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Renzo Arbore (intervista): «Spero che un giorno la musica napoletana e quella italiana siano studiate nelle scuole»


di NICOLA RICCHITELLI – L’ospite di quest’oggi non ha bisogno di presentazioni. E' entrato nelle case degli italiani tanto tempo fa prima attraverso la radio, poi con la televisione. Inutile scrivere della sua carriera e del suo apporto dato alla televisione e alla cultura italiana perché coloro che hanno vissuto e avuto modo di vivere i momenti più esaltanti della sua carriera sanno che non li resta che perdersi nell’amarcord di video sparsi tra Youtube e vecchie trasmissioni televisive per comprenderne appieno la grandezza.

Chi è Renzo Arbore l’ho capito la sera di un 6 dicembre del 2008 a Barletta, in piazza Aldo Moro.

Lui venne nella Città della Disfida – con la sua Orchestra Italiana - per un concerto nell’ambito della “Puglia Night Parade” - manifestazione che portò tra l’altro in due giorni nelle piazze delle maggiori città pugliesi artisti del calibri di Pino Daniele, Lucio Dalla e Antonello Venditti.

Forse sarebbe meglio dire che lo capii alla fine di quel concerto, quando una piazza gremita da non solo nostalgici di “Quelli della Notte”, “Indietro tutta” e compagnia bella, si ritrovò a ballare sulle note di “Come facette mammeta”.

Con immenso piacere e ringraziando il maestro Arbore per l’onore che dà oggi al Giornale di Puglia di poterlo ospitare sulle sue pagine, ecco la nostra chiacchierata con il grande Renzo Arbore. 


Maestro, “Guarda…Stupisci”, un programma per raccontare la musica umoristica napoletana. Da dove nasce questa esigenza?
R:«Nasce dal fatto di insegnare ai ragazzi più giovani i fenomeni che non hanno vissuto. Infatti in studio vediamo un pubblico di studiosi e studenti di tradizioni, di musica, di cinema, di spettacolo. Credo che il compito di un signore della mia età sia quello di indicare ai ragazzi che non hanno vissuto alcune stagioni della cultura italiana questi momenti qua, l’ho fatto con la canzone napoletana antica e classica – e lo sto facendo ancora con la mia Orchestra Italiana attraverso i vari concerti in giro per l’Italia e per il mondo – questa volta lo faccio con le canzoni umoristiche napoletane, altrimenti corriamo il rischio che rimangano ignote con il passare del tempo, anche perché quelle canzoni contengono dei meccanismi umoristici che ancora oggi servono per far ridere».

Parliamoci chiaro, la musica napoletana, - faccio riferimento a quella che lei porta in giro per il mondo con la sua Orchestra italiana – piace, e piace anche a chi storce il naso. Quali sono a suo modo di vedere gli elementi di attrazione?
R:«Sicuramente la melodiosità, la melodia. La melodia che sprigiona la canzone napoletana non ha eguali al mondo, fatto salvo la melodia del melodramma italiano, dell’opera di Giuseppe Verdi, di Giacomo Puccini e Gioacchino Rossini, melodie che con l’Orchestra Italiana – realizzando conti alla mano circa 1500 concerti - ho portato in tutto il mondo, dall’Unione Sovietica e quindi dall’attuale Russia, passando dall’Australia e quindi Cina, Giappone, Nord e Sud America, Francia, Spagna, e tanti altri ancora, in tutti questi paesi abbiamo portato la musica napoletana facendo sempre il tutto esaurito; questo per dire che la musica napoletana è un patrimonio italiano sottovalutato dagli stessi artisti napoletani, che la vivono in qualche modo come canzone del passato, un po’ come dire che Johann Sebastian Bach è un artista del passato, che la Traviata è solamente un melodramma del passato».

Come vedrebbe l’idea di far studiare la musica napoletana a scuola?
R:«Credo sia una cosa che dovrebbe assolutamente fare il Ministero dei Beni Culturali, perché la canzone napoletana prima e la canzone italiana dopo sono un fenomeno di cultura fatto passare un po’ per fenomeno minore, quando è straordinariamente maggiore. Il tempo ha giudicato queste canzoni – e qui mi riferisco a quelle di De Andrè, Mogol, Modugno e tanti altri – quali canzoni eterne, opere d’arte piccole dal punto di vista della durata del pezzo in sé, ma formidabili. Il mio augurio è appunto questo, che prima o poi qualche intellettuale prenda il mio posto e cerchi di far studiare tutto questo nelle scuole italiane e nelle università».

Maestro, il giorno successivo alla messa in onda della prima puntata tutti hanno parlato di auditel ma nessuno della qualità del suo programma…
R:«Purtroppo questo è un vezzo tutto italiano che onestamente a me non piace, giudicare la bontà di un programma solo dall’indice di ascolto... Devo dire che molti critici importanti hanno parlato della bontà del programma più che dell’auditel, ma oramai è inutile negarlo che siamo sotto la dittatura dell’auditel. A mio modo di vedere occorrerebbe anche l’indice di gradimento, quindi dare modo al telespettatore di giudicare la bontà o meno di un programma, perché possono esserci programmi visti poco ma molti amati dal pubblico, un po’ come è successo a me nella mia carriera come ad esempio con “L’Altra Domenica” e “Quelli della notte”.

Riuscirà la televisione italiana a slegarsi dalla schiavitù dell’auditel e ad intraprendere la strada della qualità?R:«Diciamo che non c’è la voglia, ci vorrebbe qualcuno che recuperi a monte l’indice di gradimento, l’indice di bontà, di affezione nei confronti di un programma, se non si fa questo la televisione italiana sarà sempre schiava dell’auditel».

Dopo “Guarda…Stupisci” avremo la possibilità di vederla con una certa frequenza in tv o dovremo accontentarci di queste piccole e brevi incursioni?
R:«Io spero di si – anche perché la mia è un età importante – spero di poter fare ancora qualcos’altro, anche se non bisogna dimenticare che c’è l’Orchestra Italiana, un progetto che mi mantiene giovane, quindi ci devo ritornare. Fare l’artista era la mia ambizione, faccio l’artista in televisione, ma lo sono soprattutto nella musica, non soltanto con l’Orchestra Italiana, ma anche con lo swing, uno stile che si balla da tante parti, specie in Puglia, in particolar modo nel Salento, ma anche Matera. Insomma il mio destino è ancora legato alla musica, poi come esecutore o come critico, come studioso, o come video jockey, diciamo che il mio posto è là».

Maestro, questa ultima domanda la fa il barlettano che è in me: come nacque la famosa “Barlett Barlett”?
R:«Beh, la Puglia e la sua “pugliesità” è un po’ la nostra passione. Quando ci incontriamo con Lino Banfi, Michele Mirabella, Gegè Telesforo e altri, noi ci divertiamo a parlare tra di noi il pugliese, a raccontare le cose in pugliese, quindi nacque così, nei i miei incontri con Banfi, trasformando la famosa “New York New York” in “Bàrlett Bàrlett” e dedicando questa canzone a questa splendida città che è Barletta. Conservo ancora oggi il testo originale; delle volte l’abbiamo riproposta così come l’abbiamo scritta altre abbiamo improvvisato, però è una canzone a noi cara, è stata infatti riproposta – assieme a Lino Banfi - l’ultima volta l’anno scorso all’Auditorium di Roma».

Contacts:
http://www.renzoarborechannel.tv/
https://www.facebook.com/renzoarbore/

Cinema: Marcello Fonte migliore attore agli Oscar europei

SIVIGLIA - Marcello Fonte è stato insignito del premio di miglior attore europeo per il ruolo in 'Dogman' alla cerimonia degli European Film Awards a Siviglia. "Ce n'erano molti più bravi di me! Complimenti a tutti!", ha commentato l'attore calabrese sul palco di quelli che sono considerati gli 'Oscar' europei.

'Dogman' di Matteo Garrone è stato scelto per rappresentare l'Italia alla prossima edizione degli Oscar a Los Angeles: il 22 gennaio l'Academy annuncerà le candidature.

Argentero all'Orfeo di Taranto: "Il miglior premio è emozionare la gente"


di PIERO CHIMENTI - Luca Argentero, ospite del secondo appuntamento stagionale del Teatro Orfeo, ha portato in scena la vita di tre assi in discipline diverse: Malabrocca, Bonatti e Tomba, lontani tra loro come epoca e modo di affrontare le loro sfide, ma uniti nella capacità di essere diventati nell'immaginario collettivo degli 'eroi' nazionali. Siamo riusciti a strappare una battuta attore piemontese, presente nelle sale cinematografiche, con il film natalizio 'Cosa fai a Capodanno', affacciatosi nel foyer del teatro.

Malabrocca, Bonetti e Tomba sono i campioni dello sport nel loro tempo. In cosa ti somigliano e per cosa vorresti essere ricordato nel tuo settore? 
Il lavoro dell'attore non ha premi o medaglie, ed i riconoscimenti che esistono non sono il motivo per cui fai questo lavoro. Ma questo lo scopro ogni giorno, quando qualcuno mi ferma per strada è mi dice: "Ieri ho visto un tuo film... mi è piaciuto, sono sono divertito, mi sono emozionato". Malabrocca, Bonatti e Tomba non sono stati ricordati solo perché erano nella loro epoca, ma per come hanno vinto quello che hanno vinto. Nel caso di Malabrocca, era un ciclista che correva per arrivare ultimo, quindi in realtà vinceva a modo suo, dunque è il modo con cui si affronta la propria disciplina, la propria vita o la propria avventura.

(ph credits: Aurelio Castellaneta)

'Santiago, Italia': la recensione

di FREDERIC PASCALI - Prima dell’undici settembre, di cui tutti abbiamo ancora piena memoria,ce n’era stato un altro che aveva segnato per sempre la vita di una nazione e delle generazioni vissute a cavallo di quella data.

Il documentario che segna il ritorno di un lavoro di Nanni Moretti nelle sale cinematografiche aggiunge un nuovo capitolo di commento a quel drammatico giorno del 1973 quando un golpe militare segnò per sempre la storia contemporanea del Cile ponendo fine, in un lasso di tempo brevissimo, alla presidenza di Salvador Allende. Eletto democraticamente nel 1970, il presidente cileno non sopravvisse all’attacco, restano non del tutto chiare le circostanze della sua morte, e, dopo il bombardamento del Palacio de La Moneda da parte della sua stessa aviazione, divenne il simbolo di un popolo che aveva creduto di poter fare da sé all’interno dei complessi scenari politico-economici della guerra fredda. Una stagione di grande esuberanza civile che Moretti ricostruisce concentrandosi soprattutto su quello che successe nel “dopo” narrando, attraverso una serie di efficaci interviste,comprese quelle ad alcuni ex generali di Pinochet, il percorso che da protagonisti trasformò in perseguitati numerosi esponenti e attivisti del partito di Allende.

Con il piglio secco e diretto tipico della sua poetica, il regista italiano si sofferma su alcune vicende personali di coloro che scamparono, almeno in parte, alle repressioni e alle purghe della dittatura di Pinochet rifugiandosi nell’ambasciata italiana, viatico per il successivo approdo nel Bel Paese. Presente e passato si fondono e la memoria dei reduci ricorda un’Italia che rispetto ad allora si è persa in infiniti distinguo. Nello sguardo velato di malinconia, nella commozione che spesso attanaglia il racconto delle donne e degli uomini intervistati da Moretti passa la sincera dedizione verso una causa ormai lontana di un tempo in cui loro stessi erano “Re”, in cui,inebriante, felice, poi aspra e dolorosa la rappresentazione di una delle libertà possibili coincideva con la loro stessa vita. Un teatro che la storia ha ormai chiuso senza tuttavia tarpare le ali ai ricordi che Moretti è bravo a lasciar scorrere senza enfasi e artifizi di sorta, scevri di ogni tentazione retorica e ben quadrati dalla fotografia di Maura Morales Bergmann e il montaggio di Clelio Benvenuto.

A Martina Franca la 'Città dei balocchi'


MARTINA FRANCA (TA) - A ridosso delle festività natalizie, il comune di Martina Franca ha voluto trasformare la propria città in una vera e propria “Città dei Balocchi”, giocosa festa di luci e colori animata dalla presenza di artisti di strada che metteranno piede nelle vie dello shopping oggi a partire dalle ore 18:00 per l'ultima giornata dell'evento.

La passeggiata per i visitatori sulle via dello shopping martinese: Via Taranto, Corso Messapia, Viale della Libertà sarà accolta, a ritmo di rumba e Nuevo flamenco dal chitarrista barese Roby Otel, e a colpi di jazz dal duo chitarra-sax, formato da Michele Santoro e Laura Donatone, con un repertorio che spazia dai tanghi alla musica gitana, passando per lo swing e brani strumentali da loro composti. Tutt’altra musica risuonerà con il gruppo dei Bandarisciò che, a bordò di un risciò, abbracceranno sonorità da tutto il mondo, dai Balcani e dalle tradizioni Klezmer, passando dal Centro e Sud America, fino a toccare la canzone d’autore italiana.

Le bolle di sapone torneranno a fluttuare nel cielo, questa volta nello spettacolo Babù Babbles…bolle senza tempo, mentre un’acrobata si esibirà in un numero di aerial silk, dando vita a figure artistiche sospese a mezz’aria, tra splendidi tessuti. Bolas, corde e bastoni accesi riscalderanno l’atmosfera in un imperdibile Fire Show dai contorni ardenti, e l’incantevole magia di Mago Maraldo lascerà tutti senza fiato, grazie al suo innato talento da prestigiatore.

Nel corso dell’intero weekend sarà, inoltre, possibile ammirare da vicino la grande slitta di Babbo Natale, con cavalli, pony ed elfi al seguito.

La città dei Balocchi si avvale del Patrocinio del Comune di Martina Franca ed è organizzata dall’Associazione Smile di Manuel Manfuso, realtà affermata nel territorio pugliese che può contare su un team di artisti professionisti e di alto livello.

Il 14 Dicembre è anche il Christmas Jumper Day di Save the Children, il giorno in cui si indossano buffi maglioni natalizi e si regala un sorriso a tanti bambini. I visitatori sono quindi invitati a partecipare sfoggiando un maglione e accessori a tema natalizio, scattando una foto e condividendola sui social con l'hashtag #christmasjumperday. Sarà questa una bella occasione per raccogliere donazioni a favore di Save the Children e donare un futuro a tanti bambini, in Italia e nel mondo."

LA CITTÀ DEI BALOCCHI a MARTINA FRANCA (TA)
14 - 15 dicembre 2018 - centro storico
16 dicembre 2018 - vie dello shopping - Via Taranto, Corso Messapia, Viale della Libertà
evento patrocinato dal Comune di Martina Franca
info: Manuel Manfuso 324.8679062

'Le Strade di San Nicola': inizia il conto alla rovescia

BARI - Ormai ci siamo. Lunedì 17 dicembre al teatro Petruzzelli di Bari, a partire dalle 20:30, si svolgerà la 5^ edizione dell’evento di beneficenza “Le Strade di San Nicola”, che porterà in scena Gigi D’Alessio, Lorenzo Fragola, Radicanto e Diodato, la drag queen Drusilla Foer e i comici Alessandro Di Carlo, Pinuccio e il duo Marta e Gianluca. Questa one-night di beneficienza è organizzata dall’omonima Fondazione, composta da ben dodici associazioni, L’Aipd Bari, Amichi di Michele Visaggi, Bari young onlus, Ciao Vinny, Little Smail Onlus, Marcobaleno, fondazione Maria Rossi, Medici con l’Africa Cuamm, Fondazione Nikolaus, Ordine Forense Bari, Rotary Club Mediterraneo e Unicef Bari.

“Le Strade di San Nicola” è un progetto benefico che, non a caso, si ispira al Santo di Myra, protagonista di numerose leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati. Un progetto da sempre orientato all’altruismo e alla beneficienza. Un evento unico che resti nella memoria di chi vi assiste e, soprattutto, di chi, grazie ad esso, potrà sentir nascere un nuovo sorriso. Perché lo spettacolo non si limita ad intrattenere il pubblico presente, ma va ben oltre i confini delimitati dalle mura del teatro che lo ospita. Perché “Le strade di San Nicola”, in un modo o nell’altro, portano sempre ai cuori dei più bisognosi.

Musica, divertimento e tanto altro ancora. Uno show con artisti di fama nazionale che si alterneranno sul palco del Teatro Petruzzelli la sera del 17 dicembre. Tutti i protagonisti hanno sposato a pieno lo spirito benefico dell’iniziativa, mettendo a disposizione della causa la loro grande professionalità. Un’iniziativa che, come gli scorsi anni, e grazie al contributo di associazioni e pubblico presente, saprà arrivare al cuore di tutti: di chi sarà protagonista sul palco, di chi sarà in platea ad applaudire ed emozionarsi e, soprattutto, di chi non sarà presente, ma, anche da lontano, potrà sentire quanto è grande il cuore di chi gli vuole bene.

Nel corso di ogni edizione vengono celebrate due eccellenze nazionali. Il punto più alto della show è infatti costituito dall’assegnazione del Premio “Le Strade di San Nicola” che viene conferito ad una personalità che si è distinta per generosità e sostegno ad iniziative di solidarietà. Verrà inoltre consegnato ad un artista emergente il premio “Le Strade di San Nicola giovani”.

Abbiamo incontrato due degli artisti protagonisti della serata.

“L’occasione è bella – ha affermato il comico barese Alessio Giannone, in arte Pinuccio -. Se si può fare del bene io sono sempre pronto, chiaramente quando posso. Farò la mia classica telefonata sul palco del Petruzzelli, teatro che ha una sua storia”. Attraverso lo spettacolo si può avvicinare il pubblico a certe tematiche. Questo non vuol dire che già non lo sia, ma ribadirlo con questa formula fa sempre bene. Spesso per pigrizia o per impegni, non ci si avvicina autonomamente alla solidarietà. Invece in questo modo è più facile, poi a Natale si è tutti più buoni e ci si avvicinano con più facilità tutti quanti a questi argomenti importanti”.

Per  i Radicanto abbiamo chiesto a Giuseppe De Trizio quale sarà la loro proposta: “In questa occasione saremo in una formazione diversa, io alla chitarra e Maria Giaquinto in voce. Con noi ci sarà anche la cantante russa Kxenia Karelina. Il nostro sarà un omaggio a San Nicola con un brano composito nel quale uniamo una ninna nanna in dialetto che parla del santo e una canzone ortodossa sempre dedicata al patrono di Bari. Su questa performance si esibirà la ballerina Claudia Cavalli, danzatrice aerea di ‘Hell in the cave’, sulle coreografie di Vito Cassano. La sua danza sulla nostra musica è un’azione di teatro danza sui tre miracoli inscenati con tre corsetti diversi realizzati da Luigia Bressan artista scultrice, che rappresentano i tre miracoli del Santo".

Per la Federazione, è possibile fare intrattenimento e spettacolo senza dimenticarsi di chi è lontano dai “riflettori”: da questo semplice assioma nasce uno spettacolo che idealmente parte dal capoluogo pugliese e percorre le vie virtuose dell’umanità. Durante la serata, vera e propria staffetta all’insegna della beneficenza, si alterneranno i vari personaggi con le loro performance. A condurre l’evento, la cui direzione artistica è di Titta De Tomassi e i testi a cura di Fabiano Marti, saranno Mauro Pulpito e Mary De Gennaro.

Il ricavato della serata, patrocinata dal Comune di Bari, sarà interamente devoluto a cinque progetti individuati dalla Federazione:

•          “Un piatto per tutti”: è un progetto che porterà, attraverso la sensibilità di sponsor del settore, all’acquisto di 5mila chili di pasta destinati a istituti minorili e mense per persone in difficoltà residenti nella provincia di Bari. Una risposta rapida ai bisogni primari di chi non ha tempo per aspettare.

•          “Musicalex”: musica e legge in sinergia per sostenere il diritto alla formazione e all’ascolto, attraverso la donazione di strumenti a scuole medie a indirizzo musicale presenti nei Municipi I e II di Bari (Zingarelli e Amedeo D’Aosta), realizzata anche grazie al ricavato dell’evento-concerto del maestro Ezio Bosso con l’Orchestra sinfonica Metropolitana.

•          “Medici col camper”: il progetto si pone l’obiettivo di fornire assistenza sanitaria di base ai braccianti agricoli migranti che popolano i ghetti nella provincia di Foggia, garantendo la presenza settimanale di due equipe composte da 2 medici, 1 infermiere e 3 volontari. La federazione “Le strade di San Nicola” ha contribuito alla causa attraverso l’acquisto di due computer per la raccolta dati. L’iniziativa contribuirà a individuare un profilo epidemiologico sui fattori di rischio, patologie da lavoro e tipiche di comunità isolate, come MST, HIV, TB, per offrire un servizio di maggiore prevenzione.

•          “Alla scoperta delle emozioni”: si rivolge ad adolescenti e giovani adulti con la sindrome di Down, di età compresa tra i 10 e i 20 anni, con l’obiettivo di insegnare loro a riconoscere, controllare e comunicare le proprie emozioni e a migliorare la qualità delle relazioni acquisendo consapevolezza di sé. Il progetto prevede azioni e interventi differenziati in base alla fascia d’età con il coinvolgimento attivo delle famiglie.

•          “Io voglio giocare a calcio”: il primo torneo Federcalcio, realizzato in collaborazione con il Centro sportivo italiano, rivolto ad atleti con disabilità intellettive, relazionali e psichiche, nato da un protocollo di intesa sottoscritto al Senato della Repubblica il 18 gennaio 2017. Obiettivo del progetto è l’interazione della disabilità nel sistema calcio al fine di migliorare la qualità di vita dei ragazzi.

I biglietti per assistere all’evento sono disponibili presso la caffetteria “Biglietteria”, in largo Adua, tutti i giorni a partire dalle ore 17.30. È possibile acquistarli anche online sul circuito www.vivaticket.it.

Un regalo per Taranto: il concerto di Natale del coro polifonico e dell’orchestra del Liceo Archita


TARANTO - Anche quest'anno il liceo Archita regalerà a Taranto un concerto di Natale che si svolgerà lunedì 17 dicembre alle ore 19.30 nella Concattedrale Gran Madre di Dio grazie all’ospitalità del suo parroco don Ciro Alabrese.

Nella serata si esibiranno l’orchestra sinfonica del liceo, diretta dal maestro Paolo Battista e coadiuvata dai maestri Giuditta Giovinazzi al violoncello e Angelo Brancone al clarinetto, e il coro polifonico, diretto dalla professoressa Maria Antonietta Carola. Il coordinamento alla produzione è stato curato dai docenti Simona Barbera, Angelo Brancone e Paola Lunetta Franco. Il coro e l’orchestra del liceo Archita sono costituiti da alunni dei diversi indirizzi e in particolare dell’ indirizzo musicale.

Un regalo – si diceva – prima di tutto alle famiglie dei ragazzi - che hanno avuto un calendario fitto di prove e si sono impegnati per suonare e cantare come dei veri professionisti, ma un regalo anche a tutti coloro che vorranno godere di una serata di buona musica con un programma vario e interessante in cui si mescolano alcuni brani del grande repertorio sinfonico e corale con altri scelti tra i più celebri classici natalizi. Che Natale è, infatti, senza Silent Night o Adeste fideles? Che Natale è senza i brani della tradizione, quelli che tutti conosciamo e che rinnovano ogni anno lo spirito di questa festa?

Certo ci saranno anche questi brani celeberrimi, ma siamo sicuri che riusciranno a stupire con gli arrangiamenti originali, le esecuzioni ora a cappella, ora accompagnate da pochi strumenti o dalla sola arpa, ora dall'intera orchestra, e sapranno esprimere il senso di una festa che unisce o dovrebbe unire tutti in quella armonia che si realizza sempre nella musica. Ma ci saranno anche brani meno noti,  tra i quali alcune belle carole inglesi e qualche chicca come The little Babe di Benjamin Britten, il più importante compositore inglese del XX secolo,- in cui il coro sarà accompagnato dalla sola arpa suonata dalla professoressa Gabriella Russo - e Kayama, un brano del compositore gallese contemporaneo Karl Jenkins che si ispira a una sorta di stile tribale in cui ogni confine tra i generi viene meno in favore di uno stile che alcuni critici definiscono global fusion.

L'orchestra da parte sua, suonerà da sola nella prima parte del concerto in quattro importanti composizioni: La grande porta di Kiev,  tratta dai Quadri di un'esposizione di Musorgskji nella scintillante trascrizione orchestrale di Ravel, le tre danze tedesche k609 di Mozart , un’immancabile composizione di uno degli Strauss, la celebre pizzicato-polka di Johann Strauss figlio e Josef Strauss e il festoso e solenne Pomp and circumstance di Edgar Elgar, compositore inglese del ‘900.

Le attività di musica di insieme, sia curricolari che extraccurricolari, che sono alla base dei concerti periodici del liceo Archita (in questi giorni si succedono anche le performance della banda della scuola che, solo per citare l’ultima occasione, si è esibita lo scorso 12 dicembre nel centro per i senza fissa dimora intitolato a San Cataldo Vescovo ) sono attività altamente formative, non tanto e non solo per i risultati, spesso eccellenti, che i ragazzi raggiungono, quanto perché fare musica insieme abitua a cooperare, a lavorare per un progetto comune, abitua alla disciplina, ma soprattutto all'autodisciplina: è impressionante vedere come ragazzi vivaci come tutti gli adolescenti siano in grado in pochi secondi di prendere le loro posizioni sul palco, zittirsi immediatamente e concentrarsi per il concerto.

Ed è una magia che si rinnova ad ogni concerto, con tutti i ragazzi che si succedono. Perché la caratteristica dei cori e delle orchestre scolastici è quella del continuo rinnovamento e la bravura dei docenti sta nella scelta di brani che di anno in anno mettano in luce le migliori qualità di quell’annata: le voci particolarmente belle in un registro, oppure un solista, cantante o strumentista, particolarmente brillante. Onore al merito dunque, dei ragazzi, dei docenti che li preparano, della dirigente scolastica professoressa Angela Maria Santarcangelo e del suo staff, che continuano da anni a credere in questa esperienza. I riconoscimenti, d’altro canto, non mancano: l’orchestra sinfonica e il coro polifonico del liceo Archita sono infatti da molti anni una realtà nel panorama musicale della nostra città che miete consensi un po' dappertutto.  Il coro, nato nell’anno scolastico 1998-99, ha al suo attivo collaborazioni con artisti di fama mondiale quali il compositore premio Oscar recentemente scomparso Luis Bacalov, sotto la cui direzione ha eseguito in prima mondiale assoluta l’opera Ave verum, dello stesso Bacalov, con il cantante Simone Cristicchi e l'Orchestra della Magna Grecia per lo spettacolo musicale La buona novella e solo pochi giorni fa, il 6 dicembre, ha rappresentato il liceo Archita al Festival dei licei musicali svoltosi a San Giovanni Rotondo.

Nel maggio 2018 coro e orchestra si sono esibiti con grandissimo riscontro di pubblico e anche di esperti – il maestro Beppe Vessicchio e la dottoressa Annalisa Spadolini del Ministero dell’Istruzione li hanno elogiati entusiasticamente - In occasione della Settimana Nazionale della musica a scuola che il MIUR ha voluto si svolgesse a Taranto e provincia. Ancora insieme, sono stati gli ospiti d’onore a Roma nella sede del MIUR, lo scorso 6 giugno, in occasione della premiazione del concorso nazionale “Indicibili incanti”; a settembre, su invito della Marina Militare, si sono esibiti in occasione del Trofeo del Mare e a Lecce il 6 ottobre scorso hanno rappresentato tutte le scuole della provincia di Taranto nella manifestazione di inaugurazione dell'anno scolastico voluta dall’Ufficio Scolastico Regionale, alla presenza di moltissime autorità tra cui il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano, il Sovrintendente Regionale Anna Cammalleri, l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale Sebastiano Leo, l'arcivescovo di Lecce, il prefetto e altre autorità civili, religiose e militari.

Libri: Operazione P.I.C., un mistero nelle isole partenopee di Achi


MILANO - Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee è un romanzo giallo scritto con intelligenza e cognizione di causa. L’autore, Achi, conduce il lettore in una serie di intrighi e macchinazioni rivelando una profonda conoscenza della materia trattata: dalle procedure di indagine, ai sistemi giuridici, fino ai meccanismi psicologici utilizzati dalle organizzazioni settarie per controllare i propri adepti. I protagonisti Rossella Spargo e Arcos Mele si trovano immersi fino al collo in una vicenda pericolosa e ingarbugliata, occultata da numerosi strati di corruzione e connivenza. Senza mai arrendersi, e grazie al loro forte legame, anche se ancora in via di definizione, si improvviseranno detective pur non avendone i permessi, conducendo le indagini per una serie di omicidi misteriosi e inquietanti.

Achi accompagna i due protagonisti in un mondo di apparenze e inganni, denunciando poteri corrotti, una giustizia spesso inefficiente e un sistema di informazione pilotato e interessato all’autocelebrazione piuttosto che alla diffusione della verità. Nella cornice delle isole partenopee di Procida, Ischia e Capri, e con la fascinazione di simboli esoterici e religiosi, il romanzo procede con ritmo serrato e con uno stile originale e colto, portando alla luce una realtà celata allo sguardo degli onesti cittadini, inconsapevoli di essere parte di un meccanismo malato. E in Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee la corruzione della società italiana trova una metafora nell’organizzazione a piramide rovesciata della setta de I figli di Skotos, che “possiede una base composta da una ridotta oligarchia, simile alla punta di una piramide, sulla quale si erge e sorregge l’intera organizzazione”. In quest’ottica Achi non solo costruisce una storia avvincente e intelligente che intrattiene e mantiene la tensione dalla prima all’ultima pagina, ma propone anche una riflessione sentita sulla società odierna, sui suoi vertici del potere, sullo sciacallaggio dei mezzi di comunicazione e sulla loro sudditanza a questi pochi, influenti eletti, che reggono malamente le sorti di una piramide posta in un equilibrio sempre più precario.

TRAMA - In una calda e limpida estate nel Golfo di Napoli, la vita delle isole di Procida, Ischia e Capri è macchiata dall’assassinio di tre preti. Trovare il vero colpevole sembra un’impresa impossibile per una giustizia italiana troppo spesso preda della corruzione e condizionata dalla macchina dell’informazione, intenta a creare scoop piuttosto che rincorrere la verità. Due ricercatori, la psicologa Rossella Spargo e il socio-antropologo Arcos Mele, si ritrovano a indagare sull’accaduto. In questa loro ricerca della verità, ricca di suspense, azione e indizi, riusciranno a portare alla luce una realtà sconvolgente, svelando, grazie alle loro deduzioni e alla profonda intesa che li lega, cosa si nasconde dietro quegli omicidi. Le rivelazioni però non finiscono qui, perché questo romanzo ci aiuta a indagare anche i sentimenti, mostrando la difficoltà di amare superando le convenzioni sociali e il coraggio necessario per seguire il proprio cuore.

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Barletta Piano Festival: Pasquale Iannone chiude edizione 2018

BARLETTA - Reduce da una trionfale trasferta in Portogallo, tappa di una tournée tra Italia ed estero che toccherà anche il Messico nei prossimi mesi, il concertista di fama internazionale Pasquale Iannone torna nella “sua” Barletta per un atteso recital pianistico in programma martedì 18 dicembre (ore 21) al Teatro Curci. L’appuntamento chiude l’edizione 2018 del Barletta Piano Festival, diretto dallo stesso Iannone nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro e realizzato in collaborazione con gli Amici della Musica Mauro Giuliani nella programmazione del Teatro Curci 2018-2019.

Iannone presenterà un programma che, nell’ambito del repertorio romantico, alterna la profondità di autori come Schubert e Chopin e il virtuosismo di Liszt, con una chiusura pirotecnica: un omaggio alla musica di Johann Strauss, attraverso la creatività di Moriz Rosenthal, pensato come augurio per il nuovo anno che si avvicina.

Virtuoso della tastiera, e tra i capofila del movimento di pianisti pugliesi che da tempo fa parlare di sé nel mondo e che il Nuovo Mondo ha conquistato suonando alla Carnegie Hall di New York, Iannone aprirà il concerto con una tra le pagine più celebri di Franz Schubert, la Sonata D784, che inaugura la serie delle sette straordinarie ultime sonate del compositore viennese. A traghettare il pubblico negli anni Quaranta dell’Ottocento sarà la musica di Fryderyk Chopin con lo Scherzo n. 4 op. 54, pagina definita fascinosa e geniale dai critici. Capolavoro assoluto nella produzione del pianista polacco, proiettato decisamente verso il futuro, il quarto scherzo è paradossalmente rimasto uno dei meno conosciuti di Chopin, e Iannone lo propone con la sua riconosciuta sensibilità di raffinato interprete consacrata anche da Aldo Ciccolini, uno dei giganti della tastiera del Novecento. Il programma proseguirà con la Sonata in si minore di Liszt, l’unica del profeta del trascendentalismo priva delle fondamenta negli schemi tradizionali della forma classica: un pezzo che passa da un clima cupo e infernale alla luce divina, cui farà da contraltare il brano di chiusura, firmato proprio da un allievo di Liszt, Moriz Rosenthal, del quale si potrà ascoltare il Carnaval de Vienne composto su alcuni temi di Johann Strauss.

Insomma, una chiusura in grande stile per il Barletta Piano Festival con il suo direttore artistico e fondatore, da diversi anni impegnato anche sul fronte didattico e nella scoperta di nuovi talenti e astri nascenti del pianoforte, tra cui Giorgio Trione Bartoli, il giovane pianista tranese, suo allievo, qualche giorno fa vincitore del Premio Casella al Concorso pianistico Teatro La Fenice di Venezia, e Osvaldo Ettore Nicola Fatone, vincitore del Premio Nazionale delle Arti. Molti di questi talenti Iannone li ha fatti conoscere al pubblico di appassionati attraverso le rigorose e puntuali programmazioni del Barletta Piano Festival, manifestazione con la quale ha portato avanti un progetto artistico diventato un punto di riferimento nel panorama della manifestazioni italiane dedicate agli ottantotto tasti.

Il rapper napoletano Anastasio trionfa a XFactor 2018

(Facebook)
E' il rapper napoletano Anastasio a vincere a sorpresa la dodicesima edizione di XFactor. Il rapper partenopeo, laureato in botanica quantistica, era arrivato in finale con Naomi, che si è classificata seconda, e con Luna.

Anastasio è il primo rapper, in dodici edizioni, a conquistare la vittoria tra l'altro con un inedito a sua firma che aveva portato ai casting e che ora ha oltre due milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube.

Durante la finale è stato diffuso in streaming anche il video ufficiale del suo brano "La fine del mondo".

Solo quarti invece i Bowland, band iraniana che aveva come giudice Lodo Guenzi, new entry del programma dopo l'uscita di scena di Asia Argento, travolta dallo scandalo per una presunta violenza sessuale.

Holidu stila la lista dei musei più instagrammati

(Pixabay)
Lo scrittore Roberto Peregalli, ha affermato che ”Il museo deve introdurre la gente in un mondo speciale, in cui le opere dei morti dialogano con gli sguardi dei vivi, in un confronto duraturo e fecondo”. Ecco perché i musei d’arte si possono considerare come un contemplativo viaggio nel tempo, un salto nel mondo passato. O semplicemente, una gita mistica in luoghi di relax, ispirazione e autenticità, capace di allontanarci dalla realtà del mondo circostante, dove il Tempo si trasforma in Spazio. 

Le opere d’arte sono in grado di trasmettere sensazioni ed emozioni che scopriamo, stupiti, quando osserviamo alcuni dei capolavori delle nostre fantastiche città europee. Parecchie opere d'arte, che hanno un valore inestimabile, sono presenti in musei, a volte in paesi esteri facilmente raggiungibili, dall’Italia, e la prospettiva di visitarli, è la scusa ideale per un weekend di arte all'estero. Ovviamente, visitare musei e viaggiare per scopi artistici, significa fotografare, oltre che osservare, per concedersi un ricordo perenne di questa propria esperienza. Adesso, con un semplice click, c’è la possibilità di portare, finalmente, tutte queste meravigliose opere d’arte, sempre in tasca! 

In particolare in orari in cui è prevista la presenza di meno gente, è molto più semplice riuscire a scattare quella che sarà la foto perfetta, per poterla, successivamente, mostrarla orgogliosamente a tutti i propri followers di Instagram, e a sconosciuti, in tutto il mondo, grazie all’utilizzo di hashtag!

A proposito di ciò, il motore di ricerca per le case vacanze Holidu, ha deciso di stilare una lista dei musei che attualmente sono più famosi sul noto social network Instagram, per coinvolgere e dare un motivo in più per viaggiare a tutti coloro che, amanti dell’arte sono disposti a partire, per realizzare lo scatto ideale della loro opera d’arte preferita.

1. Musei Vaticani, Roma: #274.223 hashtag

In prima posizione, troviamo i musei Vaticani, a Roma, che superano i 274mila hashtag su Instagram. Risultato che gli permette di trionfare, con le raccolte più grandi al mondo, risultato delle collezioni dei Papi durante il corso dei secoli. Si possono visitare ben 7 km di gallerie affrescate, che sono, attualmente, tra le più viste in tutta la penisola. Presenti qui, anche alcuni meravigliosi capolavori di Michelangelo e Raffaello, tra cui, il Giudizio Universale, che è stato affrescato proprio da Michelangelo, nella stupenda Cappella Sistina. @musei_vaticani

Holidu consiglia, per avere la sicurezza di poter ammirare La Cappella Sistina, uno dei tesori più importanti dell’intera collezione Vaticana, di prenotare anticipatamente, quello che sarà il vostro weekend artistico nella città di Roma. Se deciderete, ad esempio, di pernottare in una casa vacanza, il costo medio che sosterrete, sarà sui 115€ al giorno.

2. Galleria degli Uffizi, Firenze: #266.035 hashtag

In seconda posizione, ecco un altro museo considerato, a ragion veduta, tra i più famosi e importanti in tutto il mondo, la Galleria degli Uffizi, che ha ottenuto un considerevole numero di 266.035 hashtag. L’edificio, è stato progettato dal Vasari, ed inaugurato nel 1581. Famosissimi pittori di quei tempi, affrescarono le meravigliose stanze, che, durante il corso degli anni, videro arricchire la collezione artistica di notevoli opere, provenienti dal Medioevo fino all’età moderna. Qui si trova la fantastica raccolta di Raffaello e Botticelli, la cui “Nascita di Venere”, una delle sue tele più amate. Tali raccolte, sono tra le più complete. @uffizigalleries

Holidu, offre come consiglio, quello di visitare la Galleria degli Uffizi assieme a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli, utilizzando un unico biglietto cumulativo, dal costo di 18 euro, prezzo entrato in vigore dal primo novembre. Una soluzione ideale ed imperdibile per chi deciderà di visitare tutto, pubblicando così un sacco di foto!

3. Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma: #119.923 hashtag

Al terzo posto, ecco la presenza di un museo che è totalmente diverso rispetto ai primi due: il Maxxi di Roma, che sale sul terzo posto del podio, collezionando ben 119.923 hashtag. Questo, è un edificio in cui la pittura e l’architettura del XXI sec. la fanno da padroni. I lavori di questa immensa struttura, vennero affidati all’architetto Zaha Hadid. Il museo, è stato inaugurato nel 2010, solo 8 anni fa, quindi è molto recente. Attualmente, ospita parecchie opere di arte contemporanea sia di artisti italiani che di artisti internazionali, tra i quali, il sudafricano William Kentridge e gli italiani Maurizio Cattelan e Alighiero Boetti. @museomaxxi

Holidu consiglia l’installazione “More than meets the eye” dell’artista Maurizio Nannucci, presente all’esterno dell’edificio, la prima opera d’arte, assieme all’edificio stesso, che vale la pena fotografare!

4. Palazzo Pitti, Firenze: #82.539 hashtag

Infine, nuovamente Firenze, questa volta con il Palazzo Pitti, al quarto posto tra i musei più instagrammati, con 82.539 hashtag. Un edificio ricco di storia che attualmente, dà spazio a ben quattro musei: il Tesoro dei Granduchi, la Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali ed Imperiali, la Galleria d'Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume. @palazzopitti

Holidu consiglia, dopo la visita al Palazzo Pitti, di scattare qualche foto al Giardino di Boboli.

Libri, ‘Colore e Musica’: ritornano i versi del poeta Nicola D’Aprile

di GRAZIA STELLA ELIA - Se il poeta Nicola D’Aprile potesse sapere, dall’aldilà, che la sua famiglia ne rinverdisce la memoria, ripubblicando i suoi versi, sarebbe certamente commosso e felice.

Il Professor Daniele Giancane, che già si era occupato di questo poeta autodidatta e ne aveva fatto la presentazione in Polignano nel 1984, scrive ora una pagina introduttiva e descrive l’autore soprattutto dal punto di vista umano.

“Siamo davanti ad un autentico poeta popolare, dice il critico Giancane, che non si era abbeverato alla grande letteratura e non aveva seguito corsi di studio al di là della quinta elementare, ma che, però, aveva un talento originario. Una rara capacità di utilizzo della ‘parola’, una straordinaria creatività ed una conoscenza intuitiva ma profonda del cuore umano”.

Un poeta autenticamente dialettale, che trova nel suo dialetto la lingua giusta per esprimere la propria ‘identità’.

“Il dialetto è la sua culla e il suo modo di rapportarsi al mondo” dice ancora Giancane.

Significativa è anche la pagina di Giuseppe Miccolis, l’avvocato che nel lontano 1958 presentò l’originario lavoro poetico del “poeta di Polignano al Mare”.

Nella sua Nota introduttiva si legge tra l’altro: “Il D’Aprile ha cantato cesellando con una ‘vis poetica’ veramente schietta e si è servito, in gran parte, del dialetto polignanese che, per immediatezza di immagine e profondità di saggezza, a volte è ineguagliabile”.

Entro nelle pagine poetiche, felicemente imbattendomi in un vero inno al proprio luogo natio, di cui canta col cuore la bellezza del mare, dei frutti e delle donne.

Proseguo piacevolmente nella lettura e trovo che i versi, scorrevoli e musicali, sono canzoni che, tra il serio ed il faceto, raccontano un piccolo – grande mondo popolare in quel linguaggio dialettale autentico, che si parlava circa un secolo fa.

Sfilano i vari personaggi che, descritti con bonaria ironia e una buona dose di humour, si presentano al lettore nella loro specifica umanità.

È poi la volta della descrizione di fatti quotidiani ed eventi, in versi non solo dialettali, ma anche in lingua italiana.

L’assenza del vino vissuta come un grosso problema, il Natale, la posa della prima pietra, le scimmiette del dottore, il viaggio a Ferrandina, le nozze di un amico, compere a rate, l’ape e il contadino, rimpianti e tanti altri sono i temi dei componimenti in lingua italiana.

Con lo humour che non gli manca mai, il poeta racconta fatti effettivamente accaduti, cogliendo con bravura i lati più buffi, con un giusto dosaggio di allusioni popolaresche.

I racconti, scritti in rima baciata e alternata, si leggono col sorriso sulle labbra e mettono buon umore. Molto simpatico risulta, ad esempio, il componimento di pagina 48, che è una sorta di cantilena che inneggia alla donna ed esalta la moglie.

A pagina 65 Nicola D’Aprile, con note davvero poetiche, canta la primavera, vedendola rinascere nel “canto del fringuello” e nello zirlio del “vispo tordo sull’ulivo”, nel “vecchio pero che gonfia le gemme” e nelle “formiche che escono dal chiuso”, chiudendo con questa quartina:

Vorrei gridare all’aria al cielo al vento
una canzone che non ricordo più
il mondo è una eterna gioventù
vorrei gridare all’aria al cielo al vento.

Si succedono pagine e componimenti dai temi più vari: ricordi nostalgici degli anni verdi, eventi contemporanei, viaggi memorabili con il rimpianto del tempo passato che si fa malinconia.

Ecco infine una sorta di appendice, con le poesie in dialetto, che il Professor Tommaso De Russis aveva inserito nel suo libro ‘Polignano a Mare pubblicato nel 1993.

Qui il “poeta rurale” (come amava definirsi), autodidatta nella poesia come nella musica (suonava infatti vari strumenti) viene rievocato attraverso i suoi versi dedicati a personaggi di Polignano, al figlio Giovanni, alla donna che rifiuta il pretendente, al vecchio combattente…

Si può dire che questo libro dal titolo davvero azzeccato ‘Colore e Musica’, uscito in una sobria e pur raffinata edizione fuori commercio di cento copie curata da Levante editori, evidenzia una notevole vivacità di scrittura e pertanto si legge volentieri, fruendo della traduzione che accompagna i testi.

Emergono dagli scritti di Nicola D’Aprile figure emblematiche e significative tradizioni legate ad un contesto pugliese con una spiccata fisionomia di cultura contadina qual è Polignano, dove nacque il grande Domenico Modugno.

Una nota di apprezzamento va espressa all’editore Gianni Cavalli che, con il consueto pseudonimo di Livalca, ha scritto due toccanti pagine a testimonianza che la vera amicizia, pur esigendo confidenza e discrezione, non cessa neanche con la morte.

Presentazione del nuovo numero di ‘Incroci’

di VIP - L’ultimo numero di «incroci», la rivista semestrale fondata e diretta di Lino Angiuli, Daniele Maria Pegorari e Raffaele Nigro, contiene un inserto dedicato a Valenzano, il Comune dell’hinterland barese interessato dallo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione malavitosa.

L’inserto, intitolato ‘Sennonché’, intende affermare che, nonostante la problematica situazione ambientale, vi sono ‒ anche in questo paese ‒ non poche voci che affidano alla scrittura creativa i sogni e i bisogni di riscatto e di sviluppo.

In sintonia con questa esigenza utopica, l’editore Giacomo Adda ha ricavato dall’inserto un estratto speciale, in cui figurano testi, in versi e in prosa, firmati da Giuseppe e Lino Angiuli, Gina Cafaro, Francesco Calè, Claudio Carone, Vincenzo Dilena, Lino Di Turi, Leonardo Mancino, Antonio Miredi, Egidio Monteleone, Giuseppe Quaranta, accompagnati da disegni di Antonio Pasquale Prima. In copertina campeggia una foto di Rocco Martinelli che ritrae la Chiesa di Ognissanti, famoso e pregevole esempio di romanico pugliese presente nell’agro di Valenzano, che ben simboleggia il ruolo di resistenza civile che la Cultura è chiamata a svolgere soprattutto in tempi e luoghi “difficili”.

Il fascicolo, insieme con la rivista, sarà presentato alla cittadinanza giovedì 20 dicembre, alle ore 18.00, presso “Ianne” Ristorante e Wine Bar (Piazza Vecchia 1 Valenzano), con la presenza dei direttori, degli autori ospitati e dei non pochi sostenitori che hanno creduto nell’iniziativa.

Libri: annus horribilis, tra frau Boschi, Vespa e Pelè

di FRANCESCO GRECO - Un anno vissuto pericolosamente. Con sprezzo del pericolo, del ridicolo, dell’infamia, dello scherno dei sempre più basiti posteri. Poveracci! Il vecchio potere (si fa per dire) s’è dissolto, liquefatto, autorottamato (giglio magico e dintorni). Non era mancato nulla, ma ogni record è sempre migliorabile, non c’è limite al delirio e il libro mastro dei guinness è sempre aperto in un Belpaese trattato dall’Ue come un alunno svogliato, dove il nuovo che avanza ha l’acre odore del vecchio peggiore.

E infatti il nuovo regime gialloverde sorto sull’asse nord-sud (Rubicone vs terra dei fuochi, Roma ladrona che sconfina nel Regno dei neoborboni), ogni giorno si segnala al mondo per le sue performance imprevedibili, di cui noi stessi deteniamo i copyright, ma ne ignoriamo il format. Abbiamo abolito la povertà, ma i poveri chissà perché sono aumentati, vogliamo dare il reddito di cittadinanza a chi un lavoro manco lo cerca, ma a credito, mentre qualche neo-messia cerca nuovi algoritmi per menarci come bestiame brado.

Occasione un sacco ghiotta per il maestro Stefano Disegni, matita storica della satira italiettana. Che rottama uno sconvolgente 2018 con “Un anno di Disegni” (12 mesi di storia nazionale selezionati chirurgicamente da una grande matita satirica), Cairo Editore, Milano 2018, pp. 124, euro 10,00. Qui si incontra un tale che vuol essere chiamato Pelè, una tizia bionda candidata fra i canederli e i cannoli (collegi sicuri, cosa ci si inventa pur di non lavorare!), pensionati incazzati in coda allo sportello postale (600 euro per 30 anni di cantiere), migranti che non vogliono essere salvati, perché temono la trappola delle Ong e preferiscono per coerenza affondare eroicamente col gommone, un risveglio orripilante, un vecchio comico amareggiato dalle sconfitte elettorali, Fazio e Vespa travestiti da tappeti in attesa che un nuovo padrone li spiaccichi come si fa col materiale organico…

 Un modo di ridacchiare amaro, di ingannare l’attesa, per cercare di esorcizzare la paura che il 2019 (anno della troika e lo spread, dell’Italexit e le elezioni europee che faranno franare l’Europa) sia anche peggio…

A Monopoli la ruota panoramica dello ZooSafari


MONOPOLI (BA) - Una favolosa novità arriva dal Gruppo ZooSafari: Horizont Wheel, una ruota panoramica itinerante alta 40 metri renderà ogni giorno uno spettacolo entusiasmante nella città ospitante. Da mercoledì 12 dicembre, dalle ore 18:00, Horizont Wheel apre a Monopoli, in piazzale Cristoforo Colombo (zona porto), bella da vedere e incredibile per volare sulla città.

Da qualche giorno sono già emerse sui social le immagini della ruota che si staglia perfettamente tra il borgo e il mare, scattate da amanti della fotografia, turisti romantici e residenti innamorati della loro città. Con questa iniziativa, il Gruppo ZooSafari amplia il suo parterre di attrazioni e divertimento per adulti e bambini, confermandosi una delle società più dinamiche del Sud Italia.

La ruota panoramica rientra tra le iniziative natalizie di Monopoli e accompagnerà le feste di chi deciderà di trascorrere le sue vacanze nel nostro territorio, contribuendo a offrire un'attrazione che arricchisce il calendario invernale pugliese e accontenta tutte le fasce d'età in una delle zone più suggestive del paese.

Il prezzo di lancio del biglietto per volare su Monopoli è di 6 euro. I bambini sotto il metro di altezza salgono gratis. E’ possibile accedere ad Horizont Wheel tutti i giorni fino al 6 gennaio dalle
16:00 alle 24:00.

Sono previsti orari straordinari nelle seguenti giorni:
il 15 e il 31 dicembre dalle ore 16:00 fino all’alba
il 16, 23, 26 dicembre e 6 gennaio dalle 10:00 alle 24:00
il 24 dicembre dalle 10:00 alle 18:00
il 1 gennaio dalle 18:00 alle 24:00

Tutti gli utenti potranno condividere le loro immagini con Horizont Wheel usando sui social gli hashtag #ruotapanoramicamonopoli e #horizontwheel

Info: contattare il numero 0804414455 o su facebook e instagram Horizont Wheel

Alberobello, la cupola della Basilica dei Santi Medici in un progetto innovativo del Politecnico


BARI - La Puglia è la regione italiana in cui si è maggiormente diffuso il culto per i Santi Medici, Cosma e Damiano. Le ragioni sono storiche-religiose-geografiche. Due anzitutto: la vicinanza geografica e culturale del tempo all’antico Impero Bizantino e alla contestuale migrazione, attorno al VIII secolo, dei monaci basiliani, di culto greco, nel corso della iconoclastia.

Sono loro, i monaci, che hanno esportato dall’oriente, da cui provengono, le storie, le vicende, i miracoli dei due martiri. Nella nostra regione, Alberobello, Bitonto, Oria sono i centri in cui la venerazione è particolarmente sentita. Alberobello, nota in tutto il mondo per i suoi trulli, lo è anche per la presenza della Basilica-santuario dedicata ai Santi Medici, patroni della città.

La loro presenza nell’antica Silva Arborelli, coincide con la nascita del centro murgiano. Fu infatti, Giangirolamo II degli Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, ad esportare dalla sua città di residenza il culto devozionale per i due santi d’oriente nel feudo dei trulli.

E così, la piccola cappella rurale della Madonna delle Grazie del 1609, venne dedicata dal conte ai Santi Medici nel 1636. Da li si susseguirono almeno quattro ampliamenti, fino all’ultimo, quello realizzato tra il 1881 e il 1885 seguendo il progetto ideato dall’architetto, Antonio Curri, alberobellese di nascita, di grande fama e attività nella seconda metà dell’ottocento nel mezzogiorno e a Roma.

Il progetto del Curri non è stato mai completato, nonostante i diversi tentativi e interventi di restauro. Il pezzo mancante resta la cupola, centralità di un monumento religioso, in cui si raccoglie l’universo simbolico con il suo firmamento.

Il progetto della cupola, rimasto sulla carta, potrebbe trovare ora soluzione e realizzazione mediante una proposta progettuale tecnologicamente innovativa messa a punto al Politecnico di Bari nel rispetto della tradizione e della filosofia progettuali del Curri. Un video, realizzato al Poliba, presenterà i contenuti tecnologici per sua costruzione e messa in opera.

Sulla sua fattibilità se ne discuterà ad Alberobello, in un convegno, venerdì, 14 dicembre, ore 9.00, nella Basilica dei Santi Medici. Se si può fare, come? Se non si può fare, perché? Studi e soluzioni. L’incontro, intitolato “Cieli nuovi e terre Nuove” tratterà la complessità del tema avanzando soluzioni architettoniche, strutturistiche e di normativa nel quadro degli aspetti religiosi, civili e culturali. Organizzato dal Comune di Alberobello, dalla Basilica Minore dei Santi Medici, dal Comitato Feste Patronali, vedrà la partecipazione dei progettisti del Politecnico di Bari e del coordinatore prof. Giuseppe Fallacara del Dipartimento DICAR.

I saluti istituzionali saranno affidati a: Leonardo Sgobba, Rettore della Basilica; Alessandra Turi, assessore alla Cultura del Comune di Alberobello; Loredana Capone, assessore alla Cultura Regione Puglia; Lorenzo Pugliese, presidente Comitato feste Patronali. Le conclusioni, nel pomeriggio, ore 17.00, saranno del Sindaco della città, Michele Maria Longo.

Al Teatro Apollo di Lecce arriva l'American Christmas Gospel

LECCE - Venerdì 21 dicembre al Teatro Apollo di Lecce sarà protagonista il grande Gospel “Made in USA”. Ospite della 49^ Stagione Concertistica della Camerata Musicale Salentina Vincent Bohanan & The Sound of Victory, il coro gospel americano accompagnato per l'occasione dall’Orchestra della Magna Grecia diretta da Antonio Palazzo.

Negli USA il gospel non è solo una disciplina canora, ma è soprattutto un modo di cantare in cui la voce deve venire da dentro il cuore, un sentire che deriva da una storia millenaria.

L'universo sonoro di Vincent Bohanan, talentuoso e navigato artista newyorchese, racchiude tutte le scorribande e collaborazioni artistiche con i migliori artisti gospel della scena americana, tanto da costruire nell'arco di una decina d'anni una personalità musicale tanto policroma quanto inconfondibile, sviluppando le sue credenziali in una lunga lista di successi.

Ad impreziosire i suoi concerti è il suo magnifico coro dei Sound of Victory, ottimi artisti dell’area metropolitana newyorchese e precisamente tra Brooklyn ed il Bronx, attentamente selezionati per versatilità e talento ed il risultato è una sorta di viaggio musicale dai risvolti talvolta inaspettati.

La carriera di Vincent Bohanan & SOV è piena di collaborazioni di assoluto prestigio, come ad esempio la partecipazione alla registrazione dell’ultimo lavoro discografico di CeCe Winans (artista gospel vincitrice di svariati grammy awards), o anche la partecipazione come coro di Mariah Carey  e di Hezekiah Walker.

Sarà uno spettacolo a forti tinte natalizie, per chiudere in bellezza l'anno e augurarsi nel modo migliore possibile Buon Natale.

Prevendite disponibili presso la sede della Camerata Musicale Salentina, il Castello Carlo V, online e nei punti vendita del circuito Vivaticket.

Fondata dal M° Carlo Vitale nel 1970, la Camerata Musicale Salentina è sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dalla Regione Puglia e dal Comune di Lecce.
Sponsor della manifestazione Banca Popolare Pugliese e Grand Hotel Tiziano e dei Congressi.

PREZZI

Poltronissime e palchi I Ordine: Intero € 33, Ridotto* € 29
Poltrone e palchi II Ordine: Intero € 27, Ridotto* € 24
Loggione: Intero € 20, Ridotto* € 17

Prezzi comprensivi del diritto di prevendita.

Nasce il 'Jazz Club - Locomotive', la nuova casa del Jazz a Lecce

LECCE - Inaugura il 21 dicembre il Jazz Club – Locomotive, il luogo di cui il territorio pugliese aveva tanto bisogno, che ospiterà il nuovo progetto ideato dal Locomotive Jazz Festival che, da oltre tredici anni porta in Puglia, i più grandi esponenti della musica internazionale con progetti unici, radunando così migliaia di persone sotto il segno della musica, della bellezza, dell’incanto.

La location è la Villa delle Rose (via Vecchia Copertino 2), un luogo magico circondato da un grande parco e a un passo dal centro della Città dove, in collaborazione con il progetto culturale AverCura di Nicolì spa e grazie alla produzione di Melograno S.R.L.S., la squadra Locomotive realizzerà un calendario che ospiterà, tutti i venerdì sera, grandi artisti appartenenti a generi e territori ogni volta differenti.

Dalle ore 20.30 sarà possibile cenare all’interno della struttura (per prenotazioni + 39 348 3629034) fino all’orario d’inizio dei concerti previsto per le 22.00. Per tutta la durata degli eventi, invece, si potranno degustare ottimi cocktails. La struttura ha una capienza massima di 100 persone, sarà quindi indispensabile prenotare in anticipo.

“Quando Alessandra Mariano, titolare del Relais delle Rose e dell’azienda Melograno, ci ha proposto di dare nuova linfa alla struttura che sarà il contenitore culturale di questa operazione”, confessa Raffaele Casarano, direttore artistico di questa nuova avventura, “non abbiamo avuto dubbi e abbiamo accettato immediatamente. Dopo tanti anni il Locomotive ha trovato la sua casa: un posto fisico che possa accogliere durante l’anno situazioni insolite e uniche”.

Naturalmente, originale come tutto quello a cui il Locomotive ha dato vita, non sarà il classico locale ma un vero e proprio club. A partire dalla struttura, intima e affascinante, che ricalca la volontà degli albori: creare luoghi nei quali sperimentare musica, incontrarsi, riappropriarsi della propria identità, ritornare a parlare e a discutere guardandosi negli occhi.

Tantissime le sorprese annunciate, come l’ospite misterioso che una volta al mese si inserirà nella serata rendendola irripetibile e la notte Carte Blanche che permetterà a un artista di realizzare un evento a sua misura. 

“Abbiamo deciso” continua Casarano “di aggiungere un po’ di suspense agli eventi che ideiamo. E così sarà possibile incontrare personaggi che interagiranno con gli artisti annunciati, creando improvvisazioni uniche. Siamo abituati a vedere lo stupore negli occhi del pubblico ed è uno dei motori che ci fa andare avanti da sempre”.

L’inaugurazione del 21 dicembre è affidata al sax di Raffaele Casarano e al pianoforte di Mirko Signorile che apriranno le porte del Jazz Club insieme al primo ospite misterioso, facendo partire così una nuova avventura del Locomotive che da sempre trova nella musica l’ambiente naturale per trovarsi e ritrovarsi.

Per info e prenotazioni: + 39 348 3629034

Ufficio stampa: Laura Preite   +39 349 1439129    press@locomotivejazzfestival.it

Rita Pavone e Franco Simone cantano nel nuovo singolo 'Ballando sul prato'


MILANO - Due nomi che non hanno bisogno di presentazioni. Due carriere dal respiro internazionale, lontane, quindi, dall’abitudine italiana del “presidiare il mercato” ma al contrario mosse solo dalla passione, mai dal presenzialismo.

Due artisti i cui percorsi non si sono mai incrociati prima ma la cui stima reciproca li ha portati a immaginare già quindici anni fa di cantare insieme, salvo poi perdersi di vista e ritrovarsi più entusiasti che mai quando questa canzone è nata e ha cercato le voci giuste che la interpretassero…

E non potevano essere altre, le voci cui affidare questa canzone che Franco Simone sembra aver composto apposta per valorizzare l’amalgama perfetta che il suo timbro graffiato ed espressivo crea con quello, inconfondibile e immutato, di Rita Pavone. Insomma, una bellissima sorpresa di Natale questo singolo leggero, sereno, armonioso di chi ha fatto e dato già tanto eppure non smette di entusiasmarsi di fronte alla passione per la musica che li avvicina, da sempre, e qui li fonde in un duetto davvero perfetto.

‘Madreterra Madreterna’ parole della e dalla Puglia di Lino Angiuli

di VIP - Con la scusa della Nascita con la enne maiuscola, a dicembre si fa nascere di tutto, compresi i libri, che aspettano questo periodo per portare nelle case il profumo e il desiderio della carta inchiostrata.

In questi giorni ha visto la luce un ennesimo lavoro di Lino Angiuli dedicato alla Puglia: forse anche la poesia può contribuire a valorizzarla, insieme con gli enologi, i tour operator, i cuochi, le guide turistiche... Si tratta di “Madreterra Madreterna – Parole della e dalla Puglia” (quorumedizioni).

Una sorta di ‘filo marrone’ attraversa, lungo mezzo secolo, la produzione non solo poetica di Lino Angiuli. Un ‘filo marrone’ innestato nell’intima, calda e profonda relazione con l’orizzonte antropologico che egli ha spesso chiamato “matria”, con riferimento a una Puglia vissuta, tradotta, trascritta come residenza privilegiata dell’anima mediterranea nonché come sorgente inesauribile di poesia. L’itinerario qui proposto dallo stesso autore si snoda attraverso una selezione di testi, tutti editi ad eccezione dell’introduzione, accompagnati da ‘scatti’ appositamente offerti da sei artisti della fotografia: Pio Tarantini, Carlo Garzia, Michele Roberto, Giuseppe Pavone, Giuseppe Di Palma, Nicola Amato (sei quante sono le province pugliesi e le sezioni della raccolta).

Lino Angiuli (1946) è nato e vive in Terra di Bari. Collaboratore dei Servizi culturali della Rai e di quotidiani, ha partecipato alla fondazione di alcune riviste letterarie, tra le quali il semestrale «incroci», di cui è condirettore. Quattordici raccolte poetiche in lingua italiana e dialettale. La sua produzione è storicizzata in diverse opere di carattere scientifico e didattico. Molti i suoi lavori sul versante della valorizzazione della cultura popolare. Per chi volesse approfondire, si suggerisce: “Dal basso verso l’alto: studi sull’opera di Lino Angiuli”, a cura di Daniele Maria Pegorari (Manni editore).

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