Sarah, la madre: quando Sabrina tornò era sconvolta
di Roberta CalòContinuano le indagini su Sarah Scazzi. Sabato è stata riascoltata Concetta Serrano, madre della ragazza, la quale ha commentato: “l’orario preciso non lo ricordo. Ma ricordo che quando arrivò Sabrina mi preoccupai. Era passato troppo tempo da quando Sarah era uscita. E la faccia di Sabrina mi sembrò troppo sconvolta. Come se sapesse qualcosa di terribile”. La donna deve continuare ad assistere a show mediatici come la lettera indirizzata da Sabrina, indagata per l’omicidio, alla trasmissione Quarto Grado: “Non penso niente. Si continua ad andare avanti per lettere in tv. Prima Valentina, adesso lei. Per me non c’è niente di nuovo. In quei giorni di angoscia io mi sono fidata ciecamente di Sabrina, ho ascoltato ciò che diceva. Adesso mi sembra soltanto che si stia cercando di accollare tutta la colpa su Michele e questo non è giusto, se le cose sono andate come credono gli inquirenti”. Concetta Serrano è venuta a conoscenza anche della notizia secondo cui Michele Misseri, il cognato coindagato, avrebbe chiesto un nuovo colloquio con gli inquirenti: “Non riesco a capire il perché di questo centellinare le sue dichiarazioni. La verità su quel pomeriggio è una sola, loro lo sanno. Fortunatamente l’incidente probatorio ha contribuito a mettere un punto fermo. Lentamente ogni tassello potrebbe finalmente iniziare a tornare al suo posto”. Inoltre la donna prosegue spiegando: “Come ho già detto agli inquirenti, io non sono molto precisa con gli orari. Ricordo però che quel giorno, mentre Sarah preparava le sue cose e poi usciva da casa, Maria la nostra badante, parlava al telefono con una sua parente in Romania. Se si riuscisse a trovare traccia di quella telefonata e dell’orario in cui è avvenuta, avremmo una certezza, eppure pare che dai tabulati non si riesca a risalire a quella chiamata”.
L’ultimo pensiero di Concetta Serrano va alla mamma di Yara Gambirasio, la ragazzina scomparsa lo scorso 26 novembre a Brembate: “Capisco perfettamente ciò che la signora Maura sta passando in questi lunghi giorni, quando si vive l’angoscia di non sapere e per questo ha tutta la mia solidarietà. Mi auguro che l’epilogo di quell’assurda vicenda sia diverso dal destino che è toccato a Sarah. Eppure non posso fare a meno di pensare ai paragoni che si sono sprecati in questi giorni. Si è tentato di mettere a confronto il nostro dolore, sottolineando la compostezza della famiglia di Yara, come se il mio andare in tv fosse indice di un desiderio smodato di apparire, come se due madri che aspettano il ritorno delle proprie figlie possano essere animate da un desiderio diverso da quello di poterle riabbracciare. Io, in quei 42 giorni, cercavo di aggrapparmi a chiunque potesse aiutarmi a cercare mia figlia, anche ai giornali che comunque, quando non si è esagerato, hanno dato un aiuto prezioso”.
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