Coldiretti, domani in diecimila a Bari per protestare contro la manovra

BARI. In diecimila in piazza per il Sud assieme a coltivatori e allevatori provenienti da tutto il meridione. La manifestazione si svolgera' a Bari domani, a partire dalle ore 10,00 in Piazza Diaz, da dove si svilupperanno chilometri di corteo, nell'ambito della mobilitazione della Coldiretti. in occasione della discussione della manovra economica alla Camera. Lo comunica l'organizzazione agricola in una nota.
''Si estende al Sud dunque - prosegue Coldiretti - la mobilitazione della piu' grande organizzazione agricola italiana che si e' gia' sviluppata con manifestazioni a Roma in Piazza Montecitorio e a Milano. La questione quote ha monopolizzato il dibattito parlamentare e rischia di fare passare sotto silenzio i veri problemi degli allevamenti da latte che sono il prezzo, le contraffazioni e le importazioni anonime, ma anche le altre situazioni di difficolta' del settore agricolo che - sostiene la Coldirtti - ci auguravamo la manovra potesse risolvere''.

FOGGIA: DOMANI VERTICE IN PREFETTURA - Vertice domani in Prefettura a Foggia tra il Presidente di Confagricoltura Foggia, Luigi Lepri, insieme agli altri Presidenti provinciali di CIA Foggia e COPAGRI Foggia, nonche' ai rappresentanti sindacali dei lavoratori agricoli aderenti alla FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL, e il Prefetto del capoluogo, in vista della mobilitazione del 26 luglio a Napoli. Saranno illustrate le ragioni di protesta contro il maxi emendamento alla manovra economica stilato dal Governo che, nonostante le ripetute promesse da parte di autorevoli esponenti dell'esecutivo ed il parere contrario del Ministro delle risorse agricole e forestali Giancarlo Galan, non contiene la proroga delle agevolazioni contributive destinate alle imprese agricole operanti nei territori montani e svantaggiati (Sud Italia) ed altri importanti provvedimenti vitali per il futuro dell'agricoltura italiana. La mancata proroga della fiscalizzazione, determinera' dal prossimo 1* agosto, il raddoppio dell'aliquota contributiva INPS prevista per i datori di lavoro agricoli: dall'11% al 22% circa delle retribuzioni, con un incremento medio da 6 a 12 euro per giornata lavorativa. Questi ulteriori costi sono insostenibili per i conti economici gia' in rosso degli agricoltori, oltretutto colpiti, ormai da tempo, da una gravissima crisi senza precedenti di tutto il settore.