Vendola: "Io il candidato naturale del Pd. D'Alema: "Il problema non è lui, è politico"
BARI - ''Io non solo mi considero il candidato naturale del popolo del Partito Democratico ma in questo momento mi considero anche il candidato che deve far riflettere i big nazionali del centrosinistra''. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando a Bari a margine della presentazione di 'Mediterre', la Fiera dei parchi del Mediterraneo, a proposito dell'atteggiamento di una parte del Pd alle primarie di domenica prossima.
''Leggo sul quotidiano 'Il Riformista' - ha aggiunto - che Berlusconi sostiene che nel caso vincessi io le primarie in Puglia, il Pdl dovrebbe rompere con Casini in tutta Italia. Dovrebbe cioè porre Casini di fronte all'impossibilità di praticare la politica dei due forni. Se questo pensiero di Berlusconi, raccolto da questo quotidiano, avesse fondamento - ha sottolineato quindi Vendola - la conseguenza dovrebbe essere che anche Pierluigi Bersani dovrebbe votare per me''.
Rispondendo poi alle critiche di Bersani e Massimo D'Alema riguardo al manifesto in vista delle primarie, il governatore ha detto: "Mio slogan è il contrario del concetto di solitudine''. Il manifesto ritrae Vendola circondato da molte persone e un messaggio che recita: 'Solo contro tutti' che con una cancellatura diventa 'Solo con tutti'. ''Bisogna saper leggere il manifesto per intero'', ha spiegato.
''Io sono in buona compagnia in quel manifesto - ha aggiunto Vendola - Siccome l'accusa è quella della solitudine, io l'ho capovolta esattamente come ho fatto cinque anni fa. Mi dicono che sono solo contro tutti e io l'ho scritto nel manifesto. La penna però ha cancellato una parte ed è rimasto 'solo con tutti' e sono effettivamente circondato da una bella folla giovanile e femminile. La solitudine io la sento nel palazzo, non quando ne esco fuori. La solitudine nel palazzo - ha concluso Vendola - non è detto che sia una cosa cattiva''.
Da parte sua Massimo D'Alema ha sottolineato che il problema non è Vendola ma politico, ovvero battere Berlusconi. ''In me non c'è un giudizio negativo su Vendola. Non vogliamo battere Vendola ma vogliamo battere Berlusconi e per farlo dobbiamo unire tutte le forze oggi all'opposizione'', ha detto l'ex premier in una intervista a Teleblu Foggia. D'altronde, ha aggiunto, ''abbiamo discusso e abbiamo cercato il consenso. Alla fine, di fronte al fatto che il presidente Vendola non appare in grado, o non vuole, fare questa grande operazione politica, abbiamo ritenuto giusto puntare su un altro candidato''.
''Vendola - ha poi ribadito D'Alema- ha dimostrato di essere un uomo di governo, di avere realismo, in me non c'è un giudizio negativo, nulla di personale, ma c'è un grande problema politico'', quello di battere Berlusconi.
''Leggo sul quotidiano 'Il Riformista' - ha aggiunto - che Berlusconi sostiene che nel caso vincessi io le primarie in Puglia, il Pdl dovrebbe rompere con Casini in tutta Italia. Dovrebbe cioè porre Casini di fronte all'impossibilità di praticare la politica dei due forni. Se questo pensiero di Berlusconi, raccolto da questo quotidiano, avesse fondamento - ha sottolineato quindi Vendola - la conseguenza dovrebbe essere che anche Pierluigi Bersani dovrebbe votare per me''.
Rispondendo poi alle critiche di Bersani e Massimo D'Alema riguardo al manifesto in vista delle primarie, il governatore ha detto: "Mio slogan è il contrario del concetto di solitudine''. Il manifesto ritrae Vendola circondato da molte persone e un messaggio che recita: 'Solo contro tutti' che con una cancellatura diventa 'Solo con tutti'. ''Bisogna saper leggere il manifesto per intero'', ha spiegato.
''Io sono in buona compagnia in quel manifesto - ha aggiunto Vendola - Siccome l'accusa è quella della solitudine, io l'ho capovolta esattamente come ho fatto cinque anni fa. Mi dicono che sono solo contro tutti e io l'ho scritto nel manifesto. La penna però ha cancellato una parte ed è rimasto 'solo con tutti' e sono effettivamente circondato da una bella folla giovanile e femminile. La solitudine io la sento nel palazzo, non quando ne esco fuori. La solitudine nel palazzo - ha concluso Vendola - non è detto che sia una cosa cattiva''.
Da parte sua Massimo D'Alema ha sottolineato che il problema non è Vendola ma politico, ovvero battere Berlusconi. ''In me non c'è un giudizio negativo su Vendola. Non vogliamo battere Vendola ma vogliamo battere Berlusconi e per farlo dobbiamo unire tutte le forze oggi all'opposizione'', ha detto l'ex premier in una intervista a Teleblu Foggia. D'altronde, ha aggiunto, ''abbiamo discusso e abbiamo cercato il consenso. Alla fine, di fronte al fatto che il presidente Vendola non appare in grado, o non vuole, fare questa grande operazione politica, abbiamo ritenuto giusto puntare su un altro candidato''.
''Vendola - ha poi ribadito D'Alema- ha dimostrato di essere un uomo di governo, di avere realismo, in me non c'è un giudizio negativo, nulla di personale, ma c'è un grande problema politico'', quello di battere Berlusconi.
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