Zullo: con Distaso al congresso provinciale del Pdl per costruire un partito a piramide rovesciata

BARI. “’La nostra idea è quella di trasformare il partito in una officina di idee e di progetti dove ognuno ha un ruolo, dove non ci sono né privilegiati né tuttologi ma persone che mettono al servizio del Pdl e della collettività le proprie professionalità’. In queste parole dell'amico Antonio Distaso, candidato al coordinamento del partito del Popolo della Libertà, mi riconosco e darò convintamente il mio contributo affinché tutto ciò si realizzi.
In un momento della nostra Repubblica che registra il fallimento di un modello di Governo fondato sul padreternismo e contrappone un altro e diverso modello di Governo che fonda sul collettivo, abbiamo il dovere di costruire un partito dove il verticismo sia disegnato a mò di piramide rovesciata al cui vertice c'è la base cioè il popolo del PDL e in basso l'apice per cancellare l'immagine di un partito feudale e favorire il protagonismo diffuso e collettivo accompagnato da processi formativi che elevino il senso della responsabilità e del dovere nella classe dirigente che vorrebbe porsi al servizio delle collettività piuttosto che la propensione all'apparire.
Senso della responsabilità e del dovere che ha contraddistinto Raffaele Fitto, ispiratore della mozione Distaso, nelle funzioni di Presidente di Regione e di Ministro sempre pronto ad anteporre gli interessi collettivi a quelli del carrierismo politico personale e a dare lustro alle immagini della Puglia, del Sud e dell'Italia prima ancora che alla propria con un linguaggio fatto di risultati e non di proclami e di annunci.
Presenzialismo fatto di coraggio e di ferma volontà di confrontarsi con gli elettori nelle piazze per spiegare la bontà di scelte sentite impopolari ma lungimiranti anche e sopratutto nei momenti di difficile cortocircuito dei rapporti tra amministratori e amministrati che rischiano di esporre l'eletto a contestazioni anche violente come è successo a Fitto in quel di Terlizzi.
Servizio alla collettività che è nell'esercizio del mandato elettorale e nel rapporto con gli elettori del collegio che ha espresso l'eletto.
Capita a volte - e spiace che ciò accada a rappresentanti autorevoli del partito - di vedere eletti disertare il proprio collegio elettorale per scendere qui in Puglia come inviati dal cielo per salvarci da chissà quali peccati senza immolarsi sulla croce del consenso e del servizio ma semplicemente calcando per grazia ricevuta i palcoscenici dei salotti buoni e dei teatri per apparire in buona compagnia dei padreterni della sinistra negli allegri processi alla storia.
Solidali con gli amici del PDL toscani animosi di vincere le loro battaglie elettorali che però sono rimasti orfani di un loro eletto perché si è assunto la croce di far vincere la Puglia dimenticando la Toscana che lo ha eletto. Benvenuti anche a questi padreterni del PDL purché si convincano che per vincere in Puglia le sfide non vanno lanciate a Fitto e ai fittiani ma ai padreterni Vendola ed Emiliano con i quali vanno in scena.
Benvenuti a questi padreterni del PDL purché abbiano chiaro il senso dell'orientamento e sappiano guardare l'orizzonte con l'idea di non giocare a perdere per dare l'immagine di un Fitto eterno perdente in Puglia.
Benvenuti a questi padreterni del PDL purché si convincano che serve per un partito di popolo più umiltà, meno piedistallo e più scambi di idee e di confronti che non siano solo in direzione di vecchi senatori della politica che ormai han poco da dare in confronto a quanto potrebbero dare i molti giovani che vorrebbero partecipare più direttamente alla costruzione del proprio futuro”.
A riferirlo in una nota il consigliere regionale del PdL, Ignazio Zullo.