Da sud a nord passando per il centro Italia. Il cammino e la storia del giovane Stefano Pietropaolo

di Daniele Martini. Da San Severo a Verona passando per Macerata. E' stato lungo ed importante il cammino percorso da un ragazzo di 28 anni di San Severo, in provincia di Foggia, di nome Stefano Pietropaolo. E' la storia di un ragazzo che, partito da San Severo, il suo paese di origine, alla volta di Macerata, per effettuare la carriera universitaria in Giurisprudenza, si ritrova ora a candidarsi come consigliere comunale per le amministrative a Verona, in Veneto. Da sud a nord, passando per il centro Italia. E’ la storia di uno dei tanti giovani che lasciano la Puglia per cercare fortuna nel nord dell’Italia. Un lungo viaggio per un sogno lavorativo ed ambizioso da raggiungere per il bene del Paese. Abbiamo colto l'occasione delle vicine amministrative per intervistare il giovane Stefano Pietropaolo ed abbiamo a lui posto qualche domanda:
D. Da San Severo a Verona, passando per Macerata. Quali sono, secondo te, le differenze tra Sud, Centro e Nord Italia e quanto è stato determinante spostarti dal tuo paese per la tua carriera professionale?
R. E' evidente in molti aspetti la ricchezza del Nord rispetto al Centro e al Sud, quali ad esempio le opportunità lavorative vista l grande concentrazione di aziende importanti presenti sul territorio. Il Veronese in particolare è un territorio molto ben strutturato sotto molteplici punti di vista, data anche la sua posizione geografica strategica. Macerata invece è la città che rimpiango sempre per le opportunità di vita che mi ha dato, mi ha fatto crescere in un ambiente sano e stimolante professionalmente: ricordo su tutti la mia partecipazione al C.d.a. dell'Ateneo che mi ha permesso di esplorare ambiti istituzionali per lo più sconosciuti alla stragrande maggioranza degli studenti. L'idea di Verona è nata da quando ho deciso di seguire professionalmente il mio percorso per l'Avvocatura che spero di ottenere a breve e per l'affetto che nutro nei confronti di una famiglia di amici residenti a Verona che mi ha visto crescere.
D. Quali sono i motivi della tua candidatura a consigliere e quali saranno le esperienze che potrai mettere al servizio della città di Verona?
R. Essenzialmente mi è stato proposto da un amico che ho conosciuto qui a Verona e che stimo profondamente: insomma il mio "mentore" qui a Verona. Poi perché voglio misurarmi con me stesso e mettere al servizio degli altri la mia onestà, professionalità e il mio rispetto per la "res publica".
D. Potresti parlarci della tua lista e della coalizione di cui fai parte?
R. La mia lista è quella del FLI nella quale per molti aspetti mi riconosco e credo sia giusto far conoscere alla gente e combattere per principi quali la legalità, la democrazia e il rispetto per il prossimo.
D. Cosa ti aspetti da questa esperienza politica?
R. Mi aspetto che la gente dia fiducia ai giovani che sempre più vengono ostacolati dai troppi peones ormai ovattati nelle stanze di potere.
D. Quanto è importante, secondo te, l'uso dei social networks per la campagna elettorale e quanto è importante avvicinare la gente alla realtà politica locale?
R. Sicuramente l'uso dei social networks è importante per farsi notare ma nulla di più anche perché personalmente preferisco incontrare la gente e guardarla negli occhi.
D. Per quanto riguarda i giovani ed il lavoro, quali sono le tue proposte da candidato al consiglio comunale ed, in caso di elezione, quali saranno i punti basilari entro i quali muoverai la tua azione amministrativa?
R. La mia scommessa è di avvicinare i giovani alla politica, poiché solo da noi può partire la rinascita del nostro Paese. Creare ad esempio un centro culturale che funga da laboratorio di idee, in modo da poter elaborare proposte concrete. Convocare periodicamente imprese ed aziende del territorio per sondare le opportunità e le richieste del mercato, in modo tale che i giovani non vengano colti impreparati dalle sfide del mercato stesso. Promuovere attraverso l'istituzione di associazioni culturali, l'integrazione di quei cittadini extracomunitari che pur lavorando e contribuendo all'economia del Paese, spesso rimangono ai margini della società; rendere Verona il laboratorio culturale dell'Europa, centro nevralgico di interessi.
D. Come intendi conciliare, se eletto, il tuo lavoro con l'incarico di consigliere comunale?
R. L'impegno sarà massimo, garantito e trasparente e tale da non tralasciare nessun impegno politico e lavorativo.
D. Ti piacerebbe un giorno poter tornare e lavorare a san Severo?
R. Probabilmente si, ma la speranza che cambi la mentalità credo sia un sogno se veramente non ci si rimbocca le maniche.