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La canzone 'Volare' ricordata in New York nel suo 60mo anniversario

NEW YORK - A distanza di sessant’anni dalla sua nascita, il brano “Volare” fa ancora parlare di sé nel mondo. Era il 1958 quando il famoso artista italiano Domenico Modugno (di origini pugliesi) e Franco Migliacci diedero “vita” a quello che è definito ancora oggi tra i brani Italiani più celebri nel mondo.

A ricordare ed omaggiare il brano in questo importante anniversario è stato il noto tenore Italo-Americano Luciano Lamonarca (anch’egli di origini pugliesi), che per l’occasione ha lanciato una pagina web dedicata dove, a parte includere importanti notizie sul compositore e sulla canzone stessa, mette a disposizione del visitatore la sua recente registrazione della canzone, in formato mp3, ed in maniera totalmente gratuita. L’iniziativa include anche il brano “Piove” (il quale titolo è Ciao, ciao bambina), e che è inclusa come bonus.

“Nel "marcare" il mio 10.mo anniversario qui negli Stati Uniti d'America, ho pensato che fosse arrivato il tempo di produrre il mio terzo album. Nel fare ciò ho voluto pagare il mio tributo alla canzone "Volare", composta da Domenico Modugno, e conosciuto qui negli U.S.A. come "Mr. Volare", nel 60.mo anniversario della sua composizione. Quale "figlio orgoglioso" della Puglia, non avrei potuto essere più felice nel lanciare questo progetto musicale, e di rendere disponibili i due brani musicali in maniera gratuita a tutti coloro che visiteranno la mia pagina web dedicata: www.lucianolamonarca.com/volare” ha dichiarato il Tenore Luciano Lamonarca.

Il singolo "Volare" è stato lanciato Martedì, 9 Ottobre 2018, all'interno dell'evento esclusivo "Experience Puglia", tenutosi presso il Domenico Vacca Club. Tra i presenti vi erano, a parte lo stilista Domenico Vacca che ha fatto gli onori di casa, il collaboratore CNN ed ex Presidente della Contea del Westchester dello Stato di New York, On. Robert Astorino, il chirurgo di fama internazionale Cataldo Doria, nonché la delegazione della Puglia in visita in New York e Washington, capeggiata dal Presidente della Regione, Michele Emiliano.

Emiliano a Washington: "Emozionato e orgoglioso dei pugliesi. Con gli Usa, grandi progetti"

WASHINGTON - “Guardo tutti voi e il mio cuore si riempie di emozione e orgoglio. In voi vedo la determinazione a realizzare grandi progetti che portano crescita e progresso. In voi vedo il coraggio di chi ha saputo superare tutti i confini, non solo geografici, ma quelli legati alle mille difficoltà di chi cerca la sua strada nel mondo. In voi vedo le mie radici, perché il legame forte con l’Italia si esprime in tutto ciò che fate e create. In voi rivedo soprattutto il sentimento che unisce un popolo, sempre e ovunque, e se incrocio i vostri sguardi sento la forza autentica dell’abbraccio esplosivo tra me e Nicola, emigrato quarant’anni fa, durante la Columbus Day Parade, che ci ha tanto emozionato”.
Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha salutato l’affollata e prestigiosa platea del Marriott Wardman Park Hotel di Washington, dove si è svolto il gala celebrativo per la Puglia organizzato dalla NIAF, la National Italian American Foundation, la fondazione che rappresenta oltre 20 milioni di cittadini italo-americani residenti negli USA e che ogni anno ad ottobre riunisce nella capitale degli Stati Uniti i più importanti esponenti del mondo politico, della cultura e della finanza. Nel 2018 la Puglia è Regione d’Onore.

“Vorrei proprio dirvi: benvenuti in Puglia! WeAreinPuglia! Perché stasera - ha proseguito Emiliano - in questa location tutto parla della Puglia e vi racconta che terra meravigliosa sia la nostra. Una terra che noi proteggiamo e tuteliamo per mantenerne integra la bellezza. Una bellezza che si esprime nei paesaggi incontaminati, nella ricchezza culturale e artistica dei suoi centri storici, nella bontà della tradizione della enogastronomia. Una bellezza - ha aggiunto - che negli Stati Uniti d’America si può ammirare anche grazie a produzioni cinematografiche internazionali che scelgono la nostra regione come set per i loro film”.

Il presidente della Regione, a capo della delegazione istituzionale pugliese, ha poi ricordato che le relazioni tra USA e Puglia sono anche economiche e industriali, in particolare legate alla realizzazione delle carlinghe dei Boeing 787 e ai nuovi progetti di sviluppo sostenibile nell’aerospazio: “Non è un caso che molte grandi imprese americane abbiano deciso di rafforzare il loro business proprio da noi, in sinergia con le nostre realtà imprenditoriali che portano alto il nome della nostra regione nel mondo. E quando dico che lo portano in alto, non sto usando una metafora, perché sapete qual è il settore trainante delle relazioni tra la Puglia e gli Stati Uniti? È l’aerospazio. Lo sa bene Vito Pertosa, che è qui e che saluto, che ha fatto crescere la sua azienda che fabbrica satelliti in mezzo agli ulivi secolari, in uno stabilimento ad impatto zero, autosufficiente energeticamente, che recupera persino l’acqua piovana. La Puglia punta a questo modello di sviluppo: una crescita sociale ed economica in armonia e nel rispetto dell’ambiente circostante e della salute delle persone”.

“Manteniamo forti - ha concluso Emiliano - i legami che abbiamo costruito e che si rafforzano stasera. Grazie ancora per tutto quello che fate, per essere ogni giorno un motivo di orgoglio per le nostre comunità. Che sia per vacanza, per business, per amore e amicizia, o semplicemente per tornare a sentire il profumo del nostro pane caldo appena sfornato accarezzati dal nostro maestrale in riva al mare, noi vi aspettiamo, la Puglia è casa vostra”.
I circa tremila partecipanti al gala non solo hanno potuto apprezzare i colori e i profumi della Puglia, ma sono stati rapiti dal ritmo ancestrale della pizzica salentina.

Il gala del Niaf si è concluso con una esibizione di musicisti, ballerini e danzatrici dell’Orchestra Popolare della Notte della Taranta che ha proposto una selezione del repertorio che ogni anno conquista turisti provenienti da tutto il mondo. E nessuno ha potuto resistere: dall’Ambasciatore al Presidente di Confindustria, dai membri del Board del Niaf agli imprenditori Italo-americani, tutti pizzicati dalla Taranta e dal calore unico della Puglia.. i colori e i sapori di puglia conquistano i tremila partecipanti al gala del niaf a washington. e alla fine tutti pizzicati dalla taranta.

Emiliano incontra i pugliesi nel mondo di New York

BARI - La delegazione pugliese guidata dal presidente Michele Emiliano si trasferisce a Washington per iniziare gli incontri istituzionali collegati alla grande cerimonia per il 43esimo Anniversario del Galà NIAF che si terrà sabato: la Puglia è la Regione d’Onore per il 2018 alla National Italian American Foundation, la fondazione che rappresenta gli oltre 20 milioni di cittadini italo-americani residenti negli USA e che ogni anno ad ottobre riunisce i più importanti esponenti del mondo politico, della cultura e della finanza, circa 3mila persone provenienti dagli Stati Uniti e dall’Italia.

L’ambito riconoscimento di Regione d’Onore comporta un focus estremamente rilevante per la Puglia e un’attenzione particolare da parte di tutta la comunità italo-americana e dei suoi massimi vertici. Tutte le iniziative NIAF e le attività sono infatti volte al supporto della Regione Puglia per valorizzarne e divulgarne eccellenze e tradizioni. Un’opportunità unica per stringere relazioni istituzionali al più alto livello, rafforzare i rapporti e gli scambi con la grande comunità degli italiani in America ed in particolare per promuovere l’economia pugliese.

La delegazione istituzionale della Regione Puglia ha in programma domani un ricevimento presso l’Ambasciata italiana a Washington, con l’Ambasciatore Armando Varricchio, il presidente del NIAF e tutto il sistema istituzionale dell’Italia negli Stati Uniti.

Durante la missione a New York, il presidente Emiliano, dopo la partecipazione alla Columbus Day Parade e gli eventi con il mondo dell’impresa, è intervenuto al Consolato Generale d’Italia a New York per una cerimonia dedicata proprio al Columbus Day. In quella occasione il presidente Emiliano, al termine del suo discorso, ha donato al Console Francesco Genuardi una bottiglietta contenente la Manna di San Nicola, simbolo di unione tra popoli.

Infine il presidente Emiliano ha incontrato i delegati delle comunità dei Pugliesi nel Mondo di New York e il loro presidente John Mustaro.

Una realtà importante se si pensa che sono oltre 50mila i newyorkesi di origine pugliese: l’attività delle associazioni è proprio quella di non disperdere i legami con la loro terra di origine, anzi di rafforzarli e creare sempre nuove occasioni di crescita e promozione.

“Sono con i nostri fratelli e sorelle pugliesi di New York - ha detto Emiliano a margine dell’incontro - stiamo collaborando con loro per favorire la vendita dei prodotti pugliesi a New York. Ognuno di loro è un promoter della Puglia, del turismo, dell'economia delle cose buone che siamo in grado di fare. Hanno fatto tanti sacrifici, si sono affermati, hanno posizioni importanti in questa città. Queste posizioni le vedremo tra qualche giorno al galà del Niaf a Washington. Lì sarà possibile accorgersi di quanta strada gli italiani immigrati in America hanno fatto, quelli che sono arrivati qui affamati, con le scarpe rotte, senza soldi, con la disperazione nel cuore, come purtroppo ancora oggi succede nel mondo, hanno saputo trasformare quella disperazione, quel disprezzo del quale erano circondati perché arrivavano da lontano, in grande stima e successo economico e sociale. Noi siamo qui orgogliosi di essere pugliesi al loro fianco e stasera e continuiamo a lavorare insieme per costruire nuove occasioni di crescita per la nostra comunità”.

Columbus Day: Puglia protagonista negli Usa con la 'Notte della Taranta'

NEW YORK - “Giornata bellissima, emozionante. Abbiamo cominciato con la messa in Saint Patrick’s Cathedral, una messa per il Columbus Day per tutta la comunità italiana, l'emozione di cantare alla fine della funzione prima l'Inno d'Italia poi l'inno americano. Una grandissima manifestazione questa sulla cultura italiana, un milione di persone per le strade di New York seguiranno questo evento. E avete sentito qualche Tamburello, no? Sono i ballerini della Taranta che sono qui affianco a me, c'è tutta la Puglia, c'è PugliaPromozione, c'è tutta la struttura dell'assessorato che ha prodotto i risultati straordinari sul turismo pugliese. Siamo qui ovviamente per spingere tutti i nostri connazionali di prima, seconda, terza generazione, quelli che non parlano neanche più italiano, ma solo dialetto, a tornare a trovarci, a partire dalla festa di San Nicola, patrono di tutta la Puglia e da tutte le nostre feste patronali. Oggi stiamo riabbracciando tanti nostri connazionali, abbiamo portato tutto il calore della Puglia a New York”
Lo ha detto il presidente Michele Emiliano che guida la delegazione pugliese in missione negli Stati Uniti di America.

Per la prima volta la Puglia sfila a New York alla Columbus Day Parade, la festa nazionale che celebra Cristoforo Colombo, evento che coinvolge oltre un milione di visitatori.
La delegazione pugliese è guidata dal presidente della Regione Michele Emiliano ed è composta dall'assessore Raffaele Piemontese, Luca Scandale coordinatore del Piano strategico del Turismo Puglia365, Bernardo Notarangelo responsabile delle Politiche internazionali della Regione, Massimo Manera presidente della Fondazione La Notte della Taranta.

Oggi lunedì 8 ottobre è il giorno della Columbus Day Parade, la più grande manifestazione dell’orgoglio italo-americano al mondo, la Fifth Avenue,  dalla 44th alla 72nd Street, sarà costellata di bande in festa, carri e figuranti suddivisi in circa 100 gruppi per un totale di 35mila partecipanti. Ogni anno la parata riesce a richiamare oltre 1 milione di persone, alle quali si aggiungono i milioni di spettatori che seguono l’evento in diretta televisiva.

La delegazione istituzionale della Regione Puglia sfilerà accompagnata da una rappresentanza dei Pugliesi nel Mondo di New York e di America. L’invito a partecipare a questo grande evento è arrivato al Governatore Emiliano lo scorso 24 settembre dalla Columbus Citiziens Foundation.

Ambasciatrice della cultura di Puglia è La Notte della Taranta: il ritmo del tamburello scandirà la partecipazione alla Columbus Parade sulla 5th Avenue. I musicisti e i ballerini dell’Orchestra Popolare, dopo il successo alle Olimpiadi invernali di Seoul e alla festa dei cittadini del presidente della Repubblica federale tedesca, sbarcano per la prima volta al Columbus Day. Icona culturale perfetta per celebrare la rinascita della Puglia, dell'autenticità dei luoghi, della natura incontaminata, dei paesaggi mozzafiato, dell’arte e dell’innovazione, La Notte della Taranta, per festeggiare il compleanno dell’America proporrà uno spettacolo ricco di emozioni con le potenti ed esplosive pizziche della tradizione salentina che hanno ormai varcato i confini nazionali conquistando il pubblico e i turisti. Diretti dal maestro Daniele Durante sono a New York il trombettista Frank Nemola, Roberto Chiga (tamburello) Antonio Amato (voce e tamburello) e Nico Berardi (fiati). Una marching band accompagnata dai danzatori Laura Boccadamo, Lavinia Ottolini, Cristina Frassanito, Andrea Caracuta, Marco Martano e Fabrizio Nigro. I tamburelli colorati con le “zagareddrhe” tricolore e la t-shirt con scritto I Love Puglia e #WeAreInPuglia lanceranno un messaggio di condivisione della bellezza di una regione pronta ad accogliere i turisti americani.

L’hashtag ufficiale #WeAreInPuglia compare anche su un grande striscione che sta sfilando con la delegazione pugliese per indirizzare in maniera efficace e mirata il grande pubblico sui canali social di promozione della Puglia.

La giornata terminerà con una celebrazione del Columbus Day a partire al Consolato Generale d’Italia a New York.

Chiesa: Padre Pio trova casa nel cuore di New York

NEW YORK - Nel cinquantesimo anniversario dalla morte di Padre Pio, non potevano mancare celebrazioni e festeggiamenti negli USA, soprattutto grazie alla folta presenza di italo-americani.

Su tutte sicuramente l’installazione della statua di Padre Pio “Io ti assolvo” creata dal più noto scultore del mondo cattolico, l’artista canadese Timothy Schmalz, rappresenta motivo di orgoglio per tutti gli italiani ed italo-americani, anche perché avviene all’interno delle celebrazioni della festa di San Gennaro organizzata in Little Italy da decenni, e che durante il suo svolgimento attrae più di cinquecentomila persone.

Tale statua è stata presentata e benedetta proprio ieri, domenica, 16 Settembre 2018, nel cuore Italo Americano di New York, Little Italy, ed è il simbolo per lanciare il primo Week di festeggiamenti dedicati a Padre Pio, che culmineranno il prossimo Sabato, 22 Settembre, con le venerazione di autentiche reliquie del frate di Pietrelcina, e una santa messa in suo onore celebrata dal Nunzio Apostolico della Santa Sede presso le Nazioni Unite, l’Arcivescovo Bernardito C. Auza.

La statua è stata donata alla Basilica Antica di San Patrizio dalla fondazione ONLUS Saint Pio Foundation, organizzazione cattolica nazionale che promuovere l’eredità spirituale di Padre Pio negli U.S.A. e nel mondo.

“E’ per noi della Saint Pio Foundation un grande privilegio poter donare questa importante statua interattiva alla Basilica Antica di San Patrizio, nel cuore di New York, e di averla potuta piazzare in strada, come simbolo di fede e di ispirazione per le migliaia di persone che ogni giorno cammineranno davanti ad essa. Padre Pio è sempre stato riconosciuto, tra le tante cose, come il grande confessore, avendo speso ore intere a raccogliere i sentimenti di centinaia di fedeli che ogni giorno arrivavano in San Giovanni Rotondo da tutte le parti del mondo per affidarsi a lui. Richiamando Padre Pio in confessionale, la statua invita il passante a sedersi e a poggiare la mano sulla croce di Cristo, dove dall’altra parte vi è Padre Pio. E’ come poter avere l’esperienza di una “confessione virtuale” con Padre Pio”, ha riferito il fondatore, Presidente e CEO della Saint Pio Foundation, il Maestro Luciano Lamonarca.

Si stima che la statua sarà visitata da almeno un milione di persone ogni anno.

Emiliano all'assemblea dei pugliesi del Nord America

BARI - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parteciperà sabato 30 giugno all’Assemblea Continentale per l’America del Nord per il rinnovo del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo, organismo previsto dallo Statuto regionale.

I rappresentanti dei pugliesi nel mondo designati su base continentale per l’America del Nord sono sei, oltre a un rappresentante delle associazioni dei giovani pugliesi, secondo quanto previsto dalla legge regionale 23 del 2000, che stabilisce anche che sia il presidente della Regione a presiedere le assemblee.

Il regolamento di attuazione della legge prevede che “in sede di assemblea la designazione avviene unitariamente ovvero, in caso di mancata intesa, a scrutinio segreto con voto limitato a un nominativo”.

L’assemblea si terrà a New York, presso l’Hotel Marriott at the Brooklyn Bridge (333 Adams Street, Brooklyn, NY) con questo ordine del giorno:

10.00 saluti e introduzione del Presidente Emiliano; ore 10.30 proposte di candidature e interventi dei candidati; ore 12.00 consultazione informale dei Presidenti ai fini della presentazione di una lista unitaria; 15.00 designazione unitaria dei componenti del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo ovvero votazione a scrutinio segreto; 16.00 proclamazione eletti e chiusura lavori.

Al termine dei lavori il Presidente incontrerà i componenti delle Associazioni aventi sede a New York, al fine di scambiare informazioni ed opinioni sulla situazione sociale, economica e culturale delle comunità di emigrati, e di formulare proposte per interventi e azioni per lo sviluppo delle associazioni dei pugliesi all'estero.

L'assemblea americana fa seguito all'assemblea di Milano del 9 giugno, nel corso della quale sono stati designati i componenti europei del nuovo Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo.

Usa, 'no' anche al Columbus Day: italo-americani in rivolta

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Negli Stati Uniti le lotte contro i simboli sudisti continuano, ad essere preso di mira adesso è l'esploratore Cristoforo Colombo. Il Consiglio comunale di Los Angeles ha stabilito che la figura di Colombo non dovrà più essere elogiata, in quanto si festeggia un uomo che ha provocato il genocidio dei nativi.

Questa iniziativa è stata presa anche da Seattle, Albuquerque e Denver. Anche il Comune di New York sta valutando l'ipotesi di eliminare le statue dedicate a Colombo e i suoi festeggiamenti, nell'imbarazzo del sindaco Di Blasio, che ha fatto della sua italianità un vanto elettorale.

Così il Columbus Day, che si festeggia il 12 ottobre in tutto il continente americano, rischia di essere cancellato dal calendario. L' idea sarebbe quella di sostituire la parata dedicata al navigatore italianocon quella dedicata agli indigeni, aborigeni e popoli nativi.

Immediata la protesta degli italo-americani, disposti a cambiare il giorno di festa pur di festeggiare il connazionale. Chrissie Castro, vice presidente della commissione dei nativi americani, ha appoggiato l'idea di abolire la parata per Colombo, dichiarando "Occorre smantellare le celebrazione di un genocidio sponsorizzate dallo Stato. Celebrare oggi o un altro giorno sarebbe un’ingiustizia".

La Farnesina è intervenuta dichiarando che la scoperta dell'America resta comunque patrimonio dell'umanità, nonostante ogni dibattito.

Usa: colpita Cosa Nostra. Oltre 40 arresti


USA - Maxi operazione portata a termine con successo a New York dall'Fbi. Oltre 40 soggetti appartenenti alle famiglie Genovese, Gambino, Lucchese, Bonanno e Columbo sono finiti in manette. A diffondere la notizia dell'arresto è la stessa agenzia federale, per mezzo di un messaggio su Twitter. "L'operazione è scattata dopo indagini che sono durate anni" - scrivono - "e ha interessato l'intera costa orientale degli Stati Uniti". Gli arresti, infatti, non hanno riguardato la sola New York, ma anche Miami, Boston, Newark e New Haven.

Direttamente dagli Stati Uniti a Bari: The Martinez Brothers per "Synphonya"


di Redazione - La migliore musica internazionale trasformerà il tradizionale spazio del nuovo Centro Congressi Fiera del Levante nel place to be della musica elettronica moderna, con l’inedito party seriale e in movimento che si esprime attraverso la coniugazione della musica con arte, fashion e food.
Tutto questo ha un nome: SYNPHONYA. I dettagli di uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, organizzato da un team di professionisti, leader nel settore, saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa a Bari lunedì 14 dicembre alle ore 10.30 (sala Triggiani della Fiera del Levante) da Vincent De Robertis owner dell’evento, Ugo Patroni Griffi Presidente della FDL e Carla Palone Assessore alle Attività Produttive del Comune di Bari. L’evento gode del patrocinio dal Comune di Bari e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bari.

Un evento nell’evento quello che si svolgerà sabato 19 dicembre nell’area nuova della Fiera del Levante di Bari a partire dalle ore 20 con un programma intenso caratterizzato dalla straordinaria presenza dei “THE MARTINEZ BROTHERS” sul MAIN STAGE del nuovo Centro Congressi della Fiera del Levante.

I fratelli Martinez, cresciuti nel Bronx, arrivano a Bari dopo una stagione da record. Steve e Chris che porteranno per tre ore la loro arte regalando sonorità mai scontate e una notte indimenticabile al loro fedele pubblico, oggi sono ritenuti i più giovani esponenti della scena tech house contemporanea.

SYNPHONYA è un party dai forti input:
#lacasagiusta, una location non convenzionale anche solo per una notte
#elegantbeat, Dj’s dal forte richiamo stilistico, legati a brand icone del mondo fashion e musica da grandi stage
#discoverstyle, sfilate e show di designer dalle visioni futuristiche, per uno stile che lascia il segno.
#chic&shockFood, degustazioni dei prodotti tipici, attraverso colori e sapori che fanno stare bene.
#artlovers, installazioni artistiche, Lighting & Art performance, perché l’arte ci completa.

“SYNPHONYA – spiegano gli organizzatori – è un ensemble di elementi ricercati in pieno mood da happening artistico e diretto ad un pubblico contemporaneo, pronto a lasciarsi guidare alla scoperta di eventi composti da input forti. Un party seriale in movimento, caratterizzato da musica con i dj’s del Guendalina, visual art show, performance artistiche, moda e buon cibo, che avrà il suo preludio a mezzanotte con The Martinez Brothers i quali per tre ore coinvolgeranno tutti con le loro sonorità.”

Direzione artistica affidata a Vincent De Robertis, attuale manager e A.D. del Guendalina e Guendalinadventure. Si tratta solo del primo di una serie di eventi che saranno organizzati dallo stesso team di professionisti del settore, in location unconventional.

Da Toritto agli Usa: trionfo della cucina pugliese all'Enzo's Caffe


di Pierpaolo De Natale – Era il 1977 quando Enzo Lanzadoro scelse di fare le valigie e andare alla scoperta degli Stati Uniti d’America, lasciandosi alle spalle la realtà cittadina di Toritto, luogo in cui nacque e visse fino ad allora. Portando con sé le conoscenze della tradizione pugliese, Enzo giunse negli USA e iniziò a conoscere il mondo americano. Viaggiando in giro per il globo, ebbe modo di confrontarsi con molte altre tradizioni, affinando così le proprie tecniche e arricchendo notevolmente la propria cultura culinaria. Durante quel piacevole peregrinare si ritrovò in Vietnam, dove ebbe modo di incontrare Linh, sua futura moglie.

La vera svolta arriva nel 2009, anno in cui Enzo si trasferisce in Oregon. Qui, a Portland, apre l’Enzo’s Caffe Italiano, ristorante in cui a far da padrona è la cucina pugliese. Al 2592 NE di Alberta Street, Enzo è ben conosciuto dai tanti clienti che amano la sua cucina e non perdono occasione per assaggiare le sue specialità. Ogni giorno, aiutato da sua moglie, suo nipote Michele e suo fratello Franco, conquista i palati americani con i sapori tipici della nostra terra, la Puglia.

(LEGGI L'INTERVISTA IN INGLESE)


Enzo, ricordi ancora il giorno in cui decidesti di cambiare vita e scommettere sull’America?
Certo che sì. Lo ricordo come se fosse ieri. Viaggiando per il mondo e provando le varie cucine di tanti Paesi, mi resi conto di come l’arte culinaria e la cultura gastronomica italiana fossero realmente impareggiabili. In particolare, realizzai il potenziale della cucina pugliese, compresi che i sapori con cui ero cresciuto avrebbero potuto rapire anche i palati di oltreoceano. Quindi, siccome amavo e amo cucinare, vedendo che il cliente americano impazzisce per il cibo italiano, scelsi di mettermi in gioco e scommettere tutto negli USA.
Perchè scegliere di aprire il proprio locale negli Usa e non in Italia?
Negli Stati Uniti, come in Italia, ci sono leggi da rispettare e permessi e licenze da ottenere. Ciò che mi rattrista ammettere però è che in Italia manca la legge allo sportello. I funzionari italiani non sono abbastanza controllati dalla legge. Qui invece riscontro molta più sicurezza e tanta semplicità nel portare a termine le pratiche necessarie per aprire un’attività. Si è protetti e l’abuso di potere non esiste. Qui si vive bene!

Quali sono gli ingredienti su cui investi di più e che non mancano mai nella tua cucina?
All’Enzo’s Caffe non possono assolutamente mancare i prodotti tipici della tradizione della mia terra, la Puglia. Dalla mia regione d’origine importo periodicamente salumi, formaggi e vini, la cui qualità viene subito riconosciuta ed apprezzata dai clienti. In cucina lavoro all’insegna della freschezza, preferisco che ai tavoli si attenda qualche minuto in più, ma che nei piatti siano serviti cibi appena preparati. Inoltre, e questa è una delle cose più amate dai nostri visitatori, ognuno ha la possibilità di scegliere il tipo di pasta che vuol mangiare direttamente dalla pasta fresca, quotidianamente disponibile. Anche il pesce è importante sulle tavole del locale, in molti vengono per provare ricette tipiche della costa pugliese e per questo offriamo anche un’ampia selezione di pesce fresco tra cui poter scegliere al momento dell’ordine

Senti mai nostalgia della tua terra?
Come ho detto prima, qui si sta davvero bene. Ovviamente, non mancano momenti di nostalgia. Fortunatamente però ho modo di tornare spesso in Puglia e quindi, almeno una volta all’anno, volo per tornare a salutare l’Italia, dove ho ancora alcuni dei miei affetti.

Quali piatti troviamo nel menù di Enzo e qual è il più amato dai clienti?
Sono tante le specialità del menù dell’Enzo’s Caffe. Tra i più richiesti ci sono senza dubbio il sugo barese, le braciole, le orecchiette con le cime di rapa, i calamari Santo Spirito e le cozze gratinate. Il piatto più amato dai clienti? È la mia Quasanella: cervellata prodotta rispettando la tradizione torittese e servita con pappardelle e cardoncelli selvatici.

Apulian cuisine triumphs at Enzo's Caffe


by Pierpaolo De Natale - It was 1977 when Enzo Lanzadoro chose to pack up and go to the discovery of the United States, leaving behind the reality of Toritto, where he had lived until then. Bringing with him the knowledge of the Apulian tradition, Enzo arrived in the United States and began to learn about the American world. Travelling around the globe, he knew many other traditions, refining his techniques and growing his culinary culture. Enzo also went in Vietnam, where he met Linh, his future wife.

The real turning point came in 2009, when Enzo moved to Oregon. Here, in Portland, he opens the Enzo's Caffe Italiano, a restaurant where the Apulian cuisine is the real star. At 2592 NE Alberta Street, Enzo is well known by many customers who enjoy his food and not miss a chance to taste his specialties, which every day conquer American palates with the flavors of our land, Apulia.

(READ THE INTERVIEW IN ITALIAN LANGUAGE)


Enzo, do you still remember when you decided to change your life and bet on United States?
Of course. I remember it like it was yesterday. Travelling around the world and trying various cuisines of many countries, I realized how the Italian gastronomic culture was incomparable. I was aware that the Apulian cuisine, made by the same flavors that I had grown up with, could fascinate the American palates. So, since I've always loved cooking and because the American customer go crazy for the Italian food, I chose USA.

Why someone should choose to open restaurants in US and not in Italy?
In the United States, as in Italy, there are licenses, permits and laws that people have to respect. But I sadly admit that in Italy there is no law at the counter. Italian officials are not enough controlled by the law. Here instead there is much more security and so much simplicity in having the necessary files to open a restaurant. Business is protected and the abuse of power does not exist. Life is good here!


Which foods does never miss in your kitchen?
The Enzo's Caffe can’t stay without the typical products of the tradition of my homeland, Apulia. From my home region I periodically import salami, cheese and wines, whose quality is immediately recognized and appreciated by customers. In the kitchen I always work in the name of freshness, I prefer that people wait few more minutes, in order that they can taste fresh dishes. In addition, and this is one of the most loved thing among our customers, everybody has the opportunity to choose the type of pasta he wants to eat directly from fresh pasta. Fish is also important in our restaurant. Many people come to try recipes from the Apulian seacoast and we offer a wide selection of fresh fish to choose from when ordering.

Do you miss your land?
As I said before, here it is really good. Of course, there are moments of nostalgia. Fortunately, I often return in Apulia and, at least once a year, I fly to Italy, where I still have some relatives.

What are the dishes of Enzo's menu?
There are many specialties. The most popular are certainly sugo barese, braciole, orecchiette con cime di rapa, calamari Santo Spirito and mussels au gratin. The most loved dish it's my Quasanella: cervellata (typical Apulian sausage) served with pappardelle and cardoncelli.


1° dicembre 1955: quando c'erano confini fra bianchi e neri


di Pierpaolo De Natale - Era il primo dicembre del 1955, quando su su un autobus dell'Alabama (Stati Uniti) fu cambiata la storia dei diritti civili. Rosa Parks, donna afroamericana di ritorno da una giornata di lavoro in sartoria, sale a bordo del mezzo che era solita prendere per rincasare. Non trovando posti a sedere sulla vettura, decide di occupare un sedile nel settore comune, avente file riservate ai bianchi e ai neri. Dopo tre fermate, resosi conto di quanto stia avvenendo, il conducente le intima di alzarsi e tornare sul fondo dell'autobus, per cedere il posto ad un bianco salito dopo di lei. Rosa rifiuta di accogliere la richiesta dell'autista e per questo viene arrestata e incarcerata per aver violato norme cittadine.

Sono trascorsi 60 anni da quella fatidica data e, ancora oggi, la Parks è ricordata in tutto il mondo come the Mother of the Civil Rights Movement. Sono tanti i Paesi che in tutto il mondo ricordano quell'audace gesto. Il nostro ministero dei Beni culturali ha lanciato la campagna #AlPostoGiusto, che fino al 6 dicembre farà circolare bus e tram di molte città italiane con display recanti la scritta "60 Rosa Parks". A bordo dei mezzi sarà possibile ascoltare le testimonianze di scrittori, artisti, attori stranieri e migranti, i quali racconteranno ai passeggeri la vita e il coraggio della donna divenuta simbolo della difesa dei diritti civili.

Mosto Cotto “made in Foggia” negli Usa: 300 bottiglie a New York

BORGO INCORONATA (FG) – Il mosto cotto “made in Foggia” è arrivato negli Stati Uniti. “Un importatore di origini pugliesi lo ha assaggiato e ne è rimasto estasiato”, racconta Luca Scapola, imprenditore dell’azienda vitivinicola Borgo Turrito (Borgo Incoronata). “Ha intenzione di proporlo ai grandi chef dei ristoranti di New York”. Trecento bottiglie hanno preso il volo verso la Grande Mela. “E’ un’occasione importante per far conoscere un prodotto di nicchia che è in forte crescita”, aggiunge l’imprenditore di Borgo Incoronata.

La provincia di Foggia, per quantità e qualità, è una delle prime produttrici di mosto cotto in Italia. “Negli ultimi anni, ci siamo attrezzati per rispondere a una domanda crescente sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo”, continua il giovane patron di Borgo Turrito. Luca Scapola, infatti, ha compiuto 32 anno da pochi giorni. La densità, il profumo, il delizioso contrasto tra dolce e acidulo sono le caratteristiche che rendono unico questo prodotto. “Noi lo produciamo esattamente come si faceva una volta”, aggiunge Scapola. “Mettiamo a bollire in pentola il mosto ricavato da uve ben mature, a fuoco lento, fino a ottenere il prodotto che poi imbottiglieremo”. Il termine appropriato per identificare questo prezioso nettare è proprio quello di “mosto cotto”, poiché è il mosto d’uva a essere messo a bollire, non il vino. Ciò nonostante, nella tradizione foggiana il prodotto di cui stiamo parlando assume il nome di “vincotto”, “u’ vincutt”.

IL GRANO COTTO, GRANO DEI MORTI. Il mosto cotto è l’elemento essenziale del dolce che, in occasione della ricorrenza che si celebra per ricordare i defunti, viene preparato in tutta la Puglia. Il ‘grano cotto’, o ‘grano dei morti’, è preparato con grano bollito, semi di melagrana, gherigli di noce, pezzi di cioccolato e, naturalmente, mosto cotto. L’orsarese Giuseppe Zurlo, cultore di storia e tradizione locali, ha realizzato un saggio sull’usanza del ‘grano cotto’. “Secondo la mia tesi”, ha scritto Zurlo, “si tratta di un antichissimo rito agrario greco-pagano, poi cristianizzato”. I sette chicchi di melagrana rappresentano, forse, le sette fasi della luna che devono trascorrere prima che i contadini vedano germogliare il grano. Il frutto del melograno simboleggiava la morte e la promessa di resurrezione. In sostanza, consumare il ‘grano dei morti’ significava celebrare le divinità legate al ciclo delle coltivazioni, un rito per propiziare abbondanza e prosperità nei raccolti del grano, dell’uva e di tutti i frutti della terra.

DALLA TRADIZIONE ALL’INNOVAZIONE. Il mosto cotto è utilizzato anche per la preparazione delle cartellate, dei taralli neri, ma si presta in modo eccellente anche sulla ricotta fresca, sulle insalate, su carne, pesce e formaggi stagionati. “Noi lo produciamo da sempre”, dichiara Luca Scapola, “ma negli ultimi venti anni stiamo cercando di valorizzarlo meglio e di più. Abbiamo perfezionato la tecnica di produzione, siamo riusciti a innalzare qualità e quantità. E’ un prodotto di cui siamo orgogliosi, perché porta tradizione e innovazione di Foggia nel mondo”.

“Da Molfetta agli Usa: illuminiamo la tradizione”

HOBOKEN - Molfetta illumina Hoboken, città difronte a Manhatann, nel New Jersey, dall’altra parte dell’Oceano. Per la prima volta in assoluto, dopo 89 anni di tradizione, l’Hoboken Italian festival – The Feast of the Madonna dei Martiri, la festa gemella, in onore della copatrona di Molfetta, sarà abbracciata dalle luminarie donate dai molfettesi, con il contributo della Regione Puglia Pugliesi nel Mondo, del Comune di Molfetta, che hanno sposato l’idea lanciata, lo scorso anno, da Roberto Pansini e dalla sua associazione Oll Muvi, quelli di I Love Molfetta, con il progetto “Illuminiamo la tradizione”.

E quest’anno, per la prima volta in assoluto, nel Frank Sinistra Park, che ospita la festa, si potrà ammirare lo skyline di New York proprio attraverso le luminarie pugliesi.

All’Hoboken Italian Festival partecipano ormai tutti gli italiani, di prima, seconda e terza generazione, che risiedono del New Jersey. Si tratta di una festa di popolo, una festa tricolore sotto il manto della Madonna, è la più importante festa italiana nello stato del New Jersey.

Negli States, sulla scia lasciata dai bastimenti nel secolo scorso, sono arrivati quattro archi di luminarie, che resteranno alla comunità di Hoboken per sempre, è una piccola donazione per il gran lavoro instancabile svolto in questi 90 anni.  Sono stati realizzati da Nicola Cipriani, vero e proprio mago in questo settore. Sue sono le luminarie che, negli ultimi anni, hanno riscaldato la festa patronale a Molfetta, per devozione un arco è stato donato proprio dalla "Ditta Cipriani".

L’accensione delle luminarie di Hoboken e la festa entreranno a far parte di un film-documentario che testimonierà l’evento.

Al progetto “Illuminiamo la tradizione” è legata anche la realizzazione di un film che sarà realizzato dalla Serious Production, con sede a Roma, con la regia di Riccardo Marino, che sta già raccogliendo interviste ai protagonisti di questa avventura, che seguirà tutte le fasi dalla creazione al montaggio delle luminarie e pure quelle della festa che si terrà, ad Hoboken, dal 10 al 13 settembre prossimo.
E seguirà anche la funzione religiosa che sarà tenuta da monsignor Giuseppe De Candia, in italiano, americano e molfettese. Il sacerdote giramondo, grande sostenitore dell’iniziativa, padre spirituale dei molfettesi nel mondo, sarà testimone dell’accensione delle luminarie “americane”, il 10 settembre.

Ma non è tutto. Perchè, sempre il 10 settembre, si esibiranno in concerto Enrico e Giancarlo de Trizio (migranti di nuovissima generazione) due virtuosi della musica esportati negli States, vivono a New York, due numeri uno a Broadway, nello staff da "Mamma Mia" al "Re Leone", e Patty Lomuscio, una tra le migliori voci del Jazz pugliese si trova a NYC per la registrazione di un disco.

Oltre alla statua della Madonna dei Martiri, ad Hoboken viene portato in processione, da giovani pugliesi di terza e quarta generazione, coordinati da Frank Tattoli, anche il busto di San Corrado, patrono di Molfetta.

Per la realizzazione di tutto il progetto e del film è stato lanciato, nei mesi scorsi, una sorta di un crowdfunding internazionale a cui hanno già aderito in molti, da tutto il mondo. E’ possibile sostenere il progetto collegandosi al sito web www.ilovemolfetta.it/crowdfunding.

Sul sito sono disponibili brevi anteprime del documentario. Tutti coloro sosterranno l'idea, avranno un ringraziamento nei titoli di coda del documentario. Insomma, una iniziativa nell’iniziativa.

Scompare giornalista e scrittore Claudio Angelini

E' scomparso a New York il giornalista e scrittore Claudio Angelini. Aveva compiuto 72 anni lo scorso 29 marzo. A renderlo noto la moglie, la giornalista Olga Cortese, ad amici che vivono a Capri (Napoli). Angelini si è spento in serata a causa di una malattia che lo ha colpito di recente.

Angelini era presidente della Società Dante Alighieri a New York e presidente emerito della Rai Corporation. A New York, città dove viveva dal 1997, il giornalista è stato capo della sede Rai e responsabile dell'ufficio di corrispondenza dei telegiornali.

A Roma è stato direttore dei giornali radio Rai, vicedirettore e anchorman del Tg1 e curatore di numerose trasmissioni culturali. Scrittore, autore di diversi libri, era il promotore del Premio Capri, uno degli eventi letterari e culturali più importanti di Capri, fondato oltre trent'anni fa, del quale stava in questi giorni preparando l'edizione 2015.

Stay Strong Mummy: keep fit with your children!

Pierpaolo De Natale - Italian moms, Heaven knows how many times you wanted a bit of time for yourself to take care of your appearance, your body and your physical form. It would be really nice, especially in these hot seasons, find some hours for healthy physical activity, even in the open air, to be toned and in shape for swimsuit test. The extraordinary idea to reconcile wellness and family comes from a woman, mother to three cute children, who will reveal for the first time to Italy the secrets of her training - completely adaptable also to all lazy dads!

Kimberley, what brought you to involve your kids in your daily workout?
I got the kids involved after a few months of learning the right technique for strength work. Once I felt confident, if I was doing a workout out the back and the kids got restless, then I'd put them in the pram - but rather than just walk or rock them to settle them - i'd do walking lunges or squat jumps with the pram - or i'd do push ups holding onto the front of the pram. They'd start smiling and laughing - so it was a little bit of therapy for all of us. As they've grown, it's just organically progressed for us. I knew I was comfortable with weights - so I'd put my toddler on my shoulders while squatting or do some push presses with one of the lighter twins. Most of the time now - I just do some basic bodyweight movements with them out the back once a week - and however they wish to crawl or jump or lay on me is fine - I just scale it back to suit them. If I'm doing dips and one wants to sit on my lap - we just go with it. Some of our favourite movements are bear crawls, frog jumps, crab walks, push up and kiss, burpees (they just love to jump around and watch me) and playing on the swing set.

Your new idea of training has had great success in social networks, did you expect it?
Absolutely not! And i'm still trying to keep up with it. I've been running my blog and social networks for just under a year and they have a combined following in excess of 60,000 people. I'm definitely not the only mum in the world training like I do, there are plenty out there (probably much better and fitter than I am!) but i love connecting with my tribe of mums from around the world and i'm here to encourage and also be encouraged. It's great to see mums empowering each other to get their health and fitness back after having kids.

What are the essential elements to start training as you do and become a Strong Mummy?
I concentrate on strength and conditioning style training, bodyweight movements and high intensity interval training. I would recommend mums do a few sessions with a strength and conditioning coach, learn the fundamentals and then adapt to suit their lifestyles at home. If you get the intensity in training right, you really only need 15 minutes a few times a week - so long as it's combined with a clean, wholefoods diet. I also believe that surrounding yourself with like-minded people that will empower and motivate you is important as well as your emotional wellbeing.

What does your family think about this original way to keep fit? Are your children happy?
My kids laugh and smile at me when we're working out - so that answers my question for me. Some days when they are restless or teething, i just take them for a walk in the fresh air and sunshine and do some movements with my pram. My family encourage and motivate me to keep doing what i'm doing and i'm extremely blessing and grateful.

READ HERE THE INTERVIEW IN ITALIAN LANGUAGE

CONTACTS:
Website: staystrongmummy.com
Facebook: Stay Strong Mummy
Instagram: @staystrongmummy

Presentato ieri a New York ‘The Sound of Taste - Che suono ha il sapore in Puglia?’

NEW YORK - Mangiare non è l'unica maniera di assaporare il cibo pugliese. Esiste un altro modo per scoprire tutto quel mondo di sapori, storie e aneddoti che si celano dietro l'enogastronomia della Puglia: ascoltare! È proprio la dimensione sonora il filo conduttore del cortometraggio The Sound of Taste, un viaggio suggestivo attraverso la Puglia e la sua cultura gastronomica, presentato ieri, martedì 31 marzo,a New York,nella prestigiosa cornice del ‘John D. Calandra Italian American Institute’.

Sono intervenuti all’evento la curatrice del video Maria Cristina Marvulli, fondatrice e presidente dell'associazione no profit ApulianRoots, con sede ad Altamura,iscritta nell' elenco della  Regione Puglia - Pugliesi nel Mondo, impegnata già da da qualche anno nella promozione culturale della Puglia all'estero, eJohn Mustaro, presidente della United Pugliesi Federation di New York, la federazione che riunisce 21 associazioni pugliesi dell’area metropolitana newyorkese.

I piatti tradizionali pugliesi sono il risultato della combinazione, unica e irripetibile, di ingredienti, ricette, sapori e saperi locali, ma anche di suoni e rumori legati agli strumenti e alle tecniche di preparazione,  tramandate di generazione in generazione, di madre in figlia, di padre in figlio. Nella sonorità di questi gesti è racchiusa l'originalità così come l'autenticità del marchio Puglia.

Rumori e suoni si intrecciano alle voci di maestri e "artigiani" del cibo: casari, fornai, pizzaioli, ma anche pescivendoli, venditori ambulanti di frutta e verdura e "cuoche di strada". Strade, piazze, mercati rionali sono infatti i luoghi in cui l'esperienza del cibo si sposta dall'ambito privato e domestico a quello pubblico, in caratteristici spazi all'aperto, dove prodotti e specialità sono esposti e addirittura cucinati sotto gli occhi dei clienti.

Il documentario The Sound of Taste è patrocinato da Regione Puglia, Milano Expo 2015 e United Pugliesi Federation di New York. Il promo è disponibile su youtubehttps://youtu.be/a_ai-RHLJIE

'Without', un cortometraggio italoamericano

BARI - Without (Senza) è un progetto che parte dalle fondamenta e che costruisce la propria crescita sulla partecipazione del pubblico attraverso il crowdfunding. Si tratta di un metodo alternativo e innovativo di autofinanziamento con il quale “Without” cerca, e trova, un sostegno da parte di privati. GLI IDEATORI - L’ideatrice si chiama Paola Sinisgalli, 27 anni, è nata e cresciuta a Roma da padre lucano ed è emigrata a New York nel 2010 dopo la laurea. Nel 2013, ha fondato, insieme a Francesca Bianchi, TheCreativeShake. Un’agenzia di comunicazione e produzioni con l’obiettivo di creare un ponte tra gli Stati Uniti e l‘Italia. Il team di Without è italiano al 100%. L’aiuto regista è Claudio di Biagio, famoso Youtuber (Nonapritequestotubo: https://www.youtube.com/user/nonapritequestotubo ) e creatore della fortunata serie web Freaks!. Da anni si occupa di video-making e di recente ha debuttato in America con la premiere di Vittima degli Eventi film ispirato a Dylan Dog. Vincenzo Cataldo si è occupato della sceneggiatura, il direttore della fotografia è Bruno Cipriani mentre Vincenzo Zitello, compositore e arpista di spicco internazionale, offre la sua musica per la colonna sonora, Francesca Bianchi (fondatrice TheCreativeShake) è la producer affiancata da Renata Pereira. Sara Massarotto si occupa delle PR e al termine della produzione in Basilicata, il corto tornerà sul territorio statunitense per entrare nelle mani di Giacomo Lampariello, editor affermato residente a New York.

Two Italians among finalists for $1m "Nobel" prize for teaching

Two teachers from Italy, Daniela Boscolo and Daniele Manni, are among 50 finalists from across the world for a $1m award, designed to be the Nobel Prize of education for teaching. The Varkey GEMS Foundation Global Teacher Prize is to be given to one exceptional teacher who has made an outstanding contribution to the profession. It seeks to do for education what the Nobel Prize has done for science, literature, and peace. In a news release, the Varkey GEMS Foundation said it decided to offer the prize after it commissioned a study that found teachers had low status in many nations across the globe. Even in Europe, the foundation said, it found that, in many countries, “less than a quarter of people thought that pupils respected teachers, and only a quarter of parents would encourage their child to become a teacher.” Shortlisted from more than 5,000 nominations from 127 countries, the 50 teachers will be judged on their use of innovative instructional practices, what they do to “open up their pupil’s minds”, their contribution to the community and how much they encourage others to become teachers. The eventual winner will receive financial counselling when they receive the prize, which they will get in 10 equal annual instalments on the condition that they remain a classroom teacher for at least five more years. The criteria include: innovative and effective instructional practices; accomplishments beyond the classroom that provide role models for the teaching profession; contributions to public debates on raising the bar of the teaching profession; sharing inspirational education practices with other teachers; preparing children to be global citizens; improving access to a quality education for children of all backgrounds; third party recognition of a teacher’s achievements in the classroom and beyond; encouraging others to join the teaching profession. The top 50 shortlisted teachers have now been judged by a Prize Committee with the final ten candidates to be announced in February 2015. The winner will then be chosen from these ten finalists by a Global Teacher Prize Academy. All ten finalists will be invited to Dubai for the award ceremony at the Global Education and Skills Forum (GESF) in March next year. The top 50 finalists: www.globalteacherprize.org/top-50-finalists.

L’Italia dei sogni illumina New York

di Franco Presicci - “L’Italia dei sogni” di Goffredo Palmerini sbarca a New York. Lo scrittore vi andrà per partecipare, come sempre, al Columbus Day, in rappresentanza dell’ANFE (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati). Il prezioso libro verrà illustrato all’Italian American Museum, nel cuore di Little Italy, il 9 ottobre, vale a dire nel mese della Cultura Italiana.

Una notizia che non può non essere accolta con piacere anche perché Palmerini, che dei nostri emigrati nel mondo conosce ogni storia, racconta con piacevolezza ed efficacia, rigore, passione, attenzione ai dettagli fatti, figure, paesaggi, creando sempre emozioni. Quanti ignorano le disavventure, le umiliazioni, gli insuccessi e i trionfi dei nostri connazionali che furono costretti a salire su un bastimento per cercare il pane altrove, dovrebbero leggere e rileggere queste pagine, meditando.

“L’Italia dei sogni” è stato presentato a Milano il 6 giugno scorso, presso l’Auditorium del Credito Valtellinese, da Francesco Lenoci, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e vicepresidente dell’Associazione Regionale Pugliesi di Milano, a imprenditori, intellettuali, banchieri, rappresentanti della stampa…, che hanno apprezzato anche il modo con cui l’oratore ha delineato la personalità di Palmerini, giornalista scrupoloso che è andato a cercare in tutto il pianeta – e continua a farlo – chi ha lasciato la propria terra per affrontare ostilità e sacrifici, superandoli con la diligenza nel lavoro, lo spirito d’iniziativa, la creatività. Goffredo va a trovarli spinto dall’amore e dalla curiosità, e anche dal piacere di essere italiano, abruzzese, aquilano; e tesse le sue cronache senz’alcuna concessione alla fantasia, al colore, all’enfasi.

L’interesse per le persone e per i luoghi, per i valori, le bellezze che sono la ricchezza del nostro Paese così bistrattato, allignano anche in Francesco Lenoci, che ha scritto una trentina di volumi ed è ormai noto in tutta Italia per le tante conferenze tenute da un capo all’altro dello Stivale. Culla a Martina Franca, la terra dei trulli e del Festival della Valle d’Itria e del sole, da anni vive e lavora nella città del Porta e del Manzoni; amata da Stendhal e non solo; la città che adottò Raffaele Mattioli, banchiere e uomo di cultura, nato a Vasto; e artisti di grande talento.

Dalla finestra del suo studio al quinto piano della Terrazza Martini, in piazza Diaz, spinge lo sguardo fino all’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele, il salotto di Milano, battezzata come una delle meraviglie locali. Qualcuno definisce Lenoci “il milanese di Martina”. Anche perché di Milano conosce le linee architettoniche, i giardini interni, i cortili dei palazzi patrizi, spesso inaccessibili agli estranei, le vecchie vie e i vecchi quartieri, come la Caminadella, il San Gottardo, l’antico borgo dei formaggiai, la Borsieri, che un tempo ospitò parecchi malandrini e – si dice – per una notte Giuseppe Garibaldi, al civico 14. E naturalmente i navigli, con il loro fascino, il loro passato, i ricordi dei bucintori, del “barchett di Boffalora” e della rozza che tirava i barconi controcorrente.

Lenoci ha anche un dono che a molti manca: sa ascoltare. Se gli parli di Brera o del Bar Giamaica e dei suoi frequentatori degli anni andati, da Giulio Confalonieri a Beniamino dal Fabbro, da Piero Manzoni a Roberto Crippa, al critico cinematografico Pietrino Bianchi, a Lucio Fontana e Ibrahim Kodra, non lo cogli impreparato. Se gli domandi del Liberty e ha tempo, ti prende sottobraccio e ti accompagna dove signoreggia. Vuoi sapere chi e quando lanciò quella prelibatezza che si chiama pizza nel capoluogo lombardo? Non ha bisogno di consultare qualche pagina: ti risponde: “Il ristorante Santa Lucia, che adottò la cucina napoletana attirando addirittura Gabriele d’Annunzio, che, seduto a un tavolo del Gambrinus di Napoli compose il testo della canzone Vucchella”.

Non ha limiti la curiosità del “milanese di Martina”. Io so della sua gioia quando ha parlato de “L’Italia dei sogni” di Palmerini a Milano. Ad esempio, quando ha commentato la copertina, di colore azzurro, con dei puntini neri in basso che nella parte alta si trasformano in stelle, che circondano il tricolore. “Il tricolore – ha precisato Lenoci – è collegato a un trolley tramite una maniglia, che mi piace definire di servizio, eccezionalmente lunga, che funge da scala. E la scala, collegata al trolley e al tricolore, unisce la terra al cielo, realizzando il sogno”.

Goffredo Palmerini, con quel titolo, forse intendeva rivolgere un invito a chi ha perduto l’abitudine di sognare. Non è vero che i sogni ci sottraggono alla realtà. Si pensi a quelli che sognando hanno realizzato cose grandi. Chi ha varcato i confini del proprio Paese ha inseguito un sogno. Il libro di Goffredo è edificante. Merita il successo che ha conseguito.

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