Omicidio Kercher, Sollecito: "Non ero in quella casa, ridatemi la vita"
PERUGIA - Non ho ucciso Meredith, non ero in quella casa. Vi chiedo di restituirmi la mia vita': sono parole dell'imputato Raffaele Sollecito. Che ha preso oggi la parola per una breve dichiarazione spontanea davanti alla Corte d'assise di Perugia. Il giovane ha sottolineato di 'avere ancora fiducia nella giustizia. Spero ogni giorno che il responsabile confessi. E ancora: 'State per decidere della mia vita. Non sto vivendo un incubo, ma sopravvivo a una situazione drammatica'.
Intanto continuano le ricostruzioni delle ore successive al delitto. La mattina del 2 novembre 2007 la polizia arrivo' nella casa di via della Pergola, 'cinque minuti prima' della chiamata di Sollecito, secondo il pm Manuela Comodi nella sua replica. Orario ricostruito in base alle immagini della telecamera di sorveglianza del parcheggio antistante l'abitazione dove avvenne l'omicidio di Meredith. 'Il responsabile del reato - ha detto il pm - da' l'allarme per allontanare il sospetto da se'. Un meccanismo che non richiede una mente criminale'.
Intanto continuano le ricostruzioni delle ore successive al delitto. La mattina del 2 novembre 2007 la polizia arrivo' nella casa di via della Pergola, 'cinque minuti prima' della chiamata di Sollecito, secondo il pm Manuela Comodi nella sua replica. Orario ricostruito in base alle immagini della telecamera di sorveglianza del parcheggio antistante l'abitazione dove avvenne l'omicidio di Meredith. 'Il responsabile del reato - ha detto il pm - da' l'allarme per allontanare il sospetto da se'. Un meccanismo che non richiede una mente criminale'.
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