Ilva: via sciopero lavoratori due aziende indotto
TARANTO. E' partito stamane uno sciopero con assemblea permanente da parte dei lavoratori delle imprese Semat ed Edilsider che lavorano nel settore degli appalti dello stabilimento Ilva di Taranto. La mobilitazione e' stata proclamata dai sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil al termine dell'assemblea svoltasi davanti alla portineria del siderurgico.
La decisione e' stata presa "a seguito della comunicazione di avvio di un piano di ferie finalizzato alla procedura della cassa integrazione Guadagni ordinaria senza alcuna garanzia di rientro. Comunicazione - si dicono convinti i sindacati - che potrebbe aggravare la situazione occupazionale e che spinge quindi i lavoratori alla esasperazione poiche' quasi tutti sono monoreddito ed impossibilitati a sostenere la famiglia", avendo contratto mutui o prestiti ecc.
"Mentre da un lato la proprieta' Ilva garantisce l'assenza di problemi occupazionali per i diretti, dall'altro - continua la nota dei sindacati - le aziende dell'indotto mettono in atto meccanismi di esubero personale con dichiarazioni che - asseriscono- da parte Ilva mancanza di commesse". I lavoratori, unitamente ai sindacati, si chiedono "come mai vengono coinvolti tutti i lavoratori non impegnati direttamente nelle aree coinvolte dai noti problemi della magistratura? Forse per creare esasperazione e problemi sociali? E' mai possibile che debba pagare sempre il lavoratore?".
I sindacati Fillea-Filca-Feneal ribadiscono "ancora una volta grande rispetto verso le decisioni della magistratura che ha messo a nudo le problematiche che da anni le organizzazioni sindacali denunciano e chiedono inoltre di segnare un cammino graduale circa la bonifica degli impianti e la garanzia occupazionale per tutti i lavoratori diretti e dell'appalto". I sindacati chiedono a istituzioni (prefetto, questore, sindaco, presidente Provincia, presidente Regione), alle due imprese dell'indotto e al presidente dell'Ilva Bruno Ferrante un incontro per chiarire "quali sono le vere problematiche che coinvolgono i lavoratori edili dell'appalto. Non possiamo rimanere solo con le dichiarazioni aziendali comunicate alle Rsu che Ilva ha bloccato tutte le commesse in essere".
La decisione e' stata presa "a seguito della comunicazione di avvio di un piano di ferie finalizzato alla procedura della cassa integrazione Guadagni ordinaria senza alcuna garanzia di rientro. Comunicazione - si dicono convinti i sindacati - che potrebbe aggravare la situazione occupazionale e che spinge quindi i lavoratori alla esasperazione poiche' quasi tutti sono monoreddito ed impossibilitati a sostenere la famiglia", avendo contratto mutui o prestiti ecc.
"Mentre da un lato la proprieta' Ilva garantisce l'assenza di problemi occupazionali per i diretti, dall'altro - continua la nota dei sindacati - le aziende dell'indotto mettono in atto meccanismi di esubero personale con dichiarazioni che - asseriscono- da parte Ilva mancanza di commesse". I lavoratori, unitamente ai sindacati, si chiedono "come mai vengono coinvolti tutti i lavoratori non impegnati direttamente nelle aree coinvolte dai noti problemi della magistratura? Forse per creare esasperazione e problemi sociali? E' mai possibile che debba pagare sempre il lavoratore?".
I sindacati Fillea-Filca-Feneal ribadiscono "ancora una volta grande rispetto verso le decisioni della magistratura che ha messo a nudo le problematiche che da anni le organizzazioni sindacali denunciano e chiedono inoltre di segnare un cammino graduale circa la bonifica degli impianti e la garanzia occupazionale per tutti i lavoratori diretti e dell'appalto". I sindacati chiedono a istituzioni (prefetto, questore, sindaco, presidente Provincia, presidente Regione), alle due imprese dell'indotto e al presidente dell'Ilva Bruno Ferrante un incontro per chiarire "quali sono le vere problematiche che coinvolgono i lavoratori edili dell'appalto. Non possiamo rimanere solo con le dichiarazioni aziendali comunicate alle Rsu che Ilva ha bloccato tutte le commesse in essere".
