Regionali, Vendola: "Io non mollerò"

BARI - "Io non mollerò": il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola dice 'no' al Pd, nazionale e pugliese, e va avanti come un carro armato: si candida alle regionali del 2010 , malgrado gli inviti a fare un passo indietro che gli giungono da più parti, primo tra tutti dal maggiore alleato. Il sindaco di Bari e presidente regionale del Pd, Michele Emiliano, chiede a Vendola "una mano a sbloccare una situazione che sta facendo ridere l'Italia", dice che Vendola "potrebbe scegliere il suo successore", ma va anche oltre: ammette che se fosse D'Alema a chiedergli di candidarsi per il centrosinistra lui direbbe di no ma se fosse lo stesso Vendola, "la cosa sarebbe molto diversa".

Per poter vincere le elezioni in Puglia il centrosinistra dovrebbe presentarsi all'appuntamento unito e, soprattutto, dovrebbe allargare la coalizione a Udc e Idv, per "non restituire alla destra la regione": questa l'analisi fatta nell'ultima assemblea regionale del Pd pugliese. In realtà quello che sta accadendo in Puglia è esattamente il contrario: il centrosinistra si sta spaccando in mille pezzi. Vendola, leader nazionale di Sinistra e Libertà, ha deciso oggi di registrare nella sua 'Fabbrica', in via De Rossi, a Bari, una lettera-video (pubblicata sul suo sito) per rispondere alla lettera diretta ai 'Democratici pugliesi' diffusa ieri da Sergio Blasi, con la quale il segretario regionale del Pd ha chiesto a Vendola due cose: rinunciare all'autocandidatura annunciata nelle scorse settimane e ricercare insieme il candidato che possa consentire l'allargamento dell'alleanza di centrosinistra a Udc e Idv, partiti che sul nome del governatore hanno posto il veto. Un appello fatto da Blasi proprio nelle stesse ore in cui partiti e formazioni della sinistra (i vertici regionali di Psi, Prc, Sd, Mps, Verdi, Comunisti-Sinistra Popolare e Unire la Sinistra) rinnovavano a Vendola il loro appoggio incondizionato. Vendola vuole organizzare per sabato prossimo una grande manifestazione per dire direttamente al "suo partito, il popolo" - come ama ripetere - che non mollerà, che andrà avanti.