Barletta, speciale amministrative 2011: intervista a Raffaella Salerno candidata sindaco (ViviBarletta)

di Nicola Ricchitelli. Un saluto a… ospite quest’oggi del nostro speciale amministrative Raffaella Salerno – seconda moglie del compianto ex sindaco di Barletta Francesco Salerno – un' intervista quella realizzata con la signora Salerno che non sfiora minimamente certe logiche gossipare che magari qualcuno si potrebbe aspettare, un'intervista come al solito politica, dove è la politica l’assoluta protagonista, augurandoci di offrire ai nostri lettori un servizio utile che metta a nudo la personalità di ogni singolo candidato.

D: Un saluto a Raffaella Salerno dal Giornale di Puglia. Raffaella, partiamo da dove forse l'avevamo lasciata, e quindi dal palco del Cinema Paolillo la mattina della presentazione di Rino Dibenedetto, nelle ore antecedenti la chiusura della presentazione delle liste; si era parlato di un possibile appoggio a Dibenedetto. Quanto c’era di vero e come mai la decisione di andare avanti da sola?

R:« Un atto di amicizia istintivo, spontaneo, senza riflettere sulle possibili strumentalizzazioni. Ho creduto al progetto politico sin da quando con mio marito lo abbiamo condiviso. Dopo di lui, l’ho fatto mio senza addomesticarlo e senza tradirlo. Questo ha voluto dire essere politicamente sola. Per ora».

D:Signora Salerno, piccola curiosità personale: come mai la scelta di aprire la presentazione di Rino Dibenedetto, quello stesso Rino Dibenedetto che, dopo aver fatto parte dell’amministrazione Salerno, aveva scelto di passare all’opposizione in quanto non ne condivideva i metodi del compianto Ciccio?

R:«Le contrapposizioni politiche a volte impongono scelte di rottura. Francesco ha avuto avversari e nemici. I nemici più numerosi li ha trovati nel suo stesso partito, il PD. Alcuni di loro non riuscivano ad accettare non tanto la sua linea politica quanto le sue capacità, la leadership, il carisma e la forza dell’amore e del rispetto che avevano per lui i cittadini del nostro territorio. Un grande Sindaco ed un grande uomo, molto amato dal popolo. Da Sindaco anteponeva gli interessi del cittadino ai diktat del partito, da uomo di sinistra pur mal sopportandone le liturgie asfittiche, si riconosceva fortemente e si identificava nei valori della sinistra e della giustizia sociale. Un partito che voleva far crescere e strutturare con una forte partecipazione dei cittadini».

D:Signora Salerno, due eredità pesanti: quella del cognome, ma anche quella di ripresentare la lista “ViviBarletta” che tanto aveva ottenuto nel lontano 2002 – circa 4200 voti – quanto questi due fattori possono pesare o favorirla?

R:«Un nostro amico, a Milano, mi diede questo suggerimento che io volentieri ho accolto. E’ una personalità nel mondo del management e dello sviluppo locale ma, soprattutto, un amico di Francesco e mio. Se peserà, lo vedremo. Per noi è un ripartire da Francesco e da quel movimento che non ha subito metamorfosi».
D: Quale è stata la reazione della cittadinanza alla notizia della tua candidatura in una lista che più che mai rappresenta Ciccio Salerno?

R:« La vita mi chiama qui ed ora. Ho creduto di non doverlo fare proprio io, anche se in città, sin da subito, in tanti mi incoraggiavano ad affrontare questo impegno. Io l’ho fatto perché lo dovevo a Francesco, a noi, alla città».

D:Signora Salerno, si immedesimi un attimo nelle vesti dell’elettore che il prossimo 15-16 Maggio andrà alle urne. Perché non dovrebbe pensar che stia strumentalizzando il cognome che porta?

R:«Chi mi conosce non può concepire un pensiero di questo tipo, ma chi non mi conosce sa cosa vuol dire il valore del matrimonio e dell’amore. Ho amato e amo mio marito più della mia stessa vita. Questo lo sanno chi ci ha visti e conosciuti. Agli altri dico: non c’è niente di più importante per me che continuare ad amare mio marito ogni attimo della giornata. Ogni attimo della mia vita».

D:Signora Salerno, quale la sua opinione in merito alle undici candidature alla carica di sindaco e i circa 700 candidati al consiglio comunale? A suo modo di vedere così tante candidature sono sintomo di un bipolarismo ormai allo sfascio e che quindi sta smarrendo con il passare dei giorni la propria identità o siamo dinnanzi ad una sorta di politicanti allo sbaraglio in cerca di gloria?

R:« Ho rispetto per tutti i candidati e non mi auguro un sistema che impedisca a chi vuole di potersi candidare. Lo troverei un segno di debolezza. Già la ingiusta legge elettorale ha fatto gravi danni a questo Paese. Undici candidati Sindaco stanno a significare che non ci si riconosce in un leader ed in effetti così è. I politici presenti sullo scenario barlettano spingono tutti ad un moto di ribellione. E ribellarsi è giusto. Per me è un impegno che ho promesso a mio marito per dargli voce magari immeritatamente ma con un coraggio e una forza che nessuno ha e può avere».

D: Si stanno concludendo questi cinque anni di amministrazione Maffei. Dal suo punto di vista quanto Barletta è cambiata in questi cinque anni, se è cambiata, e cosa ci lascia in eredità questa amministrazione nel bene e nel male?

R:« La città è stata male amministrata ed oggi è una palude. Il Sindaco, pesantemente condizionato dalle logiche dei singoli soggetti, ha paralizzato l’azione amministrativa. Il bilancio approvato il 14 luglio 2010 invece che entro il 31 dicembre 2009 come la legge impone rappresenta una mortificazione dell’azione amministrativa senza possibilità di esprimere progetti di sviluppo e di crescita, limitandosi al basso profilo nella logica dell’ordinario. Quest’anno ci prepariamo al bis. Barletta merita altro, merita di più».

D:Signora Salerno, qual è il profilo dell’elettore tipo? E a quale parte di elettorato vi rivolgerete?

R:«Siamo un’alleanza di persone perbene e ci rivolgiamo a quelli come noi. Abbattendo steccati ed ideologie e accorciando le distanze dai bisogni e dagli sguardi di chi vogliamo rappresentare».

D: Signora Salerno, ci illustri i punti salienti del suo programma elettorale

R:«Ogni programma contiene punti salienti da sviluppare in ogni settore di competenza. E’importante parlare di occupazione, sviluppo locale e rilancio economico, ecosostenibilità. Ma io metto al centro del mio programma sì le cose da fare ma soprattutto come farle, con quali uomini, tempi, risultati e verifica di qualità.Il mio programma si sposterà sui capisaldi del modo di operare e gestire l’ azione politico-amministrativa nel pieno rispetto della legalità».