Scandalo all'Ateneo di Bari: venduti esami per 700 euro
Sei persone, tra cui due docenti universitari, sono stati messe agli arresti domiciliari a conclusione di un'inchiesta legata a un vorticoso giro d'affari per la compravendita di esami e tesi di laurea nella facoltà di economia dell'Università di Bari. Le misure restrittive riguardano un docente ordinario di matematica per l'economia, un suo assistente, il capo segreteria di un dipartimento, un funzionario a riposo e due addetti alle aule.Agli indagati vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, falso e rivelazione del segreto d'ufficio. I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra il 2005 e oggi.Gli investigatori hanno acertato che gli esami venivano venduti a cifre oscillanti tra i 700 euro per quelli più facili, ai 3.000 per i più difficili. Le vittime erano studenti italiani fuori sede e studenti greci, cioè coloro che incontravano maggiori difficoltà nel sostenere le prove. "Chi accettava di pagare la prima volta cadeva nella spirale del malaffare e doveva pagare sempre, fino a quando decideva l'organizzazione", ha spiegato un ragazzo che ha dovuto sborsare 15mila euro per superare una serie di esami.Le misure restrittive sono state emesse dal gip del tribunale di Bari Vito Fanizzi, su richiesta del procuratore Emilio Marzano e del sostituto inquirente, Francesca Pirrelli. Questi ultimi avevano chiesto al gip undici misure restrittive e sei provvedimenti interdittivi.
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