Amati e Attolini presentano 5 nuovi ospedali

BARI. Sono 5 i nuovi presidi ospedalieri che saranno costruiti in Puglia nell’ambito del 1° stralcio rispetto alla programmazione fissata dal Piano della Salute. Lo ha detto l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Fabiano Amati, nell’ambito della seduta pomeridiana odierna della III commissione consiliare, presieduta da Dino Marino (PD).

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I nuovi presidi ospedalieri sono quelli di Andria 350 p.l. (con una stima di costo per la realizzazione di 84 milioni e con una localizzazione prevista in contrada Martinelli; Bari Nord (che sovrintenderà alle esigenze assistenziali del nord barese e della parte sud della ASL BT con 250 p.l e una stima di costo di 60 mln; sulla localizzazione del sito si sta ancora lavorando); Bari – Brindisi 350 p.l. (84 milioni, area interessata compresa tra Monopoli e marginalmente Fasano); Taranto 700 p.l. (costo di 210 milioni e localizzazione in un’area conforme alle prescrizioni urbanistiche della città) e, infine, Lecce sud 250 p.l. (con sede a Maglie e una spesa di 60 mln.).

La localizzazione – ha spiegato Amati – è stata effettuata da una specifica task force istituita presso l’assessorato ai Lavori pubblici, in base a una valutazione di carattere territoriale che ha scartato, per esempio, le aree potenzialmente soggette a rischio idro geologico nonché a un’analisi tecnica effettuata dall’assessorato alle Politiche della salute. La scelta della task force non è vincolante.

La disponibilità finanziaria complessiva si cui si può contare – ha precisato Amati -, nell’ambito dei fondi ministeriali per l’edilizia sanitaria, è di 560 milioni.
A seguire il responsabile della Sanità regionale, Ettore Attolini, ha sottolineato “la linea di continuità” portata avanti nelle linee della programmazione regionale: partendo da quella prevista nel Piano della salute che è andata a raccordarsi con quelle elaborate nell’ambito del Piano di rientro in corso e nel recensissimo decreto legge sulla spending review.

“Puntiamo alla modernizzazione del sistema – ha detto - . I nuovi ospedali andranno a sostituire quelli preesistenti”. La mappa dei nuovi ospedali – ha precisato – è stata realizzata sulla base “dell’approfondimento epidemiologico con la valutazione di tutti gli indicatori e in funzione del recupero della mobilità sanitaria passiva, con particolare riferimento alla ASL TA che presenta il dato più negativo da questo punto di vista”.