Fini da Taranto: legge elettorale si faccia in Parlamento

TARANTO. "L'elettorato di centrodestra non e' un club di milionari se persino Confindustria dice che bisogna contribuire tutti. Mi pare che ci sia da parte di Berlusconi una logica classista alla rovescia". Cosi' il leader di Futuro e liberta' Gianfranco Fini ha risposto a una domanda durante il 'Taranto Finanza Forum' a proposito delle cinque proposte di Confindustria per superare la crisi.

"Le proposte di Confindustria - ha detto Fini - non mi hanno stupito e non erano nuove ma non e' usuale che l'organizzazione degli industriali parli in modo cosi' esplicito di patrimoniale e questo deve far riflettere perche' mi ha colpito, quando ad agosto il governo ha cambiato manovra per quattro volte, la giustificazione che era stata data, e cioe' che non possiamo fare la patrimoniale perche' andiamo in collisione con il nostro elettorato di centrodestra".

Per quanto riguarda la legge elettorale, Fini non ha dubbi: "Il mio auspicio e' che si faccia una legge elettorale in Parlamento con una maggioranza la piu' ampia possibile e un po' piu' ampia di quella che ha oggi il governo".
Fini ha parlato di due ipotesi in campo: la prima che la legge venga fatta in Parlamento "in modo quanto piu' condiviso possibile perche' diventa complicato se viene approvata a maggioranza"; la seconda che si vada "a votare per il referendum". In realta', ha aggiunto, "ci puo' essere la scappatoia di chi dice che e' meglio andare a votare con questa legge" poiche' "se si sciolgono le Camere si posticipa il referendum di un anno. Io non la penso cosi'. Secondo me e' meglio fare una legge con una maggioranza ampia".

Infine, il presidente della Camera non risparmia una stoccata anche a Bossi ed alla Lega: "penso che all'interno del movimento leghista ci sia qualche segnale di malessere e quindi la necessita' dei vertici di rientrare in contato con la base e con i militanti piu' decisi. E, come spesso accade nella propaganda politica, quanto il quotidiano presenta dei problemi si torna all'usato sicuro, un usato che in questa fase non ha mercato ed e' destinato ad essere rottamato e cioe' la secessione".