Inchiesta Moody's: Boccia (Pd), capire cosa è successo è dovere della politica
BARI.''Capire cosa e' successo quel 6 maggio 2010 e' un dovere anche della politica'': lo sostiene il coordinatore delle commissioni Economiche del Gruppo del Pd alla Camera Francesco Boccia a proposito dell'inchiesta aperta dalla procura di Trani per aggiotaggio e manipolazione del mercato nei confronti dell'agenzia di rating internazionale Moody's per avere diffuso informazioni false o non del tutto vere sul sistema bancario italiano con l'effetto di fare crollare in borsa il mercato dei titoli italiani. L'inchiesta e' partita in seguito ad una denuncia di Adusbef e Federconsumatori.
GIUDIZI SOSPETTI - Sotto la lente d'ingrandimento della procura sono le operazioni dell'agenzia del 6 maggio scorso, quando Moody's diffuse intorno alle 11.15 via Internet comunicati riassuntivi di un precedente report in cui esprimeva giudizi sul sistema italiano definito "a rischio", come quello di altri paesi dell'Eurozona, perché contagiato dalla crisi finanziaria della Grecia. Giudizi che le altre agenzie mondiali di rating e la Banca d'Italia si affrettarono a definire imprudenti o infondati. Ma è allora, secondo quanto denunciano le associazioni di consumatori, che i titoli italiani crollarono in Borsa con una perdita tra il 4 e il 7 per cento. Questo particolare non è sfuggito alla procura tranese che ora indaga.
GIUDIZI SOSPETTI - Sotto la lente d'ingrandimento della procura sono le operazioni dell'agenzia del 6 maggio scorso, quando Moody's diffuse intorno alle 11.15 via Internet comunicati riassuntivi di un precedente report in cui esprimeva giudizi sul sistema italiano definito "a rischio", come quello di altri paesi dell'Eurozona, perché contagiato dalla crisi finanziaria della Grecia. Giudizi che le altre agenzie mondiali di rating e la Banca d'Italia si affrettarono a definire imprudenti o infondati. Ma è allora, secondo quanto denunciano le associazioni di consumatori, che i titoli italiani crollarono in Borsa con una perdita tra il 4 e il 7 per cento. Questo particolare non è sfuggito alla procura tranese che ora indaga.
