Mondiali, vince la Spagna ma il vero campione del mondo è il polpo Paul

di Nicola Zuccaro
C'è sempre una prima volta come si suol dire e scrivere nella vita. Di questo antico adagio a trarne l'effetto positivo è la Spagna, alla quale è toccato l'onore, a 80 anni di distanza dalla prima edizione dei Mondiali di calcio, di alzare la Coppa del Mondo al cielo al termine di 122' di gioco disputati all'insegna del nervosimo e della speculazione tattica. Si è disputata lungo queste trame una finale poco gradevole sul piano della spettacolarità e poco degna per una chiusura del Mondiale già modesto nel suo complesso per il tasso tecnico espresso. Sono venuti al pettine quei nodi che vedevano l'Olanda reggersi sulle conclusioni a sopresa di Sneijder e sulle invenzioni di Robben e del capitano Giovanni Van Brokten. A quest'ultimo, l'amarezza di non aver potuto sollevare il prestigioso trofeo considerata la tarda età calcistica di 36 anni. Se per la Spagna è la prima volta, per i tulipani è la terza finale mancata dopo quella del 1974 e del 1978. Ragion per cui, il profetico non c'è due senza tre al termine dei tempi supplementari ha trovato la crudele conferma. Puntuale è la seguente domanda: perchè la Spagna ha vinto e l'Olanda ha perso? La risposta va cercata sul piano psicologico prima ancora che tattico. Se è pur vero che Del Bosque sacrificando Villa e Torres ha indovinato i cambi è altrettanto vero che il ct delle furie rosse (assurto in questo Mondiale a saggio del Calcio) ha saputo trasmettere quella calma e quel raziocinio fondamentali, e poi rivelatisi determinanti, per il successo finale. Virtù assenti in un Olanda che, specie nei minuti regolamentari, applicava un inconsueto gioco fisico tanto da richiedere il frequente intervento del direttore di Gara, l'inglese Webb, per riportare la disciplina in campo; virtù piuttosto rara specie quando la posta in palio è alta e si chiama Coppa del Mondo. Per fortuna a cancellare l'opaco periodo di gioco regolamentare ci ha pensato Iniesta con un pregevole diagonale che mandava in estasi non solo una squadra ma una intera nazione. Con Del Bosque portato in trionfo, la Spagna eguaglia il record di Germania e Francia che rispettivamente nel (1972-1974) e nel (1998-2000) - sia pure quest'ultima in ordine inverso - vinsero a distanza di due anni gli Europei e i Mondiali.Ma c'è una consolazione per la povera Italia. Vi chiederete quale sia. Ebbene, a rappresentare gli azzurri c'è stato il famigerato polpo Paul. In passato, il cetaceo attualmente residente in un acquario tedesco, è vissuto nei fondali giacenti ai piedi dell'Isola D'Elba.
Per un Mondiale che ha visto l'Italia uscire fuori dal primo turno c'è un pezzo di made in Italy rappresentato da un cefalopode che avendo indovinato il podio mondiale si laurea anch'egli a pieno - alla luce anche dei precedenti pronostici "centrati"- campione del mondo.
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