodotto dall'etichetta Thaurus Music, è disponibile dal 7 giugno in tutte le piattaforme digitali.


In una società 4.0 troppo spesso logorata dall’invidia e dall’odio, “Assurdo” vuole essere una sorte di slogan, che inviti a riflettere su quanto sia assurdo il periodo storico in cui viviamo, dove tutto cambia così velocemente che il genere umano ne sta perdendo il controllo.

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