Sarah: mamma Concetta, vogliono annullare Misseri come fecero con me

di Roberta Calò
A seguito del ritrovamento delle lettere di Michele Misseri, indagato per l'omicidio della piccola Sarah Scazzi, la madre della vittima, che si era rinchiusa da tempo nel suo dolore, si libera dei suoi dubbi con i giornalisti. La donna, Concetta Serrano, parlando di Cosima e Valentina Misseri avrebbe dichiarato ai giornalisti del Corriere della Sera: "stanno facendo a Michele quello che hanno fatto a me, questa è la verità. Lo stanno condizionando - dice - in un abbraccio mortale, non lo fanno respirare, lo vogliono annullare, come fecero con me quando fingevano di sostenermi. Fanno pressione su di lui per fargli dire che Sabrina è innocente. E sono brave... Penso a quello che successe a me, mi avevano talmente plagiato che ero arrivata a sospettare di mio marito. C’è un’enorme differenza - conclude - tra me e mia sorella Cosima. Per lei una figlia è da difendere qualunque cosa faccia, per me se una figlia commette un errore è da mettere davanti alle sue responsabilità".
In termini differenti ma contenutisticamente affini, si esprime l'avvocato Nicodemo Gentile, rappresentante della famiglia Scazzi: "Si perpetra l’oltraggio alla memoria di Sarah e alla sua famiglia. Se non vi sono dubbi sul fatto che queste strane lettere siano riconducibili alla mano di Misseri, moltissimi se ne adombrano sulla spontaneità dell’iniziativa e sulla veridicità del contenuto, che sembra ispirato dalla solita regia". "Misseri, infatti - spiega - tenuto lontano da ogni fonte di condizionamento, ha raccontato, seppur parzialmente, il reale accadimento dei fatti; ora, invece, è stata nuovamente «risucchiato in quel vortice familiare» che lo vuole surrettiziamente unico colpevole di un omicidio commesso però anche da altri. La dinamica concorsuale - prosegue il legale - è avvalorata da attendibili testimonianze e dimostrate circostanze di fatto che non lasciano spazio a lettere alternative della vicenda, vanificando dunque il forzato tentativo di Misseri di scagionare la propria figlia. Siamo certi - conclude - che tali missive si riveleranno un vero e proprio boomerang per la posizione processuale di entrambi gli indagati".
Ieri intanto si è aperta l'udienza del Tribunale del Riesame per discutere della scarcerazione di Sabrina Misseri a seguito delle recenti documentazioni epistolari emerse e di accuse di molestie non denunciate a carico di Michele Misseri; dopo la discussione i giudici dovranno manifestare il proprio giudizio entro cinque giorni. Tale iter era già stato seguito in un primo tentativo settimane addietro da parte della rappresentanza legale della Misseri; l'esito fu negativo in quanto i giudici temevano che l'indagata potesse tentare la fuga o far leva sul suo ascendente mediatico già negativamente testato in passato. Le prove portate all'attenzione dei giudici questa volta non dovrebbero, in teoria, rivestire giuridicamente più peso della deposizione fatta dal padre, Michele Misseri, il quale, in sede di incidente probatorio, indicò la figlia come autrice del crudele delitto.