Yara e Sarah: la Lega scende in campo per difendere l'infanzia

di Roberta Calò. Ad affiancare i genitori di Yara Gambirasio, il parroco di Brembate don Corinno e il sindaco della cittadina Diego Locatelli, in materia di visibilità mediatica ora scende in campo anche la Lega. Nella crociata contro la fuga di notizie o la diffusione di verità infondate, si schiera anche il Garante dell’Infanzia, Massimo Polledri, il quale avrebbe manifestato alla Camera il suo disappunto su scene troppo spinte e manipolazioni mediatiche di casi di cronaca come Sarah Scazzi e Yara Gambirasio: “Signor Presidente, intervengo sia in qualità di neuropsichiatra infantile, sia come padre. Nei mesi scorsi abbiamo assistito, per lungo tempo, al caso di Sarah Scazzi e, dopo, a quello di Yara. Vorrei chiedere a ognuno di voi quale fosse la necessità, per la televisione pubblica e non pubblica, di diffondere determinate notizie. Abbiamo ascoltato in diretta le telefonate. È questo il servizio pubblico? È questo ciò che, in qualche modo, si è consentito di fare? (Come Lega) abbiamo presentato una risoluzione in Parlamento, abbiamo presentato interrogazioni, abbiamo sentito l'Agcom, abbiamo sentito la Commissione, abbiamo sentito la Rai. Nessuno ha fatto niente! Credo che noi dobbiamo ribadire, come genitori e come parlamentari, un punto solo: basta con lo sciacallaggio dei minori e dei bambini. Basta con lo sciacallaggio informatico dei bambini e dei minori e ci vuole anche in parte una parola terribile: decenza”.
Non mancano esempi tangibili che avvallino tale lotta, raccolti a caso dalla mischia di milioni di scene di trasmissioni, reality, soap opera: “Baci esagerati in quell'orario li abbiamo visti e ricordo Santoro che introdusse, in una bella trasmissione delle 20.30, un bel bacio prolungato tra due uomini. Non sarebbe andato bene tra un uomo e una donna e non va bene tra due uomini, in quell'orario”.
“Io invoco decenza - ha detto Polledri a Montecitorio - dalle 8.30 alle 21.30, quando ci sediamo a tavola, nei programmi televisivi. È forse pudore? Non lo so, ma non mi sembra che scene esplicite, trasmesse alle 20 o alle 21, di sesso eterosessuale o anche omosessuali siano una dimostrazione di decenza. Dobbiamo rispettare i minori, dobbiamo rispettare e tutelare anche un minimo di senso del pudore, proponiamo, accogliamo e ragioniamo per un ritorno a un minimo di decenza in difesa dei nostri figli”. La perseverante accusa di Polledri, contro l’accanimento mediatico e contro l’eccessiva liberalizzazione del sesso anche in orari di fascia protetta, sicuramente sarebbe presa più sul serio se esempi di integrità etica e morale venissero cercati in primo luogo nei rappresentanti delle cariche governative italiane, e in secondo luogo in televisione, la quale si limita semplicemente a riflettere con fedeltà uno spaccato della società odierna.

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