Sanità: via al dibattito in aula. "Buona giornata per i pugliesi"

BARI. Ventitré interventi in Aula sulla sanità, un dibattito sentito e partecipato, un clima sereno: ringrazio tutti i colleghi, di maggioranza e opposizione, per la serietà, per la pacatezza, per la ricchezza di contenuti”. Il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, commenta con soddisfazione “una giornata positiva, grazie all’atteggiamento maturo e responsabile col quale l’intera Assemblea ha voluto affrontare temi così sensibili e delicati, ispirata a ricchezza, sui quali giustamente i cittadini riversano tanta attenzione e ancora più aspettative”. “I Pugliesi hanno diritto ad una sanità di eccellenza e attendono politiche appropriate e capaci di mettere in sicurezza il loro diritto alla salute, una materia sulla quale si misura gran parte degli indicatori della qualità della vita e del benessere individuale”.

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Alcuni interventi in aula:

Pietro Lospinuso (Pdl) - Mi definisco assolutamente insoddisfatto dalla relazione dell’assessore alla sanità. Ettore Attolini. Sia per quanto riguarda le scelte che ricadono su tutta la regione ma in particolare per quelle relative al territorio. Un dato per tutti, il numero della mobilità extraregionale che per quanto riguarda Taranto risulta essere la più penalizzata. Ma anche relativamente alle altre scelte ed alle motivazioni che le ispirano, non posso che esprimere il mio disappunto. La situazione reale della sanità in Puglia è molto differente da quello che emerge dalla relazione dell’assessore. I tempi di attesa continuano ad essere lunghissimi ed è questa una delle tante ragioni che spinge i cittadini a rivolgersi fuori dalla Puglia per i risolvere i propri problemi. A Taranto aspettiamo 8 milioni di euro del Piano straordinario della salute. Vorrei avere notizie del provvedimento relativo a questo finanziamento.

Ignazio Zullo (Pdl) - Dal 2005 ad oggi non è cambiato nulla. Sento parlare sempre di obiettivi che però vengono sistematicamente disattesi. Obiettivi non raggiunti, un dato la cui responsabilità, cercate sempre di imputare ad altri. Sento il solito ritornello della carenza di fondi provenienti dal Governo nazionale. A me risulta invece un incremento in questi anni. È troppo facile addebitare al livello romano le responsabilità del disastro, senza fare autocritica e uscire dalla autoreferenzialità. Ancora peggio il tentativo di volere addebitare responsabilità all’ex ministro Fitto. Dovete cambiare sistema. Dovete ammettere che abolire i ticket è stato un grave errore, per esempio. Dovete ammettere che la vostra è una sanità a pagamento altro che pubblica. Dovete confrontarvi con noi, aprirvi al dialogo per cercare, insieme le soluzioni.

Francesco Damone (LPpdt) - Chi paga le conseguenze del disastro sanitario è sempre l’utente. Ho letto la relazione. È fredda, cinica e bugiarda, preparata da una tecnostruttura che non conosce i problemi ella sanità e del territorio. Lasciate intendere che i problemi sono stati risolti ma mentite, è falso. Siamo lontani dalla realtà. I problemi restano tutti lì. Le liste d’attesa, contenimento della spesa farmaceutica e personale, la questione degli appalti. I direttori generali delle Asl dovrebbero controllare il lavoro svolto dai primari nei vari reparti. Continuiamo ad avere una grave carenza nelle piante organiche. In questa situazione di confusione non si può scherzare, dovremmo smetterla con le contrapposizioni. Dovremmo collaborare e concentrarci sul benessere per i cittadini.

Patrizio Mazza (Idv) - Quando penso alla sanità immagino una sanità sulla quale possono incidere scelte diverse. Un modello sanitario può essere quello del tutto dovuto a tutti a prescindere dal livello della qualità. Un’altra opzione potrebbe essere quella di operare delle scelte, decidere quali sono le priorità e concentrarsi su quelle per renderle al massimo. Ancora, c’è la politica ospedalocentrica: puntare tutto cioè, sulla ospedalizzazione e quindi decidere se chiudere questo o quell’altro ospedale. Io vorrei che si puntasse assolutamente ed esclusivamente su quello che è utile per i cittadini. Ho sentito poco in questa aula circa quello che vogliamo fare per migliorare la grave situazione di carenza di personale. Circa le scelte degli ospedali sento di affermare che un piccolo ospedale molto spesso può assolvere compiti importanti per il territorio. Quindi non è detto che sia da chiudere perché inutile. Ogni comunità ha le sue esigenze specifiche e la politica ha il dovere di comprendere queste esigenze ed interpretarle. Sono contrario alla ospedalizzazione ad ogni costo e favorevole alla liberalizzazione dell’assistenza, il paziente deve poter scegliere gratuitamente.

Giammarco Surico (Fli) - La relazione fornisce spunti polemici non di poco conto. Emerge un grido d’allarme soprattutto dal punto di vista delle carenze di personale, delle piante organiche. Siete riusciti ad ottenere il pareggio di bilancio, complimenti, ma allora i due milioni di debiti con i fornitori, cosa rappresentano? Avete chiuso ospedali senza riconvertirli. I livelli di assistenza (lea) non sono garantiti in alcun modo. Siete in ritardo con l’informatizzazione. Il modo di gestire le Asl non è condivisibile. Vorremmo sapere cosa avete intenzione di fare per alleviare le sofferenze della gente malata, per umanizzare le vostre scelte che sembrano essere solo ragioneristiche.