Extracomunitari ridotti in schiavitù a Lecce da impresa fotovoltaico, 9 arresti. Palese, plauso a forze dell'ordine

LECCE. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla riduzione e al mantenimento in schiavitu', estorsione, favoreggiamento della condizione di clandestinita' di cittadini extracomunitari e truffa aggravata ai danni dello Stato le persone nei confronti delle quali stamane militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi e agenti della Squadra Mobile della Questura di Lecce hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare in carcere nell'ambito di una inchiesta che ha riguardato il settore del fotovoltaico.

15 PROVVEDIMENTI, 9 ARRESTI - Quindici i provvedimenti emessi complessivamente dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura della Repubblica di Brindisi. Nove in tutto quelli eseguiti: quattro dalla Squadra Mobile nei confronti di un ghanese, una cubana, un marocchino e uno spagnolo; cinque dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi a carico di altrettanti cittadini italiani residenti in provincia.
Altri quattro spagnoli e due colombiani sono irreperibili e sono ricercati dalla Polizia di Lecce.
Si tratta di soci, amministratori e capicantiere di una nota societa' italo-iberica di impianti fotovoltaici con sede a Brindisi, responsabili di avere assunto cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno e di aver favorito la loro permanenza irregolare nel territorio dello Stato occupandoli, in condizione di asservimento alle dipendenze della stessa societa'.

SOTTO SEQUESTRO QUOTE SOCIALI E AZIENDA - Sono state inoltre sottoposte a sequestro preventivo le quote sociali, l'intero compendio aziendale e tutte le attrezzature, i materiali e i mezzi riconducibili all'impresa. La societa', che ha 800 dipendenti, ha realizzato 17 impianti fotovoltaici nel Salento. Infine le fiamme gialle di Brindisi stanno eseguendo sequestri preventivi 'per equivalente' nei confronti di quattro delle persone colpite da ordinanza per un valore complessivo di circa 275 mila euro pari ai contributi previdenziali ed assistenziali evasi.

PALESE: PLAUSO A FORZE DELL'ORDINE - “Se da un lato esprimiamo un doveroso plauso alle Forze dell’ordine per le numerose operazioni che stanno portando alla luce le irregolarità nella realizzazione degli impianti fotovoltaici e nel reclutamento dei lavoratori, dall’altro non possiamo esimerci dal condannare la Regione Puglia, incapace di adottare doverosi sistemi di controllo”. Lo dichiara in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione, Rocco Palese.
“L’operazione che ha portato oggi all’arresto di coloro che sfruttavano indegnamente gli extracomunitari reclutati illegittimamente per la costruzione degli impianti, dimostra come le Forze dell’Ordine stiano svolgendo controlli e accertamenti che avrebbe dovuto eseguire, all’origine, la Regione Puglia, se solo non fosse stata accecata dal sole nella corsa alle energie alternative senza regole e a tutti i costi. Da paginate pubblicitarie su alcuni quotidiani, apprendiamo peraltro, che alcune aziende che operano nel settore, avrebbero beneficiato di fondi regionali del bando Principi Attivi, ci piacerebbe sapere quante sono e se almeno in questi casi la Giunta Regionale stia verificando la correttezza delle procedure di autorizzazione e di reclutamento dei lavoratori. E’ chiaro – conclude Palese – che è urgente attivare l’anagrafe degli impianti perché solo così la Regione potrà avere il controllo anche su quelli al di sotto di 1 MW che non necessitano di autorizzazioni regionali”.