Rapina a Bari: lascia le impronte e viene identificato e arrestato dopo 7 mesi
BARI. A distanza di sette mesi dalla rapina nell'ufficio postale di via Matteotti al quartiere Madonnella di Bari sono state le impronte papillari lasciate sul bancone a incastrare uno dei presunti rapinatore, Fabrizio De Franceschi, pregiudicato di 21 anni, residente nel quartiere Picone, che e' stato arrestato da carabinieri in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale del capoluogo pugliese su richiesta della Procura della Repubblica. Alla sua individuazione hanno contribuito anche le immagini delle telecamere di soveglianza.
L'ACCUSA - L'accusa e' di rapina aggravata. L'assalto avvenne il primo luglio dello scorso anno poco dopo le 13. Fabrizio De Franceschi, insieme a un complice, fece irruzione nell'ufficio postale. I due con il volto coperto da un passamontagna e un casco, uno armato di pistola, incuranti dei molti clienti presenti a quell'ora e del panico che inevitabilmente provocarono, con una mossa repentina scavalcarono il bancone e sotto la minaccia dell'arma puntata contro un dipendente, si impossessarono di circa cinquemila euro tra denaro in contante, un libretto postale e un assegno bancario.
Ad attendere i due rapinatori, fuori dall'ufficio, altri due complici a bordo di due scooter, grazie ai quali i quattro fecero perdere le loro tracce. Le indagini ora sono volte non solo a dare un nome anche agli altri tre giovani che hanno partecipato alla rapina, ma a stabilire se i quattro sono legati a qualche clan della citta'.
L'ACCUSA - L'accusa e' di rapina aggravata. L'assalto avvenne il primo luglio dello scorso anno poco dopo le 13. Fabrizio De Franceschi, insieme a un complice, fece irruzione nell'ufficio postale. I due con il volto coperto da un passamontagna e un casco, uno armato di pistola, incuranti dei molti clienti presenti a quell'ora e del panico che inevitabilmente provocarono, con una mossa repentina scavalcarono il bancone e sotto la minaccia dell'arma puntata contro un dipendente, si impossessarono di circa cinquemila euro tra denaro in contante, un libretto postale e un assegno bancario.
Ad attendere i due rapinatori, fuori dall'ufficio, altri due complici a bordo di due scooter, grazie ai quali i quattro fecero perdere le loro tracce. Le indagini ora sono volte non solo a dare un nome anche agli altri tre giovani che hanno partecipato alla rapina, ma a stabilire se i quattro sono legati a qualche clan della citta'.
