Taranto, hotel a 5 stelle costruito senza licenze: 3 denunce
MARTINA FRANCA (TARANTO). Sette piani 'fuori terra' di un palazzo dichiarati civili abitazioni ma che sarebbero diventati un hotel a cinque stelle: e' quello che hanno scoperto gli agenti del Commissariato di Polizia di Martina Franca, in provincia di Taranto, che hanno denunciato in stato di liberta' quattro persone per reati di falso materiale e ideologico, abuso d'ufficio e costruzione abusiva. I poliziotti hanno anche eseguito il decreto di sequestro preventivo dell'immobile in costruzione su un terreno adiacente al cimitero comunale.
COLLETTI BIANCHI TRA DENUNCIATI - Tra le persone denunciate figurano il dirigente del settore urbanistico del Comune di Martina Franca in servizio fino allo scorso mese di agosto, un geometra, l'amministratore della societa' proprietaria dell'immobile ed il reale proprietario dell'albergo, un pregiudicato martinese di 53 anni, peraltro zio dell'amministratore. Il fabbricato, gia' sequestrato nel 2009 e poi restituito ai proprietari, e' stato nuovamente sequestrato perche' abusivo. La vicenda inizia nel 2007.
Il rappresentante legale della societa' Spmi proprietaria dell'immobile, presenta una Dichiarazione di inizio attivita' edilizia per ristrutturare un immobile gia' demolito, preesistente sul terreno.
IL PROGETTO - Il progetto pero' si fonda su documenti falsi che fanno apparire l'immobile da ristrutturare piu' grande di quello effettivamente esistente, in maniera tale da consentire di edificare una costruzione che non poteva in nessun modo essere realizzata. Il terreno si trova, infatti, all'interno della fascia di inedificabilita' per la vicina presenza del cimitero. Nel marzo 2007, il geometra che segue il progetto, pero' avrebbe falsificato l'aerofotogrammetria allegata facendo aumentare il volume e la sagoma del fabbricato nel frattempo gia' demolito.
L'allora dirigente dell'ufficio urbanistico nel 2008 blocca per due volte la ristrutturazione per diversi vizi. L'immobile e' infatti dichiarato come una civile abitazione ma l'ingegnere del Comune dalla visione delle tavole si accorge che gli ambienti da realizzare non rispecchiano in alcun modo tale destinazione. La zona in cui sorge l'edificio e' vincolata a zona agricola/residenziale e non e' ammessa altra destinazione, soprattutto commerciale. La Procura interviene con il sequestro dell'opera che pero' viene dissequestrata nel 2009 a seguito del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica da parte del nuovo dirigente del settore urbanistico del Comune nel maggio 2009.
Da allora l'originario fabbricato composto da un unico piano fuori terra diviene un immobile di 6 piani, oltre un piano interrato. Nel luglio del 2010 il Commissariato di Martina Franca approfondisce la vicenda e scopre che alla base di tutti gli atti rilasciati dall'ingegnere del Comune vi e' la falsificazione palese dell'aerofotogrammetria e che l'ingegnere non poteva non essere a conoscenza dei gravi vizi del progetto in quanto nel fascicolo erano presenti i due provvedimenti di diniego emanati dal suo predecessore. Grazie alla aerofotogrammetria inviata dall'Istituto Geografico Militare di Firenze, gli agenti acquisiscono la prova della falsificazione degli atti allegati alla Dia originaria e richiedono al pm Maurizio Carbone un decreto di sequestro preventivo.
Durante l'esecuzione del provvedimento gli investigatori hanno sequestrato anche diversi documenti che attestano la reale destinazione dell'immobile: un hotel a 5 stelle. Peraltro, il sopralluogo nel cantiere consente di accertare che l'immobile presenta tutte le caratteristiche architettoniche, strutturali e impiantistiche di un hotel. Per di piu' sul tetto del fabbricato era stata nascosta da assi di legno un'insegna ricavata nel cemento con la scritta 'Palace Hotel' riportante anche 5 stelle che contraddistinguono la categoria lusso.
COLLETTI BIANCHI TRA DENUNCIATI - Tra le persone denunciate figurano il dirigente del settore urbanistico del Comune di Martina Franca in servizio fino allo scorso mese di agosto, un geometra, l'amministratore della societa' proprietaria dell'immobile ed il reale proprietario dell'albergo, un pregiudicato martinese di 53 anni, peraltro zio dell'amministratore. Il fabbricato, gia' sequestrato nel 2009 e poi restituito ai proprietari, e' stato nuovamente sequestrato perche' abusivo. La vicenda inizia nel 2007.
Il rappresentante legale della societa' Spmi proprietaria dell'immobile, presenta una Dichiarazione di inizio attivita' edilizia per ristrutturare un immobile gia' demolito, preesistente sul terreno.
IL PROGETTO - Il progetto pero' si fonda su documenti falsi che fanno apparire l'immobile da ristrutturare piu' grande di quello effettivamente esistente, in maniera tale da consentire di edificare una costruzione che non poteva in nessun modo essere realizzata. Il terreno si trova, infatti, all'interno della fascia di inedificabilita' per la vicina presenza del cimitero. Nel marzo 2007, il geometra che segue il progetto, pero' avrebbe falsificato l'aerofotogrammetria allegata facendo aumentare il volume e la sagoma del fabbricato nel frattempo gia' demolito.
L'allora dirigente dell'ufficio urbanistico nel 2008 blocca per due volte la ristrutturazione per diversi vizi. L'immobile e' infatti dichiarato come una civile abitazione ma l'ingegnere del Comune dalla visione delle tavole si accorge che gli ambienti da realizzare non rispecchiano in alcun modo tale destinazione. La zona in cui sorge l'edificio e' vincolata a zona agricola/residenziale e non e' ammessa altra destinazione, soprattutto commerciale. La Procura interviene con il sequestro dell'opera che pero' viene dissequestrata nel 2009 a seguito del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica da parte del nuovo dirigente del settore urbanistico del Comune nel maggio 2009.
Da allora l'originario fabbricato composto da un unico piano fuori terra diviene un immobile di 6 piani, oltre un piano interrato. Nel luglio del 2010 il Commissariato di Martina Franca approfondisce la vicenda e scopre che alla base di tutti gli atti rilasciati dall'ingegnere del Comune vi e' la falsificazione palese dell'aerofotogrammetria e che l'ingegnere non poteva non essere a conoscenza dei gravi vizi del progetto in quanto nel fascicolo erano presenti i due provvedimenti di diniego emanati dal suo predecessore. Grazie alla aerofotogrammetria inviata dall'Istituto Geografico Militare di Firenze, gli agenti acquisiscono la prova della falsificazione degli atti allegati alla Dia originaria e richiedono al pm Maurizio Carbone un decreto di sequestro preventivo.
Durante l'esecuzione del provvedimento gli investigatori hanno sequestrato anche diversi documenti che attestano la reale destinazione dell'immobile: un hotel a 5 stelle. Peraltro, il sopralluogo nel cantiere consente di accertare che l'immobile presenta tutte le caratteristiche architettoniche, strutturali e impiantistiche di un hotel. Per di piu' sul tetto del fabbricato era stata nascosta da assi di legno un'insegna ricavata nel cemento con la scritta 'Palace Hotel' riportante anche 5 stelle che contraddistinguono la categoria lusso.