In esclusiva dalla 68° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: Pasta nera


Il documentario di Alessandro Piva sulla grande iniziativa di solidarietà all’infanzia del secondo dopoguerra inserito nella sezione “Controcampo Italiano”

di Giuseppe Defeudis. Una bella storia, purtroppo dimenticata, fa da protagonista nel nuovo lavoro del regista pugliese Alessandro Piva. “Pasta nera”, questo il titolo del documentario inserito nella sezione “Controcampo italiano” alla 68esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, rivela quella che fu una grande iniziativa di solidarietà offerta ai bimbi meridionali, fortemente provati dalle povertà del secondo dopoguerra italiano, da parte di migliaia di famiglie del nord Italia. A raccontare questa bella pagina di storia, con il pregevole supporto di filmati dell’epoca, sono stati i veri protagonisti di allora, ospitanti ed ospitati che, pur se provati dai segni della vita sui loro volti, hanno dimostrato di avere ancora nitide nella loro memoria le esperienze di quel tempo.
A quell’epoca la povertà la faceva da padrona ma con caratteristiche diverse tra nord e sud: c’era chi poteva mettere il piatto in tavola anche tre volte al giorno e chi a stento una, chi poteva permettersi di avere un letto caldo sul quale dormire e chi doveva cercare di arrangiarsi nel miglior modo possibile. Furono proprio queste differenze che indussero un gruppo di donne del centro Italia ad organizzare una sorta di gara della solidarietà che consentisse alla famiglie settentrionali di ospitare quei bimbi del Sud fortemente provati dalla povertà. Un trasferimento di massa che portò circa 70 mila bimbi ad abbracciare il loro nuovo e fortunato futuro.
“Credo di aver fatto qualcosa di utile al mio Paese, fermando una memoria intimamente custodita nelle case italiane - perché questo è un paese che ogni tanto ha bisogno di ricordarsi che ha fatto delle cose bellissime - come ci fa notare nel finale del documentario Luciana Viviani, una delle voci protagoniste”, questo il commento del regista Alessandro Piva al suo ultimo riuscitissimo lavoro.
Parole che mai come oggi hanno un reale peso specifico. In un momento storico in cui c’è un paese dove si pensa ancora se dividere il Nord con il Sud, dove non si aspetta altro che sottolineare gli aspetti negativi che lo caratterizzano, che aspetta che il “piatto gli venga servito a tavola senza troppo sudore”, un po’ di quella pasta nera, ricavata da chicchi di grano arso che rimanevano a terra dopo la trebbiatura e diventato il piatto dei poveri di un tempo, ed un po’ di cuore pieno di buoni sentimenti in più potrebbero far risorgere quello che chiamavano il “Bel Paese”.

Per ulteriori info e dettagli: http://www.facebook.com/pivalessandro