L'accusa di Foggianesimo scuote il Consiglio regionale ma non Nichi
di Michele Tedesco
Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno del 29 di dicembre, alcuni consiglieri regionali eletti in Capitanata sarebbero stati definiti come affetti da “Foggianesimo”. Ad etichettare il loro agire “vittimista” è stato il proprio il governatore della Regione Puglia. Gli accusati reclamavano durante la seduta in cui si chiudeva il bilancio regionale sovvenzioni per la Fiera di Foggia e i locali consorzi di bonifica.
Il consenso del Vendola soggetto politico fa, in primis, riferimento al suo fine eloquio. La politica vendoliana ruota attorno alla poetica vendoliana, in cui una spiccata capacità di affabulazione dai tratti assai evocativi, forte del “sentire popolare”, diventa la chiave interpretativa della “quotidianità politica” regionale e nazionale.
Vendola miete sempre più consensi perché parla alla gente e della gente. Sa come farlo e lo fa in modo pregevole. Il suo stile si è fatto col tempo marchio di fabbrica. Ha stupito e sdegnato dunque questa boutade, tacciata ( esagerando ) come “razzista” da parte del governatore, maturata forse in un clima di tensione e stanchezza. Non avrebbe destato stupore, nè sarebbe stata più di tanto sottaciuto, se a coniare il neologismo fosse stato magari qualche militante leghista, dal celtico e virile ardore, per il quale si sarebbero sprecate alcune vagonate d’inchiostro, per più di qualche giorno. Sorprende ancor più, invece, l’inciampo verbale in cui è incappato forse uno dei migliori oratori della politica italiana contemporanea. D’altronde, capita a tutti di sbagliare.
Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno del 29 di dicembre, alcuni consiglieri regionali eletti in Capitanata sarebbero stati definiti come affetti da “Foggianesimo”. Ad etichettare il loro agire “vittimista” è stato il proprio il governatore della Regione Puglia. Gli accusati reclamavano durante la seduta in cui si chiudeva il bilancio regionale sovvenzioni per la Fiera di Foggia e i locali consorzi di bonifica.
Il consenso del Vendola soggetto politico fa, in primis, riferimento al suo fine eloquio. La politica vendoliana ruota attorno alla poetica vendoliana, in cui una spiccata capacità di affabulazione dai tratti assai evocativi, forte del “sentire popolare”, diventa la chiave interpretativa della “quotidianità politica” regionale e nazionale.
Vendola miete sempre più consensi perché parla alla gente e della gente. Sa come farlo e lo fa in modo pregevole. Il suo stile si è fatto col tempo marchio di fabbrica. Ha stupito e sdegnato dunque questa boutade, tacciata ( esagerando ) come “razzista” da parte del governatore, maturata forse in un clima di tensione e stanchezza. Non avrebbe destato stupore, nè sarebbe stata più di tanto sottaciuto, se a coniare il neologismo fosse stato magari qualche militante leghista, dal celtico e virile ardore, per il quale si sarebbero sprecate alcune vagonate d’inchiostro, per più di qualche giorno. Sorprende ancor più, invece, l’inciampo verbale in cui è incappato forse uno dei migliori oratori della politica italiana contemporanea. D’altronde, capita a tutti di sbagliare.