Lecce-Bari a porte chiuse: Emiliano, è disgrazia per l'immagine della Puglia. Perrone: sconfitta per lo sport

BARI. Parole infuocate dei primi cittadini di Bari e Lecce dopo la decisione presa stamane dal comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica disputare il derby a porte chiuse. "Considero il provvedimento - commenta il sindaco di Bari Michele Emiliano - semplicemente un modo attraverso il quale il Ministero dell’Interno ha mantenuto la promessa che nel 2008 fu infelicemente pronunciata da un sottosegretario dopo gli incidenti del derby di quell’anno. Nessuno ha neanche provato ad immaginare un meccanismo di sicurezza che consentisse lo svolgimento della partita".
"Si è scelta scientemente - ha aggiunto il primo cittadino barese - la strada dello stadio a porte chiuse senza considerare che quest’ultima è una vera e propria disgrazia per l’immagine della Puglia. Appariremo agli occhi dell’Italia come una regione talmente in discordia da non poter consentire lo svolgimento di una partita di calcio tra due delle sue città più belle".
E poi la provocazione: "sono disposto ad accompagnare personalmente i tifosi del Bari e stare con loro in tribuna, anche perché da tutte le loro organizzazioni ho avuto rassicurazioni che nulla sarebbe accaduto e nulla accadrà se questo scellerato provvedimento venisse ritirato".
"Aggiungo inoltre - continua Emiliano - che non corrisponde ad alcuna reale previsione il numero di 17mila tifosi in trasferta, evidentemente diffuso solo per impressionare i non addetti ai lavori. La tifoseria organizzata prevede di non superare le 4-5mila unità e quella non organizzata non andrà oltre le 2-3mila unità, e tra queste i soggetti da tenere d’occhio non sono più di qualche decina".
"Dopo una simile decisione – conclude il sindaco barese - non si riesce a capire dal punto di vista dell’ordine pubblico da un lato l’utilità della tessera del tifoso e dall’altro in che modo e quando Bari e Lecce potranno ricominciare a giocare come le altre squadre italiane”.
Anche il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, esprime "amarezza" per il provvedimento perché "le città di Lecce e Bari non meritano tutto questo. Ovviamente - chiarisce - avremmo preferito che la partita si fosse giocata, come sempre, davanti a due tifoserie festanti, ma ci rimettiamo ai responsabili dell’ordine pubblico e alle loro decisioni. Non posso non constatare - prosegue Perrone - che la Puglia sportiva sarà privata della possibilità di assistere al suo appuntamento più importante. Una partita dall’incredibile fascino perde i suoi significati più importanti se giocata di fronte alle tribune vuote. È una sconfitta per lo sport, per i tanti appassionati dell’una e dell’altra squadra, per quella Puglia che si afferma in un settore dominato dai giganti".

MARONI: PERPLESSO - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni e' ''perplesso'' sulla decisione presa dal Comitato provinciale dell'ordine e della sicurezza di Lecce di far disputare a porte chiuse la partita Lecce-Bari del prossimo 6 gennaio. Le indicazioni del Casms, il Comitato che fornisce le disposizioni sull'accesso delle tifoserie agli incontri di calcio, erano state diverse ed inoltre - sarebbe sempre il ragionamento del ministro - la tessera del tifoso e' stata introdotto anche per evitare che si arrivi a queste decisioni drastiche.

INTRONA: DECISIONE CHE OFFENDE POPOLO PUGLIESE - ''Inattesa, ingiustificata e ritengo sproporzionata, una decisione che offende non solo le tifoserie ma la civilta' dell'intero popolo pugliese''. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna.
''Mi auguro - ha aggiunto - che le motivazioni che hanno indotto al provvedimento il Comitato per l'ordine e la sicurezza presieduto dal Prefetto di Lecce siano seriamente fondate e che non si tratti di una misura assunta per eccesso di zelo, nel qual caso la soluzione sarebbe addirittura piu' grave del presunto male''.
''La Puglia sportiva non ha mai dato esempi negativi ne' determinato negli stadi incidenti per i quali possa giustificarsi una decisione cosi' grave e punitiva'', ha aggiunto Introna, assicurando la sua presenza alla gara.

SEMERARO: SONO SCONCERTATO - Si registrano le pesanti dichiarazioni del presidente del Lecce, Pierandrea Semeraro che si dichiara "sconcertato e deluso" per quanto deciso dal dottor Tafaro, prefetto di Lecce, mettendo in evidenza quanto, il progetto della Tessera del Tifoso, sia ormai fallito: "Ci dispiace per i nostri tifosi – ha aggiunto Semeraro – che aspettavano questo derby in serie A da 10 anni ma che vengono sempre più penalizzati, nonostante la loro correttezza. Chiedo loro scusa, anche se non sono colpevole della situazione".

GABELLONE: SALENTINI PRIVATI DI SPETTACOLO UNICO - ''La decisione odierna, che immagino pur certamente suffragata da valutazioni investigative e d'indagine preventiva delle forze dell'ordine, priva i salentini di uno spettacolo unico come il derby di Puglia, che da tanti anni era atteso in Serie A''. Lo afferma il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone.
''La decisione stessa - aggiunge - fa emergere tutte le limitazioni dello strumento della 'Tessera del Tifoso', strumento che cosi' come concepito, evidentemente, non consente di garantire l'adeguato livello di ordine e sicurezza pubblica senza questi interventi ulteriormente restrittivi che invece finiscono per ripercuotersi negativamente ed esclusivamente su tutta la tifoseria''.