Internalizzazioni: approvato odg. Il Pdl abbandona l'aula: "Pura demagogia"

di Redazione
La seduta che il Consiglio regionale ha dedicato all'esame dei problemi dei precari della sanita' interessati dal processo di stabilizzazione si e' conclusa con l'approvazione a maggioranza dei presenti di un ordine del giorno.
> Introna, presidente di polso


IL DOCUMENTO - Il documento sottoscritto dai capigruppo di Pd, Sel, Idv, e Puglia per Vendola (maggioranza di centro sinistra) ed Udc (opposizione), e' stato votato anche dall'unico rappresentante presente del gruppo Moderati e Popolari.


FIORE: PROCESSO AMPIO - Fiore nella relazione d'apertura alla seduta ha sottolineato che “il processo di internalizzazione dei lavoratori in Puglia è molto ampio. In occasione del censimento fatto a suo tempo per avere una fotografia delle situazione nella regione è emerso, infatti, - secondo Fiore - che su un totale di circa 38mila dipendenti del Servizio sanitario regionale, ben 7300 risultavano esternalizzati con effetti distorsivi nel mercato del lavoro e spesso di mancato rispetto dei contratti”.
“Nei processi di esternalizzazione – ha sottolineato ancora Fiore - si sono verificate situazioni in ragione delle quali, dopo l’aggiudicazione dell’appalto, si è spesso proceduto ad una estensione del numero degli addetti in una logica clientelare finalizzata all’acquisizione del consenso. Il Governo regionale ha cercato di mettere le mani in questo intreccio, introducendo regole certe e puntando ad una maggiore economicità ed efficienza”.
Sono state costituite così, sulla base della legislazione statale vigente, societa’ private partecipate pubbliche al 100 % con il compito di procedere alla internalizzazione di questi lavoratori.
"La prima società in house - spiega Fiore - è stata costituita presso la ASL FG dove il fenomeno degli esternalizzati risultava più accentuato e dove sono stati registrati – ha puntualizzato il responsabile della sanià pugliese - conseguentemente risparmi significativi, un miglioramento qualitativo dei servizi, una riduzione del part time del 50%, (laddove tra gli stessi lavoratori esternalizzati un 50% era già in part time) e un tasso di assenteismo inferiore all’1%”.
“Ho commesso un errore di ingenuità – ha aggiunto -: l’aver ritenuto che avere inserito una norma specifica in merito nella legge regionale omnibus sarebbe stato sufficiente a condurre in porto il processo. Invece, è accaduto esattamente il contrario visto che la norma è stata utilizzata abbondantemente per creare elementi di frizione tra i Governi nazionale e regionale nell’ambito del Piano di rientro”.
Secondo il vicecapogruppo del Pdl, Massimo Cassano, invece, oggi sarebbe emerso "lo spirito puramente elettoralistico del provvedimento del Governo regionale che per fare le cose in fretta e furia ha esposto i lavoratori al rischio di impugnativa della Legge che si è verificato". "Riteniamo quindi - prosegue Cassano - che oggi Vendola e il centrosinistra facciano pura demagogia e continuino a prendere in giro i lavoratori illudendoli che, mentre dinanzi alla Consulta pende un ricorso su una Legge, possa bastare un semplice e non vincolante ordine del giorno per fare la differenza. L’unica via per tutelare davvero i lavoratori - conclude - è attendere la sentenza della Corte e poi sedersi al Tavolo già annunciato dal Governo nazionale per trovare una soluzione logica, legittima, certa e definitiva e, così, aiutare davvero i lavoratori”.


IL PDL ABBANDONA L'AULA - Nelle fasi finali della discussione in aula sulle internalizzazioni, secondo Rocco Palese, capogruppo del Pdl, i consiglieri regionali di centrodestra "sono stati oggetto di intimidazioni e minacce da parte di ignoti presenti nel pubblico. Non essendoci più le condizioni atte a garantire l'incolumità dei consiglieri, il corretto svolgimento della seduta e delle prerogative di ciascun consigliere, il centrodestra ha abbandonato l'aula".