Ilva: Legambiente a ministro, in nuovi Aia tenere presenti dati epidemiologici

TARANTO. "Dopo le polemiche di questi ultimi giorni e alcune sue affermazioni apparse sui giornali in merito ai dati epidemiologici relativi al territorio di Taranto, riteniamo doveroso andare oltre le polemiche mentre rimane indispensabile sottolineare la necessita' di tener conto dei dati epidemiologici nella stesura della nuova Aia per l'Ilva". Lo evidenzia il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza. in una lettera aperta inviata a ministro dell'Ambiente Corrado Clini.

"Crediamo fermamente che i dati prodotti da soggetti autorevoli come l'Oms (organizzazione mondiale della sanita' ndr), l'Iss (Istituto superiore di sanita' ndr), la Asl, l'Arpa, nonche' i dati emersi nella perizia epidemiologica presentata nell'ambito dell'incidente probatorio dell'inchiesta per disastro ambientale in cui e' coinvolta l'Ilva, in contraddittorio tra le parti e dunque con il valore di prova come riconosciuto dal Codice di Procedura Penale - prosegue - siano attendibili e molto preoccupanti visti gli eccessi rispetto ai risultati attesi di tumori e di altre patologie, tra cui in particolare quelle respiratorie acute. Non ci interessa qui avventurarci nelle cifre e nelle percentuali, ma ci sembra di poter affermare che in tutti gli studi emerga il dato incontrovertibile di un eccesso statisticamente significativo di patologie anche gravi e di mortalita' per tutte le cause".

"Anche i risultati di recente pubblicati dalla stampa sull'aggiornamento dello studio Sentieri al 2008 - sottolinea il presidente di Legambiente - non fanno che confermare un quadro gia' noto, e d'altra parte non essendoci stati dei cambiamenti sostanziali nella realta' ambientale della citta' non poteva essere diversamente".

"Se questo e', come a nostro parere sembra evidente da tutti i report e gli articoli scientifici pubblicati su riviste con revisori cui abbiamo avuto accesso, incluso lo studio Sentieri che commissionato all'Iss si occupa principalmente della correlazione tra inquinamento e patologie in 44 dei siti di interesse nazionale censiti in Italia - conclude Cogliati Dezza - pensiamo che si debba agire di conseguenza. I risultati cosi' fortemente concordanti tra loro dovrebbero essere di indirizzo per la presa di decisioni e pertanto le chiediamo di tenere conto della situazione sanitaria di Taranto nella nuova Aia per l'Ilva cominciando con l'acquisizione agli atti di tutta la documentazione relativa e condizionando anche ad essa le prescrizioni che saranno impartite all'azienda, nonche' le azioni di controllo e sorveglianza che la parte pubblica dovra' assolvere".