Sconfitta amara, la Signora passa al Via del Mare
di Andrea Cataldo. La situazione ora si complica. Non tanto per l’ennesima sconfitta che impedisce ai giallorossi di salire in classifica nonostante le dirette rivali, Cesena e Novara, abbiano perso, quanto per la modalità con la quale continuiamo a perdere partite. Oggi, come tante altre volte, il Lecce sarebbe stato quantomeno in grado di pareggiare, se avesse saputo sfruttare le occasioni che gli sono capitate. La Juventus ha giocato una gara sottotono, senza intensità, ed è riuscita ad andare in vantaggio solo grazie ad una gigantesca disattenzione della difesa giallorossa che su fallo laterale si è lasciata sfuggire l’uomo, un errore da dilettanti. Eppure la prima occasione della gara è capitata proprio al Lecce che con Giacomazzi va vicinissimo al gol, ma l’uruguaiano, sugli sviluppi di un calcio di punizione, appoggia il pallone fra le mani di Buffon, calciando con poca intensità. Dopo di che, la Juventus è andata in vantaggio.
Durante tutta la gara i giallorossi hanno corso più di loro, sommato più occasioni di loro, ma purtroppo hanno anche sbagliato più di loro. I problemi di questa squadra sono vecchi: quando l’ossatura della squadra si basa principalmente sulla formula del prestito, non puoi aspettarti che costoro diano il massimo per la maglia se il prossimo anno saranno coccolati dalle loro società di appartenenza, ignorando beatamente quale sarà stata la fine del Lecce; poi, se interi settori dello stadio – e questo è vergognoso - intonano cori e sventolano bandiere bianconere, allora non ci si può aspettare reazione alcuna.
La società ha pensato bene di incassare il denaro di questi parvenu dello stadio, di questi occasionali che ingrassano i portafogli dei dirigenti recandosi solo quando le grandi scendono a salutare noi meridionali. Vedere l’intera Curva Sud costretta a spostarsi per far spazio ai tifosi juventini arrivati da tutto il meridione – e da tutta la Puglia, provincia di Lecce compresa - è stato desolante.
Perdere 1 a 0 sa di beffa, soprattutto quando hai certe occasioni; come all’inizio del secondo tempo, dove un Di Michele completamente assente, non riesce a concretizzare un passaggio arrivatogli dalla fascia destra. La partita finisce così, con i giocatori del Lecce che avevano smesso di crederci già dal 60’, e quelli della Juventus che non vedevano l’ora di tornarsene a casa. Cuadrado positivo, corre e si danna, ma da solo non le cambi le partite. Di Michele pessimo, avrebbe meritato di uscire già dal primo tempo. La cosa più bella e più vera è stata la protesta della Curva Nord che da fuori lo stadio, sotto la pioggia, continuava ad incitare la squadra manifestando contro la scelta societaria di aumentare i biglietti a 30 euro, dimostrando oltretutto, che senza di loro, lo stadio è un mortorio. Onore dunque agli Ultrà Lecce, unici veri sostenitori in un mare di rinnegati leccesi e non, in linea con una società, che oggi più che mai, sembra quasi aver venduto il proprio cuore.
Lecce (3-5-2): Benassi; Oddo, Strasser, Tomovic; Cuadrado, Obodo, Giacomazzi, Bertolacci, Brivio; Muriel, Di Michele. A disp.: Petrachi, Olivera, Esposito, Mesbah, Strasser, Pasquato, Corvia. All.: Cosmi Squalificati: nessuno Indisponibili: Ofere, Giandonato, Mesbah, Julio Sergio.
Juventus (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Vidal, Pirlo, Marchisio; Pepe, Matri, Vucinic. A disp.: Storari, De Ceglie, Pazienza, Giaccherini, Estigarribia, Del Piero, Quagliarella. All.: Conte Squalificati: nessuno Indisponibili: nessuno.
Matri 27’
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