Diossina nelle cozze a Taranto, i mitilicoltori: intervenga la magistratura

di Redazione
I mitilicoltori di Taranto si dicono pronti a ricorrere alla magistratura per i danni di immagine subiti: lo rendono noto dopo la diffusione dei risultati delle analisi commissionate dal Fondo antidiossina su ostriche e cozze prelevate dai fondali del mar Piccolo di Taranto. Le analisi hanno evidenziato una concentrazione di diossina e Pcb superiore del 69% rispetto ai limiti di legge.
Gli stessi ambientalisti ieri hanno precisato che il problema non riguarda le cozze destinate alla commercializzazione. “Quei titoli di giornali sbagliati ci stanno ammazzando”, aggiungono gli operatori del settore, “la gente non legge il resto dell’articolo ma si sofferma purtroppo al titolo che parla di cozze contaminate”.
Tra scontento e delusione la situazione di Taranto, da tempo ormai sotto le telecamere, sta diventando sempre più grave. Resta preoccupante anche la questione relativa alla forte concentrazione di CO2 nell'atmosfera. Il tasso di mortalità dovuto a patologie legate all'inquinamento continua infatti ad essere allarmante.Domani i mitilicoltori terranno una conferenza stampa.
Intanto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha convocato una riunione a Taranto a cui sono stati invitati i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti. Nel corso del vertice l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro al tavolo tecnico con gli Enti locali di Taranto Asl e Arpa, ha sottolineato che il livello di diossina è ancora nella norma per la maggior parte dei molluschi. In caso contrario si procederà subito con l'eliminazione della merce contaminata.