"Sono candidato a sparigliare i giochi del centrosinistra"

BARI. ''Mi candido a ricostruire il cantiere dell'alternativa. Sono candidato a sparigliare i giochi del centrosinistra se il centrosinistra si presenta con vecchie liturgie. Non c'è cambiamento se non si esce dall'ergastolo delle precarieta' per un'intera giovane generazione". Sono le parole del leader di Sel, Nichi Vendola al termine della tre giorni di dibattiti nelle 'Fabbriche di Nichi', riunite a Bari sotto il sole infuocato del week end di luglio. L'attesa ufficializzazione è dunque arrivata: Nichi si candiderà a premier per "ricostruire il cantiere dell'alternativa" e a "sparigliare i giochi" di un centrosinistra "asfittico" che non è stato in grado "di fare un discorso capace di interpretare la crisi". Quanto all'ipotesi di un esecutivo di larghe intese, Vendola è tranchant: ''Sono d'accordo sul no detto da Tremonti all'ipotesi di governi tecnici, ma per le ragioni contrarie alle sue: abbiamo bisogno di chiudere questa esperienza, di liquidare il berlusconismo e tornare alle urne".
"Credo che non ci sia oggi sulla scena - ha spiegato il governatore pugliese - la possibilità di lavorare per un governo tecnico o per un governo di larghe intese, perché si è consumata una stagione politica. La crisi in cui il centrodestra si dibatte, si ripercuote sul corpo sociale di un'Italia sfinita e sfibrata". "Tremonti parla di un'Italia che non c'è - ha detto ancora Vendola - l'Italia è a forte rischio di coesione, perde il suo racconto civile, celebra nella mestizia i suoi 150 anni. Abbiamo bisogno di chiudere questa esperienza, di liquidare il berlusconismo e tornare alle urne".
Quanto alle primarie, sottolinea: ''Non sono una minaccia per il Pd o per il centrosinistra, sono una minaccia per la cattiva politica. Le primarie sono una espressione parziale ma fondamentale di buona politica - ha concluso il leader di Sel - cioè la riappropriazione da parte di un popolo delle scelte fondamentali che riguardano una politica che deve rompere gli steccati e non avere paura della cittadinanza e delle persone in carne ed ossa".