Governo: si tratta con Bossi sulla verifica

ROMA. Giulio Tremonti, nel tentativo di dissuadere la Lega dalla tentazione di staccare la spina al governo, sta accelerando i tempi per proporre nero su bianco la sua idea di riforma fiscale. Un voluminoso incartamento di oltre 500 pagine dovrebbe essere reso noto dal ministro dell'Economia sabato 18 giugno, proprio il giorno prima dell'annuale raduno del Carroccio a Pontida.
Ieri sera Tremonti si e' intanto incontrato a cena con Umberto Bossi e alcuni esponenti della Lega per illustrare le linee della possibile riforma fiscale. Secondo alcune indiscrezioni, nell'incontro si sarebbe discusso di come modificare il patto di stabilita' che riguarda i Comuni in modo da favorire quelli che hanno i bilanci in ordine.
Tremonti avrebbe pero' ribadito che non e' sua intenzione modificare la linea del rigore nella politica di bilancio.
Prima della cena con Tremonti, Bossi aveva incontrato Silvio Berlusconi in un aereo di servizio che li riportava a Roma.
Il premier avrebbe ottenuto la rassicurazione dal leader leghista che il Carroccio non ha intenzione di uscire dalla compagine di governo pur chiedendo precise contropartite.
Questa serie di incontri si ripercuotono sulle modalita' della verifica di governo in calendario martedi' prossimo 21 giugno al Senato e il giorno successivo alla Camera. Prima di affrontare il chiarimento parlamentare chiesto dal presidente Giorgio Napolitano per verificare la nuova maggioranza che sostiene l'esecutivo, Berlusconi era intenzionato a chiedere la fiducia gia' oggi alla Camera sul Decreto sviluppo. Ma martedi' e ieri si sono registrate cosi' tali tensioni all'interno della maggioranza da suggerire un rinvio del voto di fiducia alla Camera a martedi' 21, giorno nel quale il Senato sara' alle prese con la verifica.
La tensione tra Lega e Pdl e' cresciuta anche a causa delle dichiarazioni di Roberto Maroni, ministro dell'Interno, che ha ribadito che il Carroccio chiede la fine della partecipazione dell'Italia ai bombardamenti contro Tripoli.
La guerra contro la Libia, ha precisato il ministro, ha aumentato il flusso migratorio verso Lampedusa e non ha ottenuto la resa del colonnello Gheddafi.
Ecco cosi' che il calendario della verifica, malgrado le rassicurazioni di Bossi a Berlusconi, e' stato ripensato tenendo conto che un passaggio decisivo per capire se il governo e' in grado di rilanciare la sua attivita' verra' dall'atteso discorso che terra' domenica il leader del Carroccio a Pontida. Bossi potrebbe chiedere: riforma fiscale, stop ai bombardamenti sulla Libia, trasferimento di alcuni ministeri al nord, fine dell'iter del federalismo fiscale.
A turbare la navigazione del governo ci pensano anche le notizie relative all'ordinanza di arresti domiciliari per Luigi Bisignani, ex giornalista, uomo d'affari, coinvolto ai tempi di Tangentopoli nell'inchiesta sulla maxitangente Enimont. Un'altra ordinanza, questa volta di custodia in carcere, e' stata firmata dal gip Luigi Giordano a carico di Alfonso Papa, deputato del Pdl, che da magistrato ha rivestito importanti incarichi al ministero della Giustizia.
Il provvedimento e' stato trasmesso alla Camera con la richiesta di autorizzazione all'arresto.
L'accusa e' di aver costruito un'associazione segreta, una sorta di P4, i cui esponenti intrattenevano una serie di rapporti ad alti livelli nel mondo della politica, della pubblica amministrazione e dell'impresa per raccogliere informazioni riservate e utilizzarle per esercitare pressioni, ricatti e ottenere vantaggi personali. L'inchiesta e' condotta da Henry John Woodcock e Francesco Curcio, magistrati della procura di Napoli.