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Bonus condizionatori: ecco come funziona

Sono diverse le tipologie di bonus che permettono di ottenere agevolazioni, come sconto diretto in fattura o detrazione nella dichiarazione dei redditi, per l'acquisto di un condizionatore.

Qualora si decida di installare un nuovo climatizzatore a pompa di calore, utile sia per l'aria fredda che d'inverno per quella calda (chiamato anche inverter), potrà usufruire della detrazione del 50% perché l'intervento rientra tra quelli considerati di ristrutturazione "in quanto si tratta di nuovo impianto, quindi di intervento di manutenzione straordinaria", spiegano gli esperti a Repubblica.

Questo tipo di agevolazione sarà riconosciuto soltanto per case e abitazioni per il solo scopo abitativo, non è previsto quindi per aziende o uffici e non ci sarà la detrazione neanche per le abitazioni che si stanno costruendo. Trattandosi di "edilizia libera", il Comune di residenza non dovrà essere informato sui lavori.

Per poter usufruire del bonus sarà necessario pagare con bonifico: la fattura dovrà contenere sia la data di acquisto sia quella dell' installazione, altrimenti si dovrà provvedere ad avere due fatture diverse. Per il bonus, poi, non potrà essere ammessa l'installazione "fai da te".

Nel momento in cui si compra un condizionatore si può sfruttare anche il bonus mobili perchè si tratta di manutenzione straordinaria. A stabilirlo l'Agenzia delle Entrate con la circolare numero 10/2014 dove è scritto che "l'installazione o l'integrazione di un impianto di climatizzazione invernale e estiva a pompa di calore danno diritto anche alla detrazione per gli arredi".

Inflazione record in Italia

(euronews) L'aumento dei prezzi sta mettendo in ginocchio le economie dei cittadini: "Lavoro 12-15 ore al giorno e non trovo nemmeno il concime.. non posso vendere allo stesso prezzo di prima". Il tasso di inflazione verso il 6,8 percento, il più alto dall'ingresso nell'Euro

Pirelli investe in Puglia: il progetto prevede 50 assunzioni entro il 2025


BARI – Pirelli investe sulla Puglia e sulle competenze digitali dei suoi giovani aprendo a Bari un nuovo centro per lo sviluppo di software e soluzioni digitali. Il progetto nasce da un incontro costruttivo tra pubblico e privato e prevede 50 nuove assunzioni entro il 2025 fra neolaureati e manager specializzati nello sviluppo di software, in particolare in computer science, software engineering, data science, intelligenza artificiale, machine learning e smart manufacturing. Le nuove figure professionali andranno ad aggiungersi alle circa 160 persone che oggi lavorano nel team Digital Pirelli in Italia, con l’obiettivo di una maggiore internalizzazione di competenze digitali sulle aree più strategiche e differenzianti della strategia aziendale.

Il nuovo “Digital Solutions Center” di Pirelli è stato presentato oggi a Bari nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Presidente della Regione Puglia, il Vice Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, e l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia. L’incontro ha inoltre visto la partecipazione del Chief Digital Officer di Pirelli, Pier Paolo Tamma, e dei rappresentanti degli atenei baresi, con i quali Pirelli sta attivando programmi di collaborazione nell’ambito del nuovo progetto.

Il centro, per la cui realizzazione è stata presentata una domanda di agevolazione alla Regione, attraverso la misura Contratti di Programma, consentirà a Pirelli di rafforzare le attività di sviluppo di software, altamente strategiche nell’ambito della Digital Transformation da tempo intrapresa dall’azienda, e di valorizzare le competenze di un territorio divenuto oggi uno dei maggiori poli italiani nello sviluppo digitale. Il progetto prevede un investimento pari a 9 milioni tra il 2022 e giugno 2024, di cui una parte potrà essere finanziata dalla Regione Puglia in base ai progetti che Pirelli realizzerà.

Il Digital Solutions Center - situato in via Mazzitelli, nel quartiere Poggiofranco - andrà ad affiancare e a rafforzare le unità operative Digital Pirelli concentrandosi sullo sviluppo di software e algoritmi di Machine Learning e Artificial Intelligence a supporto delle aree di Sales & Marketing, Sviluppo Prodotto, Smart Manufacturing & Industrial IOT, Integrated Business Planning e abilitando lo sviluppo di nuovi Prodotti e Servizi Digitali per il mondo Tyre. Oggi la funzione Digital di Pirelli conta a livello globale circa 500 persone, distribuite tra l’Headquarters italiano, le diverse unità nelle macro aree in cui è presente l’azienda in tutto il mondo attraverso i suoi 18 stabilimenti in 12 Paesi e il Service Operation Center con copertura worldwide localizzato a Craiova, in Romania.


Bari, un polo universitario di eccellenza


Per valorizzare i giovani talenti del capoluogo pugliese, diventato in breve tempo un bacino di competenze legate a innovative discipline quali Data Science, Intelligenza Artificiale e Cyber Security, Pirelli ha avviato un programma di collaborazione con l’Università di Bari – in particolare con il suo Corso di Laurea in Computer Science e Data Science - e con il Politecnico di Bari – che ha tra i suoi corsi una Laurea in Ingegneria informatica e Trasformazione Digitale - che prevede la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo congiunti e iniziative quali career day, seminari e hackaton, oltre a programmi di stage e tirocini e borse di studio.


Lo sviluppo del nuovo centro consolida i legami tra Pirelli e il mondo universitario e rafforza il suo modello di open innovation che oggi vede l’azienda al lavoro su circa 40 progetti con 12 Università. Le collaborazioni dell’area Digital con il mondo accademico integrano e completano quelle della Ricerca & Sviluppo di Pirelli, con i suoi 13 centri di ricerca interni che occupano oltre 2mila persone a livello mondiale. In Italia, in particolare, Pirelli già collabora attivamente con Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università Bocconi, Università Cattolica, Università degli Studi di Torino, Università degli Studi di Pisa e Università degli Studi di Milano Bicocca.

Presidente della Regione Puglia, “Marco Tronchetti Provera e la Pirelli sono uno di quei rarissimi punti di riferimento che questo Paese può offrire, da sempre attenti alle innovazioni tecnologiche e capaci di avere le giuste intuizioni su cosa accade nel mondo e di cosa il mondo ha bisogno. Oggi hanno avuto l’intuizione e la voglia di confrontarsi con la realtà pugliese, coinvolgendo lo straordinario capitale umano che sono i nostri studenti, i nostri ragazzi del Sud, spina dorsale del Paese. Siamo sicuri che con questo progetto riusciremo a trattenerli qui, permettendo loro di esprimere le grandi potenzialità e competenze acquisite in una terra che ha nel suo Dna l’innovazione e il rispetto delle regole.”

Marco Tronchetti Provera, Vice Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato di Pirelli, “Siamo orgogliosi di presentare la nuova sede di Pirelli a Bari, nel cuore del Sud, in un luogo così fertile di conoscenza digitale e di giovani talenti con voglia di imparare, crescere e fare. Ringrazio la Regione Puglia per il sostegno, certo che questo nuovo centro consentirà all’azienda, così come al territorio, di portare valore in termini economici, culturali e sociali”.

Assessore regionale allo Sviluppo economico, “Si conferma il trend di crescita delle imprese nel settore dell’innovazione che decidono di investire in Puglia e di posizionare qui da noi i loro hub strategici più importanti. Questo importante progetto di un’azienda solida e strutturata come Pirelli, la cui presenza in Puglia è frutto di un lavoro sinergico tra pubblico e privato, conferma la capacità della nostra regione di essere una terra attrattiva e al passo coi tempi”.

Stefano Bronzini, Rettore Uniba, “Pirelli e la Puglia si erano già incontrate sin da quando la nave posa cavi collegò la Puglia con le isole Tremiti. Allora la scommessa del visionario fondatore della ditta Pirelli, erano le telecomunicazioni. Giunse dopo la svolta che ha fatto grande nel mondo la Pirelli. Oggi, dopo quasi 150 anni, sapere che la prestigiosa azienda ha deciso di essere in Puglia è una notizia molto importante. Lo è anche per la nostra Università pronta a emulare lo sguardo visionario che guidò l’ingegnere Giovanni Battista Pirelli per essere protagonista della crescita civile, sociale e economica del Paese. Dopotutto il palazzo in via Garruba, dove si svolgono le lezioni di lingue, è stato un deposito proprio della Pirelli. Siamo sulla buona strada!”

Francesco Cupertino, Rettore Politecnico di Bari “L’investimento di Pirelli a Bari conferma che la Puglia, con le sue molteplici risorse, diventa sempre più attrattiva nei confronti dell’industria. L’automotive, in particolare, rappresenta un settore fondamentale per la nostra regione e il Politecnico di Bari, che è stato istituito per sostenere lo sviluppo del territorio, ha sempre seguito la sua evoluzione, adeguando le competenze dei laureati e la ricerca scientifica. Siamo dunque felici di essere parte di questa evoluzione al fianco di un player di così alto profilo, che ha riposto la sua fiducia in noi”.

Pirelli investe in Puglia


BARI - Pirelli investe sulla Puglia e sulle competenze digitali dei suoi giovani aprendo a Bari, con il supporto della Regione Puglia, un nuovo centro per lo sviluppo di software e soluzioni digitali. Il progetto, che nasce dall’incontro costruttivo tra pubblico e privato, sarà presentato domani venerdì 20 maggio alle ore 12.00 presso la Sala di Jeso del Palazzo della Presidenza regionale (Lungomare Nazario Sauro, 33 – Bari).

Interverranno il Presidente della Regione Puglia, il Vice Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, e l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia. L’incontro vedrà inoltre la partecipazione del Chief Digital Officer di Pirelli, Pier Paolo Tamma, e dei rappresentanti degli atenei baresi.

Gas russo, Eni apre secondo conto in rubli: "Concordato con le istituzioni"


ROMA - Il colosso energetico continuerà a pagare il gas russo in euro, ma avvia "in via cautelativa" la procedura per l'apertura di due conti, di cui uno in rubli, presso Gazprom Bank. "Non accettiamo però le modifiche dei contratti richieste da Mosca', si legge in una nota.

Eni "in vista delle imminenti scadenze di pagamento per i prossimi giorni, ha avviato in via cautelativa le procedure relative all'apertura presso Gazprom Bank dei due conti correnti denominati K, uno in euro ed uno in rubli, indicati da Gazprom Export secondo una pretesa unilaterale di modifica dei contratti in essere, in coerenza con la nuova procedura per il pagamento del gas disposta" dalla Russia. Eni "ha già rigettato tali modifiche". "La decisione, condivisa con le istituzioni italiane - prosegue - è stata presa nel rispetto del quadro sanzionatorio internazionale e nel contesto di un confronto in corso con Gazprom Export".

Eni continuerà a pagare in euro il gas alla Russia. "Da un lato, a oggi, Gazprom Export e le autorità federali russe competenti hanno confermato che la fatturazione (giunta a Eni nei giorni scorsi nella valuta contrattualmente corretta) e il relativo versamento da parte di Eni continueranno a essere eseguiti in euro, così come contrattualmente previsto", spiega il gruppo italiano. "Le attività operative di conversione della valuta da euro a rubli - prosegue Eni - saranno svolte da un apposito clearing agent operativo presso la Borsa di Mosca entro 48 ore dall'accredito e senza coinvolgimento della Banca Centrale Russa".

Piazza Affari apre in rialzo: +0,82%

MILANO - La Borsa di Milano apre la seduta in rialzo, dopo la seduta fiacca di ieri. L'indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in progresso dello 0,82% a 24.229 punti.

Immobiliare a Roma: le tendenze del 2022


Giù Testaccio, Trastevere e nel centro storico, su Casal Palocco e Infernetto, oltre a Casalotti. Secondo le previsioni relative all'andamento dei prezzi degli appartamenti nel 2022, i romani preferiranno le periferie più verdi e tranquille al cuore della città, ricca di monumenti ma molto più caotica.

Nella Capitale, in generale, l'aumento previsto è dello 0,3%. Ma in alcune zone, vedremo, si sfiora il +10%, visto che "il mattone si è dimostrato resiliente", commenta Carlo Giordano, l'amministratore del portale frequentato quotidianamente da chi cerca un appartamento. Secondo l'esperto, "la nuova centralità della casa", soprattutto dopo la pandemia, "ha dato un grande impulso al mercato e le proiezioni confermano che questo trend proseguirà per tutto il 2022".

Sulla piattaforma tecnologica Casavo, che opera dal 2017 nel settore immobiliare e il cui modello di business si basa sul modello dell'Instant Buying, è possibile visionare una vasta scelta di appartamenti per tutti i gusti e, soprattutto, per tutte le tasche nella Città Eterna.

2022, da Prati ai Parioli 5200 euro al mq


Più centralmente, invece, continuano a crescere i prezzi di Prati, Borgo, Mazzini e Delle Vittorie, dove nel 2022 spenderanno oltre 5200 euro al mq, e quelli di Parioli e Flaminio: qui superano i 5600 euro. Bene Appio Latino e Colli Albani con +1,5%, così come Cinecittà e Quadraro: quello che fa la differenza, in queste zone, è la metropolitana “vicino a casa”.

Ecco i quartieri con prezzi stabili


Stabili, con un incremento inferiore all'1%, Battistini e Torrevecchia, Olgiata e Giustiniana, San Lorenzo, Casal Bertone e Pigneto, ma anche Corso Francia, Vigna Clara, Fleming e Ponte Milvio.

Crescita solo del +0,5% per le quotazioni di Acilia, Casal Bernocchi, Centro Giano, Dragona, Malafede, Vitinia, dove lo sprint è di gran lunga inferiore al vicino Casal Palocco. Un aumento quasi impercettibile anche a Portuense, Marconi, San Paolo, Gregorio VII, Baldo degli Ubaldi, Eur, Torrino, Tintoretto e anche a Monteverde, Gianicolense, Colli Portuensi e Casaletto dove i prezzi restano però abbastanza alti: 3.893 euro al metro quadro .

Calano i prezzi al Centro


Potrebbe quindi essere l'occasione perfetta per un investimento. Certo, nel 2022 le case continueranno a costare oltre 7mila euro al metro quadro, ma comunque il 2,5% in meno rispetto al 2021. Una cifra che comincia a pesare sulla dimensione medio-grande complessiva. Buoni affari anche a Termini e Repubblica, dove il calo è del 2,6%, mentre a Testaccio e Trastevere è addirittura del 3,4%: qui una casa passa da 5389 euro al mq a 5207.

In netto calo anche Garbatella (-1,8%), Bologna e Policlinico (-1,5%), Re di Roma e San Giovanni (-1,2%), Aventino, San Saba e Caracalla (-1,2%) dove il prezzo al mq sarà di 6.472 euro circa.

Caldo: volano i consumi di gelato ma è balzo dei prezzi +10%

ROMA - Balzo dei consumi di gelato con l’arrivo del grande caldo nel primo vero anticipo di estate del 2022 nonostante un aumento dei prezzi che sfiora il 10% a livello nazionale. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base degli ultimi dati Istat su uno dei prodotti più amati da italiani e stranieri che però sconta l’impennata dei costi per l’energia e le materie prime usate nelle preparazioni, dallo zucchero (+6%) al latte (+7%) fino alle uova (+9%) anche a causa delle tensioni internazionali legate alla guerra in Ucraina.

Un cambiamento nelle abitudini alimentari provocato – sottolinea la Coldiretti – dall’innalzamento repentino della colonnina di mercurio sull’Italia con temperature superiori ai 30 gradi dopo un mese di aprile segnato da temperature inferiori di 0,35 gradi rispetto alla media storica del periodo secondo l’analisi della Coldiretti su dati Isac Cnr. 

L’impulso positivo al settore arriva dopo che il gelato italiano lo scorso anno ha registrato una crescita del 19,5% rispetto a quello precedente per un valore di 2,3 miliardi di euro spiega Coldiretti su dati Sigep. Una corsa che – continua la Coldiretti – si spera di continuare con il ritorno dei turisti, anche stranieri, nell’estate 2022 segnata dal superamento delle restrizione della pandemia Covid.

A pesare sulla produzione sono pero’ il balzo dei costi di energia e materie prime per il conflitto in Ucraina che– sottolinea la Coldiretti – sta penalizzando fortemente le 39mila gelaterie nazionali che danno lavoro a 75 mila persone. Nelle gelaterie italiane – sottolinea la Coldiretti – vengono utilizzati ben 220 milioni di litri di latte, 64 milioni di chili di zuccheri, 21 milioni di chili di frutta fresca e 29 milioni di chili di altri prodotti durante l’anno con un evidente impatto sulle imprese fornitrici impegnate a garantire ingredienti di qualità.

Negli ultimi anni si è registrato un vero e proprio boom delle agrigelaterie artigianali che garantiscono la provenienza della materia prima dalla stalla alla coppetta con gusti che vanno dal latte di asina a quello di capra fino alla bufala ma quest’anno è arrivato anche quello di latte di pecora. Una spinta che ha favorito la creatività nella scelta di ingredienti che valorizzano i primati di varietà e qualità della produzione agroalimentare nazionale, dal gusto di basilico fino al prosecco. Nelle agrigelaterie – continua la Coldiretti – è particolarmente curata la selezione degli ingredienti, dal latte alla frutta, che sono rigorosamente freschi con gusti a “chilometri zero” perché ottenuti da prodotti locali che non devono essere trasportati con mezzi che sprecano energia ed inquinano l’ambiente.

In epoca moderna – conclude la Coldiretti – la storia del gelato risale alla prima metà del XVI secolo nella corte medicea di Firenze con l’introduzione stabile di sorbetti e cremolati nell’ambito di feste e banchetti, anche se fu il successo dell’export’ in Francia a fare da moltiplicatore globale con il debutto ufficiale in terra americana: con l’apertura della prima gelateria a New York nel 1770 grazie all’imprenditore genovese Giovanni Bosio.

Puglia: oltre 81 milioni per finanziare 129 progetti del PNRR in materia di welfare e inclusione sociale


BARI - Oltre 81 milioni di euro per i progetti del PNRR in materia di welfare e inclusione sociale presentati dagli Ambiti territoriali. Con l’adozione del Decreto Direttoriale. n. 450/2021, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha infatti definito il programma di lavoro per la predisposizione di progettualità a valere dalla Missione 5 del PNRR Componente 2, Sottocomponente 1, quella che riguarda “Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale”.

“Un risultato per noi importantissimo - dichiara l’assessora al Welfare - frutto anche del lavoro di coordinamento dell’assessorato al Welfare, che non si è limitato alla sola raccolta delle manifestazioni di interesse da presentare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ma ha dato vita ad un confronto con gli Ambiti, che ha condotto alla proposta di presentare progetti anche sovraambito, accolta dal Ministero. Grazie a questa proposta volta a ricondurre ad organicità i progetti da presentare, tenuto anche conto della disponibilità dei fondi stanziati, è stato possibile cogliere appieno le opportunità del PNRR. Un lavoro avviato prima dell’adozione dell’Avviso e quindi della candidatura ‘ufficiale’ delle proposte, che ha consentito di coprire in maniera omogenea tutto il territorio regionale. Per la Puglia sono stati finanziati 129 progetti. Un ringraziamento va anche alle Università che hanno da subito manifestato la propria disponibilità a collaborare con gli Ambiti nella progettazione e successiva realizzazione degli interventi, creando così una rete di collaborazione e fiducia reciproca”.

Nel dettaglio per quello che riguarda le 7 linee d’azione i progetti ammessi a finanziamento sono stati: 28 per la linea 1.1.1 ‘Presa in carico minori - progetto P.I.P.P.I.’ per un totale di 5.922.000 euro; 8 per la linea 1.1.2. ‘Autonomia anziani (housing sociale)’per un totale di 17.420.000 euro; 13 per la linea 1.1.3. Dimissioni Protette (CDI) per un totale di 4.290.000 euro; 13 per la linea 1.1.4 ‘Supervisione Assistenti Sociali’ per un totale di 2.730.000 euro; 45 per la linea 1.2 ‘Autonomia disabili (Provi/Dopo di Noi) per un totale di 31.385.000 euro; 11 per la linea 1.3.1 ‘Povertà estrema- Housing first’ per un totale di 7.310.000 euro e 11 per la linea 1.3.2 centro Servizi POV/Stazioni di Posta per un totale di 11.990.000 euro.

In particolare ai progetti presentati dagli Ambiti della città metropolitana di Bari vanno oltre 18 milioni di euro così come a quelli della provincia di Foggia, oltre 19 milioni di euro per i progetti presentati dagli ATS della provincia di Lecce; oltre 8 milioni di euro rispettivamente per progetti presentati dagli ATS delle province di Taranto e della Bat e oltre 6 milioni e mezzo di euro per quelli presentati dagli ATS della provincia di Brindisi.

“Dall’analisi di tutte le proposte finanziate su base nazionale - conclude l’assessora - emerge la presenza di circa 200 milioni di euro di risorse residue, su un totale di 1,4 miliardi di euro conferiti al programma ministeriale nel suo insieme, che, certamente, saranno oggetto di ulteriore e specifica assegnazione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. In tal senso l’aver stimolato gli Ambiti territoriali pugliesi a definire proposte progettuali aggiuntive rispetto a quelle preventivamente assegnate su base regionale (al momento vi sono 26 progetti pugliesi idonei al finanziamento e non finanziati) rappresenta valore aggiunto perché consente in tempi rapidi al territorio pugliese di candidarsi all’assegnazione delle ulteriori risorse disponibili, secondo le modalità che il Ministero renderà note”.

Draghi all'Atlantic Council: "Condivido questo premio con Italia e italiani"

(Agenzia Vista) Usa, 12 maggio 2022 - "L'Italia ha attraversato momenti estremamente difficili negli ultimi anni. Abbiamo affrontato la pandemia prima di chiunque altro nel mondo occidentale. Abbiamo subito uno shock economico molto più acuto che altrove in Europa. Ora sperimentiamo il ritorno della guerra nel nostro continente. Eppure, come ha fatto più e più volte nella sua magnifica storia, l'Italia si è ripresa". Lo ha detto il premier Mario Draghi, in un passaggio del suo intervento all'Atlantic Council dove è stato insignito del Distinguished Leadership. Chigi

Quanto costa la ricostruzione dell'Ucraina?

(euronews) Oltre alla guerra bisogna pensare alla ricostruzione dell'Ucraina aggredita dalla Russia. Queste alcune stime.

Prezzi: viaggi, scarpe e ristorante sul podio delle rinunce

(Pixabay)
ROMA - Di fronte alla perdita del potere di acquisto determinata dall’inflazione quasi un italiano su quattro (23%) si dice pronto a sacrificare i viaggi, il 16% a ridurre le spese di vestiario e il 12% ai consumi fuori casa e all’intrattenimento, che salgono sul podio delle rinunce in tempi di guerra. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea –Nielsen sui comportamenti delle famiglie per difendere i bilanci dai rincari.

Nella classifica dei tagli – riferisce la Coldiretti – seguono i prodotti dell’elettronica (13%), e a seguire cultura e divertimenti (7%), salute e bellezza (7%), carburanti e uso automobile (5%), consumi domestici gas e luce (4%), manutenzione dell’abitazione (2%) e per ultimo gli alimentari (1%). In relazione alla spesa alimentare – precisa la Coldiretti –  pressoché tutte le famiglie italiane temono un aumento dei prezzi dei prodotti di prima necessità, mentre solo la metà circa del campione esprime preoccupazione sulla diponibilità dei prodotti che di solito acquista.

Turismo, ristorazione e moda rischiano dunque di essere i settori piu’ colpiti, dalla nuova fase di difficoltà economica alimentata dalla guerra in Ucraina, dopo aver già subito un duro colpo con la pandemia. Al contrario per non rinunciare al cibo le famiglie italiane – riferisce la Coldiretti – adottano nuovo strategie di consumo razionalizzando la spesa, pianificandogli acquisti e riducendo gli sprechi. Ben 7 famiglie su 10 (68%) – spiega la Coldiretti – eviteranno gli sprechi di cibo, quasi la metà ridurrà gli acquisti superflui (48%) e presterà maggiore attenzione al rapporto qualità prezzo e al rapporto prezzo/peso negli acquisti (47%) e il 38% programmerà con la lista per evitare acquisti inutili.

Una strategia resa necessaria dall’esplosione dei prezzi nel carrello con aumenti che vanno dal +63.5% dell’olio di semi che sta diventando introvabile al +8,4% del pane secondo la black list degli aumenti sullo scaffale elaborata dalla Coldiretti sulla base delle rilevazioni Istat sull’inflazione ad aprile 2022. , Se i prezzi di cibi e bevande sono aumentati in media del 6,3%, iI cima alla classifica dei rincari ci sono gli oli di semi, soprattutto quello di girasole – sottolinea Coldiretti – che risente del conflitto in Ucraina che è uno dei principali produttori e ha dovuto interrompere le spedizioni causa della guerra, mentre al secondo posto c’è la farina, con i prezzi in salita del 17,2% trainati dagli aumenti del grano, e al terzo il burro (+15,7%). Rincari a doppia cifra – continua Coldiretti – anche per la pasta (+14,1%) con la corsa agli acquisti nei supermercati per fare scorte, seguita da carne di pollo (+12,2%) e verdura fresca (+12%). A seguire nella graduatoria dei rincari – precisa la Coldiretti – ci sono frutti di mare con +10,2%, gelati a +9,5%, uova con +9,3%, mentre chiude la classifica il pane, che costa l’8,4% in più rispetto allo scorso anno.

Se i prezzi per le famiglie corrono l’aumento dei costi colpisce duramente – precisa la Coldiretti – l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne dovesi registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio con incrementi dei costi correnti di oltre 15.700 euro in media ma con punte oltre 47mila euro per le stalle da latte e picchi fino a 99mila euro per gli allevamenti di polli, secondo lo studio del Crea. Uno tsunami che si è abbattuto a valanga sulle aziende agricole con rincari per gli acquisti di concimi, imballaggi, gasolio, attrezzi e macchinari che stanno mettendo in crisi i bilanci delle aziende agricole.

“Occorre lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “nell’immediato bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro”.

Impiego Fondi Por: la Puglia è la regione più efficiente


BARI - “Anche per Federcepicostruzioni la Puglia è la regione più efficiente sulla spesa dei fondi europei del POR 2014-2020. Un risultato messo in evidenza pochi giorni fa dal direttore generale responsabile della DG Regio della Commissione europea, Nicola De Michelis. Queste attestazioni sono un riconoscimento importante per la Puglia sulla gestione degli investimenti, sui tempi di realizzazione e sulla efficienza complessiva. Significa che anche le Regioni del Sud sono in grado di spendere bene le risorse destinate agli investimenti, contraddicendo un luogo comune che troppo a lungo ha prevalso.

Questo induce a prendere di petto una questione ineludibile per l’intero “sistema Paese” e, cioè, a procedere a un’ancora più drastica opera di semplificazione burocratica e a snellire realmente la filiera delle autorizzazioni che influenzano i processi di spesa pubblica. E anche a dare un impulso molto forte a misure di sostegno alla progettazione degli interventi, che soprattutto il sistema degli enti locali non è messo in condizione di alimentare con la continuità e la completezza necessarie per dare certezza all’apertura e alla chiusura dei cantieri.

È adesso che va fatta questa riflessione “alla pari”, tra Governo e Regioni, in modo da rispettare le scadenze sempre più serrate del Piano nazionale di ripresa e resilienza e di ben predisporsi alla partenza del ciclo di programmazione 2021-2027, anche per quanto concerne le risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione per cui alle Regioni deve essere assicurato un ruolo più incisivo”. È il commento del presidente della Regione Puglia alle analisi e alle dichiarazioni diffuse dopo il monitoraggio sulle Politiche di coesione della Programmazione europea 2014-2020.

Terna: entra in esercizio elettrodoto a 380 kv 'Bisaccia-Deliceto'


ROMA – È entrato in esercizio l’elettrodotto di Terna a 380 kV “Bisaccia-Deliceto”, il collegamento di circa 35 km che unisce le stazioni elettriche di Bisaccia, in provincia di Avellino, e Deliceto, in provincia di Foggia. Lo rende noto Terna.

La società guidata da Stefano Donnarumma ha investito oltre 35 milioni di euro per l’intervento, una delle opere fondamentali per lo sviluppo della rete elettrica nazionale di circa 75.000 km gestita da Terna.

Considerate la crescente capacità produttiva generata dagli impianti eolici presenti tra Puglia e Campania, strategici per il Paese, e la necessità di scambiare in sicurezza l’energia proveniente dalle Regioni meridionali, si è reso fondamentale un potenziamento della capacità di trasporto dell’energia. In aggiunta, l’elettrodotto in altissima tensione aumenterà la magliatura e l’affidabilità della rete, rinforzando il collegamento tra la dorsale tirrenica e la dorsale adriatica.

I Comuni interessati dal tracciato dell’opera sono cinque: Bisaccia e Lacedonia, in provincia di Avellino, per circa 19 km, Deliceto, Rocchetta Sant’Antonio e Sant’Agata di Puglia, in provincia di Foggia, per un totale di circa 16 km.

La realizzazione dell’opera è il risultato di una lunga attività di confronto e dialogo che Terna ha intrapreso con i Comuni, le Province e le Regioni coinvolte dall’intervento.

Ottenute tutte le necessarie autorizzazioni, Terna ha avviato i cantieri nel maggio del 2020, completando la nuova infrastruttura in tempi record, nonostante le difficoltà logistiche causate dalle limitazioni imposte dalla pandemia, con il supporto di venti imprese.

Piazza Affari apre in rialzo: +1,1%

MILANO - La Borsa di Milano apre in rialzo. Il Ftse Mib guadagna l'1,1% a 23.085 punti.

Reddito energetico regionale, dal 25 maggio al via le domande


BARI - Il reddito energetico è realtà in Puglia. Dal 25 maggio, infatti, fino al 22 agosto 2022, per gli utenti pugliesi, sarà possibile accedere ai contributi regionali per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili. Così Mino Borraccino, Consigliere del Presidente della Regione Puglia Per l’attuazione del Piano per Taranto.

Si tratta di una splendida opportunità - prosegue - per tante famiglie, con ISEE inferiore a 20mila euro, che così potranno ottenere un finanziamento per produrre energia a basso costo, con grossi risparmi sulle bollette di luce e gas.

Inoltre l’energia prodotta eccedente sarà commercializzata in rete ed il ricavato andrà ad alimentare un fondo per finanziare altri impianti per altre famiglie.

E’ una notizia che mi riempie d’orgoglio, e ringrazio l’amico, l’ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Antonio Trevisi, che mi propose questa legge, occupandomi di Energia, quando ero assessore allo sviluppo economico, divenuta poi la legge n. 42 del 9 agosto 2019, di cui Trevisi fu il primo firmatario.

Un lavoro di progettazione eccellente, avviato allo scopo di favorire la diffusione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile a servizio delle utenze residenziali domestiche o condominiali, capace di coniugare tutela dell’ambiente, politiche sociali e sviluppo del territorio, con notevoli benefici, proseguito dall’attuale Giunta del Presidente Emiliano, dall’assessore Delli Noci, che ha prodotto ora l’Avviso pubblico che riporta le modalità ed i termini per accedere al bando.

Possono partecipare proprietari di unità abitative indipendenti, in condominio.

Le risorse stanziate dalla Regione Puglia ammontano a 6,8 milioni di euro e andranno a finanziare l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici, solari termo-fotovoltaici, solari termici, microeolici e sistemi di accumulo. Il contributo massimo a fondo perduto è di euro 6.000,00 (IVA inclusa) per le utenze singole, di 8.500 per i condomini.

La domanda di partecipazione può essere presentata esclusivamente con procedura telematica disponibile sul sito https://www.regione.puglia.it/web/politiche-energetiche/home

Gazprom: "Schema pagamenti non viola sanzioni Ue"

(LuidmilaKot/Pixabay)

MOSCA - In una nota diffusa ai suoi clienti europei, la multinazionale russa ha affermato che i chiarimenti pubblicati dal Cremlino il 4 maggio scorso sul nuovo schema di pagamenti per il gas russo, mostrano che utilizzarlo non viola le sanzioni imposte dall’Ue contro Mosca. A riportarlo l’agenzia Usa Bloomberg, che dice di aver visionato la lettera inviata per rassicurare i clienti Ue.

Secondo Gazprom, l’ordinanza del Cremlino assicura la trasparenza dei flussi di cassa dagli acquirenti stranieri ed esclude la possibilità che qualunque “terza parte” venga coinvolta nelle transazioni. Questo sarebbe un riferimento al fatto che la Banca centrale russa, che è coinvolta dalle sanzioni, non parteciperebbe direttamente alle transazioni di pagamento sul gas.

E la governatrice Elvira Nabiulina, continua l’agenzia Usa, sempre al fine di rassicurare alcuni rilievi sollevati dall’Ue, ha precisato che il meccanismo limita a due giorni lavorativi il tempo di conversione dei pagamenti.

Francavilla Fontana: lunedì 9 maggio incontro con Carlo Cottarelli a Castello Imperiali


FRANCAVILLA FONTANA (BR)
- Lunedì 9 maggio alle 17.30 il noto economista Carlo Cottarelli incontrerà a Castello Imperiali i giovani francavillesi per parlare del ruolo delle nuove generazioni nelle politiche di sviluppo del Paese.

All’iniziativa, che fa parte degli eventi della settimana della legalità organizzata dal Liceo Scientifico Ribezzo con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, prenderanno parte il Sindaco Antonello Denuzzo, l’Assessora alla Cultura Maria Angelotti e la Dirigente Scolastica Giuseppina Pagano.
Modererà ed introdurrà i lavori il rappresentante d’Istituto Gabriele Lobello.
Carlo Cottarelli ha lavorato dal 1981 al 1987 presso la direzione monetaria del Servizio Studi della Banca d’Italia e dal 1987 al 1988 al Servizio Studi dell’ENI.
È stato Direttore Esecutivo al Fondo Monetario Internazionale (FMI) per Italia, Albania, Grecia, Malta, Portogallo e San Marino da novembre 2014 a ottobre 2017. Da ottobre 2013 a ottobre 2014 ha ricoperto l’incarico di Commissario per la Revisione della Spesa Pubblica in Italia e dal 2008 al 2013 Direttore del Fiscal Affairs Department del Fondo Monetario Internazionale.
Il 28 maggio 2018 è stato nominato Presidente del Consiglio incaricato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per guidare un governo ad interim che avrebbe portato l'Italia verso nuove elezioni. Tuttavia, dopo pochi giorni, le forze politiche raggiunsero un accordo che portò alla nascita del primo Governo Conte.
Attualmente è Direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani. La partecipazione all’incontro è libera e gratuita.

Piazza Affari chiude in calo: -1,2%

MILANO - La Borsa di Milano chiude la seduta in calo. Il Ftse Mib ha perso l'1,2% a 23.475 punti.

Puglia: firmato accordo Selectika, dal 1 giugno le prime assunzioni di lavoratori Ex Om


BARI - È stato sottoscritto oggi, nella sede della Presidenza della Regione Puglia, l’accordo tra le organizzazioni sindacali FIM Cisl, FIOM Cgil, UILM Uil e la Società Selectika Srl, finalizzato alle prime 12 assunzioni dei lavoratori impiegati presso la ex OM Carrelli.

L’accordo è stato sottoscritto alla presenza dei rappresentanti della Regione Puglia Domenico De Santis, vice Capo di Gabinetto e Leo Caroli, presidente della Task Force per l’occupazione, del sindaco della Città Metropolitana di Bari e del sindaco del Comune di Modugno.

Dopo un lungo periodo di lotte sindacali e di trattative finalmente riaprono i cancelli della ex OM Carrelli di Bari e inizieranno a lavorare i primi 12 lavoratori con contratto a tempo indeterminato part-time al 50%.

La Società Selectika ha confermato il cronoprogramma dell’assunzione di altri 88 ULA entro il secondo trimestre del 2023: ci si è aggiornati ad un mese per definire i dettagli dell’ultima parte di produzione non ancora confermata che assorbirà i restanti lavoratori.

“Un percorso faticoso e complesso - dichiara il presidente della Regione Puglia - ma sull’ex OM non abbiamo mollato mai. Una vertenza che ho seguito personalmente,anni di iniziative per tutelare i lavoratori, anni di ricerca, mobilitazione, presidi davanti ai cancelli. La riapertura delle porte della ex-OM e il fatto che 12 lavoratori verranno riassunti dal 1 giugno, in attesa dell’inizio delle attività nel marzo 2023, è una notizia che dà fiducia ai lavoratori e alle loro famiglie. Importante è stata la sinergia tra istituzioni, sindacati e Confindustria, che ringrazio. La nostra attenzione resterà alta finché la vertenza non sarà risolta con l’assunzione di tutti gli ex dipendenti”.

“Sono soddisfatto – dichiara Domenico De Santis, vice Capo di Gabinetto della Regione Puglia - per il risultato raggiunto, finalmente i primi lavoratori entreranno in fabbrica. Questo è un primo importante passo in avanti ma vigileremo attentamente l’evolversi della situazione perché l’interesse della Regione Puglia è quello di ricollocare tutti gli ex lavoratori della Ex-OM. Non è ancora terminato il nostro lavoro e mancano ancora dei passaggi per raggiungere questo importante obiettivo”.

“Queste prime assunzioni hanno una duplice formidabile valenza. - dichiara Leo Caroli, Presidente della Task Force - da un lato corroborano la fiducia dei lavoratori dell'ex om che vedono coronare la loro battaglia storica. Dall'altro, rappresenta un positivo segnale per gli esuberi delle altre aziende in crisi. Nuovi processi di industrializzazione sono possibili e la Regione Puglia è saldamente al loro fianco per realizzarli. Intanto, 21 ex OM sono già impegnati in tirocini formativi presso l’Amiu: imparano un nuovo lavoro e si preparano a quello nuovo. Anche questa è una bella notizia”.
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