Legge di Stabilita': spazio per cambiamenti su Iva, Irpef e scuola
ROMA. Proseguono ininterrottamente gli incontri sulla legge di stabilita' tra il premier Mario Monti e i leader dei partiti di maggioranza. Ieri e' toccato a Enrico Letta, vicesegretario del Pd, e a Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. Oggi sara' la volta del Pdl con Silvio Berlusconi e il segretario Angelino Alfano. Domani potrebbe tenersi, invece, l'incontro con Pier Luigi Bersani, segretario del Pd. Pdl, Pd e Udc chiedono all'unisono a Monti modifiche al testo della legge di stabilita' che da domani inizia il suo iter parlamentare presso la commissione Bilancio della Camera. I partiti di maggioranza sono contrari all'aumento di un punto dell'Iva a iniziare dal luglio 2013 e ai ritocchi dell'Irpef ipotizzati dall'esecutivo. E a non convincerli sono pure i provvedimenti annunciati per la scuola. Il governo starebbe gia' lavorando a un passo indietro sull'idea di un aumento delle ore lavorative per gli insegnanti. ''Siamo fiduciosi che la discussione in Parlamento possa migliorare la legge. Le nostre richieste sono cogenti. Conservo la fiducia che si possa trovare una via d'uscita'', ha dichiarato Letta all'uscita da Palazzo Chigi ribadendo che cosi' com'e' il Pd non puo' votare la legge di stabilita'. Casini ha indetto una conferenza stampa alla Camera per riferire sul colloquio con Monti: ''Abbiamo esaminato assieme i contenuti della legge di stabilita'. Apprezziamo l'idea del governo di procedere a un abbassamento dell'Irpef. Ma il governo non puo' rischiare di compromettere oggi i grandi risultati ottenuti in Europa. Non possiamo compromettere l'equilibrio dei conti. Temiamo pero' che l'abbassamento dell'Irpef, insieme alle detrazioni, rischi di penalizzare le famiglie monoreddito con figli''. Il problema delle proposte avanzate da Udc, Pd e Pdl riguarda i saldi. Il presidente del Consiglio e' disposto ad accogliere ipotesi di correzione della manovra a condizione che il saldo tra entrate e uscite copra i 2 milioni di euro preventivati. ''Tocchera' al ministro Grilli lavorare con i nostri tecnici. La preoccupazione del presidente e' che i saldi rimangano invariati e che gli sforzi fatti dagli italiani non vengano messi a rischio. E noi siamo d'accordo con lui. Il presidente del Consiglio e' disponibile a modifiche su Irpef e Iva'', ha detto in conferenza stampa Casini ricordando che l'Udc apprezza ''il segnale del governo di voler abbassare la pressione fiscale, temiamo pero' che cio' possa penalizzare le famiglie''. Vittorio Grilli, ministro dell'Economia, ci ha tenuto a precisare intervenendo ieri all'assemblea degli industriali di Verona: ''Questo non e' un decreto legge, e' un ddl che ha i prossimi tre mesi di discussione parlamentare. I paletti sono i saldi di bilancio e il pareggio di bilancio. Se poi in Parlamento ci convinciamo che e' migliore un'altra combinazione, va benissimo E' una manovra che riduce le tasse e non le aumenta, che riduce le spese e non le aumenta. In questa cornice possiamo dibattere''.
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